[WDAS #63] Oceania 2 (Moana 2)
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Annunciato Moana 2, in uscita a novembre.
Dopo i vari annunci su vari sequel Disney (tra cui confermati Frozen 3 e 4) arriva a sorpresa anche questo trailer di Moana 2 al superbowl.
Si presume che ai WDAS Canada la serie a cui già stavano lavorando procedesse bene, a tal punto da decidere di reimpacchettarla in formato film cinematografico.
Oppure nasce da Iger che ha deciso di puntare meno ad ingrassare una piattaforma insaziabile di contenuti per tornare al cinema.
O entrambe le cose.
In ogni caso sembra promettere bene, anche se questa ondata di sequel "sporcherà" la lista Classici rendendola simile alla lista Pixar.
Voi che ne pensate?
Il primo Oceania mi è piaciuto, e ogni tanto canticchio ancora qualcuna delle canzoni, quindi questo sequel mi interessa, speriamo bene.
Ultima modifica di Franz Manuzzi il giovedì 29 febbraio 2024, 13:23, modificato 1 volta in totale.
Piuttosto che tentare strade ignote, che portano a risultati deludenti come Strange World, meglio un buon sequel. La Pixar ha puntato molto sui sequel e il risultato non è stato esecrabile dopotutto...
Patina. Verticality. Formality. Stylization.
Studiando approfonditamente l’artbook di Wish si imparano molte cose su quello che è il gergo di lavorazione degli artisti al lavoro sullo sviluppo visivo di un film animato. Ragionamenti sul colore, calcoli geometrici sulla gestione dello spazio scenico, ispirazioni che vengono da lontano e lambiscono Tenggren, Nielsen, Earle… e poi ancora più indietro fino a Bauer, Rackham e altri signori attivi in Europa da prima che Disney nascesse. Un pozzo senza fondo di suggestioni, studi e afflato comunicativo che finisce per dare ad ogni film una sua specificità.
Questo anche nel caso dei loro sequel, che in teoria dovrebbero poggiare su ragionamenti e scelte pregresse. E invece. Il seguito di Ralph è un film praticamente nuovo di zecca, che costruisce un mondo completamente nuovo sulle spalle del vecchio, da cui eredita giusto un paio di personaggi. Quello di Frozen pure è molto diverso, come tipo di narrazione e come palette cromatica. Ci sono variazioni dovute al progresso tecnico e scelte di natura puramente artistica, come il frequente ricorso ad un tipo di effettistica bidimensionale, che spicca su sfondo nero. Dei seguiti di Bianca e Bernie e Winnie the Pooh c’è poco da dire: epoche diverse, direzione artistica diversa.
Sul fronte qualitativo, il fatto che Moana 2 fosse stato pensato in origine come serie per Disney+ non mi ha mai spaventato. Stiamo parlando di una produzione WDAS di qualità cinematografica. La maggior parte delle miniserie in sei parti prodotte per la piattaforma dalle diverse divisioni cinematografiche Disney non erano altro che filmoni fatti a tocchetti, quindi perfettamente ricomponibili con un buon lavoro di montaggio. Non dubito che riusciranno a ottenerne un buon film. Quello che molto probabilmente non riusciremo però ad avere è quella specificità in più, quell’irrequietezza artistica che i film sopracitati avevano e che nasce dalla consapevolezza di non star semplicemente espandendo un franchise, ma di star costruendo il film successivo della gloriosa filmografia WDAS.
Osservandone il trailer la paura è che, per quanto buono, Moana 2 possa risultare derivativo, visivamente e narrativamente. Perché di solito è questo che si fa in una serie: approfondimento, espansione, omaggio. La scelta artistica ardita o lo scossone allo status quo narrativo in genere lo affidi ai film che nascono come tali. E qui non so quanto ci sia stato il tempo di intervenire in profondità, per cambiare così tanto il dna del progetto. Certo, una cosa gliela dobbiamo riconoscere: Moana è leggermente più adulta, e nella CGI un cambio di design equivale a un cambio di modello. Non esattamente ciò che ci aspetterebbe da un prodotto nato con l’idea di essere minore.
Visto anche io, il trailer non lascia ancora trapelare molto della trama, all'infuori del viaggio per riconnettersi col mondo esterno di cui gia si sapeva. Un incipit effettivamente tipico di una serie animata da più episodi, in quanto ci si possono ricavare idee e storie diverse con più o meno verticalità, adesso bisognerà vedere se la conversione a film è avvenuta con successo, riuscendo a dare un filo unico che colleghi le varie trame tra di loro in una storia coerente, senza limitarsi ad un collage di episodi come ai tempi dei chepquel. Inoltre, magari sono solo i capelli, ma per caso hanno cambiato il modello di Vaiana? In alcune scene mi sembrava quasi avesse la faccia di Maui
Dunque, è uscito Moana 2, ufficialmente il 63° film del canone WDAS.
