[Disney] PKNE Fase 1: La Run di Artibani e Sisti

Gottfredson, Barks, Scarpa, Rosa, la scuola italiana, con un occhio di riguardo anche ai Disney spillati. Perché ricordiamo che il Sollazzo nasce qui, grazie a un certo papero mascherato...
  • Il primo episodio de "Il Raggio Nero" è strepitoso, per il mio gusto personale me lo son goduto quasi più di "Potere e Potenza", sarà per la prima parte lenta, di costruzione, nella quale si viene a creare tutta la giusta tensione, ma sopratutto l'aura di mistero, ancora non abbiamo idea di cosa ci riservi tale storia, in che modo si giocheranno tutti gli elementi che son stati disseminati non solo negli episodi precedenti, ma anche nelle interviste a gli autori e le anticipazioni. La mia curiosità è alta e le mie aspettative alle stelle, questa è una saga che già promette di mantenere un livello alto senza mai andare giù.

    Che dire anch'io ho apprezzato molto alcuni elementi che nelle serie precedenti erano quasi assenti, addirittura eliminati oppure inserite nella maniera più improbabile [spoiler]l'inutilissima apparizione di Paperina della quale non si vede mai il volto in un numero del frittole ad esempio, non ne ho mai capito il senso...[/spoiler] questa cosa apre a centinaia di possibilità narrative :P [spoiler]Tra l'altro a pag. 30 c'è anche Tom Lovett da PP8 la cui maglietta ha strategicamente cambiato colore XD[/spoiler]

    Insomma i miei complimenti agl'autori che non si smentiscono mai :)
  • Ovviamente questa prima parte è ancora molto misteriosa, ma già promette molto bene, dato che, tornando a parlare della Ducklair Tower, potrebbe ritornare in scena Everett e potremmo anche rivedere un certo personaggio verde che ci manca tantissimo.
    Perchè pirati si nasce, e all'arrembaggio si va, con la bandiera che sventola, per dire "siamo qua!".
  • Letto, e devo dire di essere rimasto estasiato fin da quel "dodici anni dopo la partenza di Everett Ducklair per il pianeta Corona" e sino alla fine di questa prima parte. Sono davvero senza parole, Artibani e Pastrovecchio non solo si confermano ma vanno oltre, realizzando una prima parte della storia davvero eccelsa sotto il punto di vista narrativo, pikappico e topolinesco. Sì, perché se c'è una cosa che dopo 2 storie e questa prima parte si può affermare a voce alta è che questa "è una storia pubblicata su Topolino". E qui non si tratta solo di "screen-time" degli altri personaggi paperopolesi, ma di un amalgama oltremodo perfetta tra elementi e tipologie narrative differenti ma che fanno parte dello stesso mondo. E dopo tutto questo voglio proprio vedere se c'è ancora qualcuno che considera Pikappa "altro" rispetto al Disney "classico", o le sue storie non adatte a Topolino.
    Tra i tanti elementi messi in pentola in questo primo episodio e già citati (l'inizio lento e cittadino, l'alternanza tra tavole a disposizione classica e "action", il recupero di tematiche che vengono nientemeno che da "Nella Nebbia"...), si noti che il "dinamico duo" non ha rinunciato anche questa volta ad osare, e, pur se meno scioccante rispetto alla rappresentazione dell'uccisione di Paperino vista in "Pop&Pop", di certo quanto visto ne "Il Raggio Nero" non è meno rivoluzionario; mi riferisco alla scena in cui Pikappa e il Custode discutono sulla possibilità di rivelare la doppia identità di Paperino ai nipotini, cosa che a prescindere che venga veramente mostrato oppure no, anche solo per aver affrontato la questione dimostra il grado di maturità e di realismo di queste storie pikappiche.
    In definitiva, non posso che trovarmi d'accordo con Valerio, PKNE è una delle cose migliori e salutari che siano mai apparse su Topolino, un vero e proprio punto di non ritorno per il settimanale e per il fumetto disneyano in generale. Credo proprio che in futuro sul Topo ne vedremo delle belle.

