[Topolino] Annata 2007

Gottfredson, Barks, Scarpa, Rosa, la scuola italiana, con un occhio di riguardo anche ai Disney spillati. Perché ricordiamo che il Sollazzo nasce qui, grazie a un certo papero mascherato...
  • Lo ammetto... ma solo per sisti
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • # 2671

    Paperino e L'Identità Meccanica (Sisti/Cavazzano): dopo il lavoro con "I Bis-Bis di Pippo", Alessandro Sisti ritorna con una storia che è un capolavoro. Una storia realizzata in maniera geniale, fitta di rimandi a storie passate. Il tutto in sole 28 pagine. Insomma, Sisti è un genio!
    Partendo dal presupposto, affrontato anche dalle precedenti Paperino e l'Identità Meccanica e Addio! (Pkna Speciale Zero Barra Uno), che la 313 abbia un'anima, Sisti in questa storia approfondisce l'aspetto della 313 fedele compagna di vita e avventure di Paperino. Una vita che in un'unica storia, forse per la prima volta, ci viene mostrata in più sfaccettature: la vita quotidiana, la vita da agente P.I.A. e la vita da supereroe. E la 313 sempre presente, anch'essa come il suo padrone con differenti "personalità". Questo mostrare le varie fasi di una giornata tipo di Paperino e la 313 non risulta forzato, ma anzi si incastra splendidamente risultando perfettamente in continuity. Una continuity non legata a una singola storia o a delle storie in particolare, bensì ad un intero universo di storie che fin qui ci sono state, senza entrare in conflitto o in contraddizione con nessuna di queste. Una continuty "intelligente", che si spera che possa fare scuola.
    Conoscendo Sisti, non c'è da stupirsi di tutto questo, visto che non è certo nuovo a questo modo di lavorare. L'intera seria di Pkna si basa sul lavoro simile operato da Sisti con i tre numeri zero: 3 storie innovative che introducevano un nuovo mondo di avversari e amci, eppure perfettamente attinenti con quanto fino ad allora visto in tante storie di Paperinik. E senza quelle tre storie sono convinto che la serie non sarebbe stata la stessa. Basti guardare il risultato della fantomatica terza serie, nella quale l'unica storia di Sisti non era altro che una presa in giro dei clichè di questa serie nonchè un'enorme strizzata d'occhio ai Pikers di vecchia data.
    La speranza è che anche altri autori possano seguire questa scia, e che nel Topo si possa vedere più Sisti e meno Ambrosio.
    Grrodon ha scritto: Non è dato sapere se Sisti conosca veramente ogni storia del patrimonio creativo di cui sopra, per cui potrebbe averla creata per ispirazione divina. Ma tenderei a non credere alle concidenze, soprattutto quando si parla di un autore che ha saputo destreggiarsi perfettamente in più campi, che ha curato il progetto Disney Parade e che è stato uno dei creatori di PKNA.
    Assolutamente d'accordo: nessuna coincidenza, ma la volontà di inserirsi nel solco tracciato dalle due storie precedenti.
    Grrodon ha scritto: Tanti temi assemblati con intelligenza che anzichè apparire donrosianamente ridondanti si completano a vicenda spiegando il vero motivo per cui sembra che Paperino poltrisca tutto il giorno.
    Geniale! In pratica Paperino non poltrisce perchè non ha voglia di lavorare, ma perchè lavora troppo.
    happyhippy ha scritto:che bello sentir parlar bene del mio Maestro!! :D
    Non si può non parlare bene del tuo Maestro! Per i Pikers poi è un grande, uno degli autori portanti di Pkna. Sarebbe veramente bello se avesse la possibilità di passare da queste parti, anche solo per ringraziarlo "di persona".
  • T 2672
    Numero anonimo.
    Topolino e la Scommessa di Sua Maestà (Horace/Perina): e io che al sentir parlare di cavalli speravo in un Piedidolci. E vabbè, un nerd non può avere tutto nella vita e Piedidolci è probabilmente un personaggio troppo retrò. Storiella buona, un po’ troppo simile (soprattutto nel finale) alle altre della serie e con alcune improbabilità abbastanza fastidiose (Gambac travestito non lo riconosce mai nessuno, eppure tutti sembrano conoscerlo…) e qualche discrepanza un po’ troppo evidente (Diablo prima viene presentato come un cavallo viziato e poi si accontenta di un rifugio spartano come quello dei criminali?). Ma sono pignolo io. Perina nella norma, non eclatante ma nemmeno malvagio.
    Paperoga Prof. Per caso (Vitaliano/Guerrini): uhu, una storia piazzata dopo quella che dovrebbe essere una delle principali, mi aveva fatto pensare che fosse un riempitivo e invece non è così. Forse un po’ tirata per le lunghe e un po’ dispersiva, ma lodabili alcune gag, la malattia del Prof. Registris e il relativo rimedio che sanno un po’ di barksiano e assai di ciminiano. Belli i disegni di Guerrini.
    Zio Paperone e la Ricchezza mobile (Russo/Soldati): un’altra storia che sembra riempitivo ma che riempitivo non è. Buono. Storia con evidenti stilemi ciminiani, forse non eccelle nel ritmo e nella caratterizzazione di alcuni personaggi (Pico non convince). Soldati non esalta né mi dispiace; forse solo un po’ affrettato.
    Paperino Paperotto e il Club esclusivo (Lepera/Turconi): e qui bisogna tirare un sospiro di sollievo perché rivediamo, dopo la comparsa di Tuck e compagnia bella ne I Passatempi di Quack Town, vediamo un Paperino Paperotto che non è PP8, con la giubba da marinaio e le ambientazioni rurali al loro posto. Tema abbastanza abusato, storia senza infamia e senza lode. Bravo Turconi, affrettato con i personaggi ma dettagliato con gli ambienti, tratteggia un Paperino a volte troppo sproporzionato.
  • T 2673
    Numero moscio.
    Topolino e la Minaccia dello Spettro (Bosco/Palazzi): mah, storia discreta. Non è un giallo molto fantasioso od articolato, ma comunque accettabile. Ho apprezzato che la soluzione del tutto sia venuta proprio da Basettoni, anche se in questo modo non si capisce bene chi sia il protagonista e la storia perde carattere. Palazzi nella norma.
    Qui Quo e Qua e il Giorno prima del esami (Secchi/Ferraris): mi ha fatto piacere trovare una storia “a tavolino” non troppo succube del prodotto che pubblicizza, ma ciò non toglie che la storia sia assai carente e un tantino scialba. Per l’ennesima volta ci viene raccontato la (apocrifa) nascita dell’amore tra Paperino e Paperina e ci sono parecchi svarioni nei flashback (guarda caso, tutte le nostre vecchie conoscenze sono compagni di classe… per non parlare della pessima interpretazione dei Bassotti). Ferraris nella norma, non sembra si sia sbattuto molto. Da notare la pessima e fastidiosa colorazione dei flashback.
  • T 2674
    Topolino e la Deriva U-Cronica (Sisti/Cavazzano): da dove inizio? Dalle speranze di vedere Pikappa sul Topolino vista la non inedita accoppiata Sisti-viaggi del tempo, dal fatto che questa sia una storia commerciale che di commerciale ha poco o dal ritorno di Marlin e Zapotec? Mah. Inizio con il dire che questa è una gran bella storia, che può preludere a una gran bella Saga. Certo, mai giudicare il tutto dal primo episodio, ma Sisti e più che meritevole della fiducia dei lettori. La trama tocca tematiche “classiche” dei viaggi temporali, pur senza scadere nel banale condita con gag simpatiche e colpi di scena magari non originalissimi (il T-Rex) o non così sorprendenti, ma disseminati con perizia nella storia. Come è ovvio il primo episodio getta le basi e i presupposti, per cui per attendere gli sviluppi e commentare la storia in senso più lato ci vorrà come minino la seconda parte. Risparmio a tutti le mie elucubrazioni sui viaggi temporali, mentre una nota negativa va alla inusitata colorazione della Macchina del Tempo. Capisco che il buon vecchio grigio non fosse adatto a un gadget, ma questi colori… vabbè, per quanto non lo faccia sentire la storia è pur sempre legata a un gadget. Assurdo poi che Topolino e Pippo vogliano mantenere il loro segreto vista la situazione. Ma sono minuzie.
    E non si può non parlare di Cavazzano a suo agio tra le foreste pluviali come tra strutture fantascientifiche. Belli i suoi dinosauri, sia comici che fedeli alla realtà (bella l’angolazione della quadrupla a pagina 15).
    Attendo fiducioso. Ah, e hanno scritto bene la prima didascalia, criticoni.
    Paperoga e l’Inseguimento ornitologico (Gagnor/Freccero): insomma. L’avrei vista meglio come storia breve, così mi sembra un po’ stancante e assai improbabile. E scontato il finale. Ottimo comunque Frccero, meno plastico del solito ma ugualmente gradito, ho apprezzato enormemente il suo meraviglioso Pico de Paperis.


