Lucca 2025

Il popolo del pianeta Sollazzo e la sua orbita: siti satellite, ricorrenze, fiere ed eventi felici (e non)... Insomma tutto ciò che riguarda non solo il topic ma NOI, le meravigliose persone umane!
  • Io odio Lucca Comics & Games. Profondamente, visceralmente. E quindi la amo, perché Lucca è fatta così, per amarla bisogna viverla, nel suo meglio e nel suo peggio, bestemmiare, stressarsi, gridare "Lucca di merda!", ormai quasi assurto a tormentone. Amarla disperandosi.

    Sono quindi il Grinch di Lucca. Ed era quindi inevitabile che finissi per salvare il Natale. O la Luccazza, perlomeno.

    Quest'anno volevo prendermi una piccola pausa, saltare la fiera, farmi un Halloween a Roma, respirare un po'. Ma è il Ventennale della Tana del Sollazzo e l'Intrepido Capo ti impietosisce, e insomma il dovere, la tradizione, il traguardo, bisogna avere il cuore di pietra per dirgli di no. Così, da nipotastro irascibile quale sono, decido di farmi afferrare dal bastone di Zio Grrodone per farmi trascinare, ancora una volta, in uno scomodissimo viaggio a caccia di tesori nascosti.

    Lo Zione ovviamente delega, cosa che faccio anch'io ogni anno, solo che stavolta c'è un problema: non ho nessuno a cui sub-delegare. Giro quindi ogni anfratto della Rete, addentrandomi nel famigerato regno degli speculatori del Lucca Comics. Sì, quelli che posseggono trenta appartamenti dentro le mura e sparano cifre forfettarie di migliaia e migliaia d'euro (suddivise tra gli ospiti, che siano in stanza da soli o con altri, problema loro: se sono tanti bene, se sono pochi ciccia, se sei da solo aiutaiut). Quelli che ti sparano cifre alte per appartamenti "appena fuori le mura" (almeno un'ora a piedi) o "a soli 120 km da Lucca" (e a 'sto punto mi faccio Roma-Lucca ogni giorno, meno costoso e ci metto meno tempo).

    In tutto questo vagare, trovo nei commenti a un post su un gruppo Facebook una tipa che mi fa pssst ragazzino, vieni qui nel vicoletto, ho roba buona per te. Le scrivo in privato, mi dà il numero di un'altra persona, che non è lei ma è...boh, una. La cosa inizia a puzzarmi. Chiamo il numero, mi risponde una persona dalla voce roca (e dal gender non ben identificabile) e dal marcato accento del sud (decisamente non lucchese/toscano, diciamo) e la cosa mi puzza ancor di più. E inizia quindi un reciproco annusarsi: l'offerta sembra buona, troppo buona per essere vera. Una casa sì fuori le mura, ma a sole cinque minuti a piedi dalle stesse (e 10 minuti dal padiglione Panini all'ex Cavallerizza), che è praticamente come averla dentro le mura. Un villino a due piani, con tante stanze e bagni, vedo le foto e wow che meraviglia, poi si impappina coi prezzi, mi fa capire che sono tot euro a notte e a persona, a prescindere da quanti siamo. Facciamo che una stanza doppia è occupata soltanto da una persona, ebbene quella persona pagherà solo per se stessa invece di pagare per due, niente roba forfettaria da dividere per il numero di partecipanti a notte. È tutto così vantaggioso che mi pare una fregatura. La signora (dopo un po' di chiamate identifico finalmente il genere) vuole una foto dei nostri documenti per sicurezza, è reticente sul dare l'indirizzo preciso col civico, dopo una richiesta di videochiamata mi dice che ci ha ripensato, troppo sbattimento, forse la casa non la dà più a nessuno. Eccaallà, era una sòla, come si dice a Roma: ha capito che non mi facevo fregare facilmente, che volevo garanzie ed è scappata.

