Ma io pensavo che la raccolta si riproponesse di ristampare per bene il ragnetto...warren ha scritto: la risposta è semplice: MAI.
Troppo recenti, non credo che la testata sopravviva così a lungo.
[Marvel] Spider-Man
È un discorso complesso.Grrodon ha scritto: Ma io pensavo che la raccolta si riproponesse di ristampare per bene il ragnetto...
Ed il problema è annoso: semplicemente in Italia le ristampe cronologiche dei supereroi classici non hanno mercato. Addirittura sono fallite quelle di X-Men e Fantastici Quattro...
L'unica proponibile è quella di Spider-Man, ma anch'essa sostanzialmente vivacchia e ogni "tot" mesi si decide se continuare o meno in base alle vendite.
Ora siamo al periodo d'orato di Romita Senior, ma ho la sensazione che una diminuzione di vendite possa anche in poco tempo determinare la sospensione.
Tieni conto che, anche se proprio dovesse durare un bel pò, ci vorrebbe un sacco di tempo per arrivare alle storie da me consigliate che sono di fine anni '80, inizio '90.
Bè vabbè, prova a farmi una stima, anche solo per quantificare e darmi un idea. Se adesso siamo al numero 14...
Calcola che si parla di ristampare l'Uomo Ragno.Grrodon ha scritto:Bè vabbè, prova a farmi una stima, anche solo per quantificare e darmi un idea. Se adesso siamo al numero 14...
Quindi si inizia con "Amazing Spider-Man", cui si aggiunge negli anni 70 (?) "Spectacular Spider-Man"
Negli anni 70/80 "Web Of Spider-Man".
Ora la Collection sarà probabilmente ancora agli anni 60, quindi dovrebbe ristampare interamente gli anni 70 e quasi tutti gli 80, con un periodo di TRE serie concomitanti mensili, senza contare annuals (di tutte) e speciali vari, prima di arrivare al vivo del ciclo DeMatteis.
....senza contare Marvel Team-Up, a tutti gli effetti quarta testata ragnesca (dato che Spidey era SEMPRE comprimario)
diciamo che una ristampa integrale fino agli anni 80 sarebbe un sogno incredibile, ma i tempi come puoi immaginare sono lunghissimi (6-8 anni???)
Ecco il motivo per cui non entrerò mai nel tunnel.warren ha scritto: Quindi si inizia con "Amazing Spider-Man", cui si aggiunge negli anni 70 (?) "Spectacular Spider-Man
E' risuccesso. Ero in autobus e rieccolo!! Leone Grimani davanti a me a fissarmi. E mi ha anche fregato il posto a sedere!!
Indagherò.
Indagherò.
Vedo ormai svanire il mio desiderio di dedicarmi a Spider-Man solo in futuro, non riuscendo a resistere a dare la mia opinione sulle storie di cui gli altri iniziano a parlare.
E questa volta è il turno de "L'ultima caccia di Kraven", di cui posto qui sotto la copertina del volume cartonato pubblicato da Marvel Italia qualche anno fa.
Siamo nel 1987, un anno importante per l'universo del fumetto, durante il quale si affaccia una nuova concezione della figura del supereroe: escono infatti in quest'anno titoli come Watchmen, Batman Dark Knight Returns e il Daredevil di Miller.
Ed è in questo contesto che esce "L'ultima caccia di Kraven", miniserie che cerca anch'essa di raffigurare un supereroe in maniera differente, in una storia di violenza e morte dai toni molto più cupi e forti dello standard MARVEL.
J.M. De Matteis, considerato da molti lo "psicologo dei supereroi", riesce a creare una storia decisamente introspettiva e realistica, con un impatto incredibile dal punto di vista narrativo sul lettore, soprattutto per i forti legami con la continuity della serie (a differenza di quanto avviene in BDKR).