    Su questo topic mi sento solo... :P
  • T 2675
    Paperinik e il Tesoro di Dolly Paprika (Gervasio): e iniziamo a lodare Gervasio. Che ben venga la ripresa di Paperinik come diabolico vendicatore, che ben venga la ripresa delle sue origini, che ben vengano le citazioni a Barks e la ripresa di Dolly Paprika. Però la storia non era assai entusiasmante, una storiellina modesta, nella norma, senza troppe pretese. Non un capolavoro, una storia onesta. La caccia al tesoro è poco appassionante e l’intreccio viene un po’ compromesso nel finale: il Paperinik di Martina era un genio nel mettere all’angolo Gastone e a farlo passare per un poco di buono, mentre qui il fortunato papero potrebbe benissimo spiegare tutto e farla a Paperino/Paperinik. Insomma, poco convincente e realistico. Ben fatti ma anonimi i disegni, che riprendono il modello cavazzanico dopo un excursus negli stilemi intiniani (anche se a dire il vero bisognerebbe sapere quando è stata realizzata la storia). Da segnalare una allusione iniziale a un tal Pinko, evidente parodia del Ginko di Diabolik; un personaggio omonimo era però apparso in Paperinik e il Ritorno a Villa Rosa di Michelini/Carpi. Citazione anacronistica o coincidenza?
    Bello il finale, anche se c’è una cosa che non ho sopportato: Notre-Paper. Insomma, sembra essere stata messa lì giusto per “arruffianarsi” gli appassionati; la cattedrale è perfettamente inutile ai fini della trama e, come se non bastasse, i Paperi non vi entrano nemmeno ma sostano all’entrata.
    In conclusione, non un capolavoro, non qualcosa per cui gridare al miracolo ma un’onesta e semplice avventura.
    Topolino e la Deriva U-Cronica – 2° episodio (Sisti/Dalla Santa): e si entra nel vivo della trama. Un bell’episodio, una bella storia, ma non poi così entusiasmante. Insomma, si intuiscono le potenzialità e probabilmente per gustare appieno questo prodotto confezionato dal grande Sisti dovremmo attendere tutti gli episodi. Forse il mio entusiasmo è un po’ frenato dalla realtà in cui sono stati catapultati Topolino e Pippo, forse troppo prevedibile. Insomma, sottotono rispetto all’episodio precedente, ma rimango più che fiducioso.
    Gradevoli i disegni di Dalla Santa, ma che poco hanno in comune con il precedente Cavazzano.
  • PORTAMANTELLO ha scritto: Da segnalare una allusione iniziale a un tal Pinko, evidente parodia del Ginko di Diabolik; un personaggio omonimo era però apparso in Paperinik e il Ritorno a Villa Rosa di Michelini/Carpi. Citazione anacronistica o coincidenza?
    Certo che è quel Pinko, che già era il contraltare di Ginko! Come potrebbe essere una coincidenza? Proprio in una storia così filologica?
    Notre-Paper. Insomma, sembra essere stata messa lì giusto per “arruffianarsi” gli appassionati
    Ha fatto bene, rivedere la cattedrale mi fa quasi venir voglia di comprare il libretto!!!
    A presto,
    Michele
  • Topolino n. 2675 (5)