    È la fine, il Sollazzo celebrerà il suo ventennale ognuno a casa sua, niente Lucca, non c'è speranza. Avviso Valerio della tragica notizia mentre scrivo un ultimo disperato messaggio alla signora...e a sorpresa, la convinco. Mi fa la videochiamata, vedo il civico della casa, che esiste, è bellissima, è reale, non erano foto rubate a qualche sito tipo Airbnb. Anche la signora è reale, e parlandole capisco tutto, scopro il motivo per cui l'offerta era sospettosamente molto vantaggiosa: semplicemente, è la prima volta che la signora si cimenta nell'impresa di far affittare camere ai nerd per Lucca. Da qui l'onestà della proposta: non è ancora entrata nel mood predatorio/speculativo che ha corrotto gli altri Nazgul lucchesi proprietari del mattone.

    Sfodero la mia migliore faccia da bravo ragazzo, da nipote gentile, da Gambadilegno redento che presenta il quartiere di Gambaville...e la rassicuro, blandisco, tranquillizzo, convinco. Avremo una casa, due stanze, chi c'è c'è, non è neanche necessario mandarle i soldi in acconto anticipato, faremo direttamente dopo. Una truffa agli anziani, direte voi, un'ottima negoziazione, dico io. È fatta. Ho salvato Lucca Comics 2025, la Luccazza del ventennale sollazzo.

    Il primo giorno lo passo a Roma, che ahimè devo lavorare tutta la giornata. Il secondo arrivo, accolto dalla maledetta pioggia lucchese. La signora mi viene addirittura a prendere in macchina, che la casa sarà anche vicina, ma non si sentiva di farmi fare il viaggio a piedi sotto la pioggia con le valigione. È solo il primo esempio di tipica ospitalità del sud che offrirà: nel villino a due piani troveremo caffè e cornetti ogni mattina, una firestick per internet collegata alla smart tv, bagni con accappatoi e asciugacapelli, letti comodi con coperte calde e pesanti. Un sogno, non c'ero più abituato. Quella casa sarà un po' la nostra salvezza un po' la nostra rovina, essendo così comoda che finiamo per passarci così tanto tempo da trascurare in parte la fiera vera e propria.

    I miei primi due giorni (il secondo e il terzo di Lucca Comics overall, giovedì e venerdì) li impiego per comprare un po' di roba e accumulare un bel bottino, approfittando di una Lucca più vivibile e meno gente per strada. Giovedì vengo accolto da un Grrodoni randagio, che sfamo con un tramezzino prima di affrontare la pioggia che durerà ininterrottamente tutta la giornata. Recupero il pass stampa, fondamentale per evitarsi le file fuori dai padiglioni, e andiamo allo stand Panini.

    L'Omnibus di PK nuovo non lo prendo perché l'ho già comprato a Roma (e me lo sono portato a Lucca, come da tradizione, per la lettura congiunta), prendo però Pippo Holmes, il volume di tavole domenicali a colori del Topolino di Gottfredson (imperdibile, con l'esordio a fumetti di Pippo e altre piccole gemme) e Occhi di Ratto di Ortolani, di cui recupererò anche il libro dell'Oroscopo e Tapum, il giorno seguente allo stand Feltrinelli. Sempre il venerdì troverò in uno stand dei privati il volumetto che ristampa Papernovela e Topokolossal, introvabile, a pochi euro. Decisamente una caccia fruttuosa.

    Giovedì il Grrodoni scova un'osteria dove prendiamo una zuppa con pane, guanciale e cipolle: fortunatamente c'erano poche ragazze da quelle parti e nessuno ha patito i letali effetti del pasto sul nostro alito.

    Il giorno seguente, venerdì, è il migliore: non piove e non c'è troppa gente in giro. Arriva Diego e riesco a sdoppiarmi, riuscendo sia a vedere la presentazione dell'ultima stagione di Stranger Things destinata alla stampa in presenza dei giovani attori protagonisti (mi avevano dato un invito e a casa ci tenevano che andassi) sia a vedermi il finale della conferenza Panini/Disney. Mi son perso l'inizio, ma poco male, l'argomento non mi interessava troppo stavolta, anche perché la "sugna" era già uscita alla conferenza Panini (Marvel, Disney ecc) del primissimo giorno, mercoledì, quando non c'ero. Ecco, posso dire che non mi è piaciuto per niente che una conferenza così importante la facessero il primissimo giorno (di mercoledì, quando molti, per motivi di lavoro, logistici o anche semplicemente economici, non possono venire), per giunta a un orario proibitivo, troppo presto, al punto che anche molti di coloro che si sono fatti il primo giorno se la sono persa. Oltre al dover unire mondo Disney, Marvel ecc invece di fare conferenze separate. Finora le conferenze Panini erano sempre di venerdì, c'era modo di pianificarle bene, gli veniva dato il giusto peso, la giusta importanza. Erano un evento. Fatta così, in versione condensata, minimal, anticipata, quasi alla chetichella, non mi sembra né un bel segnale né una cosa carina per i fruitori storici che ogni anno macinano kilometri e kilometri spendendo svariate centinaia di euro. Male, nota di demerito e di biasimo.

    Lucca prosegue, comunque, tra panini (da mangiare, stavolta), cene improvvisate in luoghi chiassosi e letteralmente pieni di cazzi, roba tipica lucchese con polenta, capperi e pomodoro (immangiabile), invitarci a casa del misterioso signor Cavazzuccheri e invitarlo a nostra volta da noi, berci un peschino ignari del caos compiuto da turisti ubriachi a poca distanza (avrei poi letto nelle pagine di cronaca, nulla di grave comunque, apparentemente), socializzare con le dirimpettaie cosplayer, guardarci vecchi corti, roba bella e roba brutta.

    Sabato è una giornata moscia, ci svegliamo tardi e ce la prendiamo comoda, arriva la Grrodina, non riesco a prendere il souvenir che volevo e mi incazzo, la giornata dura pochissimo, il buio arriva subito, la fiera chiude quasi immediatamente, ci rifugiamo in una pizzeria con una filona che, provvidenzialmente e inaspettatamente, scorre più velocemente di quanto temessi, ci nutriamo, poi la giornata migliora e si risolleva nel finale: facciamo festa a casa, beviamo alcool grazie alle amiche cosplayerine, la serata prende un'ambigua piega soft-porn con massaggi inclusi. Ma beh, a Lucca può succedere anche questo: sono le notti d'oriente, affilate i gioielli, nascondete i coltelli, o forse era il contrario. Qui vi possono trucidar.

    Il giorno dopo, la domenica, è quello dei saluti. Salutiamo quindi Nonna Sollazza, la signora e comproprietaria della tana lucchese di quest'anno, facciamo qualche ultimo giro e poi via, ché io devo prendere il treno e fuggo salutando a malapena. Non amo i saluti, d'altronde: i saluti implicano che qualcosa finisca, e non voglio che finisca mai niente. A parte serie tv e a fumetti, quelle sì, è bene che finiscano. Non saluto più di tanto perché tanto ci si rivede, tutto torna, tutto continua. Non saluto più di tanto perché magari ci vediamo tra un anno, ma è come se fosse passato un giorno.

    È stata una bella Lucca, comunque. Forse non l'ho vissuta troppo, avrei voluto avere più tempo, mi pare sia volato via in fretta, è finita subito, prima che me ne accorgessi. Forse me la sono presa troppo comoda, forse avrei dovuto gustarmela di più. Ma vabbè, è andata così, comunque non mi sono annoiato e mi sono divertito. Accontentiamoci. Anche perché è stata in assoluto una delle migliori.

