
La BAO continua la sua meritoria operazione di pubblicazione di fumetti interessanti e di contatti con autori di tutto rispetto. Stavolta si occupa di quello che potrebbe essere visto come un fumettino e nulla più, anche per via del numero decisamente esiguo di pagine del volumetto. Ma se questo "fumettino" è stato scritto da Joss Whedon e ha vinto un Eisner Award come miglior web-comic, forse un'occhiata la vale.
E la vale eccome! Whedon dà libero sfogo alla sua geniale follia, che in qualche modo è sempre trasparsa dai suoi lavori, e lo fa costruendo una storia sì breve, ma ricca di sensazioni e spunti interessantissimi. L'autore sfrutta il poco spazio per mettere volontariamente dentro un sacco di roba che resterà nel migliore dei casi una pennellata folle e con poche spiegazioni.
Basti pensare che la storia vede protagonista un gruppo musicale composto da tre ragazze e un robot senziente, come se fosse normale come cosa.
Ma non è solo la follia a briglie sciolte il motivo per cui questo fumetto è una lettura che consiglio caldamente a tutti: questa sicuramente garantisce una bella dose di sano divertimento, ma ci sono almeno altri due elementi importanti.
Il primo è che questa follie viene amministrata con sagacia: ok, le situazioni sono tutte assurde, ok più si va avanti e più la storia gioca al rialzo con la sospesione d'incredulità del lettore... ma anche se veniamo catapultati in una situazione così strana ci viene raccontata con tale bravura da farci ambientare fin dalle primissime tavole con questo contesto ambiguo e con i personaggi, il che è importante vista la brevità del fumetto.
Il secondo motivo di interesse sono proprio i personaggi. Dandelion è un capolavoro di personaggio, pazza, fuori dal normale, sopra le righe, diretta, sfrontata, coinvolgente, carismatica, roboante, rocambolesca... le sue fisse sono l'odio per i vichinghi e un'agenzia segreta per cui lavorerebbe. Un personaggio davvero fantastico. Senza nulla togliere comunque a Wade e l'Hidra, le altre due componenti femminili della band, e sicuramente molto iconiche. Infine Robot Phil è sarcastico e decisamente irresistibile. Insieme non costituiscono solo una band ma anche un nucleo di personaggi forte, che colpisce la mente del lettore e che sarebbero adattissimi a interpretare una serie di avventure su una testata ad hoc. Invece il progetto sembra essere solamente uno one-shot, pubblicato dapprima nel web in tre capitoli e poi raccolto in un volume cartaceo della Dark Horse.
Il volume, come è ormai tradizione della BAO, è molto ben curato: dopo la storia abbiamo un buon numero di contenuti speciali, tra cui spicca l'intervista al disegnatore Fàbio Moon e le tante pagine dedicate a sketch e bozzetti di studio sull'aspetto grafico dei personaggi. Infine anche le cover e alcune immagini promozionali legate a Sugar Shock.
Immancabile alla fine, come tradizione, il logo della casa editrice (il cane Cliff) realizzato da Moon.
6 euro per una storia tanto breve possono sembrare tanti, ma considerandone la qualità e osservando la cura editoriale posso dire che sono stati ben spesi.
Compratelo!

