[Arthur De Pins] Il Chiodo Fisso

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
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    Visto che la discussione ha interessato così tanta gente, segnalo l'uscita da qualche mese del secondo volume de "Il Chiodo Fisso".
    C'è poco da dire, vale tutto quanto detto per il primo albo, semplicemente è un more of the same.
    Divertente, intrigante il modo in cui riesca a scherzare sul sesso senza essere troppo volgare, ma soprattutto incantevoli i disegni che mi hanno convinto a prendere un fumetto che in Italia giunge con un rapporto pagine/prezzo decisamente bassino...
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  • Devo ammettere che questo autore ha attratto particolarmente la mia attenzione!
    Le illustrazioni che hai pubblicato sono veramente carine; lo stile è particolare, divertente, e ciò che vi è rappresentato sembra spaziare da scenette più leggere e spensierate ad accenni relativi a temi, in un certo senso, anche più seri.
    Sapere che sono usciti dei volumi in Italia mi spinge a desiderare di sgraffignarli al più presto a qualche fumetteria o libreria :elio:

    Sperando solo di trovarli...
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    Attraversare la strada ed essere travolto da una macchina è un'esperienza alla quale solitamente segue un lungo periodo di degenza o, nel peggiore dei casi, la morte. Questo destino, però, non attende Aurelien Zahner, nonostante sia stato schiantato a tutta velocità contro un parabrezza e il suo corpo giaccia sanguinante sull'asfalto ancora caldo. Il motivo di questa "fortuna" per Aurelien (ma sarà davvero così?) è da ricercare nel veicolo che l'ha investito: un'automobile a bordo della quale viaggiavano un vampiro, uno scheletro parlante e una mummia. Per rimediare alla morte dell'umano che hanno appena ucciso, le tre creature mostruose decidono di attuare l'unico metodo applicabile all'istante, con un paio di canini appuntiti a disposizione: trasformano Aurelien in un vampiro.
    Comincia così la seconda vita del ragazzo, assunto forzatamente come venditore di zucchero filato a Zombillenium, un parco di divertimenti dalle atmosfere horror gestito da veri zombie, licantropi e streghe.

    Arthur De Pins si cimenta con la sua prima storia di ampio respiro, primo episodio di quella che è prevista essere una trilogia.
    L'elemento più valido di Zombillenium #1 è il contesto che viene presentato, un universo narrativo fantasy che esiste (camuffato a dovere) nel mondo reale, in maniera non troppo dissimile da quanto avviene in "Harry Potter" e altre saghe di moda negli ultimi anni. La lettura è resa stuzzicante dallo scoprire come una struttura aziendale da umani venga applicata così rigidamente a un mondo che potrebbe essere uscito da un film horror, con un'ironia di fondo che accompagna anche le poche scene brutali, mai davvero spaventose anche grazie allo stile grafico cartoonesco. Le vignette risentono dell'esperienza dell'autore nel campo delle strip e delle tavole umoristiche: forse peccano in dinamicità, ma un sapiente uso dell'inquadratura fissa riesce a sottolineare alla pefezione i tempi comici.
    Il protagonista è un classico uomo qualunque, dalla caratterizzazione non particolarmente accattivante; ad essere interessante è ciò che gli accade e i personaggi che lo circondano, in una trama leggera ma con alcuni sviluppi che lasciano intuire una maggior complessità rimandata ai volumi successivi.

    Una lettura piacevole che si inserisce nella tradizione qualitativa dei cartonati francesi, forse più dal punto di vista grafico che di scrittura, regalando comunque alcuni momenti divertenti e gettando buoni basi per il proseguimento della serie.

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