    A corredo della storia e di quanto già detto, consiglio la visione della video-intervista agli autori presente sul sito di Topolino: http://www.topolino.it/video/incontro-c ... ggio-nero/
    Nonché la registrazione della conferenza lucchese della quale hanno parlato anche Valerio e Bramo nei rispettivi resoconti; la registrazione è stata divisa in più parti, linko di seguito il primo video, al seguito del quale YOuTube vi proporrà il secondo etc.:



    Quanto alle domande agli autori, le domande che avrei voluto porre sono state già postate dai sollazzanti che mi hanno preceduto, ma se dovesse venirmi in mente qualcos'altro, cercherò di postare prima di questa sera.
  • Rileggendo la storia mi è sorto un altro dubbio che rivolgo a Artibani: il sindaco nel suo discorso afferma che Everett è irraggiungibile ma alla fine di Affari di famiglia( PK2#18) per l'opinione pubblica il miliardario è disperso in mare non semplicemente irreperibile come invece era nel periodo di esilio volontario a Dhasam Bul. Sono troppo pignolo o c'è una spiegazione?
  • Sperando di non porre domande dalle risposte ovvie per un vero "pker":

    Artibani: Debbo fare delle premesse: so che Uno era impossibilitato a muoversi fuori dalla Ducklair Tower mentre in questa storia si vede il Custode della Camera Omega vivere nella soffitta di Paperino; poi in "Potere e Potenza" Paperinik era rimasto sorpreso dal fatto che egli gli continuasse a parlare, nonostante la distruzione della torre, rivelando che nella tuta vi è una versione ausiliaria del Custode. Quello che vediamo vivere in casa di PK è proprio il Custode o la sua versione ausiliaria ? Se è lui, perchè non ha la stessa limitazione di Uno ? Se è la versione ausiliaria, quindi essa è in grado di creare un suo duplicato materiale ?

    Pastrovicchio: A che cosa ti sei ispirato per il design del marchio del raggio nero ?
    Ultima modifica di Capitano Amelia il sabato 07 novembre 2015, 20:36, modificato 1 volta in totale.
  • Rileggendo la storia, qualche dubbio mi è venuto:
    Artibani: Ma lo scudo recuperato da Pikappa negli Argini del Tempo è finito in cantina o è tornato dov'era?
    Pastrovicchio: a cosa ti sei ispirato per l'armatura dei gargoyle?
    Arti-Pastro: Che fine ha fatto la barba di un anno fa? Scherzetto del Razziatore? :asd:
    Da Socrate a Paperone:
    "Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta."
  • Capitano Amelia ha scritto:Artibani: Debbo fare delle premesse: so che Uno era impossibilitato a muoversi fuori dalla Ducklair Tower mentre in questa storia si vede il Custode della Camera Omega vivere nella soffitta di Paperino; poi in "Potere e Potenza" Paperinik era rimasto sorpreso dal fatto che egli gli continuasse a parlare, rivelando che nella tuta vi è una versione ausiliaria del Custode. Quello che vediamo vivere in casa di PK è proprio il Custode o la sua versione ausiliaria ? Se è lui, perchè non ha la stessa limitazione di Uno ? Se è la versione ausiliaria, quindi essa è in grado di creare un suo duplicato materiale ?
    In realtà ogni tanto Uno si muoveva, ad esempio proprio in Nella Nebbia si interfacciava in un robottone per coadiuvare Pk contro magie e trucchetti mentali.
    Però la domanda resta interessante: è vero che Sergio ha dimostrato, sotto questo punto di vista, più autonomia di quanto non l'avesse la vecchia IA. Imho è un'autonomia che ha a scapito di quella decisonale: in P&P ha bisogno che sia Paperino ad attivare il Protocollo Omega e non ha altra scelta se non quella di obbedire all'ordine diretto di interrompere le comunicazioni.
    Ci sta dunque che recuperi in mobilità: ha anche abbastanza senso in-world, con Uno che aveva la possibilità di evolversi in una *vera* personalità (e, a fare i nerd, questo comportava forse che gli servisse più memoria rispetto al Custode), mentre Sergio è più versatile/trasportabile ma resta (per ora o per sempre?) solo una sofisticatissima macchina.

