
Mentre in America è cominciata la pubblicazione di The Sandman Overture, prequel della serie scritto sempre da Neil Gaiman (qui qualche parola sull'opera in questione), lo scorso mese la Lion ha finalmente pubblicato il settimo volume della serie "classica" sul Signore dei Sogni, dopo mesi di attesa dal precedente. La sorpresa è stata scoprire che, al contrario del piano originario, questo tomo non sarebbe stato l'ultimo della collana, ma il penultimo. Eggià, anche se gli speciali su Death sono stati raccolti in un volume fuori-serie, pare che alcune uscite speciali quali Dream Hunters ed Endless Nights saranno ristampate su un volume aggiuntivo finale che uscirà a gennaio o a febbraio. E mi sa che mi dovrò accattare anche quello
Parlando di Morte, il volume 7 della collezione deluxe, c'è da dire che il titolo è quantomeno calzante, ancor di più che nei precedenti libri con i nomi degli altre Eterni. Certo, la morte di Sandman è avvenuta al termine dello scorso libro, ma è qui che se ne vedono gli effetti. Gaiman si congeda dal suo personaggio e dalla testata con calma serafica, costruendo con il ciclo La Veglia esattamente quello che questo titolo suggerisce: un commiato che si prende il giusto tempo per compiersi. E allora ecco tornare nelle ricche tavole disegnate da un Michael Zulli in stato di grazia moltissimi dei comprimari che abbiamo visto nel corso della serie, arrivati nel regno del Sogno per porgere il loro omaggio a Morfeo. Nel frattempo, il nuoco Sandman, cioè il figlio Daniel trasfigurato, inizia ad ambientarsi nel suo nuovo ruolo, restando sullo sfondo questa commemorazione e marcando, con le sue frasi e i suoi atteggiamenti, una certa differenza rispetto al "nostro" Sandman.
La coda lunga della conclusione si forma con un epilogo della Veglia, in cui vediamo l'immortale Bob Gadling rendersi conto, parlando con Death, che Sogno è morto; a seguire ci sono 2 storie che chiudono un po' varie altre cose incompiute. Esili è una specie di seconda parte di Soft Places, con un vecchio costretto per esilio ad attraversare un deserto infinito, e che avrà modo di parlare con entrambi i Sandman; La Tempesta chiude invece il patto tra Sogno e William Shakespeare, il cui primo risultato era stato Sogno di una notte di mezza estate e che ora porta invece ad un'opera molto più cupa e tormentata.
Come storia speciale, un breve raccontino metanarrativo su Gaiman e su quanto accaduto come motore e conseguenza del suo lavoro di scrittura sulla serie. Per un'opera così particolare non poteva che esserci Dave McKean alla parte grafica, col suo stile peculiare e "sinistro".
Su Zulli alle matite di La Veglia ho già detto che ha fatto meraviglie, è però da sottolineare come in quest'occasione il suo tratto non sia stato ripassato a china, volutamente, per offrire un effetto molto particolare al lettore. E c'è riuscito.
Ottimo anche il lavoro assolutamente immaginifico di Jon J Muth per Esili e di Charless Vess per La Tempesta, che chiudono in bellezza la serie sotto il profilo estetico.
Il che concorda molto con la parte narrativa, considerando che lo scrittore inglese scrive delle pagine davvero belle e riuscite per chiudere quella che era probabilmente la sua opera più ambiziosa e che, ritengo, rimanga tale anche oggi, a distanza di anni. Imbastire un'epopea del genere, suddivisa per cicli e che ha puntato dritta verso una certa direzione e risoluzione degli eventi, il tutto su una testata a fumetti mensile non è per niente facile né banale, e andare a toccare temi aulici e delicati in un racconto popolare men che meno. Ma Gaiman c'è riuscito e il carattere malinconico e cupo di questa conclusione non è altro che la normale evoluzione della narrazione, che ha consegnato al mito la figura del Plasmatore di Sogni e, quindi, di tutte le storie.
Come sempre, l'apparato critico continua ad essere di alto profilo, grazie all'intervista a Gaiman incentrata su questi ultimi capitoli del suo lavoro. Emergono riflessioni e dietro le quinte sempre interessanti, e si approfondiscono scelte e suggestioni che potevano sfuggire o non essere del tutto comprese durante la lettura. Il volume appare più snello dei precedenti non per un impoverimento del lato redazionale, dunque, quanto per una minor foliazione della parte a fumetti, visto che gli speciali sono stati dirottati sul volume aggiuntivo a cui facevo riferimento all'inizio del commento.
Per il resto copertina cartonata, rilegatura in simil-pelle, impressioni in oro e segnalibro rendono il tomo di grande pregio e molto d'impatto in libreria insieme agli altri.
La lussuosa collana Lion non è ancora conclusa, ma la storia di Sandman sì: ed è stata una delle lettura (a fumetti e non) più emozionanti, avvincenti e arricchenti che io abbia mai fatto. Un capolavoro e non mi faccio nessuno scrupolo ad affermarlo. Un'opera che devo rileggere di filato nella sua interezza per poterla apprezzare nuovamente e in modo maggiormente organico.
Un must, che si merita tutta la fama e i commenti positivi che si porta dietro.









