Ho detto "pur di mettere qualcosa di proprio in un lavoro si può inevitabilmente arrivare a tradire la sceneggiatura", nel senso che può succedere, non che deve. Moebius non arrivava a tanto (anche se nel Garage Ermetico alcune vignette si concedono molti particolari su cui l'occhio può soffermarsi e rallentare il ritmo della storia)e neppure Cavazzano, ma se per esempio citiamo Don Rosa possiamo ben vedere come il suo vezzo d'inserire piccole gag in varie vignette porti il lettore a fermarsi ad osservarle, anche quando il passaggio di lettura fra di esse dovrebbe essere veloce. Trovo che sia né più né meno lo stesso discorso che si può tirar fuori anche per molti altri disegnatori. C'è chi ama essere un'artista più puro, e quindi concedersi piccoli vezzi ogni tanto che possono arricchire notevolmente una scena, chi invece preferisce essere semplicemente funzionale, in modo che le vignette siano comprensibili e ben narrate. Non vedo niente di male in nessuno dei due metodi, la critica che tu muovi alla troppa "autocelebrazione" un altro potrebbe muoverla alla troppa "funzionalità".FaGian ha scritto:Moebius confessò di avere stracciato e rifatto da zero una tavola dal suo "Parabola" di Silver Surfer, perchè troppo scolpita e rigida, non direi che fare immagini di "monumenti autocelebrativi", sia la norma di qualunque disegnatore.
Solo di quelli che hanno la priorità del disegno sulla sequenza narrativa.
[Topolino] Annata 2013
No quello era Marco Ghiglione, uno molto bravo in verità (si occupa della maggior parte delle immagini promozionali, causa stile molto classico americano), ma che però si occupò della storia nei ritagli di tempo e decisamente non combinò niente di buono (ma qualche vignetta la salverei).
Invece ho ricontrollato nell'album di ULK la storia ''il grande Burton la Valle'' disegnato da mottura xd ricordavo bene . Cmq per me i disegni suoi sono dei capolavori!Ad esempio leggetevi lo speciale Dylan Dog color fest ''Il bottone di madreperla'' rimarrete incantati dai suoi disegni. Cmq ripeto credo che Topolino non è la testata adatta per questo tipo di storie purtroppo
.I disegni sono piccoli e non rendono come dovrebbero , e anche il dividere la storia in due parti non è di aiuto , perchè è vero che il fumetto esce ogni settimana ma una cosa leggere una storia tutta di un fiato con scorrevolezza un'altra leggerla in due pezzi xd.
A me la storia di Nonna papera ha fatto ridere parecchio
!
Invece ho ricontrollato nell'album di ULK la storia ''il grande Burton la Valle'' disegnato da mottura xd ricordavo bene . Cmq per me i disegni suoi sono dei capolavori!Ad esempio leggetevi lo speciale Dylan Dog color fest ''Il bottone di madreperla'' rimarrete incantati dai suoi disegni. Cmq ripeto credo che Topolino non è la testata adatta per questo tipo di storie purtroppo
A me la storia di Nonna papera ha fatto ridere parecchio
Ah, ok. Però avevi detto Urk (con la enneAlita ha scritto:Invece ho ricontrollato nell'album di ULK la storia ''il grande Burton la Valle'' disegnato da mottura xd ricordavo bene.

Ho adorato Moby Dick.
Non ho (ancora) letto il romanzo, ma questa storia mi ha fatto venire voglia di farlo. Ho adorato l'atmosfera (complici anche gli splendidi colori), l'epica avventura, il tema della ricerca, e soprattutto quel meraviglioso personaggio che è Paperone/Quachab. E' l'epicità fatta papero, fin dalla prima, solenne vignetta in cui appare. Non nego che al "se c'è qualcosa per cui tremare non guardate il cielo, guardate Quachab" mi sono venuti i brividi; che parole potenti!
Noto che ci sono parecchie polemiche anche sui disegni: io li ho trovati meravigliosi. Probabilmente dipende anche dal gusto personale, visto che tendo ad apprezzare i disegni molto dettagliati piuttosto che quelli semplici... Qui però i dettagli fanno atmosfera, servono a contestualizzare nell'epoca storica, non penso proprio che uno stile di disegno più semplice e, se vogliamo, meno "esagerato" avrebbe giovato al tipo di storia. Potenti le parole, potente il disegno, di pari passo. Non ho trovato una prevalenza dell'uno sulle altre, leggendo. I colori invece sono letteralmente mozzafiato, e non esagero. Wow.
Quanto agli aspetti perfezionabili, mi aggrego a chi ha detto che una terza parte sarebbe stata utile a sviluppare meglio il finale, che da Amelia in poi si risolve forse un po' troppo velocemente.
Le altre storie dei numeri 3003 e 3004 devo ancora leggerle. Alcune le ho mandate giù a fatica, ma...non è semplice, quando hai una storia di apertura così bella. Adesso però voglio la graphic novel. Datemela.
Non ho (ancora) letto il romanzo, ma questa storia mi ha fatto venire voglia di farlo. Ho adorato l'atmosfera (complici anche gli splendidi colori), l'epica avventura, il tema della ricerca, e soprattutto quel meraviglioso personaggio che è Paperone/Quachab. E' l'epicità fatta papero, fin dalla prima, solenne vignetta in cui appare. Non nego che al "se c'è qualcosa per cui tremare non guardate il cielo, guardate Quachab" mi sono venuti i brividi; che parole potenti!