    Vediamo che risponde Artibani!
  • Ecco qua che esce la poser che è in me perchè è uno dei numeri che non ho recuperato... -_-
  • Lol mica è da poser... e comunque la domanda rimane valida, tanto più che alla fine Uno si sarà mosso in un paio di occasioni e che sappiamo che la coerenza di :pkna: non era proprio uno dei suoi punti forti. ;)
  • PORTAMANTELLO ha scritto:Lol mica è da poser... e comunque la domanda rimane valida, tanto più che alla fine Uno si sarà mosso in un paio di occasioni e che sappiamo che la coerenza di :pkna: non era proprio uno dei suoi punti forti. ;)
    Ah, no, in realtà mi riferivo alla mia scarsa conoscenza di tutte le storie di PKNA (senza contare che non ne ho letto neanche una di :pk2: , mentre le PK-frittole non le toccherò), solo che ho scordato di quotare quel punto... :D Anche perchè lascerò comunque invariata la domanda, anche se tu mi hai chiarito che c'erano già stati altri casi.
  • Cosa dire in più rispetto a quanto già scritto su queste pagine? Arrivo tardi (qui, perlomeno, visto che sullo Spazio Bianco sono stato puntuale ;) ) per motivi di tempo, ma ovviamente il primo capitolo di Il Raggio Nero l'ho letto immediatamente (e, grazie all'anteprima lucchese, anche un po' di giorni prima rispetto all'uscita ufficiale), e ne ho goduto molto.
    La prima impressione, ovviamente prematura, è che Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio abbiano fatto un lavoro ancora migliore della già ottima Potere & Potenza, che anche ad una recente ed ennesima rilettura si è riconfermato uno dei fumetti Disney migliori degli ultimi 30 anni: scremato il bisogno di reintrodurre determinati concetti e personaggi dopo anni di assenza, già da questa prima parte della nuova avventura si capisce la volontà degli autori di puntare in alto con l'avventura e di scavare all'interno della continuity (tanto quella della vecchia serie, fatta dei misteri di Everett Ducklair, quanto del nuovo corso a base di sparizione della Ducklair Tower).
    Si intuisce che il bello deve ancora venire, eh: il setting paperopolese è solo il trampolino di lancio verso una storia che avrà un'apertura ben più grande ("cosmica", per usare le parole di Artibani alla presentazione di Lucca), eppure è utilizzato dannatamente bene, in modo credibile come non mai, coeso e piacevole da osservare. E non è da meno la quotidianità di Paperino, descritta in modo realistico e apprezzabile nella sua normalità.
    Oltre a ciò, c'è spazio anche per una serie di tavole dal sapore action che ci riportano in pieno nelle atmosfere pikappiche... il tutto solo in un capitolo iniziale! Chissà cosa ci aspetta nei prossimi!
    Il Pastro, dal canto suo, fa un lavoro sublime: il suo tratto riesce ad essere efficace tanto nelle scene tranquille iniziali, raffigurando Paperino e la città, quanto in quelle frenetiche di scontri e combattimenti tra Paperinik e l'Evroniano, dove la sua predisposizione verso tavole più movimentate e "chiassose" trova appagamento, e gli occhi del lettore con lui.
    Davvero intelligente e serialmente azzeccata la scelta di mostrare la Torre nell'ultima tavola, a mò di cliffhanger, una soluzione moderna e funzionale.

    Due parole anche sul prologo: assurdo pensare che sia un inutile esercizio di stile, quando è invece il modo più elegante che gli autori potessero utilizzare per chiarire alcuni presupposti della nuova storia, presupposti che avrebbero potuto essere meno limpidi del previsto a causa di qualche aspetto visto ne Gli Argini del Tempo. In questo modo, senza andare a invadere le tavole "ufficiali" dell'avventura si è potuto mettere il puntino su quel paio di "i" che potevano presentare qualche problema. Un ottimo servizio ai lettori. E un ottimo Angus Fangus in azione, qui come nel primo capitolo :)
    Esalto più totale, insomma :D
    Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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  • Speciale Il Raggio Nero
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    C'è qualcosa che possa scrivere e che non salterete per fiondarvi subito sul primo giro di risposte? Che ne dite? C'è? ...amici? Ehi?

    FRANCESCO ARTIBANI
    Valerio, Tyrrel, Paperlallo: Partiamo dall'inizio: il prologo! Molti lettori hanno notato la natura deliziosamente "di raccordo" di queste cinque pagine, che riescono a collegare meglio Il Raggio Nero con la precedente storia, di stampo maggiormente autoconclusivo. Puoi farci un breve "making of" di questa interessante scelta editoriale?

    Francesco: C'erano alcune piccole cose da raccordare tra questo episodio e il precedente (Gli Argini del Tempo). Talmente piccole che sono bastate poche pagine per preparare il terreno al nuovo racconto. L'espediente del prologo era stato utilizzato recentemente da Casty per L'Impero Sottozero e dunque avevamo un precedente valido da seguire. Quel prologo era servito a creare l'attesa per la storia e abbiamo pensato di dare un antipasto del Raggio Nero in un numero che era già speciale di suo.


    Valerio: Il succo del prologo è che il rapporto di lavoro fra Angus e Kiwinetwork è ormai definitivamente cessato e che il giornalista lavora a tempo pieno per 00 News oppure è rimasta in piedi quella "collaborazione parallela" di cui parlava al termine della precedente storia?

    Francesco: Angus è il tipo che tiene il piede in più staffe e dunque, oltre ai suoi tanti impegni moltiplicatisi grazie a un'inattesa popolarità, sicuramente non ha rinunciato alla corrispondenza da Paperopoli per l’emittente neozelandese.


