
Ho visto oggi l'opera seconda di Maccio e sono rimasto a bocca aperta. Non saprei dire se nel complesso è migliore o peggiore di Italiano Medio, ma di certo la media viene tenuta bella alta.
C'è tanta roba ottima: una satira validissima, una trama robusta, personaggi con una mimica facciale fuori parametro e una tale densità di gag che con solo un quarto d'ora di pellicola ci si riempirebbero altri quattro film italiani concorrenziali.
E fin qua me lo aspettavo.
Quello che mi ha davvero fatto scattare lo stupore è vedere quanto il suo "linguaggio" sia cresciuto col tempo. Parlo sia di linguaggio "cinematografico" - dopotutto è dai tempi dei suoi trailer che sapevamo quanto fosse bravo a giocare coi generi, individuandone gli stilemi per deriderli - sia di linguaggio... vero e proprio. Intendiamoci, pure questa cosa l'ha sempre fatta. Giocare a storpiare le parole è sempre stato un suo vezzo. Solo che qua la storpiatura della lingua italiana si fa motore narrativo, diventa l'attrazione principale e viene portata ai massimi livelli. Omicidio all'Italia approfondisce... l'italiano, lavorando sullo strafalcione e approfondendo questo aspetto come mai prima d'ora. E' uno spaccato d'ignoranza, quasi un dagherrotipo dell'italia che purtroppo siamo ancora. E quindi paradossalmente uno studio... realistico, quasi materiale da tesi.
E in tutto questo io ci vedo del genio. Questo comico/attore/regista - sebbene già amatissimo - andrebbe preso ancor più sul serio. Sinceramente non ne vedo tantissimi in grado di garantire una tale qualità con un ritmo produttivo così elevato.