Questi eventi sconvolgenti non sono colpi di scena non da poco... Si parte con la morte di Spiderman a sole 17 pagine dall'inizio, culminando nel finale con la morte di Kraven, rarissimo avvenimento del genere che può considerarsi definitivo nell'universo MARVEL. Infatti, in tutte le serie, si ha la tendenza a far resuscitare i personaggi creduti morti (negli X-Men muore o resuscita qualcuno più o meno in ogni episodio) soprattutto per quanto riguarda i supercriminali. E in questo caso è stato deciso di non fare mai resuscitare Kraven, facendo sì che questo albo sia il suo albo definitivo; probabilmente la scelta è stata presa per non sminure la liricità e la bellezza di questo volume. Certo, la mania dei "ritorni" Marvel non si è tradita con dei Kraven finti e dei suoi figli, ma la morte del vero Kraven è quella di questa storia, e nessun episodio successivo l'ha mai contraddetta.
E Kraven può essere considerato il protagonista della miniserie, alla pari (o forse ancor di più) dell'Uomo Ragno.
Per chi non conoscesse Kraven il cacciatore, una breve presentazione: Kraven è un semplice umano senza alcun superpotere, con un'incredile abilità nel cacciare le sue prede. Insoddisfatto dalle belve feroci che non costituiscono più una sfida per Kraven, decide di catturare Spiderman, diventando uno dei suoi nemici fin dai primi numeri.
Ne "L'ultima caccia di Kraven" si celebra il decadimento di Kraven (consapevole della sua condizione), che ormai ridotto all'impotenza vuole cercare di recuperare il suo onore con un ultimo gesto che in realtà dimostrerà la sua personalità a metà tra eroismo e follia.
Metterà in atto il suo piano definitivo, del quale l'Uomo Ragno cadrà vittima, venendo poi seppellitto da Kraven stesso.
Dopo qualche giorno senza Spiderman, la città sembra svuotata, immersa in un ambiente tetro e piovoso. Mary-Jane vaga alla ricerca del suo marito scomparso, ma viene attaccata da due criminali, ma l'Uomo Ragno interviene per salvarla. Il modo in cui combatte però è molto violento ed omicida; ed infatti sotto la maschera non si cela Peter Parker, ma bensì Kraven. Il cacciatore infatti vuole dimostrare di essere superiore all'Uomo Ragno che tante volte lo ha sconfitto, vestendo i propri panni e andando in giro per la città ad esercitare il suo concetto di giustizia.
Nel frattempo l'Uomo Ragno, grazie al suo amore per Mary-Jane "resuscita", e torna immediatamente a vestire il suo costume nero per cercare Kraven; incontratolo, scoprirà che il cacciatore è in preda alla follia, e convinto pienamente di essere superiore all'Uomo Ragno, si crogiola quando in realtà è un uomo solo e distrutto, alternando nei confronti della suo rivale ostilità e affetto.
E nella solitudine della sua villa, Kraven capirà che è giunto il suo momento, e puntandosi contro la canna del fucile, premerà il grilletto.
La storia si sviluppa velocemente, dedicando molto spazio all'analisi introspettiva dei protagonisti, attraverso la presenza massiccia di didascalie che ci narrano il loro flusso di pensieri.
Il rapporto tra Mary Jane e Peter Parker, appena sposati, viene sviscerato in modo maturo, elevando la figura di MJ da semplice rossa mozzafiato a donna dotata di sentimenti un po' più maturi di "Peter, quanto sei affascinante"
I disegni sono quanto di più "MARVEL classic" si possa desiderare, con un tratto che a 20 anni di distanza non sfigura minimamente;la drammaticità evocata dall'atmosfera presente in alcune vignette e sequenze di forte impatto. La dinamicità dei disegni è elevatissima, in particolare nei movimenti dell'Uomo Ragno, e negli scontri brutali che avvengono contro Kraven e Vermin (una bestia che vive nelle fogne e che dovrà fronteggiare il Ragnetto e il Cacciatore)
E questa volta è il turno de "L'ultima caccia di Kraven", di cui posto qui sotto la copertina del volume cartonato pubblicato da Marvel Italia qualche anno fa.
Siamo nel 1987, un anno importante per l'universo del fumetto, durante il quale si affaccia una nuova concezione della figura del supereroe: escono infatti in quest'anno titoli come Watchmen, Batman Dark Knight Returns e il Daredevil di Miller.
Ed è in questo contesto che esce "L'ultima caccia di Kraven", miniserie che cerca anch'essa di raffigurare un supereroe in maniera differente, in una storia di violenza e morte dai toni molto più cupi e forti dello standard MARVEL.
