
Talenti
Prima di cominciare con il commento al volume, un po' di premesse su ciò che è dato sapere sugli avvenimenti del mondo mutante precedenti questa saga.
Jean Grey è deceduta dopo essersi nuovamente trasformata in Fenice. Ciclope si è fidanzato con Emma Frost, telepate con il potere di portare il proprio corpo alla durezza del diamante, che è stata a capo del Club Infernale (tra le fila dei cattivi, per intenderci) e recentemente è entrata a far parte dello Xavier Institute La coppia da pochissimo dirige lo Xavier Institute, dopo che il Professore ha deciso di prendersi un periodo di riposo lontano dall'istituto.
Colosso si è sacrificato, iniettandosi un siero che lo uccide, ma permettendo in questo modo a tutti gli X-Men di sopravvivere. Dopo questa morte Kitty Pride (alias Shadowcat, una mutante in grado di passare attraverso le superfici solide) ha deciso di abbandonare gli X-Men.
Bene, direi di aver ddato tutte le informazioni necessarie a gustare appieno questa saga, quindi ora potete andare a recuperarla, anzi, DOVETE.
Sia per i disegni, ma soprattutto per la sceneggiatura (opera di Joss Whedon) questo ciclo di episodi può essere considerato la miglior storia degli X-Men degli ultimi anni.
L'incipit è piuttosto semplice, ma dopo averlo letto, ci si stupisce che nessuno in 40 anni di fumetto ci avesse mai pensato prima: è stata trovata una cura al gene mutante, che permetterebbe di perdere le proprie mutazioni e diventare umani "normali" (idea sfruttata anche come base per il terzo film). E questo spunto viene portato avanti con maestria, mostrando le realistiche reazioni di tutti i mutanti: la massa civile, che è sempre stata discriminata, si mette in fila fuori dai laboratori sperando di poter ottenere una dose del siero. Gli X-Men sono contrari a quest'idea, ipotizzando che un giorno potesse essere somministrata loro con la forza, ma non tutti sono così contrari pensando all'eventualità di poter intraprendere una vita più semplice...
I disegni sono spettacolari, e le colorazioni anche meglio. Cassaday ha un tratto che si avvicina fortemente al realismo, ma senza sacrificare il tratto da comics americano, riuscendo a trovare una via di mezzo a mio parere estremamente affascinante.
Ma il capolavoro è la sceneggiatura di Whedon. Una regia delle diverse scene e vignette di altissima qualità, dialoghi spettacolari (sia nelle situazioni "serie", che negli scambi di battute ironiche). Si percepisce lontano un chilometro che Whedon è un grande fan degli X-Men, dato che porta in ballo elementi ben conosciuti dai lettori del fumetto, riuscendo a creare un'atmosfera da X-Men incredibile. Ma questa saga, oltre a fare la gioia dei lettori per l'elevata qualità, ha fatto la felicità dei fan anche per una scelta nostalgica: l'abbandono delle tute di pelle ultra-fashion derivate dal periodo post-film degli X-men, ripristinando le tute da supereroi in versione modernizzata. Questo, come molti altri elementi della storia, riescono a fondere il nuovo universo X-Men estremamente realistico, al puro entertainment del fumetto vecchio stampo.
In definitiva un'ottimo ciclo di storie, godibile a sè stante, ma anche come introduzione alla saga completa che Whedon sta scrivendo, e che è proceduta sullo stesso livello qualitativo.
















(ma che bella questa cover!)


Uncanny X-Men 335-337, X-Men 55-57)