    Valerio, generalezargon, Paperlallo: Facciamo un po' di chiarezza sull’equipaggiamento del Vecchio Mantello. Come si alimenta questa benedetta tuta? Si nutre delle correnti geodinamiche catalizzate dalla Ducklair Tower o bastano un paio di stilo alcaline? :P
    E lo Scudo Extransformer che vediamo è quello recuperato ne Gli Argini del Tempo oppure è lo scudo parte integrante della nuova super tuta?
    E, soprattutto, sono domande come queste che fecero nascere il celebre PRDQP? Eh? Eh?


    Francesco: Lo scudo è quello generato dalla nuova supertuta. Per quello che riguarda l'alimentazione è chiaro che l'energia della Ducklair Tower è quella necessaria per avere una tuta e uno scudo al massimo della potenza e delle prestazioni. L'alimentazione attraverso la rete elettrica tradizionale è quella che fornisce la carica minima per mantenere la tuta attiva (in modalità economica, per così dire).


    Portamantello: Mi collego alla domanda di cui sopra (non quella del celebre acronimo :P), per un po' di sano “dietro le quinte”.
    Nel botta&risposta di P&P ci hai spiegato come il nuovo costume facesse di necessità virtù e, alla fine di quella storia, vediamo che Pk lo riconfigura tornando alla versione tradizionale, per ragioni sentimentali. Quali sono invece le tue ragioni per continuare a far "convivere", in questa storia, i due costumi? Sentimentalismo o maggiori possibilità coreografiche (imho particolarmente riuscite) offerte dalla compresenza di scudo e mantello? O il nuovo costume non "bucava" altrettanto bene?


    Francesco: Entrambe le risposte sono corrette. PK resta un sentimentale e dunque non rinuncia al suo mantello ma quando c'è da sistemare un evroniano potenziato bada al sodo e impiega il costume nel modo più efficace (e lo stesso continuerà a fare nel corso della storia: se servono i pugni giganti per sistemare avversari giganti non si farà problemi a configurare la tuta in quella modalità).


    Capitano Amelia: Sappiamo che Uno era impossibilitato a muoversi fuori dalla Ducklair Tower, mentre in questa storia si vede il Custode della Camera Omega vivere nella soffitta di Paperino. Dopo la distruzione della Torre, scopriamo che nella tuta vi è una versione ausiliaria del Custode. Quello che vediamo vivere in casa di PK è proprio il Custode o la sua versione ausiliaria? Se è lui, perché non ha la stessa limitazione di Uno? Se è la versione ausiliaria, quindi essa è in grado di creare un suo duplicato materiale?

    Francesco: La versione è quella “backuppata” alla fine di Potere e Potenza, una sorta di versione ridotta del Custode. Questa intelligenza artificiale è stata progettata per gestire emergenze apocalittiche e dunque ha una serie di funzioni diverse da quelle che aveva Uno. È in un certo senso più agile e adattabile – più pratica ed essenziale.


    generalezargon: Il sindaco nel suo discorso afferma che Everett è irraggiungibile, ma alla fine di Affari di Famiglia (PK2#18) per l'opinione pubblica il miliardario è disperso in mare e non semplicemente irreperibile, come invece era nel periodo di esilio volontario a Dhasam Bul. Sono troppo pignolo o c'è una spiegazione?

    Francesco: Sì, sei troppo pignolo ma fai bene a esserlo (questa è la risposta breve). La risposta lunga: non volevo andare ad appesantire le prime pagine di sceneggiatura con uno spiegone nello spiegone andando a zavorrare la sequenza iniziale (dove già si parla molto) aprendo una parentesi (facendo rimandi a una storia che non tutti ricordano e sicuramente i più giovani non hanno letto). Al momento opportuno sicuramente torneremo a parlare di Everett dando tutte le informazioni necessarie.


    Mason: Quindi ora il mondo sa degli evroniani. Ma quanto ne sa? PK (o l'esercito) ha spiegato pubblicamente la faccenda o i paperopolesi stanno solo marciando di fantasia con le poche cose che hanno visto e i racconti di Angus?

    Francesco: Per il mondo l'esistenza degli alieni non è più un segreto ma, a rigore di logica, non lo era neppure prima se pensiamo a tutte le storie dedicate agli alieni apparse in questi anni nelle pagine delle avventure di paperi e topi. Con Potere e Potenza abbiamo formalizzato una nuova regola, ossia che il mondo è a conoscenza degli evroniani. L'attacco alieno alla fine di Potere e Potenza l'hanno visto in tanti e dunque non è più un segreto per nessuno – ma i paperopolesi, come ben sappiamo, si abituano in fretta alle novità.