    E con una bella copertina del caro Faccini ecco il primo Topolino di marzo, più primaverile che mai.
    Apre il numero “Paperinik e il tesoro di Dolly Paprika” storia scritta e disegnata da Marco Gervasio e da me molto apprezzata. Gervasio fa conoscere, a chi non ha letto le prime storie di Paperinik, i personaggi di Fantomius e Dolly Paprika che aprono la storia attraverso un flash-back. La considero davvero una bella idea. Se non fosse per il finale sbrigativo questa storia sarebbe stata davvero ottima. Ma comunque sia i testi che i disegni di Gervasio sono sempre buoni.
    A seguire “Il Commissario Basettoni va in pensione” storia scritta da Silvia Gianatti e disegnata da Alessandro Pastrovicchio. Storia che definisco molto semplice per non usare altri aggettivi altamente negativi. Tutta basata su un frainteso, della storia salvo solo la sceneggiatura, neanche i disegni di Pastrovicchio A. mi son piaciuti. Terza storia. Non so perché ma da un paio di numeri trovo sempre belle storie occupare il terzo posto. E questa volta ecco “Zio Paperone e la segretaria pasticciona” che davvero mi piace: vuoi per i disegni di Tiberio Colantuoni, vuoi per i testi di Angelo Palmas che ti sorprendono sino al finale… Insomma, vedremo nel prossimo numero se continueranno ad esserci belle storie al terzo posto.
    In “Topolino e la deriva U-Cronica” abbiamo ancora ai testi Alessandro Sisti mentre, ai disegni, Giorgio Cavazzano lascia il testimone a Giuseppe Della Santa. I disegni sarebbero anche passabili, ma il soggetto è davvero troppo infantile. Mi verrebbe da pensare che questo non sia il Sisti che ha creato Pkna.
    Spero davvero che la prossima settimana la cosiddetta “Saga del Tempo” mi stupisca. Ma forse sogno.
  • Eh, i ritardi...

    #2672

    Numerotto un po' così, niente di che, leggibile e nulla più. In copertina c'è il Topolino moschettiere di Perina, una bella copertina che prelude una storia del ciclo di Horace. Topolino e la Scommessa di Sua Maestà (Horace/Perina) è però una storia insignificante. Peccato che questa serie non decolli, penso sempre che si sarebbe potuto sfruttare l'ambientazione per un ciclo di storie ispirate al lungoemtraggio I Tre Moschettieri, e invece sia mai che le due metà del mondo Disney dimostrino un minimo di attenzione l'una verso l'altra. In mezzo ci sta Paperoga Prof. Per Caso (Vitaliano/Guerrini) in cui Vitaliano rispolvera Paperoga con una breve ricca di gag demenziali, mentre a chiudere il tutto Paperino Paperotto e il Club Esclusivo (Lepera/Turconi) riprone Turconi e il vero Paperino Paperotto che sembrava estinto e pronto ad essere rimpiazzato dal suo clone modernista by Ambrosio.


    #2673

    Il numero di San Valentino!

    Topolino e la Minaccia dello Spettro (Bosco/Palazzi): Nel progetto di rilancio del Topolino misterioso molti autori si stanno cimentando. Bosco non vuole essere da meno e confeziona un gialletto magari non originalissimo, ma senza dubbio ben costruito, con dei buoni ritmi e che, tipico dell'autore, valorizza la figura di Basettoni. Carina.

    Qui Quo Qua e il Giorno Prima degli Esami (Brizzi-Secchi/Ferraris): Se al posto di scrivere questa immondizia Brizzi e Secchi andavano all'osteria, e magari ci invitavano, saremo stati meglio tutti quanti. La storia evento del numero è imbarazzantemente brutta, ed è patetico pensare che roba come questa, Papernova e Wizards of Mickey venga pubblicizzata su giornali e riviste mentre tante belle storie non se le fili di striscio nessuno. E mi fa paura pensare che per i profani questa sia l'immagine che Topolino dà di sè. Agghiacciante. Mi spiace un sacco per Secchi, che recentemente si è fatto apprezzare alle prese con Paperinik, ma una simile commercialata fatta alla bell'emmeglio è a dir poco svilente per il mondo Disney. Veniamo prima al fastidio derivato da una questione di principio: per carità non facciamo i Don Rosa, non facciamoci ossessionare dalla continuity e dalle dietrologie. Ma quantomeno penso che si dovrebbe tener conto di come un personaggio è entrato in scena, visto che dovrebbe essere tra i minimi requisiti da sapere relativi alla sua storia e alla sua caratterizzazione. E' il caso di Ciccio, di Paperoga e della stessa Paperina, il cui primo incontro con Paperino ci è stato mostrato in tempo reale, nelle loro rispettive storie/strisce/cortometraggi d'esordio. Mettersi a riscrivere il loro passato mostrandoci un'ipotetica classe con tutti i personaggi in vesione baby è indice di una faciloneria che rasenta il ridicolo. E ci si potrebbe passare sopra se la storia fosse valida. Il punto è che non lo è e mostra una caratterizzazione che più piatta non si può. I personaggi vengono trattati come i Puffi che in ogni vignetta devono per forza ricordarci con una frase le loro caratteristiche rapportandole al mondo scolastico, e così ecco aberrazioni come "forte progettare due invenzioni contemporaneamente!" o "ehi! un buono per cento merendine gratis!". Per non parlare del fatto che mezzo cast Disney fosse innamorato di Paperina "ho inventato un'equazione per te!" o il mega lavoro di squadra finale che coinvolge tutti, pure i Bassotti. Vergogna, infamia, massima onta e disonore.


    #2674

    Inizia l'operazione Time Machine, con una copertina Cavazzanesca davvero bella.

    Topolino e la Deriva U-Cronica (Sisti/cavazzano): C'è poco da dire, lo si potrà anche criticare, ma Sisti rimane sempre uno sceneggiatore dalla gran classe, capace di immergersi di volta in volta in un contesto diverso, armonizzandosi alla perfezione con quanto già realizzato sull'argomento. La storia in questione dovrebbe rappresentare il grande rilancio della macchina del tempo, con una storia in più parti e un gadget allegato. L'anno scorso c'era stato Paperi Spaziali, di Ambrosio, e pare strano che questo tipo di progetto non sia stato affidato a lui. Che sia stato sfiduciato dopo i recenti linciaggi? Godiamoci Sisti, quindi, che già dopo poche pagine ha modo di tirar fuori il suo amore per il pensiero laterale pippesco facendogli ricevere come se nulla fosse una telefonata nella preistoria, e poi ecco l'altro suo grande amore, quello per la fantascienza e i marchingegni astrusi che stanno alla base di PKNA. Tocca qui all'alteratore improbabilistico, raccogliere le vestigia del tempo che fu. E Cavazzano? E' ormai provato che più una scenggiatura lo ispira meglio sarà la sua performance. La storia in sè però non è ancora niente di che, getta delle buone basi che potranno essere sfruttate in futuro, ed è quindi meramente introduttiva. Anche se già la presenza di un cliffhanger fa ben sperare in tal senso.

