[Lucasfilm] The Acolyte

Amigos! Mi es tanto feliz di essere aqui por presentarve esta bombad cartella piena di big epopee e multo divertimiento per tutti! Yippiee!
  • A corsa finita, posso affermare con convinzione che The Acolyte è una delle migliori cose capitate a Star Wars da tempo immemore.

    In questi anni abbiamo avuto una sfilza di materiali integrativi collocati tra le intercapedini dei film, il cui unico vero scopo era quello di completare, approfondire e aprire pertugi da rimpinzare il più possibile, in nome di un’arte chiamata retcon. Rimaneva però un esercizio di stile, piacevole e utile ad agganciare spettatori con elementi noti, ma niente che potesse veramente garantire al franchise una nuova fertilità.

    Eppure, i secoli che precedevano la Skywalker Saga paradossalmente rimanevano vergini, forse a causa di un certo disagio nel maneggiare materiale così vicino ai prequel. Era un peccato, dato che la lore più succosa era tutta là: i Sith in incognito, l’Alta Repubblica, le immacolate concezioni, il lignaggio Sith, la profezia del Prescelto e tutto ciò che Lucas aveva semplicemente accennato ma di cui si è sempre voluto sapere di più. C’erano dei tabù a riguardo, e ora con The Acolyte sono stati finalmente ghermiti. Nell’epoca dei franchise e delle sfrenate mungiture, in cui ogni IP cerca di darci a bere mitologie non sempre così interessanti, spostarsi su un territorio a tutti gli effetti nutriente non è cosa da poco.

    Molto bene esserci arrivati con una struttura narrativa non stantia. Se le serie animate (tutte, nessuna esclusa), Mando e Andor sembravano non riuscire a sganciarsi mai del tutto da quella formula verticale fatta di missioni e taglie of the week, qui siamo più dalle parti di Ahsoka e Boba Fett. Pare banale stupirsene, ma dopo settimane e settimane di Bad Batch è comprensibile. The Acolyte ha qualcosa da raccontare, urgenza di farlo, e accesso a strumenti narrativi di questo secolo: trama orizzontale, misteri, flashback, molteplicità di punti di vista e colpi di scena assortiti. Chi l’ha messo in piedi sembra aver voluto tenere ben presente la lezione di Lost e della corrente artistica che ne seguì, riproducendone le pregevolezze. Vedere applicato tutto questo al mondo di Star Wars (e molto meglio di quanto Abrams avesse fatto in Episodio VII) l’ho trovato delizioso.

    Ma soprattutto ciò che The Acolyte fa che pochi fin qui avevano fatto è riprodurre la grammatica narrativa, visiva e ritmica del George Lucas di fine anni 90, quel biasimato Lucas dei prequel di cui nel tempo si è iniziato ad aver sete. Non solo strizzatine d’occhio paracule, c’è proprio una ricerca contenutistica e formale che ne onora intenti ed estetica. Il tutto si sposa molto bene col mondo visto nel lontano 1999, e non si tratta solo di Coruscant con quell’Ordine Jedi che Vernestra Rwoh sta contribuendo irrimediabilmente a ingessare, è un qualcosa che si percepisce su più livelli, e che passa dal ritmo alla musica. Dialoghi, inquadrature, giri di note, tendine, Neimoidiani, sessioni investigative, digressioni politiche e un gusto per la coreografia che investe ogni singolo combattimento con le spade.

    Chi ha messo in piedi questo show ha fatto i compiti, ha un progetto, ma soprattutto ha una visione compatta e organica dell’opera di George Lucas. Inoltre è in grado di attirare l’attenzione, mettendo in scena personaggi interessanti, che si tratti di Jedi morbosi o di Sith battutari e seduttori. The Acolyte è di certo perfettibile, e forse è già figlio di un processo produttivo entrato in crisi, eppure è ciò di cui Star Wars ha bisogno come il pane, per cui ben venga una seconda stagione.

    Perché la tragedia di Darth Plagueis il Saggio sarà anche una storia che i Jedi non raccontano, ma è ora che questa cappa di omertà venga una volta per tutte incrinata.
  • Sulla "morte perversa" di Sol.

    C'è del marcio in Danimarca. Ho indagato sia bolle web sia vox populi della strada fatta di carne e polvere e non di transistor, e ho raccolto un sentimento diffuso (condiviso anche dalla sottoscritta) che ci sia un nodo problematico nella morte del Maestro Sol nella prima stagione di The Acolyte.