Noto che ci sono parecchie polemiche anche sui disegni: io li ho trovati meravigliosi. Probabilmente dipende anche dal gusto personale, visto che tendo ad apprezzare i disegni molto dettagliati piuttosto che quelli semplici... Qui però i dettagli fanno atmosfera, servono a contestualizzare nell'epoca storica, non penso proprio che uno stile di disegno più semplice e, se vogliamo, meno "esagerato" avrebbe giovato al tipo di storia. Potenti le parole, potente il disegno, di pari passo. Non ho trovato una prevalenza dell'uno sulle altre, leggendo. I colori invece sono letteralmente mozzafiato, e non esagero. Wow.
Quanto agli aspetti perfezionabili, mi aggrego a chi ha detto che una terza parte sarebbe stata utile a sviluppare meglio il finale, che da Amelia in poi si risolve forse un po' troppo velocemente.
Le altre storie dei numeri 3003 e 3004 devo ancora leggerle. Alcune le ho mandate giù a fatica, ma...non è semplice, quando hai una storia di apertura così bella. Adesso però voglio la graphic novel. Datemela.
Co-founder di Impero Disney
Etre en vie, c’est être en mouvement dans sa pensée, être percuté par des concepts nouveaux, dans ses sensations aussi, dans « faire l’amour » : il y a quelque chose qui s’ouvre. C’est aussi être lié au monde. [Alain Damasio]
Etre en vie, c’est être en mouvement dans sa pensée, être percuté par des concepts nouveaux, dans ses sensations aussi, dans « faire l’amour » : il y a quelque chose qui s’ouvre. C’est aussi être lié au monde. [Alain Damasio]
Francamente, aspettavo, dopo il 3000, una storia epica come questa.
E posso affermare con estremo piacere che Moby Dick non mi ha affatto deluso.
Ottima la sceneggiatura, molto bella la scelta non far vedere la grandezza della balena tramite "scorci" di essa, riesce a render sicuramente di più, le dimensioni reali del cetaceo.
Molto bella l'ironia, che stacca alla perfezione, e rende la storia perfetta sia per un pubblico adulto che per un pubblico di età inferiore (mia sorella ve lo può garantire, 10 anni), dalle retorica che c'è dietro, della ricerca perenne di qualcosa e del consequenziale viaggio per trovarla, che caratterizzano un po' ogni avventura.
E mi ha fatto piacere, anche se son di parte, la scelta del mondo dei paperi.
E' bellissimo rivedere un Paperino(-Ismaele) alle prese con i dispetti di Qui, Quo e Qua(-Quiig, Quoog e Quaag), come eran le prime storie, se non sbaglio, ed il ritorno del classico Paperone, seppur a tratti, di Carl Barks. Non mi dispiace neanche l'utilizzo dei Bassotti e di Amelia, ovviamente come antagonisti, e lo sfruttamento delle figure di Ciccio, Paperoga e Archimede, fedeli al romanza, quindi senza istinti famelici, senza idea strampalate o geniali. Ed è stato bello vedere, anche su un fumetto, una sequenza d'azione molto rapida.
Per quanto riguarda i disegni li adoro, molto semplicemente.
Ed il tutto è guarnito dai colori, anch'essi perfetti. Lo leggerei e rileggerei con estremo piacere.
Mi tolgo il cappello di fronte a meraviglie come queste!
Per rimanere in tema: è una di queste storie che stavo cercando da tempo!
E posso affermare con estremo piacere che Moby Dick non mi ha affatto deluso.
Ottima la sceneggiatura, molto bella la scelta non far vedere la grandezza della balena tramite "scorci" di essa, riesce a render sicuramente di più, le dimensioni reali del cetaceo.
Molto bella l'ironia, che stacca alla perfezione, e rende la storia perfetta sia per un pubblico adulto che per un pubblico di età inferiore (mia sorella ve lo può garantire, 10 anni), dalle retorica che c'è dietro, della ricerca perenne di qualcosa e del consequenziale viaggio per trovarla, che caratterizzano un po' ogni avventura.
E mi ha fatto piacere, anche se son di parte, la scelta del mondo dei paperi.
E' bellissimo rivedere un Paperino(-Ismaele) alle prese con i dispetti di Qui, Quo e Qua(-Quiig, Quoog e Quaag), come eran le prime storie, se non sbaglio, ed il ritorno del classico Paperone, seppur a tratti, di Carl Barks. Non mi dispiace neanche l'utilizzo dei Bassotti e di Amelia, ovviamente come antagonisti, e lo sfruttamento delle figure di Ciccio, Paperoga e Archimede, fedeli al romanza, quindi senza istinti famelici, senza idea strampalate o geniali. Ed è stato bello vedere, anche su un fumetto, una sequenza d'azione molto rapida.
Per quanto riguarda i disegni li adoro, molto semplicemente.
Ed il tutto è guarnito dai colori, anch'essi perfetti. Lo leggerei e rileggerei con estremo piacere.
Mi tolgo il cappello di fronte a meraviglie come queste!
Per rimanere in tema: è una di queste storie che stavo cercando da tempo!
Amministratore presso Impero Disney (Bert).
Come già detto da Irene e Bert, anche io non sono stato affatto deluso da Moby Dick!
Rispetto alle storie classiche di Topolino è veramente un grandissimo salto di qualità, tanto che mi trovo d'accordo con una fan di Impero che ci ha commentato:
Se davvero si farà una graphic novel non può che giovare alla storia! Così almeno potrebbe anche essere l'occasione per fare alcuni aggiustamenti!
Rispetto alle storie classiche di Topolino è veramente un grandissimo salto di qualità, tanto che mi trovo d'accordo con una fan di Impero che ci ha commentato:
L'unica pecca secondo me è stata la sua risoluzione "troppo veloce", una terza parte sarebbe stata più utile per sviluppare le vicende centrali e finali!"Una storia del genere su Topolino non la leggevo da parecchio.Spero ne arrivino altre."