    Valerio, Tassadar89: Il forumista è un mestiere che richiede un certo acume ed infatti ci siamo accorti dei collegamenti tra Nella Nebbia ed il colpo di scena legato ai gargoyle. Ce ne siamo accorti… ma non per questo siamo meno sorpresi! Su cosa ti basi per scegliere gli spunti ancora fertili dalle vecchie storie? Come fai a scegliere fra le tante sottotrame a disposizione?

    Francesco: L'idea è quella di recuperare spunti utili e svilupparli, senza un’ossessione filologica ma cercando di non contraddire episodi del passato, ampliando e arricchendo dove possibile. L’obiettivo, tra spunti vecchi e trovate nuove, è quello di creare un mondo unico e coerente dove, nei limite del possibile, tutti i conti tornino. Per il Raggio Nero mi serviva una dimensione nascosta e quella suggerita da Nella Nebbia funzionava bene e mi permetteva di sviluppare alcune cose relative ai gargoyles. Alla fine è un lavoro di sartoria, di taglio e cucito.


    Mason: Come riesci a scrivere PK senza che Paperino ne esca troppo dark, né troppo macchiettistico? Qual è per te il giusto punto di equilibrio tra serietà e leggerezza?

    Francesco: Per me la cosa importante è ricordarsi che quello resta sempre e comunque Paperino, non è un personaggio diverso. Fa cose diverse, questo sì, ma le sue regole personali, i suoi valori, il suo carattere e il suo punto di vista sul mondo è sempre lo stesso. PK non può essere dark, Paperino con quella voce non può parlare come Batman, non sarebbe credibile. Se si tengono presenti queste caratteristiche del protagonista le storie trovano il loro equilibrio da sole.


    Tassadar89: Come mai questa novità di far interagire Paperino con gli altri personaggi della sua famiglia Disney, che nelle prime serie non è mai stata fatta?

    Francesco: Perché siamo su Topolino e lì l'assenza dei personaggi della famiglia dei paperi sarebbe stato un elemento disturbante. Anche nelle storie di DoubleDuck vediamo i nipotini o Paperina e mi piaceva integrare questi elementi anche nei racconti di PK perché, paradossalmente, danno maggior forza al protagonista.


    Valerio: Arti & Pastro, come dicevo nella mia rece, si nota nella prima parte della storia uno scenario più "classico", dato dalla presenza di comprimari tradizionali e una gabbia più regolare. Di recente Artibani ha espresso la filosofia "un solo papero, un solo universo", che dovrebbe in teoria far piazza pulita delle incomprensioni dovute a chi ha spesso visto il mondo Disney come un "multiverso" in stile Marvel. Voi invece mi sembrate procedere in modo omogeneo e sulla stessa lunghezza d'onda, potete spendere due parole su quella che è la vostra concezione dell'universo narrativo disneyano?

    Francesco: Con Lorenzo c'è una bellissima intesa, l’idea è quella di fare fumetti divertenti e se possibile spettacolari – tutto qui. Non sono un patito della continuity ma trovo il multiverso caotico un po’ dispersivo, un’esperienza che da lettore non ho mai amato molto. Avere un solo Paperino o un solo Topolino non è una pensata poi così bizzarra ma indubbiamente non è semplice da organizzare (dovendo la redazione coordinare tanti autori allo stesso tempo). Cerco di dare un minimo contributo mantenendo una coerenza interna nelle mie storie, qualsiasi esse siano.


    max brody: "Dopo la scuola siamo da ALVIN per fare i compiti". Stavo per mettermi a piangere. ;_;
    Valerio: Ma allora è vero che un nerd lo si compra con due noccioline? :P

    Francesco: Ma no, sono piccolezze, sempre in nome di quella coerenza interna di cui si diceva poco fa.


    Paperlallo: Ma la gigantesca barba malvagia che sfoggiavi un anno fa che fine ha fatto? Scrivere più Pk rende buoni?

    Francesco: Ho tolto la barba malvagia quando mi sono accordo che tutti i fumettisti improvvisamente ne esibivano una. Non ho niente in contrario alle mode ma cominciavo ad avere difficoltà a distinguere amici e colleghi e ho voluto dare un contributo alla semplificazione tagliando la mia. Quando le barbe da artista non saranno più popolari tornerò a farmela crescere.


    Capitano Amelia, Portamantello: Dulcis in fundo! Ma Angus dove ha trovato una suoneria così rumorosa da far allarmare dei poliziotti?! È il verso di Bertoni sotto la doccia?

    Francesco: Sì, quando finisce di colpo l'acqua calda.