Serve davvero ricapitolare il pregresso che ci ha portati ad ottenerlo? Ok, stringi stringi: nel pandemico 2020 una Disney sulla cresta dell’onda annuncia la qualunque. La sua piattaforma streaming va nutrita, e tutti si mettono al lavoro. Succede che i WDAS per la prima volta nella loro storia abbracciano il formato serie tv e così mettono in cantiere una serie di Moana in sei episodi, a narrazione orizzontale, sulla falsariga di quanto sta avvenendo in Pixar, Marvel Studios e Lucasfilm con le loro miniserie ad alto budget. Quattro anni dopo il lavoro non è ancora ultimato, ma nel frattempo lo scenario produttivo è profondamente mutato. La Disney è in crisi, il modello di business messo in piedi con Disney+ si rivela insostenibile e dopo i flop di Strange World e Wish pure i WDAS rischiano grosso. Bob Iger decide che la cosa migliore da fare per il 2024 è convertire immediatamente la serie di Moana in un film e salvare capra e cavoli. I sei episodi vengono quindi ricomposti e compattati per dare forma a questo sequel, e in meno di un anno Moana 2 è pronto.
Data la sua peculiare origine viene naturale non aspettarsi quell’autonomia artistica che invece avevano i precedenti sequel WDAS, che sembravano nati da ragionamenti diversi. Frozen 2 aveva un’estetica sua, con una palette cromatica diversa dal predecessore. Ralph Spacca Internet esplorava un contesto nuovo. Il secondo Bianca e Bernie e il secondo Winnie Pooh erano parti artistici di generazioni differenti e così via. La serie Disney+ di Moana parte con l’idea di esserne una degna espansione ma costruisce su quanto già fatto, e questo un po’ si sente. Non troppissimo, eh, dopotutto hanno invecchiato la protagonista (e il maiale), ma lo stile generale rimane quello conosciuto nel 2016.
La domanda vera però rimane una soltanto. Quanto traspare della sua natura di serie abortita nel prodotto finito? Si sente sta cosa o l’hanno mascherata bene? Ne ho sentite di ogni. Proviamo a fare un po’ di debunking.
- La qualità è televisiva, stile sequel home video. Falso. E’ animazione Disney di gran livello, e il senso di mettere i WDAS a fare serie tv era proprio quello di far crollare le barriere tra piccolo e grande schermo. Anzi, se parliamo di livello tecnico, di sottigliezze recitative, di animazione in sé, il primo film è stato addirittura scavalcato.
- Si sente che sono episodi montati insieme, ogni venti minuti si cambia plot. Falso. Le miniserie Disney+ nascono di base come film a pezzetti. Ne deriva che rimettere insieme i pezzetti porta a ottenere… di nuovo un lungometraggio. Se ogni venti minuti vi sembra che cambi il plot si tratta di un bias: è così che funziona la narrazione. I film sono fatti di sequenze. Altrimenti pure il Pinocchio di Disney può sembrare una serie tv. Se parliamo di ritmo e struttura, in Moana 2 il rimpasto è stato fatto in modo eccellente, e il risultato è organico.
- E’ un taglia e cuci di situazioni che dovevano essere maggiormente approfondite. Vero. Eh già, qui si sente fin troppo che la compressione si è mangiata roba. Sembra proprio che manchino delle parti, oppure che alcune cose siano esposte in modo troppo rapido, senza che si capiscano bene o che si avverta il loro peso reale. Mitologie, divinità, profezie, è pieno di ‘o dimo, di cose poco chiare, di eventi che impattano sui personaggi in modo che… ti devi fidare, si capisce dopo. Anche Frozen 2 aveva un po’ sto vizio, ma lì al massimo c’era illusione di trasparenza, e comunque ti stordiva con altro. Qui c’è la “cattiva” Matangi che rimane un personaggio enigmatico… pure dopo che sei uscito dal cinema.
E questo ci porta ad una conclusione che – vi avviso – è un po’ spoilerina.