    Partiamo da un fenomeno che noi vecchi utenti di DeviantART conosciamo molto bene: l'arvenismo. Questo termine (in inglese "Arvenism") viene dalla notissima fumettista dilettante Arven92, che ha pubblicato su DeviantART (e in seguito commercializzato ufficialmente) fumetti di enorme successo caratterizzati da un sadismo sfrenato e da un malcelato piacere nel... be', fare fuori tutti, ma non solo, anche dall'indugiare nel godimento per la sofferenza indotta. Il personaggio di Kuma, creazione emblematica di Arven92 in questo senso, ne è l'esempio perfetto. Credo che il co-protagonista del celeberrimo fumetto "Chakra. Battle of the Titans" by Arven sia riuscito a superare il record del biblico Giobbe in quanto ad accanimento sadico su un personaggio, straziato, umiliato, scarnificato e infine ucciso in modo completamente ingiustificato, brutale e orripilante. Detto questo, la morte di Sol non è esattamente il supplizio di Giobbe o di Kuma (stiamo pur sempre parlando di un assassino, il povero Kuma era completamente innocente), in Acolyte più che sadismo vedo masochismo, che è un fenomeno diverso dal sadismo, non il suo opposto. È godere nel soffrire, non nell'infliggere sofferenza, già Freud mise nero su bianco come i due fenomeni fossero ben distinti e assai lontani dall'essere simmetrici se non nella misura in cui un sadico fa felicemente coppia con un masochista e viceversa, e da allora nessuno è mai tornato indietro, le ricerche sono andate avanti e sono arrivate varie conferme scientifiche sulla completa differenza strutturale delle due perversioni.

    Sol, in un certo senso, è un perfetto masochista. È completamente cieco all'Altro (per dirlo con i termini della psicoanalisi), persegue esclusivamente i propri fini, è molto meno empatico di quanto voglia dare a vedere, conosce solo il proprio godimento, e questo godimento consiste in quello che la scienziata e filosofa italiana Laura Tripaldi, in un'espressione che trovo tutt'ora insuperata, ha chiamato "il mio amore lesbico per l'estinzione" (inserire gay se si parla di un maschio cisgender, Tripaldi è una femmina cis).

    Questo in realtà non sarebbe strano, considerando che la serie è stata scritta da Leslye Headland, una donna lesbica che è stata segretaria di un orco (al secolo Harvey Weinstein). Anzi, per quanto possa suonare arzigogolato, è parecchio evidente a chiunque abbia un po' di retroterra di studi sulla queerness, e che The Acolyte sia un'opera queer è il segreto di Pulcinella. Non sto dicendo che chi è queer è perverso, ma i traumi a cui sono esposte le persone queer possono provocare brutti smottamenti inconsci (lo dico da donna queer quindi ci metto la faccia) e non è troppo raro trovare contenuti del genere nelle opere queer. Soprattutto nelle opere scritte dai queer che hanno subìto traumi.

    Sol è un Jedi potentissimo, se avesse voluto avrebbe annegato Osha con uno sputo. Aveva appena sconfitto Qimir per la seconda volta nel giro di una stagione. Ma è anche un inveterato masochista, e lo strangolamento comincia mentre dice a Osha "because I lo-- *chokes*" (...--ve you), e da buon masochista è assai probabile che sia ben felice di morire per mano della sua ossessione libidinosa, regredire e coincidere con l'umiliato stato minerale e cadaverico a cui tutti i masochisti aspirano.

    Questo però non fa che aumentare il mio sospetto che lo rivedremo su questi schermi. Gli indizi sono davvero sovrabbondanti.

