
David Lynch - INLAND EMPIRE (2006)
Inland empire, l'ultimo film di Lynch uscito nelle sale cinematografiche, si rivela un film "diverso" e "spiazzante" fin dall'inizio. Non che non ci fossimo abituati, la poetica Lynchiana è nota per i suoi elementi onirici, angoscianti e surreali, ma è evidente che qui il regista si sia spinto decisamente "oltre", ancora più sperimentale di "Mulholland Dr." questo film di Lynch divide in maniera inesorabile: o e un capolavoro, o e una "cagata pazzesca". Tutto quanto rende l'atmosfera straniante, a partire da un digitale di bassissima qualità fino ad un sottofondo "musicale" estremamente ossessivo e angosciante. Impossibile riassumere qui la trama (ma c'è?). È la storia di una "donna in pericolo", ma che cosa vorrà mai dire? E sopratutto chi è in pericolo? La Dern? La ragazza polacca? La ragazza che piange all'inizio del film? E dove è ambientato? I piani temporali e i piani spaziali si intersecano senza troppa delicatezza, e il garbuglio delle immagini comincia a perdere ogni senso, sequenziale e non: si parla di un significato che non c'è e di un significante di fortissimo impatto: l'immagine; distorta, in bianco e nero, disturbante, nitida, sfocata. L'immagine è la protagonista di questo film, film che non si riduce ad un passivo "guardare" ma un catapultarsi della pura dimensione della "rappresentazione", rappresentazione che, apparentemente, non nasconde nulla dietro il suo velo. I personaggi non hanno alcuna funzionalità apparente, pedine persi nel gioco immaginifico di frame colorati, un gioco dell'oca senza senso. Una persona viene liberata alla fine del film: siamo noi, (è la notra imagine quella?), finalmente liberi di alzarci dalla sedia dopo aver "sofferto" per ben 3 ore le più profonde angoscie, o soltanto le più profonde noie?
Non penso di essere in grado di fare una critica accurata del film, in quanto quello che rimane alla fine di questo film è puramente "sensazione": sensazione di avere assistito ad un capolavoro, sensazione di essere stati presi per i fondelli da un regista mattacchione, sensazione di aver speso 3 ore del proprio tempo con un film decisamente "troppo" per i nostri gusti. Non ci sono ricordi, immagini fisse: solo un "sentire". Idem durante la visione: sentimenti immediati: paura, angoscia, noia, schifo, ammirazione, nulla viene mediato dall'intelletto e ogni cosa si mostra estremamente immediata nonostante l'evidente artificiosità del film. Come giudicarlo? non lo so. L'ho visto più volte e la mia impressione iniziale è stata quella riconducibile al giudizio "cagata pazzesca", poi piano piano mi sono ricreduto, ma non so se in meglio o in peggio. Bisogna riconoscere, al di là di tutto, la capacità di Lynch di aver saputo veicolare "contenuti" (per quanto immediati e frammetari, a-logici) tramite immagini "pure", non macchiate da trama e contesto, ma è davvero il cinema solo immagine?