    Paperoga e l'Inseguimento Ornitologico (Gagnor/Freccero): Ho gradito questa storiella comica. Certo che secondo me sarebbe il tipico soggetto per una breve, e storie così se pensate apposta potrebbero nobilitare non poco la zona riempitivi del giornale. Ad ogni modo un paio di finezze per gli intenditori: l'inusitato di Scarpa e la Zirconia di Casablanca. Gh.


    #2675

    Numerone questo qui. Si inizia con la copertina di Faccini, si prosegue con la storia evento di Gervasio e si finisce con la Deriva. Avercene.

    Paperinik e il Tesoro di Dolly Paprika (Gervasio): Si sapeva che Gervasio aveva in animo di rinverdire i fasti di Fantomius, sin dalle sue prime storie come autore completo. Me l'aveva confermato poi a Lucca, anticipandomi l'arrivo di una storia che gli pareva un miracolo fosse stata accettata. Ora quella storia è arrivata e la possiamo valutare per benino: si tratta di una storia che è una vera chicca, una miniera di elementi, informazioni, citazioni e riferimenti ad altre classiche storie, che fanno da contorno ad una simpaticissima vicenda dal sapore prettamente martiniano. Forse la più bella storia papera da un anno a questa parte che parte nel passato per arrivare ad un presente in cui Paperino viene tuttora vessato da Paperone e Paperina. Ma nel frattempo si ha modo di gettare uno sguardo alla vera vita di Fantomius, che Gervasio ci mostra in azione accompagnato dalla sua compagna Dolly Paprika, che finora era apparsa soltanto impersonata da Paperina nella seconda storia di Paperinik. La precisione con cui Gervasio raccoglie gli elementi disseminati nelle storie di Martina ha del Donrosiano, ma la ridondanza è molto minore. Ecco quindi Fantomius venir snobbato dall'alta società Paperopolese dei primi del novecento, ecco Pinko, l'antenato del poliziotto che ne Il Ritorno a Villa Rosa di Michelini/Carpi dava filo da torcere al Nostro. Ed ecco anche Villa Rosa, ricostruita nel dettaglio, con tanto di cortile sul retro, caminetto, poltroncina verde e supellettili. E non è finita qui, pure Barks si prende la sua fetta di omaggi, grazie alla cattedrale di Notre Duck da lui inventata ne I Misteri della Cattedrale e riapparsa poi di sfuggita in Due e Trauma. Per non parlare ovviamente dell'auto-omaggio: il nome Quackett che si sospetta essere la vera identità di Fantomius. Insomma tante belle citazioni, e la storia? E' bella anche quella, molto divertente, nel puro spirito del vendicatore d'altri tempi. E adesso mio caro Gervasio ti sei fregato con le tue mani, credi che il fandom non ti inseguirà per ogni dove per costringerti a sviluppare il filone? Anche perchè l'incontro tra un Fantomius attempato e il giovane discepolo potrebbe essere una base ideale per una eventuale quarta serie pikappica.

    Topolino e la Deriva U-Cronica - Secondo Episodio (Sisti/Dalla Santa): Cavazzano lascia il posto a Dalla Santa, che un tempo mi piaceva un sacco, ma adesso si è non poco offuscato. nche se devo dire che per l'occasione anche lui si è un po' ripreso e ha confezionato un buon comparto grafico. La storia prosegue mostrandoci un canglo epocale malato in cui i dinosauri hanno sottomesso l'uomo. Tutto questo ricorda un sacco Il Pianeta delle Scimmie, e sicuramente se ci fossimo trovati davanti la stessa cosa partorita però dalle mani di Ambosio sarebbero stati insulti a non finire. Ma a ben guardare la differenza cmq c'è eccome e Sisti ha una classe tutta sua, e la si vede nelle finezze, come appunto quella di gestirsi contemporaneamente tre fasi (presente, passato e futuro) di una stessa linea temporale manomessa, quando invece in questi casi un tempo si sarebbe fatto agire Topolino in una sola epoca. Il discriminante tra una piatta sboronata e una figata è che appunto la seconda ha cognizione di causa e un sacco di particolari interessanti. Insomma, si nota una certa cura. E quindi la fiducia rimane confermata.

    Next: Sisti e Gervasio in coppia!
  • T 2676
    Pico De Paperis e l’Antico Pediluviante
    (Faccini): oh, un Faccini non intento in una dissacratoria opera di distruzione dei canoni consueti in una delle sue irriverenti autoconclusive ma non per questo meno gradito. Anzi, io ne vorrei anche di più di storie facciniane lunghe, scritte e realizzate interamente da lui perché sono estremamente godibili, come in questo caso. Un’esilarante commedia degli equivoci, con una riuscitissima amalgama di personaggi da un esaltato Pico, in cerca della gloria personale a un Paperone machiavellico e avido, passando per un ingenuo e disastroso Paperino. Ottime le gag e le caratterizzazioni; Pico, per la sua esagerata ricerca del successo e della gloria personale e Paperino per la sua impulsività autodistruttiva vengono puniti da una sorta di “giustizia divinia” che ben si sposa con il tema classico della storia. E si fa apprezzare anche Paperone, che non si vedeva “bidonare” qualcuno dalla celebre botola nel suo ufficio con questo carisma da molto tempo. E non può passare trascurato nemmeno l’evidente atto illegale di Pico, che cerca di eludere i costi doganali e le leggi internazionali.
    Superlativi poi gli incisivi, sintetici ma dinamici disegni di Faccini, espressivi e con un pizzico di scarpiano in ambientazioni e scenari.
    Topolino e la Deriva U-Cronica – 3° episodio (Sisti/Gervasio): la storia si assesta su un buon livello, finalmente ben definito. Un episodio più apprezzabile degli altri, in quanto più completo e con un intreccio ben più consistente: insolito ma ben gestito l’assortimento di realtà temporali proposto da Sisti. Buono anche il cavazzanico Gervasio, abile in particolare con ambienti e indiani, ma poco pratico con Grex che in molte inquadrature sembra un alligatore antropomorfo.
  • #2676

    In copertina, Topolino e Pippo che pubblicizzano l'operazione Time Machine con tanto di strillo. L'unico dubbio è: se il gadget è in quattro parti come la storia, com'è che è iniziato col secondo numero? Non sarà un po' triste doversi montare la macchina del tempo a storia conclusa? Bah.

