[Quentin Tarantino] Django Unchained

Una cartella dedicata a quel grande magico calderone che è il cinema e al fascino magnetico che lo schermo gigante continua ad esercitare ancora oggi.
  • Sì, anch'io sono convinto che questo sia un Tarantino 2.0 che ha spostato l'ago della bilancia sulla storia e i personaggi, rispetto alla forma e al citazionismo; ora sono i primi ad avere più peso e i secondi sono "accessori", mentre inizialmente era quasi il contrario.
    Ma direi che questo "nuovo" Tarantino era già presente in Bastardi Senza Gloria (che resta tuttora il mio preferito) e Kill Bill era una fase di transizione in cui si subodorava già questa trasformazione.
    Fantastico come sempre Waltz, molto divertente tutta la fase di addestramento di Django con le missioncine a spasso per il west (fantastico il dialogo surreale del Kux-Kux-Klan)... peccato per la componente action del western, in cui mi aspettavo grandi cose da Tarantino, invece mi è sembrata un po' sottotono. A parte la morte che riserva a sè stesso, vabbè :D
    GRAN colonna sonora-

    Con il western Tarantino ha omaggiato, smontato e ricostruito, evoluto l'ennesimo genere narrativo popolare che è ormai radicato nella tradizione americana... cosa aspetta a sfornare un bel film di supereroi?
    O come minimo a tornare indietro nel tempo e girare l'adattamento cinematografico di Kick-ass?
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
    Nerdlandia - Facebook - Blog - Flickr - Youtube
  • DeborohWalker ha scritto: Ma direi che questo "nuovo" Tarantino era già presente in Bastardi Senza Gloria (che resta tuttora il mio preferito) e Kill Bill era una fase di transizione in cui si subodorava già questa trasformazione.
    Bastardi Senza Gloria, come ho già detto, sì. Kill Bill proprio no, visto che è l'esponente più fulgido del Tarantino 1.0. Per quanto io lo trovi SUBLIME, ci sono delle lungagnate qua e là, delle figatine fini a sé stesse e soprattutto è seguito da quello che considero l'apice negativo del Tarantino bamboccio, cioé l'inconsistente e inutile Grindhouse. Un Tarantino 2.0 non avrebbe mai concepito Grindhouse.
  • Ah, pensa che Grindhouse lo avevo addirittura rimosso, pensa un po' :P

    Sono d'accordo che Kill Bill sia la summa del Tarantino 1.0 in tutto; ha però un semino sull'intenzione di sviluppare i personaggi, la storia, le relazioni... La Sposa è un personaggione, forse complice il fatto che non essendo un film corale (come la maggior parte dei suoi titoli precedenti) Tarantino ha potuto svilupparla a dover, pur tra una spacconata e l'altra, dandole un passato di tutto rispetto e una profondità che comunque Vincent Vega, Mr.Orange e compari si sognano.
    Forse da lì è sbocciata la volontà di fare qualcosa in più.

    Dopo l'incidente di percorso Grindhouse, che è stato utile solo per ciò che ne è scaturito a casa Rodriguez. :D
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
    Nerdlandia - Facebook - Blog - Flickr - Youtube
  • Sono contento che si sia iniziato a parlare di Tarantino qui sul Sollazzo perché è un regista più nerd di quello che il suo fandom medio lascerebbe ad intendere.
    Comunque, da quando sono iniziate queste discussioni (cioè da quando è uscito Bastardi senza gloria) ho sempre trovato un po' esagerato parlare di due fasi nella filmografia di Tarantino, soprattutto se con questa distinzione si intende sottolineare il valore della seconda a discapito della prima.
    Io invece trovo che ci sia stata sicuramente una grande evoluzione ma in cui ogni tassello ha avuto senso nel progetto generale.
    Anche Jackie Brown è secondo me un film ben costruito, che all'epoca spiazzò tutti i critici e i fan con una struttura regolare e classica, mentre Grindhouse è stata chiaramente una sua perversione cinefila ma finché rimane una si può anche tollerare o addirittura goderne (se si è amanti del genere).
    Non sottovaluterei poi i fondamentali del cinema di Tarantino, ovverosia Le iene e Pulp Fiction che vantano delle sceneggiature spettacolari. E inaugurarono un nuovo modo di fare film e scrivere dialoghi che rivoluzionò interi generi cinematografici da capo a coda.
    La Palma d'Oro a Cannes nel 1995 non cadde per caso.
    Anche se ovviamente, il suo contributo principale alla settima arte resta lo sdoganamento del feticismo dei piedi nel cinema mainstream :P
  • Ma io non nego la bellezza della sceneggiatura de Le Iene o Pulp Fiction... però è innegabile che non siano focalizzate su storia e personaggi quanto questi ultimi film.
    Hanno elementi molto interessanti come la struttura, i dialoghi "di aria fritta" e non, le situazioni in cui i personaggi si ritrovano... ma una certa finezza stilistica a tutto tondo dal punto di vista della scrittura a mio parere è arrivata dopo.
    Deboroh troppppppppo Web 2.0!
    Nerdlandia - Facebook - Blog - Flickr - Youtube
  • Prima di tutto Django non è uno "spaghetti western" come da mesi stanno spacciandolo i media, ma sembra quasi una versione di Bastardi senza gloria ambientata nel west. I ritmi, la lunghezza dei dialoghi, sono sempre quelli, così come la regia ha poco a che fare con quella di un western. Il western c'è nelle citazioni, nella musica (prelevata di peso da quel genere, a parte alcune eccezioni) e nell'ambiente naturale che però non viene assolutamente trattato come in un classico del genere, tanto che le scene migliori del film sono quelle ambientate in luoghi chiusi, dove i lunghi dialoghi di Tarantino diventano assoluti protagonisti e fonte di sollazzo puro. Insomma, non è uno "spaghetti western" (termine che tra l'altro non mi piace) più di quanto non fosse Kill Bill, tanto per capirci.

