Film del 1972 diretto da Sydney Pollack.



Robert Redford, ex soldato arrivato dalla città, va a fare il cacciatore in montagna. All'inizio è inesperto, poi diventa un bravo trapper e rimedia pure una moglie indiana e un figlio (non in questo ordine). Per un'ottantina di minuti va tutto liscio, tant'è che mi sono detto: "Ma che è sta scampagnata? Pensavo fosse un film dramamtico..." E infatti a un certo punto i Crow scalpano il bimbo e trasformano la donna in un puntaspilli. Il protagonista allora si stizzisce un pochino e comincia una guerra personale contro gli indiani.
Un classico anche se meno curato tecnicamente e (a mio avviso) nella sceneggiatura di un moderno "Revenant". Sydney Pollack e John Milius (qui sceneggiatore) realizzano però un bel film innovativo per l'epoca, ispirandosi alla figura leggendaria di Mangiafegato Johnson.
Robert Redford mountain man col capello biondo lungo (in pratica il Brad Pitt degli anni '70) ha invece ispirato il personaggio di Ken Parker e ciò penso sia noto a tutti i lettori del fumetto di Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo.

Una nota sul titolo: quello originale è "Jeremiah Johnson" ed è più pertinente alla trama generale ma meno d'effetto di quello italiano.
La ballata di Jeremiah Johnson:

