Il film non l'ho visto, ne progetto di spendervi soldi, piuttosto spendo un paio di parole su la scena del Pescatore Verde: nel libro è descritto come un essere antropomorfo, enorme, mostruoso ("pareva un grosso ramarro ritto sui piedi di dietro"), i suoi modi sono bruschi e sadici.
Ne
Un Burattino di Nome Pinocchio (minuto 2:05), la scena del Pescatore è gestita con una musica inquietante e l'aspetto dell'essere è quello d'un brutto omone, la sua voce è cavernosa e profonda, la sua risata cattiva. Giuliano Cenci aveva ben chiaro che se il pubblico doveva preoccuparsi per Pinocchio lì pronto per esser fritto, il Pescatore DOVEVA far paura non risultare simpaticamente cattivo.
La stessa cosa la capì Disney circa il Postiglione, perfetto nella scena del Gambero Rosso, ove per un istante abbandona il suo bel faccino da ometto paffuto, buffo e simpatico, la sua maschera, per mostrare il suo volto di mostro degli incubi (Cenci lo imitò nel suo piccolo).
Perché non mostrare un Pescatore intento a cucinare i pesci, dove la padella viene vista come il barile della salamoia in
Chi ha Incastrato Roger Rabbit? O ancora meglio, mostriamolo intento ad affettare il pesce col coltello, ad ucciderlo insomma, così ci diviene addirittura un assassino: a quel punto la canzoncina stupida muterebbe in inquietante filastrocca canticchiata da un sadico folle.
Iry Pixar ha scritto:Il momento in cui si trasformano in ciuchini invece l'ho praticamente rimosso... Di certo nulla di neanche lontanamente paragonabile alla versione Disney.
La scena del
Pinocchio disneyano è fra le trasformazioni più inquietanti e spaventose della storia del cinema. John Landis ce l'aveva in testa quando diresse
Un Lupo Mannaro Americano a Londra, palesando l'ammirazione per Walt nelle statuette mostrate di Donald e Mickey (a quest'ultima viene dedicato un fermo immagine che spezza la scena della trasformazione ancora in corso).
A sto punto ho paura di sapere che ne è stato del povero Pesce-Cane. Walt l'avrà pure mutato in Balena, ma ne aveva conservato la mostruosità (e il nome è "Monstro" in originale), creando uno dei più riusciti Monster del cinema (categoria cui appartengono King Kong, Godzilla, il Kraken di Harryhausen, e tante altre creature meno famose come Reptilicus o l'Artiglio Gigante) aggiungendo fra l'altro alla storia un inseguimento diretto in maniera impagabile.
Pinocchio, al di là delle varie interpretazioni possibili, era una storia volta a mettere in guardia il giovane lettore da ciò che il mondo poteva riservargli: per questo motivo ad ogni capitolo saltano fuori mostri e furbastri. Se annullo la paura che questi personaggi devono rappresentare per ricercare un aspetto più simpatico e piacevole, distruggo l'essenza dei personaggi stessi, li annullo. Perfino Franco e Ciccio, fessacchiotti e buoni in ogni loro pellicola, nel Pinocchio di Comencini divenivano i loro opposti (Ingrassia da sempre finto furbo, diviene abile manipolatore, Franchi clown buono come il pane, sbrana l'innocente gallina senza pietà), e, senza rinunciare alla loro comicità, si dimostravano dei convincenti cattivi che nell'atto d'assalire e impiccare un bambino non si ponevano alcuno scrupolo.
Ripeto il film non l'ho visto, potrei benissimo stare sparando a zero (magari hanno ben reso il Gatto e la Volpe nell'andazzo generale), ma per quanto ho potuto vedere nei film di Enzo D'Alò manca sempre, quasi completamente la componente della paura, quasi a voler accogliere il giovane spettatore in un mondo dove ciò che è brutto non riesce a succedere: ironicamente è l'accusa che molti sostenitori di D'Alò, da anni affibbiano al mondo degli orrori di Walt.
Zangief ha scritto:Il mio sogno bagnato è un Pinocchio animato col design di Frezzato. E senza fottutissime canzoni, ché tanto in Italia abbiamo visto che non c'è neppure la mentalità per farle decenti. Ma non lo faranno MAI.
Quoto e ai sogni aggiungo la speranza.
EDIT:
Valerio ha scritto:E, no, Andrea87, io inizio a pensare che il target di queste rimette non siano i bambini ma gli adulti che vorrebbero imporre Rodari ai bambini. Ne ho sentiti tanti, tantissimi in vita mia che a sentire roba simile vanno in brodo di giuggiole ritenendola intelligente ed educativa. L'orgoglio italiano.
Occhio ad avercela con l'operato di Rodari. Gianni era un genio, sottovalutato in vita, spesso dimenticato dopo la morte. Tuttavia le rimette erano il SUO modo di esprimersi, ed era LUI SOLO a sapere come usarle senza ricadere nella stupidità infantile (nel senso cattivo del termine).
Va detto che da riconoscerne l'importanza, ad imporlo ai piccoli, c'è un baratro di mezzo chiamato follia. Rodari va scoperto (o fatto scoprire, ma mediante le SUE opere) e amato per ciò che era; a far scopiazzate e imposizioni non si rende giustizia ne al pubblico ne all'artista.