    I problemi principali che ho riscontrato durante la visione del film sono due: personalmente per me il film è finito [spoiler]con la morte di Waltz[/spoiler], cioè da mio punto di vista, dopo questo evento non ho avuto più interesse a seguire la vendetta di Django, un personaggio veramente piuttosto bidimensionale, con una sola strada da percorrere durante il film: aveva il suo obiettivo da seguire e l'ha raggiunto, senza alcuno scossone. Il momento più importante per lui avviene proprio molto presto nel film, all'inizio, quando da schiavo sceglie di diventare cacciatore di taglie, da quel momento in poi non evolve, non diventa più interessante, non sorprende, tanto che il finale è del film spettacolare ma solo sul piano tecnico (le sparatorie, [spoiler]l'esplosione dell'abitazione di Di Caprio[/spoiler]) e niente su quello emotivo, a mio parere. Semplicemente doveva fare quella cosa e l'ha fatta, sorprese e immedesimazioni da parte mia: zero. Tutt'altra faccenda con gli altri personaggi, tutti interessantissimi e interpretati da attori magnifici, e naturalmente sto parlando di Waltz, Di Caprio e Samuel Jackson.

    La seconda cosa che mi ha dato da pensare sono i continui cambi di registro del film, un attimo si prende molto sul serio e l'attimo dopo diventa completamente grottesco. Potrete dirmi che anche in Bastardi senza gloria era lo stesso, beh, a me non pare proprio, quello era un universo alternativo perfettamente credibile e bilanciato, in cui non mi sono mai trovato a dirmi "machecazz?!" tanto da trovarmi catapultato fuori dalla storia (ebbene sì, nemmeno con la faccenda di [spoiler]Hitler trucidato nel teatro[/spoiler], che a mio parere era integrata benissimo nel resto della storia).

    Mi spiego meglio: [spoiler]il modo in cui muore Waltz è fuori di testa! Cioè, di punto in bianco decide di suicidarsi, facendo pure la battutina!
    Poi, dopo, quando Django trova il suo cadavere buttato a terra e gli sfila di tasca di documenti che attestano la liberazione di Broomhilda[/spoiler], Tarantino vorrebbe commuovere (c'è pure la musica triste)? Ma uno pensa al modo scemo in cui è avvenuta la faccenda, e non può far altro che riderci su, invece! Insomma, la scena della [spoiler]morte di Waltz[/spoiler] è bellissima presa da sola, ma secondo me ha sacrificato tutta la drammaturgia della situazione (e lo stesso personaggio, uccidendolo) per avere una battuta ad effetto, non so se sono riuscito a spiegare ciò che intendo.

    Poi aggiungo che in questo film più degli altri le citazioni ad altre pellicole sono proprio smaccate, palesi, quasi esagerate: siamo sicuri che sia una bella cosa riempire un film di citazioni facili che questa volta più di altre sembrano solo ammiccare allo spettatore? Chi sapeva trovare le migliaia di citazioni presenti in pulp fiction ad un certo tipo di cinematografia dopo una sola visione? Pochi. Chi sa riconoscere le decine di citazioni a famosi film presenti in Django? Molta più gente. Questo può significare poco, ma secondo me è uno spunto di riflessione.

