
Che Genndy Tartakovsky sia il genio della stilizzazione era ben chiaro sin dal delizioso lungometraggio delle Superchicche, prodotto un po' di tempo prima, il trionfo di questo nuovo modo di concepire l'animazione 2d era poi stato l'osannatissimo Samurai Jack. George Lucas, memore di queste produzioni e alla continua ricerca di metodi per rinverdire in modo mai banale il brand Star Wars durante lo stacco temporale di tre anni che intercorrevano tra L'Attacco dei Cloni e La Vendetta dei Sith, si rivolse a lui per ottenere un prodotto originalissimo, intelligente e ibrido che potesse colmare il vuoto. Il risultato sono le tre stagioni di Clone Wars, a metà strada tra una serie televisiva e un lungometraggio. A dire il vero la natura degli episodi, che inizialmente non superano i tre minuti, rende più comodo e appagante fruirne come se si trattasse di un film, piuttosto che sorbirseli frammentati, come nel loro primo passaggio televisivo, cosa suggerita anche dal dvd che raccoglie i 20 episodi delle prime due stagioni montati tra loro come se si trattasse di un'opera compatta e unitaria. Solo con l'arrivo della terza e ultima stagione, composta da soli cinque episodi di 12 minuti l'uno l'opera è diventata più simile ad una serie animata, somiglianza vanificata però dal modo in cui l'opera è stata presentata ai festival e cioè come un lungometraggio di un'ora intitolato The Beginning of the End.
Star Wars - Clone Wars Volume 1: Stagioni 1 e 2

Di certo vedendo i primi episodi non si arriva neanche lontanamente a comprendere le potenzialità del progetto, che inizialmente prevedeva una serie di piccoli bozzetti, tanti piccoli accenni di breve durata, scenette di guerra completamente mute e permeate dall'azione. Solo andando avanti infatti il prodotto si evolve fino a giungere ai fasti della terza stagione, autentico film di Star Wars girato in animazione. Il primo episodio di Clone Wars è emblematico delle iniziali intenzioni: dopo una rapida carrellata sui pianeti e sulle battaglie in corso in ognuno, si passa a quello che sarà il tema portante di queste prime due stagioni, e cioè la guerra su Muunilist, pianeta sede del Clan Bancario. Dopo i primi quattro episodi in cui viene mostrata la campagna portata avanti da Obi-Wan via terra e da Anakin nei cieli, si ha una breve parentesi di un episodio ambientato sul pianeta sommerso Mon Calamari dove è possibile vedere in azione il maestro Fisto, e un'altra di due episodi con protagonista il Conte Dooku in cui si racconta dell'arruolamento nelle fila del lato oscuro della sbandata Asajj Ventress, desiderosa di diventare la prossima Sith, ma in realtà vittima del gioco manipolatorio di Palpatine. Negli ultimi tre episodi di questa prima stagione si assiste alla fine della battaglia su Muunilist con la sconfitta del Clan Bancario e la morte del cacciatore di taglie Durge per mano di Obi-Wan. Morte che verrà invalidata però dai fumetti dove, nella miniserie Obsession, un redivivo Durge farà a sorpresa la sua ricomparsa.
Nella seconda stagione il prodotto ha ulteriormente modo di migliorare. Pur mantenendo la stilizzazione estrema tipica di Tartakowsky, le animazioni si fanno più eleganti, persino il disegno viene alleggerito da un inchiostrazione meno invasiva. Il prodotto si impreziosisce anche narrativamente e la quantità di parlato aumenta nettamente, pur non raggiungendo ancora le definitive vette della terza. Dopo un primo episodio che prosegue il cliffhanger con cui si chiudeva la prima stagione, ovverosia l'agganciamento di Anakin da parte di Asajj Ventress, che lo porta lontano dalla battaglia, si ha una bilogia di episodi ambientati a Dantooine in cui è possibile ammirare lo stile di combattimento di Mace Windu, che si presta a innumerevoli virtuosismi grafici, e in cui l'animazione raggiunge vette incredibili, e una trilogia in cui Padmé, Yoda e i droidi si recano a Illum per salvare la Jedi Luminara e la sua Pada-Wan e in cui scopriamo come nascono le spade laser. Gli episodi 17-18-19, infine, raccolgono le fila di tutto quanto mostrandoci lo spettacolare combattimento tra Anakin e Asajj nel tempio Sith di Yavin 4, pianeta che vide la sconfitta dei Sith e che in seguito sarà la prima base ribelle. Animato e diretto con un dinamismo incredibile, e ricco di significato in quanto secondo grande passo che porterà Anakin nelle grinfie del Lato Oscuro, questo è uno dei momenti più alti dell'intera opera, meritevole di essere ricordato anche solo per la pioggia che bagna la lama delle spade laser. Una goduria dall'inizio e alla fine.
Un po' a sé invece il ventesimo episodio che per la prima volta nella storia dell'Universo Espanso presenta in anteprima un personaggio che dovrà comparire nella canonica serie di film, e cioè il Generale Grievous. Questa anticipazione non fa che confermare come Clone Wars sia stato concepito per stare un gradino sopra tutte le altre opere dell'Expanded Universe, che si tratti di fumetti, libri o videogiochi. L'episodio, lungo qualche minuto in più degli altri, oltre che ad uccidere un po' di Jedi inutili (compreso un sosia dello Shaggy di Scooby Doo) è utile a fare da cliffhanger per la terza e ultima stagione.
Star Wars - Clone Wars Volume 2: The Beginning of the End - Stagione 3

E qui si è proprio su un piano diverso. Solo cinque episodi, ma di dodici minuti ciascuno, bastano a rendere l'esperienza assai più appagante. L'animazione, il tratto e la narrazione salgono ancora, ed ormai è solo l'animazione a differenziarlo da un normalissimo film della serie. E infatti, anche se più avanti le atmosfere sembrano rendere omaggio a quelle spirituali di Samurai Jack, il primo episodio è qualcosa di stupendo, di incredibile. I Jedi riuniti in consiglio, i dialoghi tra i personaggi sono fedelissimi e rispettosissimi delle atmosfere dei film, inoltre vengono raccontati alcuni passaggi chiave, che nei film verranno dati invece per scontati, come il passaggio di Anakin da Pada-Wan a Jedi con il fatidico taglio della trecciolina da parte di Yoda, la nuova corazza dorata conferita a C-3PO, il flashback su Dagobah con Qui-Gon-Jinn (che poi quando si colloca?). Per non parlare poi del secondo episodio con la carrellata di pianeti tra cui compaiono Kashik e quello di Max Rebo, l'elefantino blu alla tastiere che si vede nel palazzo di Jabba, o della stupenda sequenza allegorica in cui Anakin vede il suo futuro raccontato da graffiti rupestri animati. Insomma questa terza parte rasenta il capolavoro, la serie decolla definitivamente, il parlato abbonda, la regia si fa meno frammentaria e più organica e si giunge così a confezionare quello che si può considerare l'indispensabile antecedente immediato de La Vendetta dei Sith, col finto rapimento di Palpatine da parte di Grievous, la spiegazione della fragorosa tosse che quest'ultimo avrà all'inizio di Episodio 3 e il finale con quella vertiginosa carrellata sui cieli di Coruscant che avrà la sua ideale continuazione nei primi momenti del terzo film.
Un progetto iniziato sperimentando e concluso col botto insomma. E non si sa proprio come prendere la notizia che molto presto avremo una serie gemella che ne riprenderebbe lo story-arc, realizzata in CGI, lunga 100 episodi, stavolta di 30 minuti ciascuno, di cui il primo potrebbe essere addiritittura proiettato al cinema.


















