

In un mondo steampunk simile all'Europa del primo Novecento ma dominato dalle leggi dell'alchimia, che permettono di trasmutare liberamente la materia, due bambini di nome Edward e Alphonse Elric tentano una complessa e proibita pratica alchemica per riportare in vita la loro madre, morta per malattia poco dopo che il marito ha abbandonato lei e i figli in circostanze misteriose.
Tuttavia, le leggi dell'alchimia sono assai complesse, ed è difficile che due bambini possano comprenderle appieno. Su tutto, difatti, vige il principio dello "scambio equivalente": non è possibile creare qualcosa dal nulla, ma si può operare su materie del medesimo valore.
Il prezzo da pagare per la rinascita di mamma Elric sono quindi un braccio e una gamba del primogenito Ed e addirittura l'intero corpo del minore Al.
Fortunatamente, Ed riesce a separare corpo ed anima del fratellino, e a legare quest'ultima ad un'armatura con un azzardato sortilegio.
Questi sacrifici, tuttavia, saranno vani.
E' bene, difatti, tenere bene a mente il confine che è stato tracciato tra uomo e Dio.
Dio crea e Dio distrugge, Dio dona e Dio toglie. E così, ciò che è morto non può essere riportato in vita.
Ciò che infatti i due fratelli riportano dal mondo dei morti ad un prezzo così grande è soltanto un'orribile creatura che ha solo la parvenza della loro amata e defunta madre, e che i due si trovano a dover uccidere seduta stante.
Appresa la dura lezione, i due fratelli Elric comprendono di dover dare un taglio netto alla loro vita felice e a dover cercare di porre rimedio con le loro stesse mani all'errore che hanno commesso.
E' così che Ed, a cui sono stati impiantati degli arti metallici dalla loro amica d'infanzia esperta di meccanica Winry Rockbell, e Al, ormai abituatosi al suo stato di gigantesca armatura senziente, finiscono per approfondire i loro studi e per mettere i loro poteri alchemici al servizio dell'esercito statale e si mettono in viaggio alla ricerca della leggendaria Pietra Filosofale, un artefatto che sembrerebbe l'unico mezzo attraverso il quale i due possono riavere indietro i loro corpi.
Nel frattempo, alcune losche creature dotate di strani poteri e nominate come i Sette Peccati Capitali, bramano anch'esse il leggendario artefatto, e finiranno per incrociare ben presto le loro strade con quelle dei due fratelli...
Full Metal Alchemist (Hagane no Renkinjutsushi, "L'alchimista d'acciaio"), opera che l'esordiente Hiromu Arakawa pubblica dal 2001 per la casa editrice Square-Enix, è senza ombra di dubbio uno dei più originali e meritevoli capitoli della storia dello shonen manga (manga per ragazzi) recente. La sua storia, che si distribuisce al momento su diciassette volumetti, è ancora nel pieno del suo svolgimento e continua ad appassionare i lettori nipponici e di tutto il mondo, malgrado la serie animata da esso tratta sia già terminata da qualche anno, contando una cinquantina di episodi e un film per il cinema che conclude la vicenda.
In un mercato come quello attuale, dove ognuno dei molti editori propone innumerevoli shonen manga, "Full Metal Alchemist" riesce a distinguersi dalla massa e a risplendere di luce propria.
Perchè?
Sarebbe stato facile, dato che i personaggi di questa storia sono dei potenti alchimisti capaci di compiere parecchie meraviglie, rendere la storia di "Full Metal Alchemist" una sequela di combattimenti contro avversari sempre più forti, con buona pace della trama, cosa che avviene molto spesso negli shonen manga.
Tuttavia, la brava Hiromu Arakawa non si piega ai clichè e va dritta per la sua strada, riuscendo a concepire una storia assolutamente originale che non è possibile ricondurre ad altri manga precedenti, o perlomeno a nessuno dei blockbuster che sono giunti anche qui in Italia.
A differenza della stragrande maggioranza degli altri shonen, in "Full Metal Alchemist" i combattimenti sono invece ridotti all'osso, e quando ci sono si tratta più che altro di rocambolesche azioni di guerra, di agguati o imboscate, piuttosto che di spettacolari e "sboroni" 1 vs 1. Le mazzate passano così in secondo piano prediligendo gli sviluppi della trama. Questa parte molto lentamente, mostrandoci il viaggio dei fratelli Elric alla ricerca della Pietra Filosofale, eppure, già dopo pochi volumi, scopriremo che un intero mondo si mobilita dietro questi due ragazzi. Che questo mondo ha una sua storia, una sua geografia ben definita, una cultura, delle regole. E' un mondo in cui si muovono svariate forze, dall'esercito incaricato di far trionfare la pace fino a creature oscure e misteriose. Un mondo che ha vissuto guerre, tradimenti e molte altre esperienze in passato, e che ancora ne vivrà.
Il peregrinare di Edward e Alphonse diventa quindi il pretesto per mostrarci una trama fitta di intrighi, colpi di scena e rivelazioni, ma anche di momenti epici, romantici, drammatici, comici e di riflessioni filosofiche, etiche, esoteriche e religiose, come è poi giusto che un manga che tratta di alchimia debba fare.
Probabilmente proprio in virtù di una sensibilità tutta femminile, Hiromu Arakawa ci conduce con maestria in questo mondo affascinante e ci presenta i personaggi che lo popolano. E allora comprenderemo che anche qui, nessuno di questi personaggi è stato creato per compiacere il pubblico, per rifarsi ai clichè tipici di questo tipo di fumetti.
