
Un solo anno dopo
Harry Potter e la Pietra Filosofale (periodicità che sarà mantenuta fino al quarto libro della saga) J.K.Rowling prosegue il percorso accademico dell'apprendista mago, con l'episodio della serie che più di ogni altro presenta una struttura da libro giallo: un serial "killer", indizi, false piste, sospetti e indagini, che portano alla luce un colpevole che ha agito con un fine ben preciso. Tutto ciò è inserito alla perfezione nello svilupparsi della vicenda principale, presentando con abilità nuovi personaggi, ambienti e situazioni, molti dei quali fondamentali per gli sviluppi futuri.
Tra gli approfondimenti più rilevanti c'è la conoscenza di tre membri della famiglia Weasley: Arthur, Molly e Ginny, le ultime due appena mostrate nella
Pietra Filosofale. La piccola Ginny dimostra chiaramente di amare segretamente Harry; il sentimento è ancora una cotta da ragazzina, e non ci si può immaginare che una volta cresciuta, Ginny avrebbe visto contraccambiato il suo interesse. Molly è una madre severa ma affettuosa, che fa provare ad Harry il calore familiare a lui sconosciuto, e che paleserà in futuro ospitandolo come se fosse un membro della famiglia Weasley. Ma la vera novità è Arthur, impacciato quanto il figlio Ron, caratterizzato da un profondo interesse nei confronti dei Babbani, dei loro oggetti e delle loro attività. Questo suo interesse per una cultura diversa denota un'apertura mentale e il sogno di una comunicazione tra popoli differenti; completamente opposta la posizione di Lucius Malfoy, padre di Draco, che disprezza i Babbani con atteggiamento razzista. E la stessa discriminazione è attuata verso i Mezzosangue, ovvero maghi nati da almeno un genitore Babbano; questa categoria di maghi è guardata come se fosse una specie inferiore da alcuni soggetti del mondo magico, per lo più individui affiliati a Lord Voldemort. Il diverso approccio verso i Babbani e i Mezzosanue sarà la principale caratteristica che distinguerà i "buoni" dai "cattivi" nel corso della saga.
Oltre al razzismo, l'altro tema principale sviluppato in questo volume è certamente la popolarità. Harry Potter aveva già affrontato gioie e dolori della sua notorietà nel primo libro, sentendosi per lo più a disagio dall'attenzione che attirava (se escludiamo il Quidditch), e anche i personaggi più antipatici a Harry, Draco e Piton, fanno leva su questo aspetto per infastidire il maghetto: Draco in fondo lo fa perchè invidioso di quel successo che lui vorrebbe avere, mentre Severus rivede in lui lo stessa arroganza di James Potter e cerca di vendicarsi delle angherie subite in giovinezza. A gettare carne sul fuoco arrivano Colin Canon, il fan n°1 di Harry, e il professor Gilderoy Allock, pomposo fanfarone che si accaparra la cattedra di Difesa contro le Arti Oscure, nonostante più che un grande mago sia solamente un ottimo promotore di sé stesso. Allock ha un sacco di ammiratori, tra cui figura anche Hermione; forse questo coinvolgimento emotivo per un palese incapace non è coerente col personaggio della giovane Granger, che raramente si lascia andare alla passione prediligendo più il lato razionale, ma effettivamente contribuisce a mostrare per tutto il libro l'effettivo fascino che sprigiona Allock, altrimenti inspiegabile agli occhi del lettore.
Colin rimarrà invece quasi sempre una comparsa, spuntando qua e là sempre con meno frequenza; un'altra nuova entrata che vedremo raramente in futuro (avrà un ruolo attivo solo nel
Calice di Fuoco) è il fantasma bisbetico di Mirtilla Malcontenta, un personaggio decisamente riuscito e che rimane molto impresso nei lettori, nonostante il suo ruolo marginale in tutta la saga.
Ultimo personaggio ad essere introdotto in questa saga è Dobby, elfo pasticcione che mette in difficoltà Harry in più di un'occasione; anche se le vicende di Dobby a fine libro sembrano essersi concluse, in realtà questa è stata solo l'introduzione degli elfi, protagonisti di una vera e propria sottotrama che coinvolgerà tutta la razza a partire dal prossimo romanzo.
Il mondo creato dalla Rowling si arricchisce anche di nuove ambientazioni extra-Hogwarts, come Nocturn Alley, il "lato oscuro" di Diagon Alley, e la Tana del Sollazz.. ehm, dei Weasley, un esempio piuttosto movimentato di come conduce la vita una famiglia di maghi, dato che nella maggior parte della saga vedremo esclusivamente il contesto scolastico; anche la scuola di magia è esplorata a fondo, ritrovando ambienti conosciuti e mostrando nuove zone, tra cui il Platano Picchiatore, albero che rivesitirà un ruolo maggiore nel libro successivo.
E molti anche gli elementi magici che sono inseriti, poi riutilizzati in seguito, come la Pozione Polisucco; tra questi c'è anche la polvere volante, un mezzo di trasporto che nell'ottica generale mi sembra di troppo... Che bisogno c'è, se esistono le Passaporte? La Rowling sembra in effetti avere la "smania" di presentare in ogni libro elementi sempre nuovi, anche se alcuni di questi sembrano sacrificabili...
Molto affascinante il diario segreto e la figura di Tom Riddle, inizialmente amico e consigliere, ma che poi rivelerà la sua vera natura, senza svelare però tutti i retroscena della vita a Hogwarts del giovane Voldemort.
Il libro si fa leggere in modo più scorrevole del precedente, non dovendo più preoccuparsi di introdurre completamente l'universo narrativo. Ho trovato però leggermente fastidiose le pagine di "riassunto della puntata precedente" che sono sparse qua e là, a casa dei Dursley, a Diagon Alley, durante l'arrivo a Hogwarts, prima degli allenamenti di Hogwarts, ecc., in cui la Rowling si preoccupa di rinfrescare la memoria su quanto avvenuto nel primo libro; fortunatamente la Rowling non ripeterà questo stratagemma nei libri successivi, sarebbe divetato piuttosto irritante.
La trama è più interessante della
Pietra Filosofale: la componente investigativa appena accennata nel libro precedente, qui è un vero e proprio giallo, in cui l'autrice gioca anche sui ruoli stabiliti nel primo romanzo, facendo sospettare che il colpevole possa essere nuovamente il professore di Difesa dalle Arti Oscure, dall'aspetto incapace, ma che potrebbe nascondere qualcosa. E invece, nulla di fatto, poichè il nemico arriva in un certo senso dal passato, e la sua natura porterà Harry a riflettere su sè stesso, sulle sue scelte, e sulle caratteristiche che lo accomunano a Lord Voldemort.
E ora un paio di dubbi:
- perchè Piton spera che Harry sia espulso da Hogwarts? Ok, lo odia, ma il suo obiettivo principale è di proteggerlo, e se venisse cacciato sarebbe molto più difficile per lui tenerlo d'occhio
- perchè Mrs. Purr viene pietrificata? Non è una mezzosangue, non ha nulla a che fare con la vicenda... E' stato solo un incidente?