Moana 2 offre parecchio in termini creativi e artistici. Ma segna un cambio di passo forse definitivo per lo studio perché non è un film autonomo. Non dipende infatti soltanto dal suo predecessore, ma anche da un ipotetico Moana 3. Ufficialmente non è stato ancora annunciato, certo, ma la post-credit conduce per forza là. Così non fosse, saremmo di fronte ad un progetto monco, come non era mai successo prima in Disney. Alla luce degli imminenti Frozen 3 e 4, l’aggancio verso Moana 3 assume un significato e promette un deciso cambio di paradigma. Se questa marvellizzazione fuori tempo massimo dei Classici Disney costituisca l’inizio della fine, o semplicemente un nuovo fertile scenario creativo, figlio dei nuovi tempi in cui viviamo, è una cosa che ritengo possa esser stabilita solo fra qualche decennio. Serve prospettiva, altrimenti avremmo bollato come apocalittiche svariate fasi produttive del secolo trascorso, e che ci hanno dato materiali che invece oggi abbiamo felicemente metabolizzato.
Nel frattempo suggerisco di mettere da parte le isterie e sederci comodi per vedere come proseguirà questa follia iniziata in quel lontanissimo 1937.
Serve davvero ricapitolare il pregresso che ci ha portati ad ottenerlo? Ok, stringi stringi: nel pandemico 2020 una Disney sulla cresta dell’onda annuncia la qualunque. La sua piattaforma streaming va nutrita, e tutti si mettono al lavoro. Succede che i WDAS per la prima volta nella loro storia abbracciano il formato serie tv e così mettono in cantiere una serie di Moana in sei episodi, a narrazione orizzontale, sulla falsariga di quanto sta avvenendo in Pixar, Marvel Studios e Lucasfilm con le loro miniserie ad alto budget. Quattro anni dopo il lavoro non è ancora ultimato, ma nel frattempo lo scenario produttivo è profondamente mutato. La Disney è in crisi, il modello di business messo in piedi con Disney+ si rivela insostenibile e dopo i flop di Strange World e Wish pure i WDAS rischiano grosso. Bob Iger decide che la cosa migliore da fare per il 2024 è convertire immediatamente la serie di Moana in un film e salvare capra e cavoli. I sei episodi vengono quindi ricomposti e compattati per dare forma a questo sequel, e in meno di un anno Moana 2 è pronto.
Data la sua peculiare origine viene naturale non aspettarsi quell’autonomia artistica che invece avevano i precedenti sequel WDAS, che sembravano nati da ragionamenti diversi. Frozen 2 aveva un’estetica sua, con una palette cromatica diversa dal predecessore. Ralph Spacca Internet esplorava un contesto nuovo. Il secondo Bianca e Bernie e il secondo Winnie Pooh erano parti artistici di generazioni differenti e così via. La serie Disney+ di Moana parte con l’idea di esserne una degna espansione ma costruisce su quanto già fatto, e questo un po’ si sente. Non troppissimo, eh, dopotutto hanno invecchiato la protagonista (e il maiale), ma lo stile generale rimane quello conosciuto nel 2016.
La domanda vera però rimane una soltanto. Quanto traspare della sua natura di serie abortita nel prodotto finito? Si sente sta cosa o l’hanno mascherata bene? Ne ho sentite di ogni. Proviamo a fare un po’ di debunking.
- La qualità è televisiva, stile sequel home video. Falso. E’ animazione Disney di gran livello, e il senso di mettere i WDAS a fare serie tv era proprio quello di far crollare le barriere tra piccolo e grande schermo. Anzi, se parliamo di livello tecnico, di sottigliezze recitative, di animazione in sé, il primo film è stato addirittura scavalcato.
- Si sente che sono episodi montati insieme, ogni venti minuti si cambia plot. Falso. Le miniserie Disney+ nascono di base come film a pezzetti. Ne deriva che rimettere insieme i pezzetti porta a ottenere… di nuovo un lungometraggio. Se ogni venti minuti vi sembra che cambi il plot si tratta di un bias: è così che funziona la narrazione. I film sono fatti di sequenze. Altrimenti pure il Pinocchio di Disney può sembrare una serie tv. Se parliamo di ritmo e struttura, in Moana 2 il rimpasto è stato fatto in modo eccellente, e il risultato è organico.
- E’ un taglia e cuci di situazioni che dovevano essere maggiormente approfondite. Vero. Eh già, qui si sente fin troppo che la compressione si è mangiata roba. Sembra proprio che manchino delle parti, oppure che alcune cose siano esposte in modo troppo rapido, senza che si capiscano bene o che si avverta il loro peso reale. Mitologie, divinità, profezie, è pieno di ‘o dimo, di cose poco chiare, di eventi che impattano sui personaggi in modo che… ti devi fidare, si capisce dopo. Anche Frozen 2 aveva un po’ sto vizio, ma lì al massimo c’era illusione di trasparenza, e comunque ti stordiva con altro. Qui c’è la “cattiva” Matangi che rimane un personaggio enigmatico… pure dopo che sei uscito dal cinema.
E questo ci porta ad una conclusione che – vi avviso – è un po’ spoilerina.
Moana 2 offre parecchio in termini creativi e artistici. Ma segna un cambio di passo forse definitivo per lo studio perché non è un film autonomo. Non dipende infatti soltanto dal suo predecessore, ma anche da un ipotetico Moana 3. Ufficialmente non è stato ancora annunciato, certo, ma la post-credit conduce per forza là. Così non fosse, saremmo di fronte ad un progetto monco, come non era mai successo prima in Disney. Alla luce degli imminenti Frozen 3 e 4, l’aggancio verso Moana 3 assume un significato e promette un deciso cambio di paradigma. Se questa marvellizzazione fuori tempo massimo dei Classici Disney costituisca l’inizio della fine, o semplicemente un nuovo fertile scenario creativo, figlio dei nuovi tempi in cui viviamo, è una cosa che ritengo possa esser stabilita solo fra qualche decennio. Serve prospettiva, altrimenti avremmo bollato come apocalittiche svariate fasi produttive del secolo trascorso, e che ci hanno dato materiali che invece oggi abbiamo felicemente metabolizzato.
Nel frattempo suggerisco di mettere da parte le isterie e sederci comodi per vedere come proseguirà questa follia iniziata in quel lontanissimo 1937.
Ho recuperato.
Allora.
Il film è bello. Funziona, intrattiene, è emozionante, divertente e con scene d'azione davvero ottime. Apprezzato molto che sia ancora più Odissea del primo (essendoci più tappe, incontri, scontri ecc).
La fu struttura seriale non è troppo evidente, alla fine questa struttura a momenti, tappe e sottotrame consequenziali è normale ed è già esistito (Alice, La Spada, Giungla, Le follie...), soprattutto essendo due film che vogliono riprendere appunto la struttura e lo stile dell'Odissea.
Si nota l'accorpamento, invece, nell'evidente mancanza o incompletezza di alcune parti (Matangi e la stessa lore del dio incazzato, per esempio). Ho trovato una gestione dei tempi non ottimale (ad esempio: la introduzione dura quaranta minuti su 100, sacrificando così il tempo ad altre parti).
Animazioni e grafiche di base ottime, con un riconoscimento speciale alla recitazione di Vaiana e Maui ineccepibile. Lei forse anche meglio del primo.
Ma
Questa "contrapposizione" tra personaggi dai caratteri cartooneschi con uno sfondo ultrarealistico alla lunga da un po' fastidio.
E
Mi spiace doverlo dire ma ho odiato ogni singolo frame della "cattiva". Non lei in sè, ma la sua resa grafica, la sua animazione, la sua recitazione.
Le canzoni sono molto buone, non al livello del primo, ma ad esempio superiori a quelle di Wish. Risultano più interessanti musicalmente, ricordabili, ben sviluppate. Da un punto di vista di edizione italiana, le Brancucci fanno qui un lavoro valido, meglio del tremendo lavoro svolto su Wish, ad eccezione della canzone di Maui, per me con un adattamento abbastanza pessimo.
I nuovi personaggi funzionano, anche se sono un po' archetipi già visti, però risultano simpatici e funzionali per trama e si crea un buon affiatamento tra personaggi. Non mi è chiarissimo questo baiting ricorrente di farti sospettare di un possibile "di più" di Vaiana sia col tizio che con la tizia, ma magari ho letto troppo a fondo io.
Ho trovato problematiche certe scelte di comicità, che ho ritenuto talvolta molto stile Sony e poco Disney (le varie gag sull'effetto "schifo", sullo slime, sullo sporco, tanto slapstick...).
La scena midcredits, sinceramente, l'avrei evitata. Divertente l'incontro tra Matangi e Tamatoa, ma questo lasciare la porta apertissima quando il finale (aperto ad altro, ma anche sufficientemente chiuso) bastava.
Interessante e abbastanza sorprendente la scelta [spoiler]di rendere Moana una semidea a fine film e ho apprezzato che non abbiano fatto la giocata di lasciare Maui senza poteri e lei con, giusto decidere di sviluppare questo "duo divino". Anche se questa scelta si va ad inserire nella tendenza forse un po' ripetitiva che va avanti da un po', in Disney e Pixar, di fare il sequel con il cambio drastico sul finale (Woody che quitta, Vanellope e Ralph che si separano, McQueen che va in pensione...) -e che secondo me Indy 5 aveva perculato con la scena di lui che dice voglio restare nel passato e gli altri che lo riportano a forza nel presente-.[/spoiler]
Mi accodo alla confusione riguardo a Matangi. Quanto è effettivamente cattiva? Perchè la redenzione improvvisa e senza background? A cosa è servita la canzone-trappola se alla fine li aiuta subito dopo? Qui si percepire proprio la mancanza di un pezzo.
