
Tornate indietro di qualche anno, ai pomeriggi trascorsi in una sala giochi armati di gettoni che potevano trasformarci in combattenti da strada, campioni dell'automobilismo, draghetti sparabolle o impilatori di mattoncini. Questo film è dedicato al ricordo di quei momenti, ma grazie al cielo non vive solo di quello cavalcando l'onda della nostalgia; piuttosto cattura quel tipo di entusiasmo, quello stile di vita nerd che può essere condiviso da diverse generazioni, che si sia cresciuti a pane e Commodore 64 oppure se la propria educazione videoludica sia cominciata con una Wii. Non siamo al cospetto di un film farcito solamente con qualche inside-joke che strizza gli occhi ai fan, come il logo della Universal in 18-bit o le BGM di "Zelda" che fanno capolino tra un dialogo e l'altro, ma anche di una storia nella quale è profondamente radicata la struttura dei videogiochi.
Scott Pilgrim è un semplice ragazzo ventiduenne, che esce con una studentessa cinese di 17 anni e suona il basso nella band rock dei Bob-omb composta assieme ai suoi amici. La sua tranquilla vita da bohemienne cambia drasticamente quando perde la testa per Ramona Flowers: essendosi infatti innamorato di lei, il povero Scott dovrà affrontare i suoi sette ex-ragazzi per ottenere il diritto di continuare ad uscire con lei.
Il giovane imbranato si trasforma improvvisamente in un vero e proprio combattente, senza alcuno stacco dalla sua vita quotidiana o stupore da parte dei suoi amici, pronto ad affrontare gli ex di Ramona come veri e propri boss di fine livello nel tentativo di salvare la sua principessa Peach. Gli scontri sono una vera gioia per gli occhi, ognuno particolare a modo suo, arricchiti da espedienti visivi ben noti ai videogiocatori o ai lettori di fumetti ma comunque piacevoli e sorprendenti anche per gli spettatori meno avvezzi: onomatopee, barre di energia, linee cinetiche e altro ancora si susseguono freneticamente in un vorticoso circo visivo.
Ma la velocità non è una caratteristica che distingue solamente le scene d'azione, introdotte quasi all'improvviso in una vicenda a tutti gli effetti classificabile come una commedia: il montaggio cinematografico infatti sperimenta tagli netti e fusioni tra scene che sembrano voler infrangere le comuni transizioni del grande schermo, in favore di passaggi bruschi che accelerano il ritmo e ricordano i passaggi tra una vignetta e l'altra al quale i lettori di fumetti sono abituati.
La ricchezza del film è innegabile, al punto che è quasi difficile ricordare tutte le trovate che si susseguono nel corso delle due ore di durata: se nei suoi precedenti film il regista Edgar Wright aveva destrutturato e rinnovato il genere dei film zombie ("L'alba dei morti dementi") e dei polizieschi ("Hot Fuzz"), qui sembra effettuare la stessa operazione prendendo di mira tutta la cultura pop-nerd. Oltre ai già citati fumetti e videogiochi, "Scott Pilgrim VS The World" sfrutta e rielabora gli elementi che contraddistinguono l'animazione, i film di supereroi, i mostri giapponesi, le sit-com, i videoclip musicali e molto altro ancora; il numero di idee inserite in un solo film è incredibilmente elevato e non dà modo allo spettatore di annoiarsi, continuamente stuzzicato con stimoli sempre nuovi.
Uno dei più grandi pregi della pellicola è il perfetto equilibrio che riesce a trovare tra l'epicità da action-movie e l'umorismo da film comico, giocando spesso con la propria natura ibrida tra questi differenti generi. Il cast dà una buona prova attoriale interpretando personaggi sopra le righe con elementi caratteriali spesso assurdi, e anche il protagonista Micheal Cera con la sua perenne aria stralunata risulta adatto al ruolo di Scott Pilgrim. Gli effetti speciali sono validi, sicuramente non sono quanto di più spettacolare si sia visto finora dal punto di vista tecnico, ma riescono a supportare senza alcuna difficoltà le buone idee che sono chiamati a portare sullo schermo. A sottolineare il tutto c'è una colonna sonora di tutto rispetto, sia nelle canzoni interpretate dai gruppi musicali che si esibiscono all'interno della storia, ma soprattutto per le melodie composte per sottolineare le singole scene, con alcuni brani memorabili in particolar modo per quanto riguarda il sottofondo delle sequenze di combattimento.
Qualche anno fa i fratelli Wachoski con "Speed Racer" e Frank Miller con "Spirit" avevano provato a fare film che si avvicinassero ai fumetti e ai cartoni animati più di quanto fosse mai stato fatto prima, ma l'esperimento non poteva dirsi del tutto riuscito; oggi Wright è riuscito nell'operazione. "Scott Pilgrim VS The World" è sicuramente l'opera che più di ogni altra riesce a fondere nel modo più efficace cinema, fumetto e videogioco, pescando gli elementi dei tre media più utili alla narrazione della storia per poi mescolarli sapientemente in quella che possiamo considerare la miglior trasposizione da vignetta a pellicola che si sia mai vista.


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