Mi sto riavvicinando in questi giorni al mondo dei simpatici gallici, rivedendo i film animati e cercando anche di collezionare i fumetti, per quanto difficile sia.
Sono dei personaggi che ho sempre amato fin da bambino, quando programmavano i film ogni Natale in tv, e a cui voglio molto bene.
Ero, e resto un grandissimo fan dei vecchi film, che rivisti oggi dopo anni ed anni di distanza mi fanno sempre spaccare dalle risate.
L'ultimo lavoro animato dedicato ad Asterix e compagni (ho visto anche i primi due film in carne ed ossa, ma non mi hanno convinto troppo!) mi pare altrettanto buono, e balza in una posizione piuttosto alta nella classifica dei miei preferiti.
Già il fumetto, uno dei pochi che ho finora letto, mi era piaciuto davvero tanto, grazie alla caratterizzazione di questi guerrieri indomiti e valorosi messi un pò in ridicolo in modo da renderli divertentissimi, ma nel film il tutto è reso molto bene.
Asterix e Obelix sono in piena forma, tutti i comprimari sono al loro posto e non manca nessuno dei tormentoni della serie, dalle scazzottate per colpa del pesce che non è fresco al bardo stonato immancabilmente pestato, dalla pozione magica ai succulenti e allegri banchetti a base di cinghiale, dai romanacci buffi (presenti e in gran forma anche se fanno solo una piccolissima comparsata in questo episodio) e i simpaticissimi pirati all'immancabile "Sono Pazzi Questi Vichinghi".
Tutto il mondo dei simpatici galli creati ormai più di quarant'anni fa da Renè Goscinny e Albert Uderzo (che tra l'altro vive in una villona con tetto di paglia e menhir in giardino: un uomo, un mito!

) è presente e vispo come non mai, impreziosito da gradevolissimi disegni, colori vivi e fluide animazioni. Ritroveremo rimodernati ma sempre inconfondibili tutti i personaggi che ci hanno fatto divertire da bambini, e qualcuno di loro sarà anche più approfondito, come il mitico capo Abraracourcix, di cui ci vengono mostrati il fiero fratello Oceanonix (personaggio solo citato nei fumetti e qui alla sua prima e unica apparizione ufficiale) e il nipote Spaccaossix.
Proprio quest'ultimo diventa il vero protagonista della storia: un giovanotto pavido e fighetto, nel bel mezzo del cammino che da ragazzo lo porterà a diventare uomo, che avrà modo di crescere e maturare, suscitando anche grande empatia con lo spettatore, durante la vicenda.
La crescita emotiva del personaggio nella versione a fumetti era trattata in modo comico, mentre invece gli autori del film hanno ampliato la storia rendendo proprio il passaggio da ragazzo a uomo di Spaccaossix uno dei temi principali del film.
A differenza dei precedenti film, infatti,
Asterix e i Vichinghi non è fatto di sola comicità, ma presenta anche una sottotrama seria e ricca di valori.
Questa carta gli è risultata vincente. Come mamma Disney insegna, un film con una storia, che trasmette dei valori e in cui i personaggi maturano, rimane più impresso rispetto ad uno che vuole solo far ridere, e la trama di "Asterix e i Vichinghi" riesce ad appassionare e ad essere anche un pò toccante.
Ma non si preoccupino i vecchi fans. Non sarebbe più Asterix se non ci fosse la comicità. E anche in questo si film si ride. E tanto.
Oltre a personaggi che hanno un potenziale comico davvero grande, come il capo dei vichinghi Olaf Grandibaf, il "cattivo" indovino Criptograf, il suo tonto figlio Mazzaf e il sempreverde e mitico Obelix, come al solito si ride anche solo a sentire i nomi dei personaggi, i giochi di parole e i numerosissimi riferimenti alla cultura moderna (Essendo i registi di origine scandinava come i guerrieri protagonisti del film, ci si è sbizzarriti a citare tutta una serie di elementi della cultura moderna svedese, come l'Ikea o gli Abba).
Essendo figlio degli anni 2000, "Asterix e i Vichinghi" offre dei riferimenti alla cultura moderna palesi e probabilmente un pò anacronistici, come il ballo hip hop (ma è divertentissimo vedere l'intero villaggio dei galli, capitanati da Obelix, lanciarsi in una spericolata e buffissima danza moderna), delle canzoni in inglese messe a sottofondo di varie scene, quali rifacimenti di
Get down on it dei Blue e di
Eye of the tiger dei Survivor, la celeberrima canzone di Rocky 3 e 4 (ma la versione che ci offre "Asterix e i Vichinghi", opera della cantante francese Amel Bent, è davvero bella!).
A dire il vero, elementi del genere non mi hanno disturbato più di tanto, anzi mi hanno divertito. L'unico che si poteva un pò evitare perchè troppo palese e un pò fastidioso è stato il piccione viaggiatore Sms.
I momenti comici sono comunque sempre spontanei e sapienti, sempre divertenti e mai fini a se stessi, e ben si integrano con i momenti romantici (la storia d'amore tra Spaccaossix e Abba, la figlia del capo dei vichinghi) e anche un pò drammatici (il disagio di Spaccaossix, che vorrebbe essere lodato dal padre e diventare uomo pur a modo suo) della vicenda, e il risultato è davvero buono.
Come ciliegina sulla torta, abbiamo
Let your heart decide, una splendida canzone della sempre amatissima Celine Dion nei credits e un doppiaggio italiano che, come sempre nel caso dei film di Asterix, è davvero molto ispirato.
Diretto dal grande Tonino Accolla, che riserva per sè il ruolo del simpatico bardo Cacofonix, "Asterix e i Vichinghi" ci presenta un cast di tutto rispetto.
Pino Insegno è un Obelix meno tardone del solito ma accattivante e simpatico come sempre.
Non capisco come mai la partecipazione di Insegno sia stata strombazzata ovunque. Ok che Insegno è un comico famoso, ma è anche un doppiatore di tutto rispetto, e questa non è certo la sua prima partecipazione (basti pensare all'Aragorn del Signore degli anelli, ad esempio).
I romani parlano ancora romanaccio, e i Vichinghi, esilaranti nel loro far terminare ogni parola con la lettera "F", hanno divertenti inflessioni marchigiane. Tra di essi spicca il bravissimo Franco Mannella, che ci regala un indimenticabile Criptograf.
Spaccaossix è e non poteva essere altro che Francesco Pezzulli, sempre ottimo in ogni sua interpretazione, e il sempre bravissimo Luca Ward ci regala una breve ed inattesa ma pregevolissima comparsata nei panni di Oceanonix.
L'altro nome tanto strombazzato e l'altro personaggio famoso che partecipa al doppiaggio, ahimè, non si può dire altrettanto bravo.
Trattasi di Martina Stella, che dà la voce ad Abba, ma non mi ha convinto granchè. Non penso che la sua voce sia troppo adatta al doppiaggio.
Per concludere, "Asterix e i Vichinghi" sarà anche scontato e semplice, ma è divertente e ben realizzato (negli extra del dvd ci sono fior fior di backstage, e si vede davvero l'immensa cura che l'intero staff gli ha dedicato). Ne consiglio la visione a tutti quanti (a patto, ovviamente, di essere a conoscenza quantomeno delle basi dell'universo di Asterix!), per una serata spensierata e ben spesa assieme ad un film che certamente vale il prezzo dell'acquisto, del noleggio e il tempo della visione. I simpatici volti di Asterix e dei suoi compagni non ci faranno di certo rimpiangere i più blasonati film tridimensionali d'ultima generazione.