Se davvero si farà una graphic novel non può che giovare alla storia! Così almeno potrebbe anche essere l'occasione per fare alcuni aggiustamenti!

Topolino #3006

Non me n'è mai fregato molto dei gadget, almeno da una decina d'anni circa. Prima, quando compravo il Topo ogni settimana mi piaceva avere il modellino da montare durante luglio, dopo basta.
Ma 'sta 313-eXtreme esercita un insano potere su di me
E considerato che nell'arco di questi 5 numeri almeno 3 (quelli con la storia di Gagnor/Sciarrone e quello con Casty) li prenderei comunque, ho pensato che tanto valeva pigliarmene anche altri 2 e avere gadget + storia completa di Paperinik.
Che è pur sempre un Paperinik by Alessandro Sisti, il che non è poco. E considerato che in passato (e anche negli ultimi anni) le storie promozionali dell'allegato da montare non erano per forza delle marchettate forzate ma anzi delle storie più che buone con sceneggiatori di rilievo al lavoro, mi sono avvicinato a Paperinik sull'Oceano Scombinato con grande interesse, che per ora non è stato affatto deluso. Certo, è solo il primo pezzo, succede poco, è molto introduttivo, c'è qualche ingenuità (il ladro tonto che si tradisce) ma per essere un prologo ha tutte le carte in tavola per essere l'apertura di una storia avventurosa e interessante, anche considerando il villain non banale che si suggerisce. Mazzarello realizza tavole leggermente migliori del solito (per quanto gli occhi spiritati rimangano), certo il Freccero della cover è tutta un'altra storia ma il lavoro di Mazzarello riesce comunque ad accompagnare in modo sufficiente la storia.
Il resto del numero non è neanche male. Topolino e l'attrattore fatale in realtà è una storia strana, non tanto per il terzetto di scienziati che accompagnano il protagonista, quanto per il tono della narrazione, gli scambi di battute tra i tre professori, la risoluzione finale... giuro, se non avessi letto i credits avrei attribuito la storia a Macchetto, piuttosto che a Sisti (il che non vuole essere né un'offesa né un complimento, né all'uno né all'altro: è una semplice constatazione). Una storia che lascia un po' perplessi ma anche simpatica, buoni i disegni di Soldati.
Quando Pippo ... incontra l'arte contemporanea è una delle storie comiche nello stile tipico di Bosco: divertente, dai, lo stile dell'autore in questo ambito mi piace sempre. Comparto grafico in mano a Marini che, rispetto agli anni scorsi, disegna personaggi che sembrano venire da immagini promozionali piuttosto che da tavole di fumetto.
Poi c'è Zio Paperone e il Superdollaro, con i disegni di un Gatto sempre piacevole nel tratteggiare la figura di Paperone e degli altri paperi protagonisti, in una trama di Michelini che non mi ha molto convinto nei suoi presupposti di base, non tanto sul fatto (alla fine la dinamica è la stessa di quanto accaduto da noi una decina d'anni da col passaggio dalla lira all'euro... solo che "superdollaro" non si può proprio leggere), quanto sulla reazione di Paperone: sì, ok l'affetto di Paperone per ogni sua moneta e banconota, ma davvero era un'opzione plausibile quella di diventare nullatenente in un colpo?
Vabbè, lo sceneggiatore salva tutto in corner con due ottime tavole finali che ribaltano il senso della storia e fanno perdonare questi piccoli ingrippamenti, dando nel complesso una bella storia.
Infine, la danese, che di solito è da me invisa: stavolta no, anzi, anche se non certo per i disegni di Andersen che mamma mia, non riesco proprio a digerire, tranne in alcune vignette dove il suo stile è giustificato, per il resto non apprezzo il tratto di questo disegnatore.
Ma la trama è comunque bastevole per apprezzare un'avventura che parte in maniera fin troppo classica per andare poi a toccare un elemento profondo e importante di Paperino. Bella.

Non me n'è mai fregato molto dei gadget, almeno da una decina d'anni circa. Prima, quando compravo il Topo ogni settimana mi piaceva avere il modellino da montare durante luglio, dopo basta.
Ma 'sta 313-eXtreme esercita un insano potere su di me
Che è pur sempre un Paperinik by Alessandro Sisti, il che non è poco. E considerato che in passato (e anche negli ultimi anni) le storie promozionali dell'allegato da montare non erano per forza delle marchettate forzate ma anzi delle storie più che buone con sceneggiatori di rilievo al lavoro, mi sono avvicinato a Paperinik sull'Oceano Scombinato con grande interesse, che per ora non è stato affatto deluso. Certo, è solo il primo pezzo, succede poco, è molto introduttivo, c'è qualche ingenuità (il ladro tonto che si tradisce) ma per essere un prologo ha tutte le carte in tavola per essere l'apertura di una storia avventurosa e interessante, anche considerando il villain non banale che si suggerisce. Mazzarello realizza tavole leggermente migliori del solito (per quanto gli occhi spiritati rimangano), certo il Freccero della cover è tutta un'altra storia ma il lavoro di Mazzarello riesce comunque ad accompagnare in modo sufficiente la storia.
Il resto del numero non è neanche male. Topolino e l'attrattore fatale in realtà è una storia strana, non tanto per il terzetto di scienziati che accompagnano il protagonista, quanto per il tono della narrazione, gli scambi di battute tra i tre professori, la risoluzione finale... giuro, se non avessi letto i credits avrei attribuito la storia a Macchetto, piuttosto che a Sisti (il che non vuole essere né un'offesa né un complimento, né all'uno né all'altro: è una semplice constatazione). Una storia che lascia un po' perplessi ma anche simpatica, buoni i disegni di Soldati.
