
Questa stagione cinematografica ha offerto due grossi titoli che hanno omaggiato il genere degli action movie da macho: The Expendables e Machete.
The Expendables di sicuro non puntava sulla qualità, ma ha potuto godere della presenza di quasi tutte le icone del genere, anche se tra i grandi assenti figurava Steven Seagal; Seagal era infatti impegnato a girare Machete, film che può vantare anch'esso un cast di tutto rispetto, ma anche una qualità nettamente superiore.
Ormai Rodriguez è ufficialmente il vice-Tarantino e, come il regista di Pulp Fiction, si sta occupando di far rivalutare generi cinematografici minori considerati finora spazzatura attraverso pellicole che sono in bilico tra omaggio, citazione e parodia. Questo Machete prosegue il discorso iniziato da Tarantino e Rodriguez con Grindhouse, realizzando dei fac-simile dei B-movie fracassoni pieni di scene splatter e donne nude che attiravano il pubblico meno raffinato nei piccoli cinema puzzolenti. E proprio dal progetto Grindhouse prende vita questo Machete, sviluppando un fake trailer che aveva diretto lo stesso Rodriguez; andando a rivedere il trailer realizzato quasi "per scherzo" 5 anni fa è affascinante constatare che ogni scena e inquadratura inserita allora è poi stata girata per il lungometraggio vero e proprio.
Si percepisce distintamente il gioco e la voglia di divertirsi che c'è dietro un progetto comunque portato avanti con una sensibilità filmica da vero artista.
Il protagonista è Machete, un Danny Trejo (finalmente al suo primo ruolo da protagonista dopo centinaia di comparsate) con un volto e un physic du role che lo fa entrare all'istante nell'immaginario cinematografico, dove resterà per un bel po' di tempo; come il più classico dei vigilanti, Machete assiste alla strage della sua famiglia e qualche anno dopo si vendica delle persone che l'hanno reso un disadattato solitario.
Ma la sua odissea di violenza non è solo una vendetta, perchè il gruppo di uomini contro cui dovrà scontrarsi è collegato col senatore McLaughlin, spietato politico che prova un gusto sadico nell'uccidere gli immigrati e vuole rimandarli da dove sono venuti con tutti i mezzi a sua disposizione. Va da sè che qui Machete sfoggia anche un messaggio di fondo che si può anche recepire non con leggerezza, specie di questi tempi, specie da queste parti.
McLaughing è interpretato da un De Niro che ci sta a pennello nel ruolo, che continua a sopravvivere facendo le sue smorfie di disprezzo che qui sono perfette per il razzismo del senatore, supportato da un altrettanto odioso Jeff Fahey (Lapidus in Lost). Tanto tanto tanto interessante il cast femminile, in primis una Michelle Rodriguez grintosa come suo solito, e una Jessica Alba in stato di grazia che torna ad essere splendida come era qualche anno fa, prima delle biondaggini di Susan Storm e del suo matrimonio col dentone.
Ovviamente tutto è messo in scena con ironia dal punto di vista registico e di scrittura, anche se i personaggi si prendono tutti molto sul serio, per cui non c'è la minima sensazione di trovarsi di fronte a una parodia caciarona, bensì piuttosto al cospetto dell'ultimo baluardo di un genere vintage, un po' come poteva avvenire durante la visione di Planet Terror.
Si vocifera di una trilogia su Machete, Rodriguez avrebbe già anche un'altra sceneggiatura pronta.
Spero che questo primo film abbia il successo necessario, perch un'icona come Machete si merita una sua saga. E' fracassone e divertente, altri film simili non possono che farmi piacere.
