
Ci sono alcuni ingredienti da tenere ben presenti al giorno d'oggi quando si vuole realizzare un lungometraggio d'animazione.
1) Realizzare il film in 3d. Il 2d è roba da falliti, per vecchiumi tipo Biancaneve, le principesse e quelle anticaglie lì.
2) Ci vogliono i doppiatori celebri!! E' finito il tempo delle Guest Star, adesso TUTTO il cast dev'essere doppiato da celebrità magari modellando i protagonisti in modo da renderli identici ai rispettivi intepreti. Così è più cool.
3) Meglio calare lo spettatore ogni volta in una dimensione diversa. Si possono riciclare meglio le battute in stile Pixar applicandole di volta in volta al mondo dei pesci, dei robot, dei soprammobili, degli insetti. E soprattutto si evita di raffigurare umani, punto debole della CGI.
4) Umorismo a palate!! I film epici, sentimentali e profondi non li vuole più nessuno. La gente che va al cinema oggi vuole RIDERE. Quindi no alle fiabe e sì alle commediole leggere ricche di rutti, scorregge e citazioni di Matrix.
5) Cosa c'è di meglio per far dimenticare allo spettatore le debolezze della trama se non un finale scatenato in cui tutti i protagonisti (e anche il cattivo magari) si mettono a ballare intonando qualche celebre hit?
Ed è tristemente noto come questo pentalogo, brevettato dalla concorrenza portando all'estremo alcune caratteristiche della ben più raffinata Pixar, abbia ormai permeato l'intero mondo del cinema d'animazione non risparmiando la Disney, che si è ritrovata con Chicken Little per la prima volta dopo anni a dover imitare un trend imposto da altri.
Robots è l'opera seconda degli studios Blue Sky, già autori de L'Era Glaciale di cui è stato da poco realizzato un sequel. E come film lascia parecchio a desiderare. Il problema è che benchè alcuni spunti innegabilmente ci siano (la nascita e la crescita dei piccoli robot, la miseria dei robot che non possono permettersi pezzi nuovi), il tutto è annacquato in un mare di banalità e cliché che non fanno che mettere a nudo l'estrema povertà del tutto. Ed è un peccato perchè la storia del riscatto dei robot "di seconda mano" poteva offrire ben di più, e invece dopo una prima parte tutto sommato buona - con un personaggio paterno molto ben realizzato - il film va disastrosamente a parare nell'umorismo più becero e scatologico. La spalla di Rodney, lo strafottente robot Fender, in special modo è il ritratto del perfetto Scemo da Grasse Risate, che tra una gag slapstick (perde i pezzi ogni due secondi) e una citazione ostentata (se Cantando Sotto la Pioggia poteva anche essere divertente, Baby One More Time nel climax della battaglia finale è da licenziamento degli sceneggiatori), riesce ad essere irritante più degli alci di Koda, ricordando non poco quel B.E.N. unico punto debole del bellissimo Il Pianeta del Tesoro. Per non parlare poi della Zia dal grosso didietro che inspiegabilmente si diletta in peti di vario tipo. Il tutto valorizzato dal tristissimo doppiaggio italiano di DJ Francesco che sbaglia ogni tono possibile e immaginabile, recitando con pathos battute comiche e viceversa. Sigh, una delusione non da poco per un filmetto che dal trailer aveva promesso fuoco e fiamme e la cui visionarietà aveva fatto fare alla critica improbabili paragoni con Miyazaki. Mi auguro che si riscattino con Ice Age 2.


