
Giampaolo Morelli, che io stimo e adoro per la sua interpretazione dell'Ispettore Coliandro, era presente venerdì scorso nella mia cittadina per presentare la proiezione di Song'e Napule, film in cui è co-protagonista, oltre che ideatore del soggetto.
Sono andato all'evento in quanto appunto interessato a incontrare dal vivo l'attore, approfittandone poi per vedere anche il film in oggetto, che di base non è che mi attirasse proprio.
Sbagliavo.
Song'è Napule è una "commedia poliziottesca" veramente ben realizzata, e basta pensare che alla sceneggiatura e alla regia ci sono i Manetti Bros., i due fratelli registi dell'Ispettore Coliandro di altri film dal taglio interessante. Le soluzioni che i due Manetti adottano non sono mai banali, ma sfruttando inquadrature interessanti, idee particolari e scelte registiche volte a trovare una certa naturalezza della resa finale, contaminata però con una scrittura e un immaginario decisamente fumettosi.
Per inciso, che il film flirti con il mondo del fumetto è evidente in tante cose: la sceneggiatura, oltre che dai Manetti, è stata scritta da Michelangelo La Neve, sceneggiatore per anni di Dylan Dog; la locandina richiama una tavola di fumetto, ed è disegnata da Corrado Mastantuono; infine, nel film fa un cammeo Tuono Pettinato, fumettista italiano che sta acquistando sempre più fama e i cui ultimi lavori sono stati pubblicati da Rizzoli-Lizard.
La trama vede un giovane e inadeguato poliziotto, che in realtà ha studiato da pianista al conservatorio, doversi infiltrare nel gruppo musicale del cantante neomelodico Lollo Love, che suonerà alla festa di matrimonio del figlio di un pericolosissimo camorrista latitante che nessuno ha mai visto in volto. Un classico plot poliziesco si impernia così in una commedia brillante, divertente e spigliata, dove Morelli dà vita ad una figura assolutamente irresistibile nei panni di Lollo Love e dove si ride e si resta col fiato sospeso, con sullo sfondo una Napoli che si discosta da quella solamente preda del malcostume e della delinquenza, mostrando quel lato ma anche quello più positivo, normale e che porta un messaggio di speranza allo spettatore.
Un film che consiglio davvero, che si discosta dalla becera commedia all'italiana ma si pone in una posizione differente anche dal cinema di casa nostra più impegnato, trovando una terza via interessante e capace di raccogliere anche diversi premi.