    Sì, anche se negli anni si è perso qualcosa. Quella familiarità, quella complicità tra autori e fruitori, quel calore umano. Inevitabile, forse, ma triste. Un tempo ti trovavi lo scrittore o disegnatore ubriaco per i vicoli lucchesi di notte, ci mangiavi e bevevi assieme, ti disegnava sulla tovaglia di carta del ristorante, si chiacchierava, si rideva, si cazzeggiava. Oggi invece magari con l'autore puoi parlare direttamente nei commenti di un post di Facebook (magari prima che lo abbandoni per passare a X/Twitter, poi a Instagram, poi a Telegram), ti risponde pure, poi vi incontrate dal vivo e niente, ormai è un autore affermato, non ha più tanto tempo per mescolarsi coi comuni mortali, già è grasso che cola se viene a Lucca, che c'ha la moglie, i pupi, il mutuo della casa, l'albergo fuori Lucca, si fa andata e ritorno in giornata o forse manco viene e zompa proprio tutto. E le community di fan, a loro volta, si sfaldano. I forum muoiono, restano gruppetti di amici che negli anni sono riusciti a vedersi dal vivo con relativa costanza...e anche lì, ognuno si fa i cazzi suoi, non sempre si può organizzare qualcosa assieme, ricreare la magia. Si è rotta Lucca? Si sono rotte le community? Si sono rotti i rapporti tra autori e fan? Sono stati i social? È stato il tempo? Sono stati la fama o i soldi, troppi o troppo pochi? È l'imbarazzo dell'autore affermato fighetto autoriale che si vergogna del suo passato e vuole farsi una Casa Senza Nerd? Chissà. Tante cause, tante colpe condivise. E spesso non è neanche colpa di nessuno, è il modo in cui vanno le cose.

    Ma quest'anno lo avevo già messo in conto, me l'ero già messa via un anno fa e me ne ero fatto una ragione due anni prima. Questa volta non mi sono aspettato niente e difatti niente ho avuto, ma almeno non ne ho sofferto. Ma è bello se qualcuno continua ostinatamente a crederci.