Quando Pippo ... incontra l'arte contemporanea è una delle storie comiche nello stile tipico di Bosco: divertente, dai, lo stile dell'autore in questo ambito mi piace sempre. Comparto grafico in mano a Marini che, rispetto agli anni scorsi, disegna personaggi che sembrano venire da immagini promozionali piuttosto che da tavole di fumetto.
Poi c'è Zio Paperone e il Superdollaro, con i disegni di un Gatto sempre piacevole nel tratteggiare la figura di Paperone e degli altri paperi protagonisti, in una trama di Michelini che non mi ha molto convinto nei suoi presupposti di base, non tanto sul fatto (alla fine la dinamica è la stessa di quanto accaduto da noi una decina d'anni da col passaggio dalla lira all'euro... solo che "superdollaro" non si può proprio leggere), quanto sulla reazione di Paperone: sì, ok l'affetto di Paperone per ogni sua moneta e banconota, ma davvero era un'opzione plausibile quella di diventare nullatenente in un colpo?
Infine, la danese, che di solito è da me invisa: stavolta no, anzi, anche se non certo per i disegni di Andersen che mamma mia, non riesco proprio a digerire, tranne in alcune vignette dove il suo stile è giustificato, per il resto non apprezzo il tratto di questo disegnatore.
Ma la trama è comunque bastevole per apprezzare un'avventura che parte in maniera fin troppo classica per andare poi a toccare un elemento profondo e importante di Paperino. Bella.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Si tratta solo della parte introduttiva, è vero, ma proprio questo suo essere una storia di ampio respiro con protagonista Paperinik mi ha fatto provare una sensazione che conosco bene ma che non provavo dai tempi di Pkna/Pk2. Merito di Sisti e della sua impostazione della storia (nonché del fatto che con il Vecchio Mantello Tarlato si trova sempre a suo agio), ma anche di un Mazzarello più in forma del solito e della cover di Freccero e Monteduro, davvero bella.Bramo ha scritto: Che è pur sempre un Paperinik by Alessandro Sisti, il che non è poco. E considerato che in passato (e anche negli ultimi anni) le storie promozionali dell'allegato da montare non erano per forza delle marchettate forzate ma anzi delle storie più che buone con sceneggiatori di rilievo al lavoro, mi sono avvicinato a Paperinik sull'Oceano Scombinato con grande interesse, che per ora non è stato affatto deluso. Certo, è solo il primo pezzo, succede poco, è molto introduttivo, c'è qualche ingenuità (il ladro tonto che si tradisce) ma per essere un prologo ha tutte le carte in tavola per essere l'apertura di una storia avventurosa e interessante, anche considerando il villain non banale che si suggerisce. Mazzarello realizza tavole leggermente migliori del solito (per quanto gli occhi spiritati rimangano), certo il Freccero della cover è tutta un'altra storia ma il lavoro di Mazzarello riesce comunque ad accompagnare in modo sufficiente la storia.
Diciamo che è una storia un po' anomala: leggendola mi aspettavo che fosse una di quelle storie realizzate in accoppiata con un reportage di approfondimento (nello specifico, dedicata all'ISS), ma invece niente. Comunque bella, anche per il finale beffardo ai danni di Topolino.Bramo ha scritto:Il resto del numero non è neanche male. Topolino e l'attrattore fatale in realtà è una storia strana, non tanto per il terzetto di scienziati che accompagnano il protagonista, quanto per il tono della narrazione, gli scambi di battute tra i tre professori, la risoluzione finale... giuro, se non avessi letto i credits avrei attribuito la storia a Macchetto, piuttosto che a Sisti (il che non vuole essere né un'offesa né un complimento, né all'uno né all'altro: è una semplice constatazione). Una storia che lascia un po' perplessi ma anche simpatica, buoni i disegni di Soldati.
Credo che l'ispirazione al "Superdollaro" sia stata, anche nel nome, la "Lira Pesante" ipotizzata a fine anni '80 e mai entrata in vigore. Quello che a me lascia perplesso non è tanto la reazione di Paperone, ma il presupposto sul quale si basa la storia: e cioè che PdP per tirchiaggine non sia informato di avvenimenti di economia e finanza di una portata così rilevante. Sì certo, Paperone è tirchio, e parsimonioso, legge i giornali abbandonati al parco e ricicla le bustine del tè, ma che il papero più ricco del mondo, plurimiliardario e genio della finanza, non sia informato su cose che lo riguardano direttamente solo perché informarsi ha un costo, è un'insensatezza bella e buona. Chiariamoci, la cosa non riguarda solo Michelini, ma in generale la si riscontra in diversi autori, e deriva a mio avviso da un errato modo di intendere il personaggio, mentre Paperone quando è necessario spendere, spende eccome.Bramo ha scritto: Poi c'è Zio Paperone e il Superdollaro, con i disegni di un Gatto sempre piacevole nel tratteggiare la figura di Paperone e degli altri paperi protagonisti, in una trama di Michelini che non mi ha molto convinto nei suoi presupposti di base, non tanto sul fatto (alla fine la dinamica è la stessa di quanto accaduto da noi una decina d'anni da col passaggio dalla lira all'euro... solo che "superdollaro" non si può proprio leggere), quanto sulla reazione di Paperone: sì, ok l'affetto di Paperone per ogni sua moneta e banconota, ma davvero era un'opzione plausibile quella di diventare nullatenente in un colpo?Vabbè, lo sceneggiatore salva tutto in corner con due ottime tavole finali che ribaltano il senso della storia e fanno perdonare questi piccoli ingrippamenti, dando nel complesso una bella storia.
