
Clerks rientra senz'altro nella schiera di film-culto, quelli che per vari motivi cristallizzano una generazione, dei personaggi o semplicemente dei comportamenti che rimangono e vengono ricordati e tramandati.
Tenendo conto di questo, forse Clerks non mi ha convinto come immaginavo.
Intendiamoci, è un film particolare sotto diversi punti di vista, ma questa particolarità è tanto la sua forza quanto il suo limite.
Dico probabilmente una cazzata, ma in un certo qual senso io vedo questa pellicola come una sorta di "cinema verità": il film racconta una singola giornata di Dante Hicks, un commesso di un negozio di alimentari che deve passare tutto il giorno sul posto di lavoro, incastrato da un collega assenteista che l'ha costretto a venire a lavorare nel suo giorno di riposo. Nell'arco di questa giornata, nata storta già di suo, la sua vita sarà stravolta da gravi notizie, cambiamenti, personaggi sopra le righe, sfighe varie che spingeranno il protagonista a riflettere su quanto sia squallida la sua vita e su quante poche possibilità di migliorarla abbia... perché, sostanzialmente, gliene manca anche solo la forza e la volontà, nonostante abbia appena 22 anni.
Questi avvenimenti così topici, però, sono trattati come semplici pieghe della giornata, che la telecamera riprende senza enfasi, visualizzando semplicemente quanto accade da mattina a sera. Il limite quindi è quello della lentezza di alcune scene, che possono risultare noiose quando eccessivamente didascaliche e "veriste". Altro difetto sta, viceversa, in alcune delle situazioni paradossali che accadono, che a volte sono eccessivamente folli per essere credibili.
Il merito è quello di offrire agli spettatori una commedia che scatena la risata non per battute particolari, tormentoni o gag, ma per l'assurdità di certe situazioni e per il modo che ha il protagonista di reagire e incassare. Una commedia che, come dicevo, porta verso la fine ad alcuni intensi dialoghi tra Dante e l'amico Randal che vanno ad indagare proprio sulla qualità delle loro vite, e delle loro giornate, e del futuro che li aspetta con le prospettive fornite dal momento presente, considerazioni che vanno a rendere profondo e interessante l'intreccio umano che si è snodato per tutta la pellicola.
Il film è del 1994, opera prima dello sceneggiatore-regista-produttore Kevin Smith, film indipendente costato solo 53.000 dollrari e girato appositamente in bianco e nero.
Ah, dimenticavo: i pezzi che compongono la colonna sonora spaccano di brutto, essendo tutti pezzi rock che pestano bene e con gusto.