    LORENZO PASTROVICCHIO
    Valerio: Come dobbiamo interpretarlo il prologo? Il cemento che è stato risucchiato dal cratere era solo uno strato superficiale o in precedenza occupava l'intero abisso?

    Lorenzo: Le pareti e in generale le fondamenta della DT nascondono ancora molti segreti (non sono solo un collegamento con le fognature), quindi hanno una sorta di “ciclo autopulente”, diciamo, atto a conservare integra e libera la struttura. Quindi a prescindere dal varco dimensionale apertosi sul fondo in questo primo episodio, il cemento, o comunque qualsiasi materiale di scarto, sarebbe stato evacuato.


    Jurambalco: In tutte le vecchie serie le dimensioni della Ducklair Tower sono sempre state un elemento imponente. In PKNA #16 siamo portati in visita guidata ai sotterranei della torre e scopriamo che sono tanto grandi da poterci tenere dentro dei megazord come i motorini vengono tenuti nei garage di un centro commerciale.
    Non è un po' troppo piccolo il buco che vediamo qui nel raggio nero?
    Ma soprattutto, quando potremo essere sommersi anche noi dai gadget evroniani?


    Lorenzo: La DT è e rimarrà una struttura imponente… come ho detto prima, quello che è rimasto è comunque facente parte della struttura e, come avete visto nel prologo, anche in forma attiva. I progetti della costruzione li conosce per certo solamente il padrone di casa, ma sicuramente la Torre nasconde ancora molto… Immaginatevi le radici di un albero, per intenderci, o in questo caso una base di lancio. Per i gadget evroniani potreste fare una raccolta firme… non si sa mai. :)


    Mason: Ma il cappello del sindaco fluttua? Potenza delle pose plastiche di un politico così consumato?

    Lorenzo: Ah ah ah, ma perché le domande sceme capitano sempre a me? ;)


    Tassadar89: Due domande sceme. Come mai hai disegnato Lyla con lo stesso abbigliamento di Gli Argini del Tempo? E da quando il buon Stephan e così più alto di Paperino? È cresciuto? :P

    Lorenzo: Lyla sta cercando di farsi notare da Paperino, che porta sempre la stessa giubba. Riguardo a Stephan, ultimanente indossa un cascocamera più alto, ma è un vezzo dovuto all'età.


    Tassadar89: Ho notato che Angus è molto diverso da come lo disegnavi, mi sembra piú cartoonesco mentre prima aveva un aspetto serio e accattivante da vero rapace. Come mai questo cambio così marcato?

    Lorenzo: Un semplice aggiornamento grafico che mi permette di rendere più recitativo il personaggio rispetto a prima.


    Portamantello, generalezargon: Sempre che il pericolo spoiler non ti leghi le mani, puoi dirci se hai avuto qualche ispirazione particolare nel design di Sekthron? Ci sono limiti (anche autoimposti)/difficoltà particolari nel giocare con le "variazioni sul tema" dei design evroniani, che negli anni hanno avuto svariate forme e mutazioni per mano di diversi disegnatori?

    Lorenzo: Non ho avuto mai particolari problemi a disegnare evroniani evoluti, a partire da Trauma, e non mi sono mai posto limiti. Per Sekthon era per me importante far vedere che c'era stata un'evoluzione più sofferta, quasi involutiva e bestiale… sicuramente doveva dimostrare tutto il suo lato selvaggio.


    Paperlallo: A cosa ti sei ispirato per l'armatura dei gargoyle?

    Lorenzo: Per i gargoyle ho perso veramente molto tempo sopratutto per quanto riguarda la testa e la struttura che la compone. Come è logico pensare, sono andato a cercarmi tutte le immagini esistenti sul genere, finché ho notato che -nascendo in maggior parte come scoli per le acque piovane- in comune avevano tutti una maggior lunghezza del collo: quindi ho cercato graficamente di dare slancio e dinamicità a quella parte. Il tutto cercando di dare un gusto tecnologico alla cosa e creando un po' di effetto sorpresa con il fatto di farli sembrare un po' due esseri alieni, celandone il volto nelle prime immagini. Ho impiegato più tempo nello studio dell'apertura dell'elmo che non poi nel suo reale utilizzo, ma sono un maniaco dei dettagli.


    Tassadar89: La vignetta con Paperino che guarda Qui, Quo e Qua dormire ha colpito molti lettori, grazie all'atmosfera intima, un po' inconsueta nelle tipiche altre storie del settimanale. Qualche ispirazione particolare?

    Lorenzo: Mi fa piacere e mi emoziona che molti lettori si siano accorti del sentimento che permea questo disegno. Quella situazione mi è stata ispirata da mio figlio Leonardo e a tutte le sue “pose” notturne. Quella vignetta rappresenta per me tutto l'amore, l'affetto ed il calore che ogni bimbo ed ogni persona dovrebbe ricevere dalla propria famiglia.