Ma a parte questa questione, a me la storia è piaciuta, sia per la reazione di Paperone di fronte alla prospettiva di perdere di dollari (molto barksiana e donrosiana - anche se rimane il dubbio esplicitato da Bramo), sia per il suo iniziare in un modo (i Bassotti), per poi andare a parare in tutt'altra direzione (Rockerduck).
Devo dire che io invece da un po' di tempo sto rivalutando le danesi. Probabilmente è merito di una migliore cernita delle storie da parte della redazione, fatto sta che ultimamente le leggo sempre con piacere, in particolare quelle degli Shaw. E devo dire che, a differenza che in passato, ho rivalutato pure lo stile di Andersen.Bramo ha scritto:Infine, la danese, che di solito è da me invisa: stavolta no, anzi, anche se non certo per i disegni di Andersen che mamma mia, non riesco proprio a digerire, tranne in alcune vignette dove il suo stile è giustificato, per il resto non apprezzo il tratto di questo disegnatore.
Ma la trama è comunque bastevole per apprezzare un'avventura che parte in maniera fin troppo classica per andare poi a toccare un elemento profondo e importante di Paperino. Bella.
Tyrrel, va bene tutto nel tuo commento, ma...

Brama?!? BRAMA?!?!?!?!?Tyrrel ha scritto:Brama
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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Oh cielo....
E dire che ho ricontrollato, trovando pure altri strafalcioni, ma questo li batte tutti.

E dire che ho ricontrollato, trovando pure altri strafalcioni, ma questo li batte tutti.
Topolino #3007

Prendete l’umorismo spumeggiante tipico delle sceneggiature più scanzonate di Roberto Gagnor. Aggiungete la sua abitudine nell’inserire parole che fanno il verso a termini milanesi e piemontesi. Infoltite con un po’ di space-opera classica, condita di citazioni più o meno palesi (H. Solo was here, lol). Arricchite con un Paperoga usato magistralmente, in bilico tra quello delle storie brasiliane e quello di Pezzin. Approfondite con un po’ di avventura, pur ricordandovi di diluirla con della sana ironia. Inserite uno strato di malinconica dolcezza, leggermente debitrice della Reginella di ciminiana memoria. Infine mescolate con i disegni fantastici e vividi di Claudio Sciarrone, con una colorazione splendida e addirittura con una sua papera alquanto attraente.
Il risultato è Paperoga eroe dello spazio, la storia migliore del numero e una delle migliori di questi primi 7 mesi del 2013. Un’avventura a cui servono, come appena visto, diversi ingredienti e una preparazione sapiente e che ha tutte le carte in regola per rimanere nella memoria per molto tempo. 50 tavole per dimostrare quanto funzioni bene e sia affiatato il team Gagnor/Sciarrone, due autori perfettamente in sintonia, cosa già dimostrata brillantemente in passato (Skiantos, e l’Archimede del n. 3000) e che qui trova ulteriore conferma e consacrazione.
La seconda parte di Paperinik sull’oceano scombinato non mi ha entusiasmato così tanto, anche se il tocco di Alessandro Sisti si avverte sempre in certi dialoghi davvero brillanti, che rendono figo il personaggio senza farlo sembrare ridicolo, e in alcune scene d’azione. Certo il congegno al centro dell’episodio non è che mi abbia proprio convinto, ma è un particolare non troppo grave e, in sostanza, rimango in attesa fiduciosa del proseguio di quella che comunque è una lunga e articolata avventura inedita di Paperinik, che non è così comune.
Senza infamia e senza lode la breve con Pippo, mentre la nuova storia dei Custodi del Mistero è una avventura abbastanza buona, anche se schiava di un andamento base piuttosto prevedibile e disegnata dal tratto piacevole, ma in alcuni casi troppo gommoso, di Ettore Gula.
Degno di nota il lungo servizio sul museo dedicato a Disney e sulla figlia di Walt, Diane, con annesso e sentito editoriale da parte della De Poli.

Prendete l’umorismo spumeggiante tipico delle sceneggiature più scanzonate di Roberto Gagnor. Aggiungete la sua abitudine nell’inserire parole che fanno il verso a termini milanesi e piemontesi. Infoltite con un po’ di space-opera classica, condita di citazioni più o meno palesi (H. Solo was here, lol). Arricchite con un Paperoga usato magistralmente, in bilico tra quello delle storie brasiliane e quello di Pezzin. Approfondite con un po’ di avventura, pur ricordandovi di diluirla con della sana ironia. Inserite uno strato di malinconica dolcezza, leggermente debitrice della Reginella di ciminiana memoria. Infine mescolate con i disegni fantastici e vividi di Claudio Sciarrone, con una colorazione splendida e addirittura con una sua papera alquanto attraente.
Il risultato è Paperoga eroe dello spazio, la storia migliore del numero e una delle migliori di questi primi 7 mesi del 2013. Un’avventura a cui servono, come appena visto, diversi ingredienti e una preparazione sapiente e che ha tutte le carte in regola per rimanere nella memoria per molto tempo. 50 tavole per dimostrare quanto funzioni bene e sia affiatato il team Gagnor/Sciarrone, due autori perfettamente in sintonia, cosa già dimostrata brillantemente in passato (Skiantos, e l’Archimede del n. 3000) e che qui trova ulteriore conferma e consacrazione.
La seconda parte di Paperinik sull’oceano scombinato non mi ha entusiasmato così tanto, anche se il tocco di Alessandro Sisti si avverte sempre in certi dialoghi davvero brillanti, che rendono figo il personaggio senza farlo sembrare ridicolo, e in alcune scene d’azione. Certo il congegno al centro dell’episodio non è che mi abbia proprio convinto, ma è un particolare non troppo grave e, in sostanza, rimango in attesa fiduciosa del proseguio di quella che comunque è una lunga e articolata avventura inedita di Paperinik, che non è così comune.