J.M. De Matteis, considerato da molti lo "psicologo dei supereroi", riesce a creare una storia decisamente introspettiva e realistica, con un impatto incredibile dal punto di vista narrativo sul lettore, soprattutto per i forti legami con la continuity della serie (a differenza di quanto avviene in BDKR).
Questi eventi sconvolgenti non sono colpi di scena non da poco... Si parte con la morte di Spiderman a sole 17 pagine dall'inizio, culminando nel finale con la morte di Kraven, rarissimo avvenimento del genere che può considerarsi definitivo nell'universo MARVEL. Infatti, in tutte le serie, si ha la tendenza a far resuscitare i personaggi creduti morti (negli X-Men muore o resuscita qualcuno più o meno in ogni episodio) soprattutto per quanto riguarda i supercriminali. E in questo caso è stato deciso di non fare mai resuscitare Kraven, facendo sì che questo albo sia il suo albo definitivo; probabilmente la scelta è stata presa per non sminure la liricità e la bellezza di questo volume. Certo, la mania dei "ritorni" Marvel non si è tradita con dei Kraven finti e dei suoi figli, ma la morte del vero Kraven è quella di questa storia, e nessun episodio successivo l'ha mai contraddetta.
E Kraven può essere considerato il protagonista della miniserie, alla pari (o forse ancor di più) dell'Uomo Ragno.
Per chi non conoscesse Kraven il cacciatore, una breve presentazione: Kraven è un semplice umano senza alcun superpotere, con un'incredile abilità nel cacciare le sue prede. Insoddisfatto dalle belve feroci che non costituiscono più una sfida per Kraven, decide di catturare Spiderman, diventando uno dei suoi nemici fin dai primi numeri.
Ne "L'ultima caccia di Kraven" si celebra il decadimento di Kraven (consapevole della sua condizione), che ormai ridotto all'impotenza vuole cercare di recuperare il suo onore con un ultimo gesto che in realtà dimostrerà la sua personalità a metà tra eroismo e follia.
Metterà in atto il suo piano definitivo, del quale l'Uomo Ragno cadrà vittima, venendo poi seppellitto da Kraven stesso.
Dopo qualche giorno senza Spiderman, la città sembra svuotata, immersa in un ambiente tetro e piovoso. Mary-Jane vaga alla ricerca del suo marito scomparso, ma viene attaccata da due criminali, ma l'Uomo Ragno interviene per salvarla. Il modo in cui combatte però è molto violento ed omicida; ed infatti sotto la maschera non si cela Peter Parker, ma bensì Kraven. Il cacciatore infatti vuole dimostrare di essere superiore all'Uomo Ragno che tante volte lo ha sconfitto, vestendo i propri panni e andando in giro per la città ad esercitare il suo concetto di giustizia.
Nel frattempo l'Uomo Ragno, grazie al suo amore per Mary-Jane "resuscita", e torna immediatamente a vestire il suo costume nero per cercare Kraven; incontratolo, scoprirà che il cacciatore è in preda alla follia, e convinto pienamente di essere superiore all'Uomo Ragno, si crogiola quando in realtà è un uomo solo e distrutto, alternando nei confronti della suo rivale ostilità e affetto.
E nella solitudine della sua villa, Kraven capirà che è giunto il suo momento, e puntandosi contro la canna del fucile, premerà il grilletto.
La storia si sviluppa velocemente, dedicando molto spazio all'analisi introspettiva dei protagonisti, attraverso la presenza massiccia di didascalie che ci narrano il loro flusso di pensieri.
Il rapporto tra Mary Jane e Peter Parker, appena sposati, viene sviscerato in modo maturo, elevando la figura di MJ da semplice rossa mozzafiato a donna dotata di sentimenti un po' più maturi di "Peter, quanto sei affascinante"
I disegni sono quanto di più "MARVEL classic" si possa desiderare, con un tratto che a 20 anni di distanza non sfigura minimamente;la drammaticità evocata dall'atmosfera presente in alcune vignette e sequenze di forte impatto. La dinamicità dei disegni è elevatissima, in particolare nei movimenti dell'Uomo Ragno, e negli scontri brutali che avvengono contro Kraven e Vermin (una bestia che vive nelle fogne e che dovrà fronteggiare il Ragnetto e il Cacciatore)
Spider Spider
Burning Bright....
