[Lynch & Frost] I Segreti di Twin Peaks (Showtime)

L'America non vive di soli hamburger ma anche di una grassissima infornata annuale di serie tv di tutti i generi, dal tentacolare procedural a piccole grandi epiche.
  • Il cast è ancora più pazzo :oh: .
    Immagine
    Ottimo lavoro.

  • La spiegazione definitiva, in 4 ore e mezza.
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • "Approfittando" della triste scomparsa di Lynch, ho recuperato tutta Twin Peaks.
    Tutta tutta: le prime due stagioni, il film, i Missing Pieces, la terza stagione, pure lo splendido episodio parodia di Darkwing Duck XD.
    Bene, allora:
    Twin Peaks
    Un prodotto particolare, su cui ci sarebbero molti discorsi e argomentazioni da fare, ma non ne ho voglia. Si parte con l'inizio, riuscito, d'impatto, ben scritto e ben girato, con tre episodi di lancio pazzeschi e di qualità molto alta. Poi si inizia a scendere gradualmente, prima con episodi chiaramente riempitivi ma comunque discreti (1x04-1x07), poi con due episodi carini ma non al livello dei primi tre (1x08-2x01) e poi con altri episodi riempitivi meno belli dei precedenti (2x02-2x05). Poi si torna in altissimo (per l'ultima volta, ahimè) con il quartetto di episodi 2x06-2x09, straordinari, ben scritti, ben diretti e con una tensione straordinaria. Poi il cataclisma, la discesa verso il baratro. Le successive 11 puntate sono una serie che non sa più cosa fare, dove andare, a chi parlare, sembra quasi una cosa dimenticata aperta e che va per i fatti suoi, quasi come se ogni autore di puntata avesse lavorato individualmente, senza coordinazione con il resto della squadra. La trama di Earle è più decente del resto, ma rimane una trama stupida, banale e estremamente da fiction/soap opera, colma di momenti ridicolissimi, ingenui e scontati. Gli ultimi due episodi alzano leggermente l'asticella rispetto ai precedenti grazie al ritorno di Lynch (che si vede, nella scrittura e nella messa in scena, che nelle undici puntate maledette sembravano fatte da studenti esordienti) e a un miglioramento nell'intrattenimento e nella tensione. Il finale però non mi convince del tutto, ma so che dietro c'è un problema di cancellazione e quindi è involontariamente aperto.
    Il film: più gradevole dei punti bassi della serie, ma assolutamente non al livello delle sette grandi puntate. A tratti inutile, a tratti interessante, in generale ben composto.
    I pieces sono per lo più inutili e giustamente sacrificati, tranne alcuni che effettivamente sarebbero dovuti rimanere, soprattutto visto The Return.
    Terza stagione: non so assolutamente cosa dire, nè che valutazione complessiva dare. Ci sono diversi momenti ottimi e apprezzo moltissimo la volontà di fare un testamento artistico e un addio autoriale da parte di Lynch, con la scelta di chiudere la sua serie, di ripescare elementi e riferimenti alla sua filmografia, riprendere i suoi attori feticcio e buttarci attori con cui probabilmente aveva sempre sognato di lavorare. Molto validi i primi episodi, buona tensione, buona regia, un puzzle che ha senso e struttura. Poi si inizia gradualmente a scendere, la confusione e le particolarità di Lynch e di TP iniziano ad essere pompate, troppo. Si va troppo sull'assurdo, sul "interpreta te" e soprattutto sul sovraffollamento: troppi personaggi, apparentemente necessari e poi in realtà dimenticati, troppe trame e sottotrame, troppe scene che non hanno nessun tipo di fine ([spoiler]l'asiatica occhialuta che urla chi cazzo era alla fine? e Johnny a cosa è servito? e la microscena con Mike in ufficio? e Chad? e il figlio di Lucy e Andy?[/spoiler]) e sembrano messe lì e poi letteralmente dimenticate. Sembra che Lynch e Frost volessero fare più roba di quella che ci stava nel tempo e che allo stesso tempo non avessero abbastanza sceneggiatura per stare in 18 ore e che quindi abbiano buttato tutto ciò che gli veniva in mente.
    Ci sono trame carine (la maggior parte di quelle di Twin Peaks mi sono piaciute) o carine fino a un certo punto (carino il mistero [spoiler]della bibliotecaria, di Garland e del preside [/spoiler]fino a un certo punto, poi si va perdendo; così come carina la trama di Dougie all'inizio e alla fine, mentre nella parte centrale è assolutamente fastidiosa, ripetitiva e scomoda), ma il problema torna per il fatto che ci sono troppi personaggi, troppe tempolinee, troppe trame e troppe situazioni, che confondono, distraggono, straniscono e alla fine si rivelano per lo più specchietti che non hanno avuto nessun fine. E' un problema, molto grosso, perchè va a sporcare la narrazione e a confondere e far scordare cose che invece sarebbero state importanti. Così come è stato sinceramente un problema Dougie, la sua scrittura e il modo in cui è trattato, che ha portato a uno spreco di un'intera sottotrama, di svariate ore, del protagonista e di molti elementi che compongono la sua parte.
    Dall'episodio 15 c'è una risalita, che dura per quasi tutto il 16, episodi gradevoli, un po' più chiari e con una gestione di trame e scrittura migliori. Poi c'è il 17, abbastanza ottimo fino a un certo punto, con una tensione splendida. Poi si arriva alla [spoiler]One punch man goofy ahh scene[/spoiler], di cui non so cosa pensare: è importante, è una scelta anche interessante, ma la messa in scena mi ha disagiato e cringiato non poco. Però la conclusione della storia è ok. Arriva poi l'ultima parte dell'episodio, che decide di fottere tutto e rischiare una rottura tremenda con tutto ciò che c'è stato e ci sarà. Non apprezzo la scelta, ma non dico per forza sia negativa, però è indubbiamente problematica.
    L'ultimo episodio è un delirio di follia che di fatto non ha nè capo nè coda. Io accetto e apprezzo i finali aperti e interpretabili, ma qui siamo effettivamente al confine della presa in giro. Magari metacinematograficamente interessante e geniale eh. Quasi un "sono il maestro? Sono l'arte? Ok, allora ti sconvolgo con qualcosa di totalmente folle e vediamo che interpretazioni mi tiri fuori", un po' come fece Polanski, in maniera diversa e forse più discutibile e certamente di qualità minore, con The Palace ("ah sono al contempo il grande maestro e la merda umana? Ti tiro fuori un film tremendo volutamente, vediamo un po' cosa dici"). C'è un'interpretazione che ho trovato dell'ultima puntata che trovo valida e abbastanza sensata, ma purtroppo rimane che il finale della 17 ha causato una rottura inevitabile e che ha portato il finale ad essere ciò che è (anche se, ovviamente, avrebbe potuto essere gestito diversamente e meglio comunque).
    La terza stagione, quindi, ha alcune cose ottime, alcune inutili e altre dannosissime per la serie stessa, la sua narrazione, la sua messa in scena e ciò che vuole fare ed essere. Però al contempo, nel complesso, è meglio di quei famosi undici episodi della seconda perchè almeno tenta di fare qualcosa di rivoluzionario, di nuovo, di sconvolgente, senza fare la soap merdosina stanca e annoiata.