Senza infamia e senza lode la breve con Pippo, mentre la nuova storia dei Custodi del Mistero è una avventura abbastanza buona, anche se schiava di un andamento base piuttosto prevedibile e disegnata dal tratto piacevole, ma in alcuni casi troppo gommoso, di Ettore Gula.
Degno di nota il lungo servizio sul museo dedicato a Disney e sulla figlia di Walt, Diane, con annesso e sentito editoriale da parte della De Poli.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
Osservate l'orrendo baratro su cui è affacciato l'universo! ... senza spingere...
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La storia di Paperoga la ho trovata stupenda
. Meravigliosi i disegni , simpatica la trama , i pessi del robbottone annoioti mi hanno fatto sbellicare
e quel pizzico di amarezza finale ha reso la storia più realista e completa.Quindi complimenti sia al disegnatore che allo sceneggiatore
Come mi pare di avere già accennato , non sono una lettrice fissa di Topolino ma solo una lettrice occasionale... se però usciranno nuovamente storie come queste tornerò a comprare questa rivista con regolarità.
Le altre storie non erano malaccio ma niente di che non mi hanno colpito particolarmente
Le altre storie non erano malaccio ma niente di che non mi hanno colpito particolarmente
Paperinik sull'Oceano Scombinato: parte 3 e parte 4 (Topolino #3008-3009)

2 considerazioni in croce sulla seconda metà della storia legata al gadget estivo 2013.
Dopo una prima puntata che, come dicevo, mi era decisamente piaciuta e una seconda leggermente claudicante, il tenore dell'avventura si risolleva nalla terza parte, dove la sceneggiatura si movimenta e dove Paperinik deve agire in varie maniere che lo vede carismatico protagonista. Certo, possono sembrare forzature tutte le comparsate provenienti da epoche storiche diverse, ma nell'insieme creano un bell'effetto e alla luce dell'episodio finale acquistano un loro senso. Molto carina e significativa la strizzatina d'occhio al Fantomius di Gervasio. Inoltre, probabilmente a causa di una lettura un po' distratta, [spoiler]non avevo colto che il pescatore fosse il travestimento che Spennacchiotto aveva annunciato qualche tavola prima[/spoiler]... tordo mode on
Nell'episodio finale, dicevamo, si tirano le fila dell'intrigo: non mi è parsa una conclusione così deludente come mi è parso sia stata percepita sul Papersera. Mi è sembrato un finale qualitativamente in linea con il resto dell'avventura, forse leggermente pasticciato in un paio di punti e un po' troppo veloce nella resa dei conti tra eroe e villain, ma tutto sommato niente che infici particolarmente il tutto e soprattutto che segni una sostanziale differenza di tenore rispetto alle prime 3 puntate.
Mazzarello fa del suo meglio: questo non significa che i suoi disegni siano belli, dal mio punto di vista, ma ho notato un leggero miglioramento e ne sono felice.
In generale Paperinik sull'Oceano Scombinato mi è parsa una buona avventura, che non raggiunge chissà quali vette creative ma che presenta una sceneggiatura scritta con perizia e professionalità (non a caso l'autore è Sisti, che sa benissimo il fatto suo) al servizio della pubblicità al gadget.

2 considerazioni in croce sulla seconda metà della storia legata al gadget estivo 2013.
Dopo una prima puntata che, come dicevo, mi era decisamente piaciuta e una seconda leggermente claudicante, il tenore dell'avventura si risolleva nalla terza parte, dove la sceneggiatura si movimenta e dove Paperinik deve agire in varie maniere che lo vede carismatico protagonista. Certo, possono sembrare forzature tutte le comparsate provenienti da epoche storiche diverse, ma nell'insieme creano un bell'effetto e alla luce dell'episodio finale acquistano un loro senso. Molto carina e significativa la strizzatina d'occhio al Fantomius di Gervasio. Inoltre, probabilmente a causa di una lettura un po' distratta, [spoiler]non avevo colto che il pescatore fosse il travestimento che Spennacchiotto aveva annunciato qualche tavola prima[/spoiler]... tordo mode on
Nell'episodio finale, dicevamo, si tirano le fila dell'intrigo: non mi è parsa una conclusione così deludente come mi è parso sia stata percepita sul Papersera. Mi è sembrato un finale qualitativamente in linea con il resto dell'avventura, forse leggermente pasticciato in un paio di punti e un po' troppo veloce nella resa dei conti tra eroe e villain, ma tutto sommato niente che infici particolarmente il tutto e soprattutto che segni una sostanziale differenza di tenore rispetto alle prime 3 puntate.
Mazzarello fa del suo meglio: questo non significa che i suoi disegni siano belli, dal mio punto di vista, ma ho notato un leggero miglioramento e ne sono felice.
In generale Paperinik sull'Oceano Scombinato mi è parsa una buona avventura, che non raggiunge chissà quali vette creative ma che presenta una sceneggiatura scritta con perizia e professionalità (non a caso l'autore è Sisti, che sa benissimo il fatto suo) al servizio della pubblicità al gadget.
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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La storia di Casty sul tormentone estivo mi ha fatto proprio ridere e l'ho trovata molto immedesimabile. Bella satira, pungente e non eccessiva. 

Mmm... non so. A me personalmente non ha entusiasmato, invece.Vito ha scritto:La storia di Casty sul tormentone estivo mi ha fatto proprio ridere e l'ho trovata molto immedesimabile. Bella satira, pungente e non eccessiva.
Forse il mio problema è Topesio, in realtà, visto che anche la precedente storia in cui Casty ha usato questo personaggio (quella dell'anatema ridanciano) non mi aveva convinto moltissimo.