Ogni personaggio, anche quelli apparentemente più banali, è caratterizzato alla perfezione.
Il protagonista Edward è un ragazzo belloccio, ma ha ben poche occasioni di fare il figo, dato che viene costantemente preso in giro da tutti a causa della sua scarsa altezza... e lui li ripaga incavolandosi come una bestia, con tanti saluti all'immagine del fighissimo Alchimista d'Acciaio che gli gravita attorno. Edward è tutt'altro che sborone, tutt'altro che un superuomo. Spesso e volentieri, si troverà in difficoltà nei combattimenti e si troverà sperduto in questa storia complessa molto più grande di lui. In moltissime occasioni comprenderà di essere soltanto un ragazzino inesperto dei fatti della vita, e che quel poco di alchimia che conosce a nulla gli servirà contro l'ineluttabilità del destino e le altre leggi "alte" che regolano la vita e la morte.
A fargli da contraltare, il fratello minore Alphonse. Come ho già detto, Alphonse è una sorta di armatura di metallo capace di muoversi e parlare. Imponente e fiero a vedersi, è in realtà un ragazzo di una dolcezza e di una gentilezza straordinarie, amante della natura, degli animali, rispettoso del prossimo e affezionatissimo al fratellone, che è sempre pronto a calmare durante le sue sfuriate. Anche Al, però, si porta dietro le ovvie sofferenze, date dalle sue fattezze così strane, che, di tanto in tanto, gli fanno anche dubitare delle sue memorie come essere umano e del legame affettivo che lo lega all'amato fratello maggiore.
Proprio il legame tra Ed e Al, un legame fraterno tra due persone che si vogliono un bene dell'anima e che farebbero di tutto l'uno per l'altro nei momenti più difficili, è uno degli elementi più riusciti e toccanti della storia intera.
Gli altri personaggi sono altrettanto azzeccati e ottimamente caratterizzati.
Per citare quantomeno i principali abbiamo: il colonnello Roy Mustang, alchimista con il potere del fuoco, personaggio apparentemente frivolo e creato affinchè le ragazzine possano farci su fantasie yaoi (omosessuali) ma che in realtà nasconde una profonda grandezza d'animo e si porta dietro un passato assai doloroso; il tenente Riza Hawkeye, che sembra essere solo la segretaria di Mustang, per il quale prova qualcosa che prima o poi probabilmente sarà concretizzato, ma che scopriremo essere legata al bel colonnello da un legame assai più profondo e complesso; il maggiore Alex Louis Armstrong (uno dei miei personaggi preferiti, assieme ad Al e al comandante supremo dell'esercito), un omone muscoloso e dotato tanto di una straordinaria forza fisica quanto di una strabiliante abilità nel creare oggetti con l'alchimia, caratterizzato da una bontà d'animo e da una sensibilità immense quanto la sua mole, nonchè inesauribile fonte di esilaranti siparietti comici, pronto com'è a spogliarsi e a mostrare i muscoli nei momenti più impensabili e meno opportuni; Winry Rockbell, l'amica d'infanzia e "fidanzatina" di Edward, che avrà modo di crescere e di confrontarsi con le tragedie della vita nel corso della vicenda; Scar, misterioso killer di alchimisti che si porta dietro il dolore di essere l'unico sopravvissuto tra la sua gente, brutalmente uccisa durante una guerra di tanti anni prima.
Naturalmente, se già i personaggi positivi riescono a superare i luoghi comuni e a mostrarsi più profondi di quello che sembrano a prima vista, altrettanto si può dire per gli antagonisti, che riescono ad essere perfidi e viscidi, a farsi odiare perfettamente dal lettore ma allo stesso tempo ad affascinarlo e ad ingannarlo con falsi sorrisi facendosi pure passare per personaggi positivi e riuscendoci alla perfezione.
Nel grande mare degli shonen manga attualmente pubblicati in Italia, "Full Metal Alchemist" riesce a distinguersi, proponendo una storia originale e avvincente che va aldilà dei soliti combattimenti e dei personaggi a tutto tondo che vanno aldilà dei soliti fighetti sboroni riciclati da stereotipi precedentemente fissati dai capostipiti del genere negli anni Ottanta.
E lo fa senza dimenticare le sue origini e il genere a cui appartiene, quindi, pur osando nei temi e portando la narrazione a livelli elevati, non mancherà di lanciarci comunque dei messaggi positivi, o di stemperare il dramma con continui (ed esilaranti) siparietti comici, parodie di eventi seri della storia o strip demenziali di quattro vignette posti sia in mezzo alla storia sia in appositi spazi nelle pagine introduttive o extra dei volumetti.
Cominceremo a leggerlo, e ad un certo punto ci troveremo ad affezionarci a questo mondo e a coloro che lo popolano, desiderosi di poter leggere in eterno le loro avventure e di possedere all'istante il volume successivo a quello che abbiamo appena terminato di leggere.
Certo, uno si bea a leggere "Full Metal Alchemist", ma poi si rende conto che il suo successo nell'ambito della massa è stato piuttosto relativo, relegando questa appassionante vicenda al ruolo di piccola mosca bianca, di manga di nicchia. I manga che otterranno uno strepitoso successo di massa saranno, ahimè, altri, e ben più banali...