    A parte questo, il film mi è piaciuto tanto e mi sono divertito parecchio, ci sono sequenze meravigliose, Waltz è il personaggio più bello che abbia visto da tanto tempo a questa parte (oscar meritatissimo), gli attori sono molto molto bravi e i dialoghi e le scene scritte da Tarantino sono eccelse (altro oscar meritatissimo), il problema è che secondo me sono tante scene meravigliose separate ma che in fin dei conti non creano un insieme perfetto, soprattutto pensando al finale e a quello che ho scritto poco più su.

    Naturalmente promosso, e scommetto che comprerò il DVD e guardandolo varie volte mi piacerà da matti come sempre accade coi suoi film, ma per ora - dopo una prima visione - queste sono le obiezioni più grosse che gli ho trovato.

    P.s Grindhouse non è affatto un film brutto o inutile, ma è cinema allo stato puro, e varrebbe la pena di guardarlo anche solo per il montaggio della scena dell'incidente, e lo spettacolare inseguimento finale con la stunt appesa al cofano della Dodge Challenger. Un uso minimo degli effetti digitali mentre tutti corrono a trovare lo sviluppo tecnologico più figo.
    Non discuto che sia un film minore della sua filmografia, ma avercene.

    p.s.2 Anche Jackie Brown a parer mio è tra le prove migliori di Tarantino.
  • Non so se sia opportuno dirlo qui, ma oggi tutti i The Space Cinema (e ce ne sono una marea sparsi in giro) danno questo film a 2,50€. Potrebbe essere il caso di approfittarne.
    Lorenzo Breda
    Website | Google+ | DisneyStats | deviantART

    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
    Hobbes, Calvin&Hobbes

    [No bit was mistreated or killed to send this message]
  • Ne ho approfittato. Ed è una meraviglia. E ciò mi rende ancora piú schifosi i risultati degli Oscar.
    Lorenzo Breda
    Website | Google+ | DisneyStats | deviantART

    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
    Hobbes, Calvin&Hobbes

    [No bit was mistreated or killed to send this message]
  • bacci88 ha scritto:Poi aggiungo che in questo film più degli altri le citazioni ad altre pellicole sono proprio smaccate, palesi, quasi esagerate: siamo sicuri che sia una bella cosa riempire un film di citazioni facili che questa volta più di altre sembrano solo ammiccare allo spettatore? Chi sapeva trovare le migliaia di citazioni presenti in pulp fiction ad un certo tipo di cinematografia dopo una sola visione? Pochi. Chi sa riconoscere le decine di citazioni a famosi film presenti in Django? Molta più gente. Questo può significare poco, ma secondo me è uno spunto di riflessione.
    Ma questo secondo me è un fenomeno più italiano che mondiale. Perché a noi, fin da bambini, televisioni e stampa ci ingozzano di film italiani anni sessanta-settanta e di quel maledetto Tex Willer. Infatti siamo il Paese dei Recchioni e dei fan di Tarantino. Ci siamo sorbiti centinaia e centinana di pagine bonelliane copiate dai film di Tarantino e dai film che piacciono a Tarantino.
    In tutto questo mi meraviglio che Tarantino non abbia ancora fatto la sua versione degli erotici con Lino Banfi o Mario Carotenuto (per ora ha solo presieduto una kermesse in tema).

    Detto questo, a me che gli spaghetti-western italiani (e non) fanno venire l'orticaria, questo film è piaciuto a bombazza. Butterei lì un "Capolavoro" se non fosse che ora ne ha fatto un altro che - pare - sia ancora meglio.
    Ma già questo mi ha molto impressionato: giocherellone, ma tremendamente drammatico; visivamente notevole (ad es. l'ingresso nella villa mi ha ricordato Barry Lyndon); attori in palla (Jackson è proprio un trasformista); personaggi, come dicevate anche voi, che suscitano emozioni, chi positive chi negative.

    Poi sembra che se dici che odi i generi odi tutto e tutti. No, odi i ricicli, le ripetizioni, le imitazioni scadenti (che è quel che, ammucchiandosi, forma il genere). Ma se una roba è fatta bene è fatta bene, non si può certo dire il contrario.
    Immagine
    Ottimo lavoro.
  • Torna a “Cinema a 360°”