Se parliamo di strategie per poter "amare meglio" Star Wars allora l'ordine di visione è secondario. Perché in tal caso vale tutto, dal tagliare episodi allo spoilerarsi ogni cosa, passando per il cominciare da REBELS (starting point validissimo, tralaltro). Ma io penso che l'effettivo gradimento di un episodio o meno non dovrebbe pregiudicare "la reale forma del prodotto". Se quella è la forma e così non ti piace allora non era destino che SW ti piacesse (ma può darsi che ti piaccia poi), la vera forzatura è riportare le cose come erano negli anni 70 per fare di testa propria. Gradimento e correttezza non sono sinonimi, come dice GUALTIERO CANNARSI
Se parliamo di guardare SW nella forma che più asseconda la sua natura allora non si può prescindere dall'Ordine di George. Perché difatto parliamo di un fenomeno, di un'epopa il cui senso sta proprio lì, in quel "gioco" basato sul rimettere in ordine gli episodi.
E qui mi si potrebbe dire che allora il "gameplay" della saga vuole che prima li si veda in disordine e poi in ordine. O, come dice Elik, 456-123-456 etc.
Ma siamo realisti. Ben pochi che non hanno mai visto SW potrebbero mai approcciarsi alla Saga con già il fermo proposito di vederla due volte, in parte o per intero. Se la vedono solo ora, probabilmente hanno resistito al suo fascino per molto tempo e quindi al massimo gliene basta una di volta. E che quella volta sia la definitiva, allora. Che traggano dalla saga quello che Lucas ha voluto offrire, ovvero l'arco narrativo di Anakin. Che inizia e poi finisce. Non che finisce, poi ricomincia e poi arriva a metà e ciaone.
Poi.
Questione vandalismo.
Io la malafede in Lucas non ce l'ho vista e mai ce la vedrò, perché ho capito come ragiona e ho conosciuto i suoi edit quasi in diretta, quando ancora parevano una cosa bella, festosa e miracolosa. Tutto questo purismo, questo rispetto della versione originale, sono tutte "fisse" sviluppatesi dopo, in reazione a quello che lui aveva fatto, ma che non dovrebbero intaccare il valore del suo gesto alla base. Compiuto in un momento in cui il concetto di director's cut o di extended edition era ancora di là da venire.
Perché alla base abbiamo un grande pioniere di Hollywood, uno di quelli che ha contribuito all'affermarsi di un sacco di cose, tra cui la stessa CGI. Nonché un inventore di universi, che, proprio in quanto tale, è più che normale abbia visto nella CGI la chiave per poter finalmente mostrarci la galassia per davvero. Che poi si sia fatto prendere la mano sempre di più pure è molto vero, ma rimane il fatto che non è andato a rimuovere roba, a smanettare con montaggi, ma a sostituire, rifinire, cesellare, migliorare. E vi sfido a dire che Bespin era meglio prima.
Insomma, non è andato a smanacciare American Graffiti, ma sempre e solo Star Wars, quella saga che nella sua testa aveva bisogno di essere smanacciata, perché appunto non era solo una trilogia di film, ma un'esperienza, un'attrazione da ampliare.
Ecco perché non ci vedo vandalismo in quegli edit, ma un grande atto di amore, invece. Un amore nei confronti dell'esperienza 123456, sua grande croce e dannazione, un qualcosa che gli ha fatto compiere anche atti maldestri (Greedo). Ma è anche questo che fanno gli Autori. I capricci, anche a costo di rendersi impopolari.
Il cinema è altra cosa, non chiedetelo a George Lucas. Lui ha usato il cinema per dire/mostrare delle cose, e l'ha cambiato per sempre. Ma per lui contano soprattutto quelle cose là, non le fisse degli studiosi.






