Topolino # 2897
Di questi tempi parlare sul Sollazzo di fumetto Disney in generale e di "
Topolino" in particolare equivale a una precisa scelta politica, a un preciso schieramento in cui posizionarsi.
Consapevole di tale atmosfera, avendo comunque comprato il "
Topo" uscito stamattina - per via di una sequenza di autori mica da ridere, tutti con un pedigree lungo così: Cimino/Casty, Enna/Mastantuono, Vitaliano - mi accingo comunque a parlarne, perchè mi va.
Paperinik e l'Amichevole Minaccia (Enna/Mastantuono) è una bella storia, la mia seconda preferita del numero. Bruno Enna non si attesta ai livelli massimi della sua narrativa ma ci restituisce un Paperinik in gran forma, con le battutine sferzanti alla PK, con tanto eroismo e con un'ottima versione paperinesca per farne da contraltare. La minaccia che deve affrontare il supereroe stavolta non è banale, e soprattutto è raccontata molto bene con tanto di ottime motivazioni alla base e un bel cliffhanger inaspettato. Mi aspettavo invece di più da Corrado Mastantuono, che a fronte di una cover da 10 e lode disegna delle tavole buone ma non ottime e non ai suoi massimi livelli. Peccato, ma la storia risulta nel complesso riuscita.
Topolino e la Sorpresa delle Noci Giganti (Cimino/Casty), che era il motivo principale dell'acquisto, si è rivelata una mezza delusione. Rodolfo rischia meno di cadere in alcuni suoi clichè quando si tratta di Topolino, personaggio da lui usato moooooooolto meno rispetto ai Paperi, ma ciononostante ci restituisce un'avventura che sa di poco, una storia che non è priva di guizzi divertenti e veramente ben inseriti (il dispaccio di Setter, il mezzo di locomozione, tutta l'ambientazione dell'isola con le noci che danno il titolo alla storia) che ho apprezzato, ma all'interno di una trama abbastanza deboluccia e che non mi ha preso molto. Tra i lati positivi annovero anche la caratterizzazione di Topolino e Minni, veramente azzeccata e da uno sceneggiatore che lavora da decenni in Disney non mi aspettavo niente di meno

, ma la trama non mi ha convinto. Per quanto riguarda l'apporto grafico di Casty, anche qui non mi sento soddisfatto: il suo tratto con influenze classiche rimane riconoscibilissimo, e sempre suggestivo, ma rispetto ad altre sue storie ci sono alcune vignette dove i volti dei due protagonisti non mi sono piaciuti molto.
E' una brutta storia, che è simbolo della decadenza attuale della Disney, e che la sminuisce rispetto al resto del fumetto? No, è una buona e onesta storia, però, e niente più. E non mi accontento.
La vera sorpresa del numero, la storia migliore IMHO, è invece
Zio Paperone e l'Avventura (quasi) Definitiva (Vitaliano/Panaro). Non ho parole per descrivere i meriti di questa avventura, in cui Fausto ci regala una delle sue storie migliori tra quelle che ho letto io. Abbandonando la predominanza dei toni comico-sbeffeggiatori tipici di tante sue storie, lo sceneggiatore dedica tutta l'attenzione al protagonista, quel Paperone che recita forse nella maggior parte delle storie Disney ma che da pochissimi autori è veramente capito nelle sue potenzialità, nel suo ruolo e nelle sue caratteristiche. Penso a Cimino, a Don Rosa per altri versi, a un certo Faraci nelle poche volte in cui vi si è cimentato... ma anche ad altri che ora non mi sovvengono. Raramente, però, ho trovato un attestato di stima verso Paperone chiaro e ben raccontato come in questa occasione. Se lo spunto di partenza non è nuovo, resta anche il migliore per suggerire una certa condizione psicologica e di animo del magnate, il cui vero amore non sono i soldi ma l'avventura pura: il brivido dell'incertezza, la fatica per ottenere il successo, il sudore sulla fronte e i calli sulle mani affrontando pericoli e fatiche per il gusto di dire "ce l'ho fatta"... questo è il vero animo di Paperone, e Vitaliano dimostra di averlo capito costruendo una storia all'apparenza normale e simile e tante altre, ma in realtà profonda. Dietro alla facciata di una storia un po' stramba si cela una metafora importante della condizione umana, un sottotesto fortemente malinconico serpeggia per tutte le tavole dello svolgimento in cui realtà e illusione si scontrano violentemente, colpendo duro nello stomaco il lettore.
La miglior storia di Paperone scritta negli ultimi due anni, tra quelle che ho letto, insieme a quella di Gagnor dello scorso Natale.
I disegni di Ottavio Panaro, artista che di solito mi è indifferente, valorizzano invece tutto questo offrendo un Paperone disegnato ottimamente e facendo un gran bel lavoro in generale.
Salute e Bellezza - Trudy e il Problema di Linea (Bosco/Tosolini) è una breve migliore degli standard, anche grazie all'imprevedibile finale. Il tratto particolarmente sporco di questo Tosolini non mi fa impazzire, ma rimane su livelli buoni.
Non commento l'ultimo episodio di
Le Avventure di Monsù Paperin e della Giovine Italia (Sisti/Gervasio), non avendo letto gli episodi precedenti (però ho sbirciato le ultime due tavole, e mi sono commosso

ma tanto, eh!), mentre dico due parole sull'articolo dedicato alla Fiera del Libro di Torino, per affermare che ho sbavato copiosamente

sui disegni che Mottura ha fatto ai vincitori del concorso sui 150 anni dell'Unità... mi ricordando quelli che faceva a Torino Comics e mi impone di incontrare prima o poi questo disegnatore perchè DEVO averne uno per me, di quei capolavori su cartoncino nero. DEVO. Inoltre leggere su un settimanale che leggono (anche) molti ragazzini l'esaltazione di temi come l'accettazione dello straniero, l'importanza della Costituzione e la Storia come bene da coltivare e da cui imparare per affrontare il presente, quando una certa parte di società affossa, denigra e delegittima deliberatamente questi sentimenti e valori, è una cosa che mi fa sempre un piacere enorme. Complimenti a Valentina, quindi, per questo impegno che porta avanti sul "Topo".
PS: nella posta viene menzionato il secondo volume di Flambus Green, in cui nomina lo scrittore (Pavanello) ma non l'autore delle illustrazioni al libro, che altri non è se non il nostro ottimo Stefano Turconi