    Pico de Paperis e l'Antico Pediluviante (Faccini): Ok, Faccini ha "omaggiato" Scarpa e Pier Carpi. E allora? Chissenefrega se ha omaggiato una storia peraltro misconosciuta, quando la storia in sè è perfettamente leggibile, per non dire bella. Anzi molto bella, visto l'uso praticamente perfetto che viene fatto del cast papero, viste le gag divertentissime e lo stile grafico scarpiano. Che senso ha stare a fare i nerd rompiballe quando i problemi veri sono altri, e stanno altrove (più o meno verso il centro dell'albo)? Oltretutto Faccini in una LUNGA e senza Paperoga è merce rara. Quindi teniamocela, e zitti.

    Topolino e la Deriva U-Cronica - Terzo Episodio (Sisti/Gervasio): La terza parte è la più sciatta finora. Sisti ha un po' questo problema, potenzialmente potrebbe essere il migliore, ma ama tenere un basso profilo, apparire un po' dimesso. L'ideale sarebbe una contaminazione tra la qualità dell'umile Alessandro e la pomposaggine ambrosiana, che potrebbe finalmente valorizzare certe storie come meritano. Cmq niente da dire, la storia si sviluppa sempre bene, focalizzando sugli svarioni della storia americana, e continua ad essere mantenuta una certa molteplicità tra i piani di realtà, con presenti, passati e futuri che evolvono contemporaneamente di episodio in episodio, incasinando un bel po' il tutto. Ma senza confondere le idee al lettore, visto che la storia è assai ben raccontata. Indiani d'america, antica Roma e dinosauri si fondono qui, e anche Gervasio mette un bel po' di cose nel pentolone, indiani in stile Penna Bianca, romani uderziani e un Grex-Acchiappone. E la settimana prossima dovrebbe toccare Mazzarello, per il gran finale.
  • Attendevamo tutti l'episodio conclusivo di "T. e la deriva U-Cronica", ed ora che siamo arrivati al termine è giusto trarre le conclusioni. La saga era partita bene, i vari incroci temporali tra passato, presente e futuro, rendevano lo sviluppo della trama incerto e appassionante. Gli spunti interessanti, insomma, non sono mancati, ma la conclusione non è all'altezza delle aspettative. L'ultima parte si discosta dalle due che l'hanno preceduta, proponendoci i chiarimenti di rito.

    SPOILER L'alteratore, come intuito dai più già dalla prima puntata, è la causa di tutto, e il colpevole è Zwilpo, cosa che era ormai evidente, come si evinceva nello scorso episodio, quando, nel rammentare dove potesse essere il congegno, faceva il titubante (il perchè sia sempre rimasto zitto sino alla domanda di Topolino resta un mistero)... Il vecchio West popolato dagli alieni non l'ho proprio digerito, il "venditore di macchine del tempo" (...) che compare grazie all'alteratore, poi, sembra venir fuori da X-Mickey... senza contare che è più che improbabile (scusate, ma qui ci vuole) trovare un oggetto preistorico senza una mappa, in un luogo a caso e in poche ore... Le ultime pagine della storia, in particolare, sembrano di matrice Ambrosiana. Un paio di punti rimangono in sospeso: la sorte di Grex (che cmq possiamo riconoscere in forma non evoluta nel giurassico) non ci viene mostrata, anche se è immaginabile, e la noncuranza con il quale Topolino e co. lasciano un oggetto anacronistico come l'alteratore in un epoca passata (!?), probabilmente destinata a scomparire del tutto, senza provocare danni al continuum, ma dopo i danni che avevano fatto è inspiegabile, e poi non mi sembra che abbiano tutta questa conoscienza in fatto di paradossi temporali. Un bravo a Mazzarello che si è comportato meglio di quanto prevedessi, ho apprezzato lo sforzo di riprodurre le stesse espressioni facciali cavazzaniane dei comprimari di questa storia, ma anche il resto. FINE SPOILER

    Una serie che si conclude zoppicando, insomma. Peccato, l'happy end finale (pur lasciando aperta la possibilità di un "improbabile" reunion con i cronauti) pare striminzito dopo tutto quel che è successo ai nostri, di positivo c'è che riabituarsi a sfornare nuove storie del tempo ora non sarà più un tabù per la redazione, si spera.
  • T 2677
    Bah.
    Topolino e la Deriva U-Cronica – 4° episodio (Sisti/Mazzarello): ok, potrei cavarmela elegantemente con alludenti perifrasi, ma non lo farò: l’ultimo episodio è una terribile delusione. Non che le puntate precedenti fossero eclatanti, ma se non altro si mantenevano su un livello discreto. E, devo essere ancora più sincero? Si era criticato tanto Ambrosio per il finale-minestrone di WoM, ma questo non ci si discosta tanto; Sisti ha pagato la poca, ma comunque presente, autoconclusività degli episodi precedenti e si è trovato ad affollare tutto in questa ultima parte, che paradossalmente risulta anche dispersiva e confusa. Essì, perché tra dinosauri futuristici che maneggiano alla perfezione una sei colpi, alieni in pieno far-west (che non si amalgamano bene come l’assortimento indiani/romani), apparizioni “improbabilistiche”, sparizioni temporali, apparecchi dimenticati che causano sballottamenti di continuum, quello che ne viene fuori non sembra essere il prodotto di un dei papà di PKNA. E vogliamo parlare delle numerose (e anche alquanto fastidiose) facilonerie, inaspettate dal metodico e fantasioso Sisti? Meglio di no, và. Lettori e autore stesso (spero) sanno che il prodotto che ne è venuto fuori è al di sotto delle aspettative dei primi e delle possibilità del secondo; insomma, ne è venuto fuori un’accozzaglia di cose/personaggi/fatti condita con stereotipi per fare contenti i più piccini. Sisti, hai fatto un passo falso, vedi di rimediare (che ne sei capace) e al più presto. Su, su, pedalare, e rimediare allo scempio.
    Discreto Mazzarello. Ah, orribile il nome “Topolinia Town”
    Amelia e la Cugina Fata (Gentina/Vetro): e questo ibrido tra riempitivo e storia lunga meriterebbe la copertina? Ma mamma mia. Non poteva essere un po’ scorciata, questa storia? Sì, che poteva, sì che poteva…
    Bella la mano della Vetro, soprattutto in quadruple e primi piani ma un po’ affrettata nel resto.
    Paperino Paperotto in Misteriose Presenza a Quack Town (Perini/Tosolini): probabilmente la migliore del numero, il che la dice lunga. Non che la storia sia malaccio, anzi una simpatica commedia degli equivoci (abbastanza classica nella serie di Paperino Paperotto) ma comunque niente di eclatante. Buono Tosilini, un pelino meno graffiante ed incisivo del solito.
  • #2677