    1) La pira di Sol va ad arenarsi in una palude a 30 metri in linea d'aria, dove probabilmente ad attendere Mr. Sol c'è Mr. Muun. Che della resurrezione dei cadaveri ne sapeva giusto giusto qualcosina.
    2) La telecamera insiste sul suo corpo morto davvero troppo, troppo a lungo rispetto a qualsiasi altro caduto nella storia di Star Wars, quindi o il cameraman è sadico e si gode la defunzione del masochista, o qualcuno sta lasciando aperta la porta sul retro, e francamente reputo molto più probabile la seconda.
    3) A differenza di Bad Batch, Mando e Ahsoka, nonostante la seconda stagione sia invocata a furor di popolo e sia già stata confermata dopo lo sfracello di views che la serie ha fatto, non c'è nessun tipo di schedule. OK, una seconda stagione non si fa dall'oggi al domani, ma resta che con Bad Batch, Mando e Ahsoka gli schedule per la seconda stagione sono arrivati tipo subito, e con molto meno successo di pubblico (eccetto Mando). La cosa più logica è che essendo Lee Jung-jae impegnatissimo con Squid Game 2 debbano per forza attendere la sua disponibilità, nel frattempo hanno piazzato quel bonaccione di Manny Jacinto nel panel di D23, da solo, senza nessun altro del cast, e anche questo la dice più lunga di quanto sembri.
    4) Sappiamo che nel vecchio universo espanso Darth Venamis fu oggetto di sfrenati e crudeli esperimenti da parte di Darth Plagueis. Se Sol è davvero il masochista che penso che sia, è letteralmente il personaggio perfetto per fare da cavia a Plagueis.
    5) Sol era (è?) l'unico oltre alle gemelle, a Madre Koril e a Qimir a possedere le informazioni che servono a Darth Plagueis riguardo alla creazione della vita. Che Madre Koril sia ancora a spasso lo abbiamo capito, qualcuno addirittura ha ipotizzato che Qimir sia proprio lei sotto mentite spoglie (improbabile a mio parere, ma mai dire mai, nessuno me compresa credeva che Qimir potesse essere stato Padawan dell'integerrima Vernestra e invece eccallà). Ma seriamente Darth Plagueis va a cercare Madre Koril fino in culo alla balena quando ha Sol rosolato lì davanti pronto per essere resuscitato? Perché dai, non venitemi a dire che Plagueis non ha pedinato Osha e Qimir fin su Brendok.
    6) Sol potrebbe essere la pezza definitiva sul famigerato "Somehow Palpatine has returned". Perché Darth Plagueis lavorava alla rottura della Regola dei Due e a un metodo di trasferimento della coscienza del Maestro nel proprio Apprendista in modo da ottenere un Maestro Eterno formato dalle coscienze accumulate di tutti i Maestri Sith dopo di lui, usando di volta in volta il corpo del nuovo Signore dei Sith, letteralmente, come un vascello (il metodo è canonico e si chiama "A Master and a Vessel"). E quel masochista di Sol ci andrebbe a nozze con una roba del genere.
    7) Sol, a rigore, muore da Sith, non da Jedi. Perché è vero che un Sith compie la propria iniziazione uccidendo un Jedi senza un'arma, per poi sottrargli la spada laser e far sanguinare il cristallo Kyber. Ma Sol non è esattamente un Jedi qualunque. Sol è il MAESTRO di Osha, è stato suo mentore per un decennio buono. E ha costruito con lei una relazione esclusiva ed esclusivista, morbosa, che ricorda la Regola dei Due molto più di quanto somigli a un apprendistato Jedi. Come disse il buon vecchio Obi-Wan Kenobi, bisogna essere forti per resistere al lato oscuro, chi cede è debole. E Sol e Osha hanno entrambi ceduto. Osha non è mai stata in grado di gestire i propri traumi (e come avrebbe potuto, vivendo, ignara, una relazione di attaccamento morboso con l'assassino di sua madre che le ha costruito una cupola intorno anziché aiutarla ad affrontare a viso aperto le proprie emozioni, cosa che lui per primo non aveva intenzione di fare?), Sol cede nella morsa del lato oscuro di Osha, ma quel lato oscuro promana da Sol molto più che da Osha, promana dal suo omicidio, dal suo matricidio fraudolento e rapace, sono le conseguenze delle azioni di Sol a far rosseggiare il Kyber che gli appartiene. E sì, cede, cede volontariamente, forse cercando la stessa assoluzione che cercava Torbin, o forse no. Resta che un conto è un Apprendista Sith che ha già un Maestro Sith e uccide un Jedi qualunque senza arma per poi rubargli la spada laser, e un conto è un'Apprendista di lungo corso che uccide il proprio Maestro per prendere il suo posto, con la sua stessa arma, la stessa arma che ha ucciso sua madre, e che Osha fa propria, anziché ripudiarla, si autointesta quello stesso matricidio. Suvvia, sono i Sith a fare 'ste cose, non i Jedi.
    8) Dai, è una serie fatta tutta di simbolismo. Si chiamano Sol e Muun. Il logo della serie ha un Sole e una Luna che si eclissano a vicenda. Seriamente il Sole è già sparito e rimane solo la Luna per una o addirittura altre due stagioni?

    Insomma, my 2 cents: ne vedremo delle belle.

    Ho parlato.
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