Letto anch'io!
FaGian ha scritto:
Letto anche l'ultimo numero (già da una settimana, ma solo oggi credo di riuscirne a parlare con obiettività)
Allora: a livello di trama ci siamo eccome, questo ultimo numero tira le fila della storia complessiva e lo fa bene, i colpi di scena e la soluzione del caso sono credibili e ottimament concepiti, però...
Ebbene si, secondo me c'è un "però" non indifferente ed è la caratterizzazione dei personaggi.
Gwen che sclera per l'accusa di Chris e poi insiste a volersi difendere da sola non è solo assurdo, ma è anche completamente out-of-character, come avvocato-squalo mi aspetto che lei sia sempre perfettamente in grado di vedere i pro e i contro di una situazione, e qui semplicemente non lo fa e non se ne stupisce.
Ma è tutta l'impostazione caratteriale che secondo me pecca più o meno in vari punti (Chris è il grande assente dell'albo, curioso pensando che è [spoiler]il colpevole[/spoiler]) e anche il ritmo narrativo, che in un paio degli albi precedenti mi avevano fatto sussultare per abilità degli sceneggiatori, qui zoppica a più riprese (vedere la triplice in cui Donnie si accende la sigaretta, mentre è in chemio, ad esempio)
Insomma, una serie che ha moltissimi pregi, non ultimi quelli di avere portato in italia un argomento così poco esplorato, e con una ottima produzione corale, ma anche qualche difettuccio.
Pochi, ma presenti
Analisi interessante, e che mi trovo in parte a condividere.
Nel senso che, in realtà, il mio giudizio su questa miniserie ha sempre avuto un occhio di riguardo per i personaggi e la cura con cui venivano gestiti. Cioè io li sentivo vicini quando sulle note di qualche canzone vedevo Chris sbronzarsi in un bar o Donnie che vedeva i risultati degli esami. Però ammetto che sì, quello che dici l'ho riscontrato in questo ultimo episodio. È come se i due autori si fossero concentrati particolarmente sullo sviluppo della trama, che sicuramente in questa bilogia finale era particolarmente delicata, ancor di più che nei casi "standard" dei numeri precedenti, rendendo di contro meno verosimili alcuni atteggiamenti e reazioni dei personaggi che però del caso sono diretti protagonisti! Per quanto comunque, per esempio, le reazioni un po' inspiegabili di Gwen sono date secondo me dall'orgoglio, dalla paura che uscisse tutta la tresca e dalla tensione, quindi potrei interpretarle sotto quest'ottica e quindi comprenderle.
Comunque sia, come dicevi anche tu, la trama fila molto bene. Il modo in cui gli avvocati - e noi con loro - arrivano alla verità è molto ben curato sia nei tempi che nel modo in cui mostrare la verità, e in generale la sceneggiatura segue in modo rispettoso il ritmo narrativo di un tipico legal-thriller. Non annoia, alterna sapientemente le scene in aula con il dialogo tra avvocato e assistito e con le indagini dei colleghi. Ad onor del vere Caci e Salati avevano già dimostrato di saper curare bene la trama anche negli altri numeri, ma la cosa diventa particolarmente coinvolgente ora, quando al banco degli accusati c'è proprio Gwen!
La prova è brillantemente superata, il finale è convincente e mette tutti i tasselli e i destini dei personaggi al loro posto in maniera naturale e soddisfacente per il lettore.
Dal punto di vista grafica le rose hanno qualche spina, pur piccole che siano: in generale questo albo è ben disegnato, ma le prime tavole presentano alcune vignette che invece mi sembrano meno curate di quelle successive. Forse l'avvicendarsi di diverse matite (Salvatore Coppola e Paola Camoriano, ma l'editoriale aggiunge anche Enza Fontana per un intervento nell'ultima parte dell'albo) non ha giovato ad una perfetta omogeneità di stili. Non c'è da strapparsi i capelli comunque, i disegnatori fanno in generale un buon lavoro, e già dalla decima pagina in avanti volti e sfondi sono nella maggior parte dei casi molto buoni nella resa
Mi ritengo infine soddisfatto della mini nel suo complesso e di questo finale in particolare. Il progetto è riuscito a dimostrare come anche in Italia, anche con un bonellide, si possa fare un fumetto che non sia solo azione o misteri/complotti e affini, ma si possono esplorare anche generi più particolari e solo apparentemente poco adatti al fumetto popolare, che dimostra invece di essere medium pronto ad abbracciare con dei bei risultati anche scenari più inusuali.