[Pixar #28] Inside Out 2

Lo studio fondato da John Lasseter che ha inventato la CGI, traendo arte dai poligoni e rivoluzionando lo scenario moderno. E da quando è entrata a far parte della famiglia Disney i benefici influssi si sono diffusi ovunque, portando la Disney verso una rinascita!
  • Oh comunque in una nota che non riguarda il film in se ma solo una mia reazione personale, questa clip mi ha fatto morire dentro, occhio agli spoiler.

    https://youtu.be/PMGRDtMDu_o?si=hiQMfZOYIVB4AxKq

    Gioia che si incavola e dice di non essere veramente sempre positiva ma che spesso si sforza mi spezza un po' il cuore. Cioè immagino che nel film completo ci sara tutto un contesto che giustificherà e non sarà proprio così, ma cavolo è come sentire Babbo Natale dire che odia portare regali ai bambini, potrei non riuscire più a vedere il personaggio con gli stessi occhi, mi chiederò sempre se non sta fingendo l-lol(?)
  • Promuovo Inside Out 2.

    E del resto, con un tale materiale di partenza, era davvero pensabile sbagliarlo? Un sequel così necessario che chiedeva di essere fatto. E così l’esplorazione della mente di Riley prosegue, in lungo, in largo, in profondità e nel tempo, aggiungendo nuove emozioni che sembrano essere nate per raggiungere la sensibilità del pubblico odierno. E a giudicare dai primi risultati ci stanno riuscendo, dando ossigeno ad una Disney Company profondamente scossa dagli eventi recenti.

    Già nel 2015 questa idea aveva dimostrato potenziale: era il solito meccanismo dei sottomondi Pixar, quello che a Emeryville sanno fare meglio, ma portato ad un livello di sofisticazione superiore. Non più soltanto il giochino delle corrispondenze, ma una spruzzatina di neuroscienze, filosofia e narrazione metaforica, applicate ad un tema così universale da acchiappare tutti. E qui si prosegue in quel solco, con una sequela di trovate una più ispirata dell’altra, che ampliano in modo intrigante lo scenario, tanto da far desiderare a gran voce che il franchise prosegua.

    Ecco, per dare un’idea di quanto abbiano fatto centro, sono riusciti a costruire un’impalcatura raffinata a complessa intorno ad alcuni dei temi più ruffiani e sentiti del nostro tempo (l’adolescenza, l’ansia, la dittatura), si sono aperti mille possibilità future, si sono concessi un po’ di sano divertimento giocando con le tecniche d’animazione e – cosa non scontata – sono riusciti a sfruttare in grande stile un po’ tutto il cast, che è un po’ quello che il secondo Toy Story era riuscito a migliorare del primo. Unico neo… la trama “esterna”, che pur rimanendo funzionale all’avventura interna, risulta un po’ limitata come scenario e tipo di eventi. Dopotutto la pubertà non si esaurisce in un campo scuola a tema hockey. Ma sono davvero dettagli di fronte a quella che è a tutti gli effetti un’opera di gran valore.

    Certo, c’è poi il lato oscuro di questo lieto evento. Veniamo da una sfilza di film d’animazione creativi, diversi, autoriali, messi in campo dai due principali studi d’animazione di casa Disney. Un tesoretto di film che per vari motivi sono andati incontro a spiacevoli vicissitudini, tanto da spingere la dirigenza a darci un taglio. Il successo di Inside Out 2, per quanto meritato, sembra confermare che la strada giusta sia quella di risolvere le crisi a suon di sequel, e getta ombre sul futuro. D’altra parte un suo flop avrebbe avuto conseguenze anche più devastanti per Pixar e per l’intero settore, motivo per cui… non c’è davvero niente di davvero “giusto” in cui sperare. Siamo in pieno Comma 22.
  • Visto ieri sera in sala strapiena (come non mi capitava forse da Barbie) di bambini, genitori e adolescenti, questi ultimi con ogni evidenza cresciuti nel mito del primo film. Chi aveva 7 anni nel 2015 e ora ne ha 16 era in lacrime al termine della proiezione, quando è scattato un applauso spontaneo e calorosissimo.

    Cosa posso dire del film io che adolescente ormai non sono più e che ero già grandicello quando uscì 9 anni fa il capostipite?

    A dispetto di tante recensioni tiepide, l'ho trovato straordinario. Un sequel doveroso e necessario che prosegue in maniera coerente e naturale un discorso su crescita e maturazione tutt'altro che scontato o banale.

