[Wes Anderson] Il Treno per il Darjeeling

Una cartella dedicata a quel grande magico calderone che è il cinema e al fascino magnetico che lo schermo gigante continua ad esercitare ancora oggi.
  • Straquoto, bellissimo viaggio :D
    “DISCUSSIONE, NON RECENSIONE!”

    :solly:
  • Continua la mia discesa a ritroso nell'universo di Wes Anderson con questo film del 2008.
    Non è facile dare un giudizio alla pellicola, giacché sulle prime rispetto ai successivi due mi sembrava quello meno riuscito, ma riflettendoci sopra nella mezz'ora successiva alla visione (e avendo nel frattempo anche visto il cortometraggio che precederebbe il film, Hotel Chevalier), ho iniziato a inquadrarlo meglio, e forse addirittura è quello in cui riesco a riconoscermi meglio.
    Merito del terzetto protagonista di Darjeeling Limited: i tre fratelli interpretati da Owen Wilson, Adrien Brody e Jason Schwartzman sono infatti personaggi sfaccettati e convincenti, nelle loro stranezze e diversità, e il viaggio che decidono di compiere assieme in India dopo un anno di distanza e silenzi in seguito alla morte del padre e alla fuga della madre è senz'altro un plot capace di regalare soddisfazioni, specie nel modo stralunato che ha Anderson di mettere in scena queste dinamiche.
    Cosa non mi aveva convinto inizialmente, quindi? Forse l'inconcludenza generale e la mancanza di una trama veramente corposa, che mi hanno dato in alcuni passaggi un senso di vacuità che minava vagamente la fruizione. Ovviamente non è quello su cui bisogna concentrarsi, quanto quella vacuità serva invece a comunicarci ancora meglio la tensione tra i tre fratelli e le difficoltà emotive che li caratterizzano. Gli attori in gioco sono molto bravi nel rendere la loro interpretazione in bilico tra commedia e serietà, sostenendo il film quasi interamente sulle loro spalle.
    Degno di rilievo è poi il flashback sul funerale del padre, incastonato assai intelligentemente nel momento narrativo di un altro funerale, che completa in modo rilevante il quadro.
    Ho apprezzato poco le scene su suolo indiano, mentre quelle sul treno del titolo hanno una grande forza comunicativa, senza contare che intarsi e disegni del convoglio sono esteticamente affascinanti e i colori accesi della tipica fotografia andersoniana possono farla da padrone.
    Interessante la scelta musicale, carinissimo il cammeo dell'onnipresente Bill Murray, delicatissimo il tocco della valige come simbolo del peso che ci si porta dietro.
    Il viaggio di Wes Anderson in questa India non è quindi importante di per sé o nell'itinerario tracciato dal fratello maggiore o dall'obiettivo di ritrovare la madre, quanto per poter far fare move on ai tre protagonisti in una cornice piacevolmente surreale, accettando le sorprese della loro condizione disfunzionale... e in questo il regista riesce molto bene, pur con alcune imperfezioni sceneggiatorie che macchiano un prodotto sicuramente valido, ma che poteva esserlo di più.
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