    Valerio, Grrodoni, ci crede, ad esempio. Non è un vero ingenuo, su alcune cose al contrario potrebbe darmi lezioni mettendo il mio entusiasmo a contatto con la dura e fredda realtà. Ma su altre cose continua a sperare e sognare. E ogni anno in qualche modo se la cava, in qualche modo una scintilla la trova sempre, un qualcosa che lo rassicura che non è stato tutto vano. Forse è una battaglia senza speranza di vittoria, ma va combattuta. Perché è giusto così. Il mondo e la vita, come nella timeline di PK e in quella del MCU, sono a fasi. Aspettiamo la prossima fase, magari riusciremo anche a contribuire a costruirla.
    Ultima modifica di Sommo Zotnam il mercoledì 12 novembre 2025, 08:44, modificato 1 volta in totale.
  • Più che altro ogni anno, e in qualunque campo, diventa sempre più chiara una cosa. Le cose in sé non hanno senso, siamo noi a dovergliene dare arbitrariamente uno, per sopravvivere all'horror vacui esistenziale. E quindi bisogna farlo, proiettare. E perpetuare questo dolce autoinganno, perché se non ci pensiamo noi, loro non si daranno un senso da sé. L'alternativa è la depressione, e urlare a squarciagola che le cose sono una merda mentre invece lo stiamo diventando noi.
  • Letto entrambi i resoconti, e immagino che ora tocchi a me.
    Purtroppo oramai sapete che sono uno di poche parole, ma ci provo.
    Ancora stento a crederci pure io, di essere stato a Lucca.
    Per prima cosa odio viaggiare: farmi la valigia, programmare, dipendere dai mezzi pubblici che non funzionano mai come devono, solo il pensiero mi stressa all'inverosimile.
    Ma è il ventennale del Sollazzo, community di cui faccio parte dal 2015 e con la quale collaboro attivamente, e so che Valerio ci tiene, a sta fiera.
    Decido quindi di "buttarmi" e confermare la mia presenza, anche a seguito del prezzo stracciato che mi propone Massimo, il sollazziere che ha procurato la casa lucchese.
    Mi ritrovo quindi a mettere delle cose in valigia giovedì sera, per poi farmi accompagnare a prendere il treno alle 4 di mattina il venerdì.
    E iniziamo bene, il primo treno lo trovo già mutato in autobus, ma nonostante tutto prendo tutte le coincidenze perfettamente e arrivo come da orario stabilito alle 12 (la tratta prevedeva un regionale lentissimo).
    Mi faccio passare il numero della signora, la chiamo, mi dice di andare in un sottopasso e dire che vado in via Akslfagjllkfdj 15.
    Fingo di capire, ma in realtà nemmeno ho capito dove sta il sottopasso, e inizio a maledirmi per quanto non sappia muovermi in città, che dove abito io c'è UNA strada e non ci si può sbagliare.
    La richiamo richiedendo spiegazioni, mi faccio ripetere il nome della via (in quel momento poi me lo ricordavo, ora figurati), vado al sottopasso ed è chiuso, e c'è un guardiano del sottopasso che non mi vuole far passare.
    La signora mi spiega che dicendo il nome della via il guardiano dovrebbe lasciarmi passare, ma non succede e compare un altro guardiano che mi consiglia di allontanarmi di lì e mi indica la strada "canonica".
    Dopo un po' riesco a raggiungere la signora, che mi dice che i colleghi prima di me li ha recuperati sulla porta della stazione, invece al mio arrivo hanno barricato tutto. Ti pareva.
    Chiacchieriamo un attimo, scopre che è il mio primo "comics", mi accompagna fino a Villa Lazza.
    Mi chiede i soldi e stupidamente non ne ho abbastanza con me, prometto di prelevare e fa che tornerà la sera a battere cassa.
    Incontro Valerio e Massimo, andiamo al comics, Massimo sparisce per roba di Stranger Things che nel frattempo è arrivata alla quarta stagione (ho visto solo la prima), io e Valerio andiamo alla conferenza Disney Panini. Nel frattempo incontriamo un grande fan di Valerio, anche se poi si scoprirà fan un po' di chiunque, ma è un ragazzo simpatico e sento che in qualche modo ha fatto scoprire a Valerio che qualcuno, oltre a Massimo, i suoi omnibus li legge (io li ho tutti ma sto indietro con la lettura...).
    Dopo aver prelevato ci troviamo la sera ad aspettare la signora, che non arriva puntuale come da accordi, ma arriva.
    Sistemo la questione economica e ci avviamo a cercare ristoro alle 22.
    Giriamo un po', questo lo saltiamo, questo c'è troppa gente non ci fa entrare, questo boh non mi ispira, proviamo questo, ehehe chissà perchè ci sono delle lucine a forma di cazzo apposte sul muro accanto all'ingresso.
    E niente, mangiamo in sto posto che non mi pento di definire bettola, coi cazzi ovunque, seduti a un tavolo troppo grande per il locale in cui si trova, diamo fastidio a ogni cameriere che passa, un signore apparecchia lanciandoci i tovaglioli.
    Esperienza assurda.
    Finiamo in fretta e usciamo, incontro per la prima volta dal vivo il Maestro Cazzuti, ci beviamo una cosa, a una certa quest'ultimo si gira e si mette al tavolo a fianco. A una certa credo stesse tenendo al guinzaglio un tiziə.
    Dopo un po' torna al nostro tavolo, apparendo quasi deluso.