    Nel complesso, il corpo twin peaks è innegabilmente rotto. Ma bisogna anche decidere cosa si considera e cosa, eventualmente, no. È un dubbio spesso esistente quando si parla di media, perchè c'è chi ritiene che vada tenuto conto di tutto ciò che è prodotto e chi invece dimentica o non considera ciò che sporca il franchise/la serie (esempio molto diverso: apprezzo moltissimo i primi quattro Era Glaciale, mentre ritengo che il quinto sia tra i peggiori film animati dello scorso decennio. Pur consapevole della sua esistenza e del fatto che abbia totalmente sporcato la saga e forse anche il suo valore, mi limito a non tenerne conto e a rewatchare la saga monca di quel quinto capitolo).
    Ecco. Se contiamo Twin Peaks in blocchi, si può dire che il primo blocco è ottimo, pulito, costante e ben messo giù e che potrebbe potenzialmente anche essere guardato da solo (tanto quasi tutto ciò che lascia aperto sono le sottotrame soap poco interessanti), il secondo è sbagliato, fuori focus, stanco e problematico, il terzo riprende piede e il quarto si confonde, rischiando di sporcare il tutto. Ognuno decida dove porre questi blocchi, io ho la mia divisione (fatta intendere sopra).
    E da qui si può anche parlare di cosa è stato uno spreco di tempo e cosa no: le famose sette puntate ottime hanno valso la pena di vedere gli episodi deboli tra metà prima stagione e la rivelazione nella seconda? Indubbiamente sì. Gli episodi-telenovela sono stati "salvati" dall'essere serviti ad arrivare al finale e al film? Non saprei, ma sono propenso per il no. Le 18 ore di return sono valse la pena? Penso di sì, perchè sono soddisfatto e contento di aver visto e di aver visto tutto, chiaramente c'è stata perdita di tempo ma nel complesso non rimpiango di aver completato questo viaggio.
  • *Questo post contiene spoiler*
    Di recente, a seguito dell'hype scaturito dalla scomparsa di David Lynch che ha coinvolto anche la chat Telegram del Sollazzo, ho recuperato l'intera saga di Twin Peaks.
    Non sapevo a cosa sarei andato incontro.
    La serie è ambientata a Twin Peaks, cittadina statunitense tranquilla al confine con il Canada.
    Un uomo andando a pesca si imbatte in un cadavere incelofanato: è Laura Palmer, una studentessa.
    Cominciano le indagini e arriva il migliore dei personaggi: Dale Cooper, agente dell'FBI.
    La prima stagione ci fa conoscere i personaggi principali mentre comincia l’indagine sull’omicidio, condotta per l’appunto da Cooper e dal suo bizzarro metodo investigativo.
    Cominciano diverse sottotrame molto in stile telenovela: la segheria, il misterioso marito in carcere, i litigi tra una vedova e la sua cognata.
    Trovo curioso come siano riusciti ad amalgamare tutto questo con le cose più strane, come i sogni di Cooper con il nano che balla e tutta la lore che ne scaturisce.
    La musica di Badalamenti ci accompagna creando un’atmosfera calda e accogliente.
    La prima stagione dura soli 8 episodi e finisce con un cliffhanger.

