

Ci sono cose che ho da tempo immemore (si parla di mesi e, in qualche caso, di ANNI) e che non ho mai toccato. Proverò a smaltirne un po'.
Fra il 1969 e il 1970 Francesco Guccini e il Bonvi sceneggiano e disegnano 7 storie di fantascienza. Cioé, Guccini ne sceneggia cinque e Bonvi ne disegna sette e sceneggia due (rubando idee a Sheckley), perché Guccini si scorda di mandargli due sceneggiature.
Le prime cinque storie dell'elenco che segue escono, a puntate, sulla rivista Psyco, altra benemerita rivista che pubblicava i primi fumetti di Alfredo Castelli, come Van Helsing o Zio Boris.
Nel 1979, per festeggiare il decennale di quest'opera bonvo-gucciniana, esce l'Oscar Mondadori Storie dello spazio profondo, che ripubblica le cinque avventure, aggiungendovene due, rimaste fino ad allora inedite.
Nel 2010 la Rizzoli ripubblica il tutto, ancora con il titolo Storie dello spazio profondo, con l'aggiunta delle vignette, tagliate sull'Oscar, che su Psyco chiudevano e aprivano le puntate.
I protagonisti della serie sono la caricatura del Bonvi (già apparsa in altre storie dell'autore e poi ancora ripresa in L'uomo di Tsushima, n.13 della collana bonelliana Un uomo un'avventura) e un robottino molto simile a Wall-E (ma con i 4 arti al posto dei cingolati), che con la sua razionalità e la sua 'freddezza' rappresenta una "caricatura" di Guccini.
I toni delle storie sono quelli tipici del Bonvi, un mix di ironia, passione per le assurdità e disgusto per le falsità dell'uomo e della società. L'atmosfera che ne viene fuori anticipa di anni due fantascienze molto diverse fra loro, quella cupa e ansiogena di Blade runner (il libro era uscito un anno prima) e quella buffonesca e bizzarra di Star Wars.
Galassia che vai... (Guccini/Bonvi; '69) ha un inizio che si mangia il film di Ridley Scott in un boccone, mostrando una società talmente sovrappopolata da non esserci più spazio per muoversi, al punto che bisogna attraversare le strade con i semafori (che esistono nonostante non ci siano più auto) e tutti insieme, altrimenti si crea il caos, e in cui chi sclera viene "ricontrollato" dalla psicopolizia.
Poi la storia diventa più comica e lineare. I due protagonisti, che vivacchiano rubacchiando, contrabbandando e truffando, si portano via un'astronave carica di Sbirillioni, pallette pelose che si calmano solo ascoltando le opere di Shakespeare. Quando il pirata Morgan III° li attaccherà e si impadronirà della nave, i due fuggiranno lasciando al pirata tutto l'ingombrante carico.
Bonifica spaziale (Bonvi con la gentile collaborazione del signor Robert Sheckley; '70) è una delle due storie realizzate per intero dal Bonvi causa momentaneo trasferimento di Guccini, irretito da un'americana di passaggio. Non sapendo che fare, il Bonvi saccheggia Sheckley, ma non solo. In particolare, in questa storia, diversi elementi richiamano palesemente questo, e, insieme ad esso, La tempesta del solito Bardo. I due protagonisti devono bonificare il pianeta Spettro3 dai fantasmi per conto della Ditta Fritzenjammer&Co., detentrice dell'appalto dell'Ente Bonifiche Governativo: il problema della sovra-sovrappopolazione, infatti, viene "risolto" dal Governo spedendo la gente su altri pianeti abitabili. I 'fantasmi' dalle due caricature si riveleranno essere parti della mente del "Bonvi", e alla fine il temibile mostro Giovanni verrà scacciato con l'aiuto di una coperta.
In Vivere ricchi e felici (Guccini/Bonvi; '70) i due diventano padroni di una stazione spaziotelevisiva in rovina, e, per pagare le numerose e assurde tasse che gravano sul settore, devono mandare avanti il palinsesto da soli. In crisi di idee, la caricatura del Bonvi crea e pubblicizza il Pirulazio, un oggetto inesistente, che, a furia di martellanti campagne pubblicitarie, diventa il desiderio di ogni famiglia (anni dopo, l'idea viene ripresa da Sclavi nella storia Klonz di Altai & Jonson). Ceduto il contratto a tre diverse aziende, i due scappano e tre diversi Pirulazi invadono il mercato.
Meglio soli che male accompagnati (Bonvi con la collaborazione di Robert Sheckley; '70) è la seconda storia 'only Bonvi', la cui caricatura viene arrestata, temporaneamente avvelenata e costretta dalla polizia a scoprire il segreto di un misterioso falsario. Il segreto è una pianta duplicatrice, che alla fine duplicherà anche il protagonista.
Legione dello spazio (Guccini/Bonvi; '70) è un'allegoria antimilitarista, una versione seria delle Sturmtruppen, in cui viene vagamente svelato il passato militare del protagonista. La caricatura del Bonvi ritrova e si riunisce alla sua vecchia legione, la temuta Legione dello Spazio, con l'intento di eliminare la dittatura del generale Van der Seeker, vecchio nemico del nostro eroe. La sua fine sarà ignota e verrà ammantata di leggenda, ma la dittatura verrà sradicata e la Legione risorgerà. Il protagonista, rifiutati il reintegro e la carica di Imperatore, se la darà a gambe col suo fido robottino. Nel corso della storia ritorna il pirata Morgan III°, che avrà un ruolo importante nella storia successiva.
In Pugni, pupe e robot (Guccini/Bonvi; '70) Morgan III° viene incaricato dall'impresario Bakely di eliminare la cantante Cris Lamour, che troppi introiti porta ad altri impresari. Le caricature di Bonvi e Guccini la proteggono, e il primo ci amoreggia pure. Nonostante lei sia un robot. Sconfitto, Morgan III° diventa "l'astro nascente della canzone". Una particolare scena della storia, quella del bar cosmo-polita, è nota per aver anticipato di un decennio l'analoga scena di Guerre stellari.
L'ultima storia del volume è Chi cerca trova e i cocci sono suoi, (Guccini/Bonvi; '70), che all'inizio cita il racconto I nove miliardi di nomi di Dio di A.C.Clarke. La strada intrapresa è poi un'altra, ma il tema di fondo è lo stesso: il rapporto fra Dio e il cosmo. Aperta un'agenzia di viaggi, la Orgiastic Travel Co., le due caricature vengono ingaggiati da due uomini di fede (che citano di continuo i salmi e la Bibbia): lo scopo è trovare Dio.
Nel complesso il tipico fumetto del Bonvi: risate grosse pochine, varie ingenuità, sorriso costante e sprazzi di genio.