    Torniamo a casa e viene anche lui, qualcuno deve avergli detto che ci sono ragazze.
    Il giorno dopo torniamo in fiera, dopo esserci accorti che abbiamo buttato l'intera mattina. Massimo deve recuperare la spilla di Zerocalcare, ma giriamo mezz'ora intorno al padiglione e non capiamo da che parte entra la Stampa. Grido alla censura, e a una certa il Sommo Zotnam riesce a entrare, dopo essere entrato in stato di furia. Io no, essendo un povero spettatore pagante dovrei farmi una fila chilometrica per entrare.
    Ma va beh, un giro lì dentro l'avevo già fatto il giorno prima, dove ho recuperato Tapum di Ortolani, un fumetto sulla Prima Guerra Mondiale dal punto di vista di un battaglione di Alpini. Molto interessante.
    Dopo un po' arriva un'ambulanza e spero che Massimo non abbia nulla a che fare. Lo ritrovo infatti dalla parte esattamente opposta e mi rassicuro.
    Arriva Valerio con Elena, continuiamo il giro, Massimo promette che domani andrà presto a recuperare la spilla (andrà sì presto ma non troverà nulla).
    Recupero il Disney Anthology Artbook, quello "economico", presso lo stand di una fumetteria, perché allo stand Panini era rimasto solo quello Deluxe.
    Riusciamo a cenare in una pizzeria che ci sembrava carina ed era ok, anche se credo che l'impasto precisamente tondo non corrisponda a una pizza di altissima qualità. Sicuramente meglio di quella roba che ci hanno rifilato il giorno prima.
    Torniamo a casa e assisto a un'altra tradizione della Luccazza: leggere uno specifico fumettino stile pubblicità progresso.
    Valerio fa le vocine trash e non posso che ridere come uno scemo, per poi smetterla e ricominciare colto dalla risata contagiosa di Massimo.
    Arrivano le ragazze, decidiamo di estrarre l'artiglieria pesante e mostrare loro i migliori corti classici WDAS: Roulotte di Topolino, Nifety Nineties e Symphony Hour. Purtroppo non apprezzano e scappano.
    Torniamo quindi al trash e proseguiamo con vederci il gobbo 2, che Valerio considera tra i peggiori cheapquel.
    Il gobbo che fa da babysitter al figlio di Esmeralda, il cattivo che manda una tizia a sedurre il gobbo per farsi dire quale sia la campana da rubare (il fra è in dubbio se deve rubare una delle 50 normalissime o quella tempestata di gioielli), la tizia che dopo lo spavento lo vede trattare bene il bambino e allora vede che è bello dentro e uff va beh che ridere i disegni subappaltati.
    A fine film compare il ragazzo del fate silenzio andate a dormire che si rivela il sollazziere perfetto.
    Purtroppo, maltrattato in quanto uomo, non è stato possibile convertirlo al sollazzesimo perché abbiamo perso tempo con le ragazze dreamworksiane.
    Decido che per il giorno dopo voglio andare a un evento di MVVBlog, uno youtuber toscano che tratta di elettronica. L'evento è alle 11 al Japan Town, padiglione che dista una mezz'oretta dal resto della fiera di Lucca. L'indomani accompagno Massimo in fiera e mi incammino là.
    Arrivo che è quasi l'ora e viene annunciato che per problemi di salute l'evento è cancellato.
    Ed è così che l'unico evento al quale ho deciso di partecipare in autonomia sparisce, e mi ritrovo in un padiglione di roba di cui mi frega ben poco. Mangio un onigiri a 4€, lo chiedo al salmone, scopro al gusto che è tonno, va beh torniamo su.
    Nel frattempo Sestili se n'è andato, lo saluto via messaggio.
    Per strada passo dallo stand di Damiano Carrara, pasticcere della Tv, che mia sorella ci tiene che le porti roba che fa lui. Prendo 3 robettine, incontro Valerio e Elena, pranzo vegan e spiego a Valerio che dovrei tipo prendere un treno.
    Ma aspetta qui, aspetta là, mi ritrovo a dover correre come un pazzo con una zainata di roba, che intanto Valerio mi ha spiegato quali volumi del Gottfredson Corsera devo prendermi per avere strisce che nell'edizione Fantagraphics/Panini non avrò, quindi ora ho 6 di quei volumi, Pk Rinascita che era l'ultimo Pk deluxe che mi mancava (Deciso che galaxy gate lo skippo avendo già i fuoriserie), il Disney Anthology che abbiamo sfogliato velocemente e commentato la sera prima, Tapum. Forse una fortuna non aver trovato il Topolino delle domenicali di Gottfredson.
    Prendo il treno appena in tempo, e prendo un respiro di sollievo
  • Rimango solo io, che al terzo anno di Lucca Comics and Games posso dire di aver iniziato a capirne lo spirito. Mi sono sentita coinvolta, immersa... a casa! ;) grazie agli amici della partecipazione, è stata importante! Il Grrodon è tornato a casa con le valigie più pesanti e il cuore più sereno. Quanto alla fiera, il cuore pulsante tra le mura di Lucca, io la folla la detesto e il sabato l'ho un po' sofferto, ma sono anche riuscita a godermi la festa, respirando meglio in occasione della passeggiata sulle mura, apprezzando cosplayer e un po' di caccia ai fumetti di seconda mano. Mi sento ancora ospite più che fautrice, ma ospite ben accolta ^^
    A Grrodon :*
    Grrodina (grazie del nuovo nome ahaha)
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