    La seconda stagione riprende esattamente da dove eravamo rimasti e prosegue.
    Dopo il nano arriva il gigante, continuano le indagini e continua la telenovela, viene aumentata la “linea comica” e allo stesso tempo aumenta la parte “soprannaturale”.
    All’improvviso l’assassino si rivela allo spettatore.
    Nell’episodio successivo Cooper prende l’assassino, dando conclusione alla trama principale di Twin Peaks.
    L’episodio è il nono. La seconda stagione ha 22 episodi.
    Twin Peaks è finito ma va avanti lo stesso.
    Come in quella gag di Rick & Morty in cui il tizio della pubblicità viene ripreso anche dopo aver finito lo spot, mentre torna a casa e vive la sua quotidianità, mi ritrovo ancora bloccato a Twin Peaks a seguire trame di cui non mi importa più nulla, avendo svelato l’assassino.
    Alla sigla finale non interessa, il quadro in ricordo di Laura Palmer resta.
    Nel frattempo l’assassino si era rivelato come un’entità soprannaturale, ma ora ecco che dobbiamo seguire Cooper che vuole comprare casa.
    Avendo concluso la trama principale ci resta solo la telenovela, fino all’apparizione di Windom Earle che rialzerà un pochino la mia attenzione.
    L’atmosfera sovrannaturale, quasi del tutto assente dopo la cattura dell’assassino, torna nell’ultimo episodio.
    La seconda stagione di Twin Peaks si chiude quindi con un inaspettato e non chiarissimo cliffhanger e una promessa: “ci rivediamo tra 25 anni”.

    Purtroppo già con la seconda stagione non me la sento di definire Twin Peaks una serie da vedere assolutamente: per buona parte del tempo è una fiction Rai con l’aggiunta di qualche elemento sovrannaturale.
    Le parti oniriche nel complesso sono poche e poco amalgamate considerando i 30 episodi complessivi delle 2 stagioni. Il fatto che l’assassino si scopra prima della metà della seconda stagione non aiuta certo a mantenere l’attenzione dello spettatore.

    Dopo questo ho proseguito con il film “Fuoco cammina con me”.
    Film che ha poco da dire a uno spettatore che non ha visto la serie, si tratta perlopiù di un prequel e per buona parte del tempo ci viene mostrata la vita di Laura Palmer.
    Purtroppo molti dei personaggi che compongono la serie non ci vengono mostrati.
    Il tono è molto diverso dalla serie, più serioso e con ulteriori elementi sovrannaturali ad approfondire la lore.
    Io fingo di capire tutto e vado avanti.
    Tutto sommato il film è interessante, ma quando non seguiamo Laura ci ritroviamo a vedere agenti dell’FBI farsi gli indovinelli tra loro e spiriti comunicare in modo estremamente criptico.
    Guardo pure “The missing pieces”, lungometraggio composto da scene eliminate non inserite nel film. Ce ne sono alcune notevoli come quella del dottore e quella ambientata subito dopo il finale della seconda stagione. Alcune invece mostrano la rissa più lenta del mondo tra due personaggi di cui non frega nulla a nessuno, lo sceriffo di un’altra città e un agente del FBI che vediamo solo nel film.
    Bello però rivedere qui alcuni personaggi della serie che sono stati invece esclusi dal “vero” film.

