
A Lucca è uscito questo primo volume della serie End, intitolato Elisabeth, di Barbara Canepa ed Anna Merli, per l'editore Bao.
La trama è molto canepesca: ambientazione nella seconda metà dell'800, in un collegio femminile gestito da religiose, tra intrighi politici e cose del genere. Una ragazzina, Elisabeth, muore e viene risvegliata, in una forma non particolarmente chiara (come gran parte della mitologia che è dietro la storia), e con la nuova caratteristica di uccidere chi tocca. Con lei vivono, nella serra del collegio e apparentemente sotto la sorveglianza degli esseri che la hanno risvegliata, tre animali da compagnia. Anche i tre animali sono morti e si sono risvegliati, subendo una metamorfosi a metà: un gatto-serpente corallo, un pipistrello-uccello e un girino-ragno. La serra è una zona interdetta del collegio, e in ogni caso per qualche motivo Elisabeth non è visibile, cosí come il giardino nella serra, che appare a chiunque come abbandonata.
Nel collegio vivono Dorothea, sorella di Elisabeth, e le altre compagne, che cercano di indagare sulla morte, avvenuta in circostanze misteriose, ostacolate dalle suore. Dorothea sembra avere poteri soprannaturali, che le suore conoscono e sfruttano.
Insomma, il primo albo è poco piú di un introduzione: basta a incuriosire, ma sa in qualche modo di Skydoll, e non in senso molto positivo. Effetto negativo lo ha anche il testo, scritto in un linguaggio che vuole essere ottocentesco di alta società, ma è veramente molto fastidioso da leggere. Di contro, i disegni sono veramente magnifici. Dettagliati, curati, con atmosfere splendide. Ogni tavola è curata alla pari di un quadro. Credo gli darò fiducia, se non altro per i disegni.