    Oh bene, allora non è vero che la Vetro ha disimparato a disegnare. E' Sisti che ha disimparato a scrivere, visto il modo frettoloso con cui ha concluso la sua saga. Pazienza, è un vero peccato che ad aggiudicarsi la copertina sia una storia minore come Amelia e la Cugina Fata (Gentina/Vetro) invece del tanto sperato gran finale della Deriva U-Cronica. Ma del resto la copertina è davvero molto bella, e anche la storia per essere un riempitivo di poche pretese si sa far leggere. E' presente pure il ritorno di Savini, con una breve di Pippo, nonchè il ritorno di Paperino Paperotto, quello vero, in chiusura di numero.

    Topolino e la Deriva U-Cronica - Quarto Episodio (Sisti/Mazzarello): Che tonfo, tutto in vacca ha buttato Sisti, stavolta. Un vero peccato, perchè la saga era partita benissimo con i due episodi iniziali molto interessanti, il terzo un po' sciatto ma tutto sommato coerente, e un quarto al limite dell'Ambrosiano. E proprio di Ambrosio sembrerebbe essere la storia, col suo presentare soluzioni semplicistiche e raffazzonate e situazioni al limite del pacchiano, tradendo una scarsissima convinzione di fondo. Per quanto gli alieni nel far-west sia un'assurdità giustificata, la storia ha una caduta di tono abissale nel momento in cui entrano in scena, per non parlare poi delle gag che seguono, con l'alteratore che si trasforma in un pozzo dei desideri. Ma del resto Sisti, per quanto bravo ci aveva abituato ai suoi toni un po' dimessi (I Bis- Bis di Pippo, Cronaufragio, Onde Alpha), senza però togliere spessore alle trame. Qui invece avviene l'impossibile, con la soluzione di tutto affidata a uno Zwilpo che casualmente riesce a dire solo ora qual'è la causa di tutto. E da lì in poi le facilonerie si sprecano e rasentano il buffonesco quando Topolino e soci iniziano a scavare in un punto a caso e trovano l'alteratore, o la superficialissima glissata sulla sorte di Grex. Per non parlare poi del frettoloso e oscuro, per non dire inesatto finale, in cui l'incontro tra i cronauti non avviene ma Zapotec e Marlin dimostrano di ricordarsene. Davvero un peccato che anche Sisti si sia lasciato andare in questo modo, e viene da chiedersi se il tutto non abbia subito una brusca virata decisa da terzi. So solo che mi cade un mito, e che la settimana prossima trovarsi a montare la macchina del tempo a distanza di un numero dalla conclusione della saga sarà piuttosto triste.

    Next: Il Ritorno di Paperinika!!
  • T# 2678:

    Alla fine, il ritorno in pompa magna di Paperinika, è migliore di quanto auspicato dai più, ai primi barlumi di notizia. In molti (me compreso) speravano che la papera vendicatrice rimanesse chiusa nel cassetto, senza più svegliarsi dal lungo letargo, ma quel che ne è venuto fuori non è poi malaccio. La storia è orchestrata molto bene, e la Paperinika che vi compare è abbastanza lontana dalla femminista esasperata delle storie d'esordio. Certo, forse lo sberleffo iniziale di Paperino e Paperone è un pretesto fin troppo forzato per riportare in auge il personaggio (nel più banale dei modi: la cantina), ma successivamente la trama scorre bene. Mangiatordi è una sorpresa, davvero bravo e meticoloso nei dettagli (dal costume riprodotto fedelmente, alla chicca del quadro con Ely Emy ed Evy di pag. 13), capace di tratteggiare i Bassotti e Paperina in modo perfetto. Ottimo anche il recupero di Genialina (e suoi gagdet), nel ruolo di comparsa attiva, e non messa lì solo per dare continuità. Carino il siparietto centrale con Paperinika in azione (molto gaggoso), e finale, per una volta, non troppo frettoloso, che fa intendere come questa sia una seria apripista (studiata a tavolino) per altre storie del supereroe in gonnella. Bene, bravi, bis dunque. Ora è ripetersi che sarà dura, e senza dover cadere nel banale. Mantenendosi su certi livelli, l'operazione rilancio potrebbe anche decollare, chissà... Se tanto mi da tanto, però (vedi gli altri ritorni di lusso), potrebbe attenderci una pericolosa sovraesposizione del personaggio, col rischio di rendere inutile quanto visto di buono in questa avventura. Chi vivrà vedrà.