    Il colpo di genio, secondo me, è stato non fare un film sull'adolescenza. Inside Out 2 non è un teen movie. Inside Out 2 è un film sull'inizio dell'adolescenza, concetto ben diverso che fornisce al film una statura universale perché gli consente di riflettere, per estensione, su ogni fase iniziale della vita, anche in età adulta. Sono proprio le fase iniziali a settare nel bene e nel male gli standard di comportamento relazionale. Il benessere o il malessere vissuto in quegli anni nasce proprio in quei momenti lì, quando tutto cambia ma non sappiamo bene né come né perché. Le emozioni represse perché soggiogate dall'ansia (prestazionale in primis: ecco perché è importante sia uno sport movie, non un teen movie) è una raffigurazione visivamente splendida di ogni momento di passaggio in ogni fase della vita.

    Visivamente, poi, è ancora una volta splendido (le ibridazioni col 2D sul solco degli Spiderverse son geniali) e l'assenza di Docter non si è fatta sentire.

    Fa piacere sapere che al botteghino stia incassando bene sia oltreoceano sia da noi ma leggere certe recensioni tiepide mi intristisce. Qualcuno ricorda come, nel 1999, venne accolto Toy Story 2?
    ASCOLTATE F FOR FILMTV, IL PODCAST DELLA COMMUNITY DI FILMTV.IT DEDICATO AL CINEMA DEL PRESENTE E DEL PASSATO

    https://www.filmtv.it/podcast/fforfilmtv/

    OGNI LUNEDÌ ALLE 14.00 UNA NUOVA PUNTATA SU SPREAKER,SPOTIFY, APPLE PODCAST E YOUTUBE
  • C'ero. Venne accolto molto bene, come il primo sequel della storia a essere migliore del primo capitolo, e posso capire perché fece scalpore la cosa. Prima di Toy Story 2 l'animazione aveva avuto praticamente solo i cheapquel home video, mentre nel live action non esistevano le IP ben pianificate, si improvvisava di volta in volta con risultati spesso deludenti (a parte SW e Indy).
  • Non sono sicuro se sia una news o no, mi sembrava di avere sentito qualcosa a riguardo in passato, ma forse questa è la conferma ufficiale: https://www.wired.it/article/inside-out ... sney-plus/
  • Ieri sera, finalmente, l'ho visto.
    E' un bel film.
    Un sequel molto valido, in fin dei conti, a differenza di quanto credevo e temevo in questi mesi, anche abbastanza necessario per proseguire ed evolvere le tematiche e i messaggi introdotti nel primo. Per la questione della retconnata, confermo che non danno alcuna spiegazione se non far dire "oh ciao Ansia, era un po' che non ti si vedeva" alle emozioni della madre (scena che, secondo me, è stata aggiunta in post per dare qualche parvenza di spiegazione alla retconnata dopo i commenti al riguardo, come in Kung fu panda 4 dove hanno aggiunto all'ultimo i 5 cicloni nei credits perchè i commenti si lamentavano della loro assenza), ma senza dire nulla sulle altre 3.
    E' un film che funziona, sotto certi aspetti migliora anche alcuni problemi del primo (la prima parte funziona molto di più di quella del predecessore, che secondo me aveva qualche ingenuità di sceneggiatura; inoltre hanno cercato di evitare alcuni buchi di trama grossi che il primo aveva). Fa ridere, colpisce e intrattiene. La scena [spoiler]dell'attacco di panico[/spoiler] l'ho trovata effettivamente pazzesca, molto cruda, dura e d'impatto, [spoiler]sia la resa esterna che quella interna[/spoiler].
    I personaggi vecchi sono molto ben scritti, in particolare Gioia di cui ho apprezzato molto questa cosa di [spoiler]farla vacillare perchè non ha più il controllo e capisce che sta iniziando a non poter più essere l'emozione portante[/spoiler], e soprattutto Rabbia, per me il miglior personaggio del film (sia dal punto di vista comico che pratico). Quelli nuovi, allora... ho apprezzato Ansia, [spoiler]in particolare il fatto di renderla praticamente un'antagonista fino a poco prima della fine[/spoiler], e Imbarazzo. Invidia e Ennui, alla fin fine, sono praticamente inutili ai fini di trama e quasi mai le si vede effettivamente all'opera.
    Il doppiaggio penso sia molto valido: i cinque protagonisti sono come nel primo doppiati molto bene, in particolare con un Marchese e una Martello in splendida forma, ma ho apprezzato molto anche i talent (sebbene, alla fine, solo la Fogliati abbia un ruolo di rilievo, dato che la Filippi -Invidia- è una doppiatrice professionista e Cesari e la Cassel -Imbarazzo e Ennui- avranno rispettivamente 4 parole e una decina di battute). Non mi convince molto la Ciocca come voce nuova di Riley.
    La mancanza di Docter non si sente -come invece temevo- Mann è riuscito a restituire lo stile e l'atmosfera tipici della mano di Pete.
    Si sente un po' di più, invece, la mancanza di Giacchino. Andrea Datzman, esordiente, ha fatto assolutamente un lavoro egregio, ma mettersi in confronto a Giacchino porta necessariamente al rischio e secondo me non ne esce una ost particolarmente memorabile, ma è comunque molto valida
    In generale quindi un film molto bello, che non credo superi il suo predecessore, ma non gli è neanche inferiore, penso siano abbastanza parimerito e "complementari".
    Mercoledì lo rivedrò e capirò quanto questi miei giudizi verranno confermati
  • Tornato adesso dal cinema, buon film, un more of the same del primo capitolo che espande il concept con nuove idee e personaggi interessanti, e questo è un ottimo risultato per un sequel. Le criticità che mi aspettvo c'erano, ma alla fine non si sono fatte sentire tanto quanto temevo, forse anche perchè appunto me le aspettavo, ma una cosa invece che non mi è piaciuta è, ancora una volta, il ritmo serrato, si passa rapidamente da una scena e un dialogo all'altro e non c'è quasi mai una pausa o un momento per respirare o far pesare quello che è successo, il che depotenzia un po' la narrazione secondo me e il senso del passaggio del tempo. E ho detto "ancora una volta" perchè questo non è certo un problema che riscontro in questo film per la prima volta, anzi, è da un po' che continuo a notarlo in molti lungometraggi moderni, per esempio anche in alcuni Marvel recenti, e non vorrei che stia diventando un nuovo trend quello di fare film "tutto d'un fiato" per, boh, quale motivo? Per addattarsi allo span di attenzione ridotto delle generazioni odierne? Boohh...