"The Tiger". la poesia capolavoro di William Blake, è citata nella Grafic Novel per due o tre volte, variandone il soggetto dalla Tigre al Ragno.
La Tigre di Blake rappresentava il potere, la gloria, la grandezza del potere divino secondo alcune interpretazioni. Secondo altre si tratta di un'allegoria del lato malvagio della divinità, del demonio che sta dentro Dio, se Dio è preteso come essere assoluto, non disgiunto da nulla e quindi nemmeno dal male e dall'oscurità del mondo.
Di sicuro la poesia è, come spesso in Blake, ossessiva ed allucinata, come la figura del Ragno è vissuta da Kraven the Hunter.
Uno dei migliori fumetti di sempre.
Burning Bright....
"The Tiger". la poesia capolavoro di William Blake, è citata nella Grafic Novel per due o tre volte, variandone il soggetto dalla Tigre al Ragno.
La Tigre di Blake rappresentava il potere, la gloria, la grandezza del potere divino secondo alcune interpretazioni. Secondo altre si tratta di un'allegoria del lato malvagio della divinità, del demonio che sta dentro Dio, se Dio è preteso come essere assoluto, non disgiunto da nulla e quindi nemmeno dal male e dall'oscurità del mondo.
Di sicuro la poesia è, come spesso in Blake, ossessiva ed allucinata, come la figura del Ragno è vissuta da Kraven the Hunter.
Uno dei migliori fumetti di sempre.
Who Watches the Watchmen?
Posso solo confermare che "L'ultima caccia di Kraven" e "Il bambino dentro" sono le migliori storie dell'Uomo Ragno mai scritte, e tra le mie preferite nella letteratura disegnata.
Amo più "Il bambino dentro" della prima saga perché va a toccare corde più profonde, sia dentro di noi sia dentro i personaggi; nessuno lo ricorda, ma De Matteis ci dà un quadro chiaro delle motivazioni che portano Peter Parker ad essere l'Uomo Ragno, al di là dell'assassinio dello zio.
E poi Spidey ha il costume classico, il nemico è Goblin... quindi la storia è molto più universale della caccia di Kraven!
Amo più "Il bambino dentro" della prima saga perché va a toccare corde più profonde, sia dentro di noi sia dentro i personaggi; nessuno lo ricorda, ma De Matteis ci dà un quadro chiaro delle motivazioni che portano Peter Parker ad essere l'Uomo Ragno, al di là dell'assassinio dello zio.
E poi Spidey ha il costume classico, il nemico è Goblin... quindi la storia è molto più universale della caccia di Kraven!
A presto,
Michele
Michele
Secondo il "Dietro le quinte" di "Il segreto del vetro", Leone Grimane è ispirato a "Domingo de la Cueva, amico di Giorgio Cavazzano". Ora, questo nome mi puzza, ma in ogni caso c'è una foto convincente. Che sia quello che hai incontrato in bus?
A presto,
Michele
Michele
io ho l'edizione standard, non la cartonata, quindi nella mia la foto non c'è. Prova a scannare e postare la foto. Cmq dubito molto che il tizio dell'autobus faccia di nome Domingo.
Parlando di DeMatteis, a queste due splendide storie si affianca almeno il ciclo (concluso in due numeri italiani 175 e 176, se non sbaglio) "Gridando", con protagonista la tormentata Shriek e il secondo Carrion.
La storia è una delle più cupe e claustrofobiche di tutta la produzione ragnesca, e ci regala una tra le scene più emotivamente impresse nella mia memoria di ragazzino.
Quella in cui Peter, oppresso dalla responsabilità e dal conflitto di personalità dentro di lui, si rinchiude in un macabro bozzolo di tela appeso al soffitto della propria stanza da letto. L'Uomo Ragno che ne uscirà non è l'amichevole spiderman di quartiere che conosciamo, non l'uomo, ma il Ragno, spietato e privo di sentimenti compassionevoli.
Se penso che a brevissimo evrebbe avuto inizio la famigerata saga del clone mi vengono i brividi.
La storia è una delle più cupe e claustrofobiche di tutta la produzione ragnesca, e ci regala una tra le scene più emotivamente impresse nella mia memoria di ragazzino.
