Ecco, il problema della serie mi sembra proprio questo. Non il soggetto (intrigantissimo), non i disegni, non i colori: la sceneggiatura.Ma si è ormai capito che queste avventure altro non sono che pretesti per continuare ad alimentare il background di misteri laterali, pur collegandosi a loro volta ad un grande disegno complessivo che si svelerà poco a poco.
E' un problema che in questo numero si avverte fin dall'inizio, con la morte del padre di Erik: un personaggio secondario, di cui sapevamo poco o nulla, eppure con un ruolo chiave: quello di custodire, pare, il segreto dei talenti. Tutta la sequenza del cimitero e' a mio parere svolta male, la morte è buttata lì senza far conoscere nulla del personaggio né del rapporto col figlio, che mostra peraltro un'espressione abulica e estranea al fatto.
Più in generale: la serie dovrebbe avere sei numeri. Arrivati al quarto, non solo non si procede di un passo con quella che dovrebbe essere la trama principale. Ma, in più, visto che ogni storia deve presentare un mostrone o un cattivo, visto che ci sono mille personaggi, non si riesce nemmeno ad approfondire un po' la dinamica degli eventi, le relazioni interpersonali, il passato dei personaggi, il loro carattere. Era una critica che avevo fatto anche prima, e mi era stato suggerito di aspettare, perche' presto i caratteri sarebbero stati smussati e approfonditi. Ma è possibile che si dica qualcosa del leader del gruppo, Tej, solo nel quarto (di sei) numero?
I misteri ''laterali'', che dovrebbero portare al dispiegarsi della trama principale, non vengono spiegati né introdotti, ma solo accennati, rivelandosi poco interessanti agli occhi del lettore.
Insomma, la sensazione è, ancora una volta, che tante cose siano ''messe lì perché ci devono stare'', perché previste dal soggetto. Tutto sembra forzato, dai dialoghi dei personaggi alle sequenze degli avvenimenti. La morte del padre di Erik doveva avvenire perché questo dara' luogo a tot altri avvenimenti? Bene. Peccato che il padre di Erik, fino ad adesso, fosse stato un personaggio inutile ai fini della trama, di cui niente si sapeva, e che aveva avuto in tre numeri solo poche vignette. Risultato: questa morte, al numero 4, è praticamente insignificante. Non desta interesse né suscita emozione. E' come leggere un giallo noioso dove vengono accennati tanti misteri, e poi tutto si risolve alla fine. 400 pagine di noia, e le ultime 20 interessanti.
Una sceneggiatura che sembra forzata è una sceneggiatura che non svolge il suo compito. E che vanifica, in parte, gli sforzi creativi immessi in tutti gli altri elementi di questo fumetto. Peccato.






