Sto attualmente recuperando da un po' di tempo a questa parte i vari volumi della collana Fantagrapichs, edita in italia da Panini, che raccoglie integralmente e cronologicamente le strisce di Floyd Gottfredson, uno degli autori più importanti del panorama del fumetto disneyano classico che contribuì nel secolo scorso a dare fama e caratterizzazione a Topolino e comprimari. Quindi, perchè non parlarne un po' qui?
Il mio primo contatto con Gottfredson, anche se ancora non lo conoscevo, fu con un volume di tavole a colori trovato in un day hospital quando ero ancora un bambino, che gradii assai. A parte qualche altra lettura occasionale, però, conobbi veramente l'autore e il suo ruolo però solo molti anni dopo, con la collana Gli Anni d'Oro di Topolino, di cui presi solo i primi 2 volumi per un mio strano interesse dell'epoca di leggere solo le storie col design "vecchio" di Topolino. Tale interesse però deve essere rimasto ed evoluto, perchè dopo molti anni a questa parte, complici anche i post sul Sollazzo, mi sono finalmente deciso a recuperare l'intera opera per mezzo dei vari volumi dell'edizione di cui sopra, di cui al momento ho concluso l'ultima uscita (Topolino e Eta Beta l'Uomo del 2000, 1946-48). Ho anche preso uno dei due volumi collocati temporaneamente prima del punto da cui ha deciso di riprendere Panini, ovvero quelli che in italia erano usciti con la Rizzoli Lisard, ma mi manca il secondo (Topolino e i pirati, 1932-34), dovrò chiudere quel buco prima o poi.
Che dire? Io sono cresciuto con due cose, il Topolino italiano e i Peanuts di Schulz, e questi ultimi in particolare devono avermi fatto nascere la passione per le strip americane, coltivata poi in seguito anche con vari numeri di Linus, dove ho conosciuto Doonesbury, Bloom County, B.C., The Wizard of Id etc. In questo senso, i fumetti Gottfredson rientrano perfettamente nel tipo di contenuto e struttura che apprezzo: striscie in bianco e nero principalmente autoconclusive, ma capaci di costruire all'occorrenza ottime storie lunghe da più strisce, scalari e dosabili a seconda del tempo a disposizione che posso dedicargli e, ovviamente, magistralmente disegnate. Leggendo gli articoli e gli approfondimenti contenuti nei volumi, poi, mi faccio anche un quadro di come Topolino sia cresciuto nel tempo tra cartoons e fumetto, con varie influenze reciproche tra i due, e di come fosse sostanzialmente un personaggio molto diverso da quello che conosciamo oggi, così come certi suoi comprimari. A tal proposito, posso dire che il Goofy di Gottfredson è forse una tra le mie versioni preferite del personaggio, insieme ad altre come quella animata dei corti How To. E bello anche riscoprire anche un Topolino più avventuroso e dedito all'azione di quanto forse oggi non sia considerato nell'immaginario collettivo, nonchè inserito nel contesto storico e sociale del tempo in cui il fumetto veniva pubblicato: tra nazisti, borghesia americana del dopoguerra, rivoluzioni scientifiche etc., ci sono vari cenni e riferimenti agli eventi e "umori" che l'America ha attraversato nel tempo, veicolando anche messaggi e riflessioni profonde e mature nonostante il tono spesso scanzonato che al giorno d'oggi non sono scontate per un fumetto Disney. E d è un metodo di veicolazione, se mi si permette una divagazione, che preferisco di gran lunga alle edgyate recenti del Topolino italiano col suo Paperoga che piange & co. Non sarà una coincidenza infatti che, degli autori miei compatrioti, uno dei pochi che invece seguo con passione sia Casty, che guarda caso cerca di riproporre nelle sue opere, tra le altre cose, proprio lo spirito del Topolino Gottfredsoniano. Tanto di cappello per l'autore, a questo proposito, per avermi fatto conoscere la Spia Poeta, di cui ho recentemente riletto le origini sul volume relativo e che al momento è tra i miei villain disneyani preferiti.
Topolino: le strisce di Gottfredson
A proposito di strisce, devo ancora leggere l'ultimo volume di Gottfredson, ma nel frattempo ho preso il primo omnibus delle strisce di Donald Duck di Al Taliaferro, vediamo se mi piace quanto Floyd...