    Ora però, un film i cui incassi superano il miliardo e che diventa il maggiore successo nella storia dello studio non è di certo un qualcosa che non genera un proseguo, e questo solleva un interrogativo interessante: e adesso cosa faranno per i prossimi prodotti? Come Alvy ha giustamente detto sopra, facendo un film sull'inizio dell'adolescenza sono riusciti a scamparla dal parlare dei temi caldi della pubertà, su cui infatti ero scettico avremmo visto molto essendo un film per famiglie, ma adesso? Riley ormai è cresciuta, è li che si sta andando, ma è una direzione che la Disney non può prendere senza sacrificare, a scelta, o la realisticità della rappresentazione dei temi, o il family friendly su cui si sorreggono. Perchè andiamo, se mi devi mostrare la mente di un adulto in maniera credibile, a sto punto non mi puoi omettere certe cose...Staremo a vedere, intanto lo spin off sui sogni, se confermato, potrebbe essere interessante.
  • Inside Out già di base deve barcamenarsi con la metafora con equilibrismo, può portare a chiedersi che significato reale abbiano le singole azioni delle emozioni, se loro controllano Riley, che significa se Joy piange, etc. etc. Entrambi i film queste cose le gestiscono benissimo, d'altronde è il pane della Pixar. Ma in questo seguito aumenta il livello di complessità, e mostrare l'ansia come legata alla pianificazione del futuro o la noia come menefreghismo/coolness sono idee più affini alla "zone" di Soul (idea folle, sempre amata) che a qualunque cosa del primo film. Il che non è affatto un male, ma almeno per la prima metà del film mi stava facendo pensare che il tutto fosse meno potente e iconico del predecessore. Alla fine però si rialza tutto: il messaggio finale, per quanto volendo simile a quello del primo film ("bisogna prendere il brutto col bello", diciamo) funziona. Davvero ottimo l'attacco di panico e tutto quello che ne consegue. Piaciuto molto.
    «È uno strano mondo.»
    «Facciamo in modo che non cambi.»
    (Warren Ellis, Planetary)
  • Torna a “Pixar Animation Studios”