    Valerio: Arti & Pastro, come dicevo nella mia rece, si nota nella prima parte della storia uno scenario più "classico", dato dalla presenza di comprimari tradizionali e una gabbia più regolare. Di recente Artibani ha espresso la filosofia "un solo papero, un solo universo", che dovrebbe in teoria far piazza pulita delle incomprensioni dovute a chi ha spesso visto il mondo Disney come un "multiverso" in stile Marvel. Voi invece mi sembrate procedere in modo omogeneo e sulla stessa lunghezza d'onda, potete spendere due parole su quella che è la vostra concezione dell'universo narrativo disneyano?

    Lorenzo: Su questo argomento, io e Francesco siamo effettivamente sulla stessa lunghezza d'onda. Credo che con un minimo di sforzo si possa rendere coerente tutto e semplificare la vita di tanti lettori, anche e sopratutto quelli di passaggio. Io, personalmente, non ho mai sopportato la nascita di diversi universi narrativi, che (a volte, se non realmente motivati) sono un semplice escamotage da parte degli autori per non confrontarsi con quello che già è stato fatto.


    generalezargon, Topo_Nuovo: Pastro, essendo tu un maestro dell'immagine, facciamo che per un attimo immagini di essere Monteduro.
    Ti sei disegnato? Ecco, ora mancano solo… i colori: quanto aiutano ed influiscono le esperienze di PKNA/Pk2 nel dare colore a questa New Era? Per valorizzare al massimo i disegni, hai fatto uno studio apposito tenendo conto del formato e della carta di Topolino, entrambi così diversi dai tempi degli spillati? Ci sono state differenze nella colorazione di queste prime tre storie del nuovo corso? Quest'anno è più trendy il Marsala o lo Scuba Blue?


    Lorenzo: Bhe, mi sembra scontato dire quanto influiscano i colori nella vita di tutti noi e quanto possano essere importanti, se non fondamentali, su una pubblicazione come Topolino.Tanto più se andiamo a rivedere il progetto di Pk e la sua evoluzione nella sua interezza. Non voglio qui dilungarmi ad analizzarne ogni aspetto in ogni suo periodo, ma per quando riguarda PKNE ci siamo sicuramente trovati ad affrontare una nuova situazione narrativa, vuoi per il formato o per il target o semplicemente per il tipo di carta. Questo aspetto farà sicuramente capire meglio anche le difficoltà che ha dovuto affrontare un grande professionista come Max Monteduro e i continui studi e migliorie per trovare il maggior equilibrio possibile, tra effetti speciali e leggibilità, in funzione di queste prime tre avventure. Io non posso che ritenermi soddisfatto del lavoro fatto da Max, seriamente credo di poter dire che io, Francesco e Max abbiamo regalato ai lettori la nostra passione e il nostro amore per questo progetto, in ogni suo aspetto. Come ha detto prima Francesco, è un po' come un abito da sartoria, e la differenza si vede.


    Ah, eccovi qui.
    Disgraziati, manco il tempo di dirvi che da domani fino a sabato sera potete postare tutto quello che vi verrà in mente dopo aver letto il secondo episodio de Il Raggio Nero! Ringraziate gli autori ed andate ad accamparvi fuori dalle edicole!
  • Grazie mille agli autori per la loro chiarezza la loro disponibilità e il loro grande umorismo!veri pkers!
  • Ringrazio anch'io Artibani e Pastrovicchio, un'intervista molto interessante ! ;)
  • Ringrazio gli autori per aver riposto alle mie domande, anche se certa gente ha attribuito a qualcun'altro la domanda sull'armatura dei gargoyle. :stronk:
    Tuttavia perdono tale gente per aver modificato questa domanda:
    PORTAMANTELLO ha scritto:Ma la gigantesca barba malvagia che sfoggiavi un anno fa che fine ha fatto? Scrivere più Pk rende buoni?
    :rotfl: :clap:
    Da Socrate a Paperone:
    "Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta."
  • Posso spiegare tutto! E' che ho sbagliato a correggerla dopo, visto che nel file spedito agli autori l'avevo attribuita a... Pastrovicchio stesso. Argh! :P Maledetto copianicolla! :martel:

    (Cmq corretto, ora)
  • Immagine

    Mi riservo di commentare il second-TERZO ciclo di PKNE alla sua conclusione, ma mi limito a dire che questa nuova Era sta, secondo me, dando sempre più a Pikappa i connotati di una vera e propria saga, per respiro, raggio (nero) d'azione, interconnessione tra gli eventi, fusione con il mondo Disney più regolare, ricchezza del piatto portato in tavola. Forse non avevo mai avuto così voglia di sapere COME VA AVANTI nemmeno quando leggevo il vecchio PKNA. Così si fa.

