Valerio ha scritto:Letto il secondo volume per intero e la mia mascella si è slogata dall'esalto. Conoscevo già tutto ma rileggere in ordine, col senno di poi non ha fatto altro che far risaltare l'immensa qualità del tutto.
Concordo. L'unico difetto di questi volumi da 300 pagine è che, avendo poco tempo per leggere durante la settimana, ci metto tutti i 7 giorni di tempo per terminarne uno

Vabbè, e le censure non decensurate, ma quelle personalmente mi interessano fino ad un certo punto, quando c'è l'occasione di avere riunite e ordinate storie così belle e significative.
La migliore del numero, di Scarpa, delle Disney italiane... e una delle migliori storie a fumetti Disney di sempre è
Zio Paperone e la Leggenda dello Scozzese Volante, un capolavoro senza dubbio, con un grande Paperone, meraviglioso negli atteggiamenti e nelle intenzioni, accompagnato dal quartetto di nipoti più in forma che mai. L'avventura, il viaggio, il mistero buffo, la caratterizzazione umana dei personaggi, ivi compreso MacPaperon, fanno di questa storia una pietra angolare per questo tipo di narrativa.
D'altro canto, il Mickey Mouse di
Topolino e il Mistero di Tapioco Sesto è un altro monumento al fumetto Disney, con quello spirito prettamente gottfredsoniano che permea ogni tavola, e che vede nel protagonista e nel vecchietto molla dell'azione due caratteri davvero riusciti, in un racconto avvincente.
Un altro grande Topolino comunque io lo vedo anche nella
Nave del Microcosmo, anche se molti la definiscono un'avventura minore: secondo me ha il solo difetto di essere troppo breve per l'afflato che ha, per il resto un'ottima storia mistery, ottimo modo di presenta Pietro e un buon uso di Eta Beta.
Amo molto anche l'
Antidollaròssera, che trovo funzioni bene nella sua apparente discontinuità. Peccato davvero che non si capisca, alla fine, se la malattia è vera oppure no, unica vera pecca narrativa.
Le due "pippate" (
Pippotarzan e
Campionissimo) sono degne di nota: la prima è un vero gioiello, dove tutto funziona perfettamente, dove le gag sono funzionali al racconto e dove Pappo rappresenta quasi un modello di vita alternativo e fantastico dove rifugiarsi, ricorrendo a quel
sense of wonder a me tanto caro. La seconda è meno d'effetto, ma è comunque un bellissimo Pippo quello che viene lì rappresentato, e tanto mi basta. Del resto, anche
Amùndsen non tocca le vette di quanto Scarpa ci ha regalato, ma è una storia dove il carattere dei protagonisti (in questo caso i Paperi) viene esaltato, dove si può toccare con mano l'umanità degli standard character.
Spezzo una lancia in favore dell'unica martiniana del volume:
L'Ora dell'Oro m'è piaciuta! Certo, lo stacco con le altre storie del volume è lampante a discapito di questa, e la trama ricorre alle solite assurdità tipiche del Professore, oltre che alla consueta dose di cattiveria gratuita e inappropriata. Però boh, non mi è spiaciuta, non la vedo come il male e anzi ha saputo intrattenermi abbastanza.
Due parole sul disegno di Scarpa, che appare decisamente migliore di quanto visto sul primo tomo, dove comunque era già evidente l'abilità grafica dell'autore. Ma basta confrontare il Topolino del
Doppio Segreto con quello di
Tapioco per rendersi conto dei passi in avanti fatti da Scarpa nel disegno. Nei Paperi forse quest'evoluzione è meno evidente, per ora, anche se comunque si vede una maggior cura nella rappresentazione di becchi e corpi. In generale si tratta di un'evoluzione notevole, considerando il lasso di tempo in cui accade. La stessa cosa si può osservare per la sceneggiatura, dove comunque è evidente la "nutrizione" a suon di Barks e Gottfredson per l'invenzione e la strutturazione dei proprio plot.
La cura editoriale dell'edizione è buona. Mi piace osservare come il limite di una facciata per introdurre le storie non sia vincolante, potendo allargarsi a tre nel caso del
Pippotarzan e delle storielline inglesi. La scheda sull'autore (Martina) e sul personaggio (Trudy) sono fatte con la consueta cura, ma non aggiungono nulla di nuovo all'appassionato.