Sicuramente anche il reinserimento di questo personaggio nella vita topolinese rientra nel progetto castyano di rinnovamento e rilancio della figura di Mickey, ma il ruolo che Topolino assume quando viene messo a confronto con Topesio non riesce a colpirmi, non ce lo vedo bene.
La storia di questa settimana è carina, e l'idea di fondo della trama per quanto non originale è sempre d'effetto... ma vedere Topolino vessato da questa competizione con Topesio non mi fa strappare i capelli.
Certamente la storia rappresenta quella media qualitativamente positiva che in un mondo ideale dovrebbe segnare il trend standard delle pubblicazioni sul Topo, e viste certe cose ultimamente già raggiungere questo obiettivo non è male. Ma di Casty apprezzo altro
Andrea "Bramo" L'Odore della Pioggia
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No, mi sa che di Casty, immediatamente dopo i supersagoni pomponi con foreshadowing e costruzione della trama articolatissima che la rileggi poi e fai wtf, apprezzo soprattutto ciò. Che trova un sunto in Topesio. Che con sto nome mi fa pietà, lo si cassi e si torni all'ovvio Mortimer.
E il motivo è che Topes...Mortimer è veramente un'arma, che può in un colpo solo:
1) attualizzare il fumetto Disney.
2) rinfrescare il personaggio di Mickey.
3) dimostrare come non tutti i ripescaggi possono essere necrofilia, se si cerca di puntare all'essenza e alla ragion d'essere delle cose.
Mortimer nasce come uno dei tanti gagà che alle origini dava filo da torcere a Topolino. E il gagà era il fighetto dell'epoca. Ma la figura del fighetto è tutt'altro che invecchiata, esiste ancora, il mondo ne è pieno. Gente modaiola, di grana grossa, che prende scorciatoie facili e viene portata in trionfo dal pubblico del momento, che si piega all'effimero gioco delle mode. Gente che sai bene che il giorno dopo verrà puntualmente messa da parte, e in futuro passerà come acqua fresca. Però nel presente c'è, e riesce a irritarti e darti un fastidio della madonna. E anche se sai bene che al dunque, chiunque ti sia vicino e ti conosce sa bene quanto vali, sul momento non te ne importa e ti senti messo da parte. Quelli come Mortimer esistono, sono dappertutto e riescono a tirare fuori il peggio di noi.
E' un po' la stessa matrice, la stessa idea da cui nasce Gastone. Solo che lui poi si è evoluto diversamente, diventando quella sorta di papero magico al quale in fin dei conti non crede più nessuno, e che gli autori senza idee sanno solo rendere "sfortunato per un giorno". Personalmente, a Gastone purtroppo non credo più, mentre penso che applicare la tipologia umana di cui Mortimer si fa portabandiera alle dinamiche di Topolinia possa veramente permettere di esplorare strade nuove. E moderne, visto che i tormentoni dell'estate, i vari pulcino pio e affini sono un fenomeno che è un bene che Topolino tratti. Con intelligenza, possibilmente.
E il motivo è che Topes...Mortimer è veramente un'arma, che può in un colpo solo:
1) attualizzare il fumetto Disney.
2) rinfrescare il personaggio di Mickey.
3) dimostrare come non tutti i ripescaggi possono essere necrofilia, se si cerca di puntare all'essenza e alla ragion d'essere delle cose.
Mortimer nasce come uno dei tanti gagà che alle origini dava filo da torcere a Topolino. E il gagà era il fighetto dell'epoca. Ma la figura del fighetto è tutt'altro che invecchiata, esiste ancora, il mondo ne è pieno. Gente modaiola, di grana grossa, che prende scorciatoie facili e viene portata in trionfo dal pubblico del momento, che si piega all'effimero gioco delle mode. Gente che sai bene che il giorno dopo verrà puntualmente messa da parte, e in futuro passerà come acqua fresca. Però nel presente c'è, e riesce a irritarti e darti un fastidio della madonna. E anche se sai bene che al dunque, chiunque ti sia vicino e ti conosce sa bene quanto vali, sul momento non te ne importa e ti senti messo da parte. Quelli come Mortimer esistono, sono dappertutto e riescono a tirare fuori il peggio di noi.
E' un po' la stessa matrice, la stessa idea da cui nasce Gastone. Solo che lui poi si è evoluto diversamente, diventando quella sorta di papero magico al quale in fin dei conti non crede più nessuno, e che gli autori senza idee sanno solo rendere "sfortunato per un giorno". Personalmente, a Gastone purtroppo non credo più, mentre penso che applicare la tipologia umana di cui Mortimer si fa portabandiera alle dinamiche di Topolinia possa veramente permettere di esplorare strade nuove. E moderne, visto che i tormentoni dell'estate, i vari pulcino pio e affini sono un fenomeno che è un bene che Topolino tratti. Con intelligenza, possibilmente.
https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/ ... 5534_n.jpg
Gli allievi del conservatorio per questa volta sono d'accordo con Topolino dicono, anche se non lo sopportano ahimè...
Gli allievi del conservatorio per questa volta sono d'accordo con Topolino dicono, anche se non lo sopportano ahimè...
Un'altra cosa su cui vorrei porre l'attenzione è che questo è forse il numero di Topolino post 3000 dalla media qualitativa più alta.
Ho infatti detto varie volte che è stato un vero peccato che il settimanale abbia avuto un trend piuttosto deludente da quel fatidico numero.