    Ed ecco le mie domande:

    Per Artibani:

    Di preciso, che cosa sono i due gargoyle creati da Everett Ducklair? Il Custode si riferisce a loro come "esistenze artificiali", senza entrare nel merito della loro natura. Si tratta di droidi un po' come Lyla o di qualcosa di diverso o di più o meno complesso? Qual'è il loro grado di autonomia al di là del compito che gli è assegnato?

    Sull'universo pentadimensionale è detto che si tratta di una creazione di Everett, ma fino a che punto? Nel secondo episodio del Raggio Nero vediamo panorami diversi, foreste, deserti e anche animali: è stato tutto meticolosamente progettato, forme di vita comprese, o Everett si è limitato a dare il via ad un processo che poi si è evoluto per la sua strada, naturalmente?

    Per Pastrovicchio:

    Ma tutti i tuoi personaggi così grandi e grossi non hanno un po' di difficoltà con le attività quotidiane della vita di tutti i giorni?
  • Ne approfitto per lanciare un quesitone che mi gira già dalla settimana scorsa, ma che ho preferito aspettare a porre:

    Per Artibani: Nella storia, viene detto che i gargoyles della torre "per i paperopolesi erano solo delle statue, ma in realtà erano due creature artificiali vigili pronte a segnalare qualsiasi anomalia".
    Però, in "Nella Nebbia", i gargoyles non solo vengono ripetutamente e fortemente danneggiati proprio come delle statue di pietra, tanto che uno dei due si ritrova pure la testa semidistrutta (ma non dovrebbero essere fatti di pietra... giusto?), ma inoltre, nel finale, avviene questo dialogo tra Paperino e Paperone:
    Paperino: "Parlo dei gargoyles! Sono tornati al loro posto, lustri e come nuovi!"
    Paperone: "Bella forza. Sono nuovi! Ricostruzione e posa in opera a carico del Comune! Così hai scansato il lavoro di pulizia!"
    Il che dovrebbe significare che le statue presenti sulla torre sono state sostituite o semplicemente riparate? In ognuno dei sue casi, si pone un problema: se fossero state sostituite, chiaramente le due statue non sarebbero più Raksaka e Thala, ma semplicemente delle copie in pietra fatte dal Comune. Però anche una riparazione sembra improbabile, viste le "peculiarità" dei due gargoyle.
    Come si risolve questa incongruenza?

    Per Pastro e Artibani: Non posso esimermi dal lanciare l'ovvia domanda: come sono nati l'aspetto (molto particolare, a partire dalle braccia "magmatiche") e il nome (nell'intervista fatta a Lucca raccontavate di grosse difficoltà nella ricerca di quest'ultimo) di Moldrock?
  • Altro bell'episodione, ma questa volta un appunto da fare ad Artibani ce l'ho.
    Ovvero, la questione dimensionale. Ora, è stato bravo, fa tornare tutto e non si è scordato i dettagli di Nella Nebbia come temevo e con le nuove info possiamo anche contestualizzare meglio la funzione del Protocollo Omega.
    E ha senso: la torre è, tra le altre cose, anche una chiave per la dimensione segreta... come evitare che cada in mani sbagliate? Semplice, attivando il Protocollo e spedendo la chiave stessa nella dimensione segreta.

    ...se non fosse che, nella succitata dimensione, il cattivo rinchiusoci dentro può sventare l'elaborato megapiano studiato per evitare che fugga in qualche modo... rompendo un pilone.

    Espediente indubbiamente necessario, quasi un must nei plot in cui si sigilla un cattivone, ma non per questo l'ho trovato meno facilotto. Per fortuna Artibani ci distrae con ben altro e sa farsi perdonare, quindi la colpa la do ad Everett che, lo sappiamo, è un poco scarso quando si tratta di emergenze e piani b :P

    Altro appuntino, quest'altro a Pastro: a differenza di molti non ho apprezzato molto Moldrock a livello di design. Pkna ha sempre giocato sul tamarrone andante ma questa volta, con un personaggio originale e non una variazione sul tema come poteva essere Trauma o i vari superevroniani, la resa non mi pare altrettanto brillante. Non aiuta il fatto che ho problemi a prendere sul serio un personaggio ipertrofico che si comporta da Signore del Male.

    ...ma anche sticazzi eh. Parliamo di robetta, di aspetti perfettibili. Non sappiamo ancora se sarà una grande storia, ma di certo questo è grande fumetto Disney.
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