    Dopo quache giorno di pausa ho proseguito.
    Terza stagione.
    [CONTINUA]
  • *Questo post contiene spoiler*
    La terza stagione di Twin Peaks comincia a New York, con un tizio intento a fissare una cella di vetro vuota. L’ambientazione fuori dal territorio della quieta Twin Peaks non è un’eccezione; il 90% della serie è ambientato infatti nelle più disparate località: New York, Philadelphia, Las Vegas…

    Parto parlando del nostro agente Cooper.
    Il “buon Cooper” si ritrova dopo 25 anni ancora bloccato nella loggia nera mentre un suo clone cattivo è a piede libero nel mondo a seminare morte.
    Per liberarsi, infatti, occorre che il clone torni nella loggia, cosa che ovviamente non ha intenzione di fare.
    A una certa però ha un incidente e sembra che stia tornando nella loggia, infatti il Cooper “buono” torna nel mondo.
    Si scopre che in realtà c’era un secondo clone, ed è quello ad essere tornato alla loggia.
    E già questo passaggio non mi è sembrato chiarissimo e mi sembra inutilmente criptico.
    Ora che il personaggio che reggeva Twin Peaks è tornato, si potrebbe pensare che la serie possa partire. In realtà c’è un piccolo problema: Cooper sembra lobotomizzato.
    Lo devono vestire, mettergli le scarpe, aprirgli la porta, spingerlo al cesso, non fa altro che ripetere alcune parole che sente ogni volta dal suo interlocutore. Da qui nasce una running gag che viene utilizzata ad ogni scena con lui durante la durata dell’intera serie, quella in cui ripetendo le parole che sente riesce a passare per genio davanti al suo interlocutore.
    Nonostante confidassi in una veloce ripresa di coscienza da parte di Cooper questa la si ha solo al terzultimo episodio.
    Quindi durante quasi l'intera terza stagione il protagonista è totalmente rincoglionito e sono obbligato a subirmelo, come se l’autore volesse farmi un torto nel mostrarmi cosa è rimasto di quello che una volta era un buon personaggio.

    Ma in questa stagione il lato “soprannaturale” la fa da padrone, con un arrogantissimo ottavo episodio in cui viene inquadrato l’interno di un’esplosione per circa 15 minuti interi, passando a 10 minuti di una disturbante inquadratura di un benzinaio, con in sottofondo un rumore fastidioso. Già la serie “classica” a questo punto ci aveva abituati alle stranezze, ma qui ci viene lanciata addosso ogni idea in modo confuso e ingiustamente criptico.
    In qualche modo questo episodio dovrebbe spiegare la lore su cui Twin Peaks si basa, ma lo fa nel modo più complicato possibile in modo che non ci sarà mai una spiegazione al 100% precisa e accurata.

    Escludendo le parti oniriche quello che viene offerto è poco intrigante: le indagini della polizia, le indagini dell’FBI, le indagini a Twin Peaks, Cooper cattivo, Cooper buono scemo, oltre a sottotrame che finiscono in nulla, dal nano assassino ai vari figli dei personaggi del vecchio cast di Twin Peaks.
    Il tutto viene narrato in modo esageratamente lento: interminabili dialoghi inutili, riprese di un tizio che spazza il pavimento e dobbiamo assicurarci che lo spazzi tutto, ora un tizio che sale l’intera scalinata, ora appare il figlio di Andy e declama una poesia scema per poi sparire per sempre.
    La musica che caratterizzava la serie “classica” è praticamente sparita del tutto.
    Non c’è proprio musica a parte alcuni dei vecchi brani di Badalamenti utilizzati ad hoc per richiamare gli eventi di 25 anni fa.
    Il tono della serie è totalmente stravolto e il tutto è serioso anche mentre mostra assurdità, che alla lunga cominciano a sembrarmi delle vere e proprie prese in giro.

    Ad un certo punto mi sono ritrovato ad obbligarmi a guardare 12 episodi in una giornata per riuscire a concludere l’esperienza nel modo più veloce e indolore possibile.

    Cooper si riprende solo negli ultimissimi episodi e ne sono stato felice, li ritengo infatti i più interessanti, o, a questo punto, gli unici davvero interessanti.
    Ora è finalmente chiaro, il protagonista resta lui. La trama principale la porta avanti lui.
    Assurdo che tutto quello visto finora sia praticamente inutile.
    In poco tempo arriviamo al finale.
    La terza stagione finisce con un plot twist.
    E non è chiarissimo, è interpretabile.
    Mi ritrovo a finire a fatica una stagione per ottenere in cambio un finale insoddisfacente, che resterà il finale di serie.

    Potrei quindi leggermi le wiki, guardarmi lo youtuber che spiega come ho fatto con “Il ragazzo e l’airone”.
    Oppure posso smetterla, scrivere male questa “recensione” e chiudere qui la mia esperienza su Twin Peaks.
    Se già la seria classica era un po’ sgangherata, questa aggiunta, a mio parere, non va di certo a migliorare il pacchetto, anzi.
    Decido quindi di mettere una pietra sopra a Twin Peaks e farò in modo di sconsigliarne la visione a chi dovesse chiedermi un parere a riguardo.
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