Se escludiamo l'evento Moby Dick, gli ultimi dieci numeri non si sono certo potuti definire brillanti, tra una saga di Sisti alquanto sottotono e un'infinità di brevi imbarazzanti, raggiungendo probabilmente il punto più basso la scorsa settimana con la disastrosa storia di Paperoga, vero record negativo di strafalcioni grafici e scenegiatorii. Insomma, non ci voleva proprio. Dopo il mitico 3000, e successivamente con Moby, il settimanale ha avuto gli occhi dei media puntati addosso, molta gente ha ripreso a comprarlo sulla scia dei festeggiamenti, per cui inanellare una sequela di numeri deboli non è stato il massimo.
Questo numero però ha invertito nuovamente il trend, dimostrando come si possa tenere alta la qualità dell'albo, senza per forza suddividerlo in storie di punta e riempitivi orrendi. Se escludiamo la storia di Casty, di cui si è già detto, e quella di Vessella che invece rientra purtroppo nella categoria dei riempitivi sciapi che non fanno fare mezzo passo avanti a Topolino, abbiamo una storia danese disegnata da Cavazzano veramente valida, che avevamo già avuto modo di apprezzare in anteprima nel volume monografico su di lui uscito a Lucca. C'è poi la storiella interessante e soprattutto credibile su Nonna Papera innamorata, che non mi è affatto dispiaciuta, e infine c'è la breve di Bosco su Pippo. Ecco, questa è veramente degna di nota. Bosco ci prova da tanti anni a reinventare il concetto di riempitiva, riportandola sui binari, secondo me giustissimi, delle brevi umoristiche. Perché sono le brevi umoristiche, che però facciano davvero ridere, il genere di storia sulla quale punterei per dare all'albo un suo equilibrio. Troppo spesso abbiamo visto avventurine di media lunghezza e di mediocre qualità ricoprire questo ruolo, specialmente in epoca Muci, col risultato che erano storie né carne né pesce.
Bosco si è sbilanciato negli ultimi anni con parecchi mini-cicli, alcuni non troppo riusciti, altri già più interessanti, ma direi che con Pippo la strada giusta è stata trovata. L'umorismo surreale e stralunato che lo caratterizza riesce bene tanto su schermo, quanto su carta. La storia scorre bene, è leggera, breve, minimalista e simpatica. E ti fa leggere di Pippo, porca miseria!
Ho infatti detto varie volte che è stato un vero peccato che il settimanale abbia avuto un trend piuttosto deludente da quel fatidico numero.
Se escludiamo l'evento Moby Dick, gli ultimi dieci numeri non si sono certo potuti definire brillanti, tra una saga di Sisti alquanto sottotono e un'infinità di brevi imbarazzanti, raggiungendo probabilmente il punto più basso la scorsa settimana con la disastrosa storia di Paperoga, vero record negativo di strafalcioni grafici e scenegiatorii. Insomma, non ci voleva proprio. Dopo il mitico 3000, e successivamente con Moby, il settimanale ha avuto gli occhi dei media puntati addosso, molta gente ha ripreso a comprarlo sulla scia dei festeggiamenti, per cui inanellare una sequela di numeri deboli non è stato il massimo.
Questo numero però ha invertito nuovamente il trend, dimostrando come si possa tenere alta la qualità dell'albo, senza per forza suddividerlo in storie di punta e riempitivi orrendi. Se escludiamo la storia di Casty, di cui si è già detto, e quella di Vessella che invece rientra purtroppo nella categoria dei riempitivi sciapi che non fanno fare mezzo passo avanti a Topolino, abbiamo una storia danese disegnata da Cavazzano veramente valida, che avevamo già avuto modo di apprezzare in anteprima nel volume monografico su di lui uscito a Lucca. C'è poi la storiella interessante e soprattutto credibile su Nonna Papera innamorata, che non mi è affatto dispiaciuta, e infine c'è la breve di Bosco su Pippo. Ecco, questa è veramente degna di nota. Bosco ci prova da tanti anni a reinventare il concetto di riempitiva, riportandola sui binari, secondo me giustissimi, delle brevi umoristiche. Perché sono le brevi umoristiche, che però facciano davvero ridere, il genere di storia sulla quale punterei per dare all'albo un suo equilibrio. Troppo spesso abbiamo visto avventurine di media lunghezza e di mediocre qualità ricoprire questo ruolo, specialmente in epoca Muci, col risultato che erano storie né carne né pesce.
Bosco si è sbilanciato negli ultimi anni con parecchi mini-cicli, alcuni non troppo riusciti, altri già più interessanti, ma direi che con Pippo la strada giusta è stata trovata. L'umorismo surreale e stralunato che lo caratterizza riesce bene tanto su schermo, quanto su carta. La storia scorre bene, è leggera, breve, minimalista e simpatica. E ti fa leggere di Pippo, porca miseria!
Il mio è stato Topolino. Ho apprezzato molto l'intento satirico, che tra l'altro ricorda molto la prima produzione di Casty (in particolare Il Mistero Pop), ma questo Mickey qui mi è stato un po' sulle balle, all'inizio della storia era così pignolo che avrei volentieri tifato per Topesio. Capisco che Casty volesse ritrarre un Topolino più umano, ma credo che per la prima volta abbia un po' mancato il segno nel caratterizzarlo. Mentre invece con Doppioscherzo, per citare un canovaccio simile, avevamo un Topolino ottimo.Bramo ha scritto:Forse il mio problema è Topesio
In compenso ho apprezzato molto tutto il cast di comprimari, da un bel Pippo (peccato per il momento bacchettone) ai vari Basettoni e Orazio, davvero una gestione credibile e funzionale.

Ma comunque in tutto il numero quasi vince la storia con Nonna Papera. Se non altro, perché riesce finalmente ad usarla come personaggio, e non come pedina preparatorte e riconciliaparenti. E ci riesce bene.
Lorenzo Breda
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If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
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