    La storia di Ficarra a Picone: Imho, se si deve discutere animatamente sulla questione "storie pubblicitarie", questo non è il caso da prendere come esempio limite, anche perchè si è visto di peggio (Paperello vi dice niente?). La storia non è effettivamente il massimo, ma, pur essendo uno spottone al duo comico palermitano, si fa leggere, grazie anche al solito Cavazzano (autore di un paio di vignette con sfumature da brivido) e le trovate comiche non mancano (penso alla grassona o al cartello a prova di Paperoga). Da notare, come Paperone si affidi ad un inedito commissario (vagamente somigliante al mitico Jan Clayton di MMiana memoria) invece dell'inconcludente Umperio Bogarto (ma ovviamente è giusto così, ai fini della storia).
  • T 2678
    Il Ritorno di Paperinika (Secchi/Mangiatori): un personaggio di cui non si sentiva la mancanza è stato riesumato per le pagine del Topo; tuttavia, incredibile ma vero, non c’è stato scempio alcuno. Una storia più che buona, una trama ben articolata e una Paperinika ben personalizzata. In passato capitava di vederla come macchietta, come stereotipo della donna frivola in gonnella e, in certi casi, la cosa era fastidiosa, come fastidiosi erano gli scontri tra Paperino & maschiume contro Paperinika e Genialina (per quanto io sia un amante della cattiveria martiniana).
    Abbiamo quindi degli scontri fra sessi non accentuati; ci sono sì luoghi comuni del tipo “questo è un lavoro da uomini”, ma non esagerazioni che vedono il gentil sesso capace unicamente di spettegolare e recluso all’attività casalinga. Alquanto fastidiose comunque le tavole in cui Paperinika colleziona un insuccesso dietro l’altro, non tanto per il lato umano che dimostra (anzi questo aspetto è adorabile, è assolutamente realistico vederla fuori allenamento) bensì per il fatto che sembra quasi un pretesto per sfoggiare i suoi congegni: capisco si debba presentarla ai neofiti, ma il tutto poteva essere meno forzato. Ottima la sottotrama di Paperino e Paperone, personalmente apprezzo enormemente quando si ironizza sulla movimentata routine dei personaggi Disney.
    E i disegni? Bravissimo Magiatordi, un tantino (ma proprio impercettibilmente) più anonimo del solito, tratteggia comunque ottimi Paperi e una Genialina che sembra presa pari pari dell’esordio cavazzanico. Sono andato in visibilio per l’angolazione data alla seconda vignetta di pagina 19.
    Insomma, si (ri)parte bene, occhio a non fare scivoloni. E c’è da vedere come reagirà Paperinik…
    Zio Paperone e il Rapimento Teatrale (Vitaliano/Cavazzano): è da un po’ che siamo abituati a storie pubblicitarie belle, questa non è affatto una di queste. Una trama fiacchetta, prettamente divulgativa e anche un po’ buonista. Paradossalmente, le battute che dovrebbero esplicitare la comicità di Caraffa & Cappone, sono al di sotto dello standard di Vitaliano; battute condite poi con risate ridondanti e posticce, decisamente odiose. Però non è che adesso Vitaliano è diventato il più meschino dei meschini, ha fatto una storia sottotono, capita a tutti. Non è certo un capolavoro e il livello è bassino, ma non la si può definire proprio una storia brutta: ci sono dopotutto alcuni ottimi tocchi di vitalianità che la sollevano un po’. Insomma, non si pensi che dica questo solo perché Fausto è un forumer affezionato, ma credo che se l’avesse scritta un altro autore non saremmo stati contenti, ma non avremmo nemmeno tutto questo malumore. Come ho già detto, uno scivolone capita a tutti, e sono sicuro che Fausto si riprenderà.
  • T 2679
    Topolino e l’eredità ad enigmi (Ferraris): che dire? Storiellina semplice semplice, con la ormai abusata caccia al tesoro con indovinelli connessi. Insomma, un buon prodotto ma fin troppo prevedibile, Ferraris avrebbe dovuto cercare di non dare troppa importanza ai dettagli che si rivelano poi la chiave per la risoluzione degli enigmi. Scontata anche la sorte di Pippetto: perché mai una persona scomparsa all’improvviso dovrebbe lasciare delle buste con gli indovinelli per la casa?
    Nella norma i disegni, sarebbero potuti essere migliori.
    Paperògate di Creta e la Filosofia Tranquillista (Gagnor/Pastrovicchio): davvero un buon lavoro. Il personaggio di Paperoga calza a pennello e anche le filosofie parodiate sono godibili. Una comica simpatica e godibile, forse un po’ prevedibile la storia delle statue, ma comunque ben usata. Azzeccata la trovata degli sponsor per filosofi, forse un po’ ridondanti i nomi ellenistici dei paperi (ma vengono tutti da un posto diverso?). Nella norma Pastrovicchio, curate le sue architetture, ma non lo trovo molto adatto alle storie in costume.
    Ah, sarà una bazzecola, ma brutto il nome Paper-Socrate; considerando che poi il personaggio, di “paper” non ha nulla...

    E settimana prossima: Torna Wizards of Mickey con 10 entusiasmanti episodi!
    Reggetevi forte.
  • Con mio sommo rammarico mi ritrovo con poco tmepo a disposizione negli ultimi tempi, non solo per recensire e postare ma anche per leggere.
    Le letture arretrate si accumulano, ma almeno qualcosa sono riusito a leggere...

    Topolnino e la deriva U-Cronica (Sisti/Cavazzano-Dalla Santa-Gervasio-Mazzarello): la storia parte che è una meraviglia! Sembra quasi che Sisti abbiama traslato lo spirito pknaico sul Topo, sarà per il binomio Sisti-Viaggi-nel-tempo. Ma sono soggetto e sceneggiatura ad essere di alto livello e ad entusiasmare un Cavazzano davvero sublime.
    Il secondo episodio si dimostra tutto sommato al livello del primo, e si ha l'impressione di una storia di ampio respiro, addirittura di una saga in più di 4 episodi. Bravo Dalla Santa, che negli ultimi tempi non mi gusta granchè anche se in passato l'ho adorato (Fantaleggende in primis), ma che qui, complice forse una sceneggiatura stimolante, si dimostra superiore alla sua media attuale.
    Il terzo episodio vede all'opera i disegni di un bravissimo Gervasio. La storia cala rispetto ai primi due episodi, ma tutto sommato regge ed è interessante vedere gli antichi romani alle prese con i pellerossa.
    E veniamo al quarto e ultimo episodio, ovvero come tutto si è rovinato. Ok, premettiamo subito una cosa: Sisti è un grande, e non sarà certo questa storia a cambiare le cose. Certo però vedere una sua storia finire così è proprio un brutto colpo. E il sospetto che ci sia stato un intervento di terzi è più che legittimo... Oltre a citare le facilonerie e il finale arraffazzonato già citato, faccio notare come non si sia proseguito il filo degli episodi precedenti. In un'America dove arrivano i romani, perlomeno il Far West, se lo si vuole presentare, deve essere mooolto diverso. E 'sta storia degli alieni sembra essere messa lì affinchè i nostri trovino un modo di tornare indietro nel tempo. Onde Alpha e Cronaufagio non sono certo capolavori, e non si vuole nemmeno che un autore faccia solo questi, ma sono storie leggibili e godibili; quello che non si può dire di questo finale di saga. Un'ultima cosa: sulla questione del finale, io non l'ho trovato inesatto. Zapotec e Marlin ricordano i due viaggiatori perchè gli hanno visti. Spegnendo l'alteratore si è impedito che nascesse la linea temporale anomala, ma l'incontro con i cronauti del futuro e il loro chiedere aiuto per non mancare il viaggio di ritorno è avvenuto comunque.

