Gotham Central
Nel florilegio di testate americane dedicate a Batman e al suo mondo, nel 2003 ne nacque una piuttosto particolare per approccio e centricità.
Il Cavaliere Oscuro era infatti presente marginalmente nelle pagine di questa serie, ma al contrario di altri fumetti su elementi della Bat-family, stavolta non era di scena un supereroe, bensì tanti eroi comuni: la polizia di Gotham City.
Gotham Central arriva sul mercato in un momento in cui il genere procedurale sta conoscendo una certa fortuna, destinata a crescere esponenzialmente di lì a poco, grazie a numerose serie televisive di successo.
Ciò non è bastato a far la fortuna della serie di
Greg Rucka e
Ed Brubaker, due tra gli sceneggiatori in forza alla DC con maggior quantità di hard-boiled nel sangue, che infatti ha chiuso dopo soli 3 anni con il quarantesimo numero della serie regolare.
In Italia la pubblicazione di questo progetto ha avuto fasi alterne, passando da un editore all'altro (Magic Press, Planeta e infine RW-Lion) e attraverso diversi formati ed edizioni.
Proprio queste difformità, unite al fatto che il
procedural drama non è il mio genere narrativo di elezione, hanno fatto sì che non mi avvicinassi mai a questa serie... ma aver incocciato in alcune critiche positive che facevano leva su aspetti interessanti, e la ristampa che la Lion ha inaugurato a inizio 2015 nel formato bonellide in b/n già sfruttato per
Fables,
Y – L'Ultimo Uomo e
Costantine (che prometteva quindi di essere compatta e uniforme) mi hanno spinto a cedere.
Per poi trovarmi, ad un passo dalla fine, con uno stop imprevisto delle pubblicazioni (
come dicevo qui) che mi ha fatto temere il peggio: fortunatamente ora è uscito il decimo numero di questa ristampa, che completa l'intera serie regolare.
Che dire, se non che sono stato davvero soddisfatto di aver seguito
Gotham Central? Se da un lato la componente alla
Law & Order può pesare per chi non ne è molto avvezzo, occorre evidenziare che viene mischiata con un po' di sano hard-boiled vecchio stile che rende l'atmosfera suggestiva e attraente.
Ma il punto di forza della serie è il suo essere ambientata a... Gotham City. Al contrario di quanto fa
l'omonima serie televiiva, qui gli autori possono utilizzare come setting una città in cui Batman è all'opera già da anni, utilizzando questo elemento per creare un'ossatura di grande importanza nel corso di quasi tutte le storie: il confronto tra le forze dell'ordine e il vigilante mascherato. Niente di propriamente nuovo, intendiamoci, diverse storie di Batman nel corso degli anni hanno sottolineato attriti tra polizia e Batman, visto come un intruso, un intralcio al lavoro dei poliziotti. Ma in una serie in cui il Gotham City Police Department è il vero protagonista, chiaramente questo aspetto può essere messo al centro dell'attenzione in più occasioni e in modo più approfondito.
Ed è quello che fanno i due sceneggiatori: come ben evidenzia
questo approfondimento di Simone Rastelli su Lo Spazio Bianco non sono rare le occasioni in cui i protagonisti si fermano a pensare al reale ruolo del Crociato Incappucciato, e a fare il calcolo di quanto bene e quanto male abbia portato alla città.
Oltre a questi aspetti filosofici, di grande interesse, la serie vince anche su altri due punti: personaggi e trame. I primi risultano carismatici, sfaccettati, fallibili ma onesti, mischiati a non pochi membri corrotti. Ma al di là dei loro ruoli all'interno del Dipartimento, Rucka e Brubaker ce li mostrano spesso e volentieri nei momenti della loro vita civile, facendoci affezionare a loro al di là della divisa.
Per quanto riguarda le storie raccontate, sono un mix perfettamente equilibrato tra telefilm procedurale della domenica sera e dei villain da fumetto, il che costituisce l'unico vero punto di contatto tra
Gotham Central e il
Gotham trasmesso dalla Fox. Vedere questi poliziotti interrogarsi su un crimine per capire se tradizionale o parte di un piano più malvagio e complesso ideato da Due Facce, Joker o Mister Freeze è interessante, e viene ben descritto anche l'animo con cui delle persone riescono a fare quel tipo di lavoro in una città del genere, con i
freaks e tutto il resto.
In una serie così compatta, poi, viene tenuta in vita anche una sorta di micro-continuity interna piuttosto riuscita, che ripropone personaggi/situazioni e relativi sviluppi e che personalmente ho apprezzato. Questo elemento si nota in particolare in questo ultimo numero appena uscito, dove i nodi vengono al pettine per quanto riguarda il personaggio di Morrigan, un agente corrotto che ha fatto il bello e il cattivo tempo in un ciclo di storie in mezzo alla serie, fino ad arrivare ad uno scontro diretto con l'agente Reneé Montoya. Crispus Allen, un poliziotto tutto d'un pezzo e partner di Montoya, decide di inchiodare Morrigan, ma le conseguenze di questo proposito saranno spiacevoli e condurranno ad un finale di serie quantomai cupo e disilluso, quasi a testimoniare come a Gotham City non possa esistere il lieto fine, che sia per colpa di qualche super-cattivo pazzo o per un semplice poliziotto corrotto.
E trovo anche significativo che in queste ultime storie Batman non appaia per nulla, nemmeno venga nominato: da una parte questo approccio rende quest'ultimo segmento della serie molto più vicino ai polizieschi classici e privi di elementi che ricordano l'universo narrativo in cui siamo, ma dall'altra si rende dignità e identità ai veri protagonisti di questa testata parallela.
Molto buoni anche i disegni, curati soprattutto da
Michael Lark: non presentano spesso trovate grafiche particolarmente sorprendenti, ma con le loro tavole posate, metodiche e dettagliate rendono il miglior servizio possibile ai toni della serie.
Anche i disegnatori che si avvicendano successivamente, principalmente il “nostro”
Stefano Gaudiano e un tal
Kano, proseguono su questa falsariga con risultati molto buoni.
La ristampa in formato bonellide, comunque, non finisce qui:
Gotham Central si compone infatti anche di un paio di episodi speciali fuori serie, e la Lion ha deciso di pubblicarli in due ulteriori albetti che completeranno l'edizione e che mi accaparrerò sicuramente. Sperando che gli intoppi produttivi dei mesi precedenti siano ormai completamente superati e che si possa quindi arrivare alla conclusione definitiva di questa apprezzabile serie.