Edizione italiana molto migliore a quella di Wish. Vidale e la Ionica in ottima forma e molto buoni anche i nuovi. Giorgia nel cantato ottima, nel parlato mediocrino ma comunque meglio di Gaia in Wish e del tizio che faceva il gatto in Lightyear.
In generale un buon film, un sequel molto valido (forse, e qui azzardo, nel complesso mi è piaciuto più del primo...) e un buon classico, che però sì, crea indubbiamente un precedente
Allora.
Il film è bello. Funziona, intrattiene, è emozionante, divertente e con scene d'azione davvero ottime. Apprezzato molto che sia ancora più Odissea del primo (essendoci più tappe, incontri, scontri ecc).
La fu struttura seriale non è troppo evidente, alla fine questa struttura a momenti, tappe e sottotrame consequenziali è normale ed è già esistito (Alice, La Spada, Giungla, Le follie...), soprattutto essendo due film che vogliono riprendere appunto la struttura e lo stile dell'Odissea.
Si nota l'accorpamento, invece, nell'evidente mancanza o incompletezza di alcune parti (Matangi e la stessa lore del dio incazzato, per esempio). Ho trovato una gestione dei tempi non ottimale (ad esempio: la introduzione dura quaranta minuti su 100, sacrificando così il tempo ad altre parti).
Animazioni e grafiche di base ottime, con un riconoscimento speciale alla recitazione di Vaiana e Maui ineccepibile. Lei forse anche meglio del primo.
Ma
Questa "contrapposizione" tra personaggi dai caratteri cartooneschi con uno sfondo ultrarealistico alla lunga da un po' fastidio.
E
Mi spiace doverlo dire ma ho odiato ogni singolo frame della "cattiva". Non lei in sè, ma la sua resa grafica, la sua animazione, la sua recitazione.
Le canzoni sono molto buone, non al livello del primo, ma ad esempio superiori a quelle di Wish. Risultano più interessanti musicalmente, ricordabili, ben sviluppate. Da un punto di vista di edizione italiana, le Brancucci fanno qui un lavoro valido, meglio del tremendo lavoro svolto su Wish, ad eccezione della canzone di Maui, per me con un adattamento abbastanza pessimo.
I nuovi personaggi funzionano, anche se sono un po' archetipi già visti, però risultano simpatici e funzionali per trama e si crea un buon affiatamento tra personaggi. Non mi è chiarissimo questo baiting ricorrente di farti sospettare di un possibile "di più" di Vaiana sia col tizio che con la tizia, ma magari ho letto troppo a fondo io.
Ho trovato problematiche certe scelte di comicità, che ho ritenuto talvolta molto stile Sony e poco Disney (le varie gag sull'effetto "schifo", sullo slime, sullo sporco, tanto slapstick...).
La scena midcredits, sinceramente, l'avrei evitata. Divertente l'incontro tra Matangi e Tamatoa, ma questo lasciare la porta apertissima quando il finale (aperto ad altro, ma anche sufficientemente chiuso) bastava.
Interessante e abbastanza sorprendente la scelta [spoiler]di rendere Moana una semidea a fine film e ho apprezzato che non abbiano fatto la giocata di lasciare Maui senza poteri e lei con, giusto decidere di sviluppare questo "duo divino". Anche se questa scelta si va ad inserire nella tendenza forse un po' ripetitiva che va avanti da un po', in Disney e Pixar, di fare il sequel con il cambio drastico sul finale (Woody che quitta, Vanellope e Ralph che si separano, McQueen che va in pensione...) -e che secondo me Indy 5 aveva perculato con la scena di lui che dice voglio restare nel passato e gli altri che lo riportano a forza nel presente-.[/spoiler]
Mi accodo alla confusione riguardo a Matangi. Quanto è effettivamente cattiva? Perchè la redenzione improvvisa e senza background? A cosa è servita la canzone-trappola se alla fine li aiuta subito dopo? Qui si percepire proprio la mancanza di un pezzo.
Edizione italiana molto migliore a quella di Wish. Vidale e la Ionica in ottima forma e molto buoni anche i nuovi. Giorgia nel cantato ottima, nel parlato mediocrino ma comunque meglio di Gaia in Wish e del tizio che faceva il gatto in Lightyear.
In generale un buon film, un sequel molto valido (forse, e qui azzardo, nel complesso mi è piaciuto più del primo...) e un buon classico, che però sì, crea indubbiamente un precedente