    Paperinik e il Tesoro di Dolly Paprika (Marco Gervasio): e bravo Gervasio che recupera in colpo solo i Paperinik diabolico vendicatore, Fantomius e Dolly Paprika, che finalmente vediamo in azione con il suo consorte nella Paperopoli d'inizio '900. Una bella storia non c'è che dire, che ricalca le primissime storie di Paperinik, e non può che fare piacere a un fan del papero macherato come il sottoscritto. Bello vedere Fantomius e Dolly muoversi per le stanze di Villa Rosa, le stesse dove molti anni dopo Paperino troverà il diario del ladro gentiluomo, dando vita così al suo alter ego mascherato. E non può che fare paicere la cura dei particolari posta da Gervasio, sia citando che mostrando; impressionante come gl il salone di Villa Rosa sia uguale a quello scarpiano. E infine come non applaudire alla citazione della Cattedrale di Notre-Paper, vista in tutta la sua imponente bellezza?
    Bravo, bravo e ancora bravo! Però adesso caro Marco ci hai ingustato e vogliamo vedere presto una storia che percorra lo stesso solco di questa!

    Il Ritorno di Paperinika (Secchi/Mangiatordi): un ritorno di Paperinika non me lo sarei proprio aspettato. Lo ritenevo un personaggio relegato in quelle storie d'esordio, e che poteva vivere solo in qualche storia degli autori brasiliani. E invece ecco una storia che recupera il personaggio, e che recupero! Intelligentissimo il fatto che Paperina si trovi fuori allenamento e si debba riabituare sia fisicamente che all'uso dei marhingegni. Per non parlare del fatto che Paperinika operi non per vendicarsi dei comportamenti maschilisti ma proprio come supereroina, impegnata a dimostrare l'innocenza di Genialina e a salvare il patrimonio di Paperone. Dimostrandosi più tempestiva di quel Paperinik che per forza di cosa non poteva esserci. Molto interessante come si svolge la vicenda, e come i vari fatti tra loro s'intrecciano; finalmente i Bassotti guidati da I-761 alle prese con un piano serio, mentre Paperone si trova con Paperino in una delle tante imprese dall'altra parte del mondo.
    Insomma un bravissimo Secchi che dimostra tutta la sua classe, e che quanto visto in "Qui Quo Qua e il Giorno Prima degli Esami" non è certo la regola. E plauso anche a Mangiatordi, bravissimo nei disegni e in certe inquuadrature riuscitissime.
    E adesso non rimane che attendere; da come finisce la storia tutto fa presagire che il ritorno di Paperinik non sarà fine a sè steso. E chissà che non ci si ritrovi con un incontro/scontro con Paperinik!
  • C’era una volta, nel Reame di Topolandia, un apprendista mago abbastanza sfigato, Mickey, detto Topolino in quanto svantaggiato verticalmente (Dapiz, prestami l’espressione) che partecipò a un torneo con Donald, detto Paperino per le sue irresistibili papere, e con Goofy, detto Pippo perché alto come Pippo Baudo (quest’altra invece è di RoM). I tre scoprirono insieme il valore dell’amicizia, sconfissero il malvagio Saruman, raccolsero le Sfere del Drago e fecero diventare Mickey detto Topolino Stregone PezzoGrosso.
    Queste sono i presupposti dai quali parte l’atteso Wizards of Mickey II - L’Età Oscura con l’episodio Il Torneo dello Stregone Nero(Ambrosio/Palazzi). La storia viene ripresa proprio dove l’abbiamo lasciata, con Topolino neo-Stregone Supremo, acclamato da tutta la popolazione magica che non si cura di aver perso tutti i propri Diamagic. E già qui, Ambrosio si dimostra poco sapiente nel costruire trame: infatti, il pur vago percorso di maturazione di Topolino nel corso di WoM I viene totalmente demolito e ci troviamo di fronte a un Topolino immaturo, volubile e facilmente influenzabile. Come se non bastasse, il Maestro Nereus, che poteva in qualche modo riportare il proprio discepolo sulla retta via, viene fatto fuori con un espediente piuttosto sbrigativo. Ma a lui si sostituisce subito un altro mentore, il Guardiano-ombra della Grande Corona, che ha scritto “Cattivone” a caratteri cubitali sulla fronte e la cui vera identità è facilmente identificabile. Alla lunga lista di idee che sanno di già visto, poi, si aggiunge l’incantesimo della Duplicazione Multipla, che ricorda la Tecnica della Moltiplicazione del Corpo di Naruto.
    E, tuttavia, il primo capitolo non è così malvagio: la trama si prende i suoi tempi e mantiene un buon ritmo, giostrandosi tra riassunto e parte nuova con abilità e la buona parte della storia è dedicata alla crisi di Topolino. Ma nonostante questo, la vera e propria trasformazione finale di Topolino è fin troppo improvvisa e anche abbastanza inspiegabile. Riproporre l’idea di un torneo, poi, è assai rosicata e (spero mi perdonerete lo SPOILER, ma non è poi questo gran colpo di scena) la scelta di riprendere l’antagonista della saga precedente è banale e pure prevedibile.
    Lo scomparto grafico, invece, si dimostra al solito il pezzo forte della saga; un Palazzi in forma tratteggia un Guardiano-ombra affascinante e tenebroso e un inquietante Dark Mickey. Unica pecca il Macchia Nera palestrato, anche se il responsabile di questi potrebbe essere lo sceneggiatore.
    In sostanza, una storia nella norma. Ma anche il primo episodio della prima saga ci ingannò. Speriamo bene.
    Paperino e la Comodona Special (Badino/Freccero): simpatica avventura, che mette in scena un Paperino autodistruttivo e dei cugini ben caratterizzati. Bellissimi e assai graditi i disegni di Freccero, dinamico e plastico allo stesso tempo e incredibilmente espressivo, forse un po’ frettoloso. Lo voglio più spesso, sulle pagine del Topo.
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