Quella in cui Peter, oppresso dalla responsabilità e dal conflitto di personalità dentro di lui, si rinchiude in un macabro bozzolo di tela appeso al soffitto della propria stanza da letto. L'Uomo Ragno che ne uscirà non è l'amichevole spiderman di quartiere che conosciamo, non l'uomo, ma il Ragno, spietato e privo di sentimenti compassionevoli.
Se penso che a brevissimo evrebbe avuto inizio la famigerata saga del clone mi vengono i brividi.
Who Watches the Watchmen?
Uffi, questo "Il bambino dentro" mi attira molto...
Ma ne esiste una sola edizione italiana??
Ma ne esiste una sola edizione italiana??
Purtroppo sì, è uno scandalo
Bellissima anche "Gridando", ovviamente. Ma io nel portafogli ho il santino di DeMatteis (oltre che di Don Rosa
).
Vale, purtroppo non ho lo scanner, vedrò di farne una foto digitale
Bellissima anche "Gridando", ovviamente. Ma io nel portafogli ho il santino di DeMatteis (oltre che di Don Rosa
Vale, purtroppo non ho lo scanner, vedrò di farne una foto digitale
A presto,
Michele
Michele
Il genio di DeMatteis su l'Uomo Ragno, risiedeva nell'abilità di rendere interessanti personaggi altrimenti imbarazzanti.
Vermin, Molten, caspita persino Eugene l'Uomo-Rana.
Poi giunse Ben Reilly, e dopo un brave periodo in cui la qualità delle storie rimase all'altezza...ci fu Maximum Clonage...
Vermin, Molten, caspita persino Eugene l'Uomo-Rana.
Poi giunse Ben Reilly, e dopo un brave periodo in cui la qualità delle storie rimase all'altezza...ci fu Maximum Clonage...
Who Watches the Watchmen?
Eh si....Scacchino ha scritto: Poi giunse Ben Reilly, e dopo un brave periodo in cui la qualità delle storie rimase all'altezza...ci fu Maximum Clonage...
Erano gli anni novanta, e quelle erano le cose che "tiravano".
Ma sai cosa? Ora che ci ripenso provo più tenerezza che odio per le varie "Maximum Clonage", e per le porcherie della banda Image!
Ritornando a De Matteis: segnalo anche l'episodio della morte di Harry Osborn, pubblicato in Italia su l'Uomo Ragno 163.
Uno dei pochi fumetti che mi ha fatto versare una lacrima...

Siete pronti a spendere 29 euro per un mega-volumone cartonato extra-lusso sull'Uomo Ragno?
Bè', in tal caso questo è proprio ciò che fa al caso vostro: "io sono l'Uomo Ragno" ristampa alcune storie di Spidey molto interessanti, andando a pescare nell'elenco di racconti che non sono già stati ristampati in altri volumi usciti precedentemente.
E il risultato è un bel librone che da' una panoramica sulla storia e l'evoluzione stilistica che si è verificata nelle testate ragnesche.
Il tutto arricchito da un'ottima sezione di editoriali, che comprende una prefazione, un'articolo su Stan Lee, un articolo su Gil Kane, e tre articoli che introducono le storie pubblicate.
Ma la proposta più succulenta dei redazionali è una completa retrospettiva di 11 pagine sulla storia dell'Uomo Ragno, riassumendo le vicende principali che ha vissuto, evidenziando gli eventi e i cambiamenti più rilevanti. Purtroppo, a differenza degli altri articoli che ho linkato, non esiste una trascrizione online, perchè sarebbe il modo migliore per un neofita di istruirsi su tutta la Spidey-continuity, dagli inizi ad oggi, raccontata in modo chiaro ed esaustivo.
E ora, piccolo commentino sulle 15 storie contenute nel librone.
L'inizio...
Per cominciare il volume che si pone l'obiettivo di presentare Spider-Man a chi non lo avesse mai letto, non potevano mancare le origini.
Ma perfortuna non sono state scelte LE origini, quelle di Lee e Dikto, che ormai ci sono state proposte in tutte le salse, ma una delle numerose storie che ri-raccontano come Peter Parker si è trasformato in un uomo che sa appicicarsi ai muri; questo racconto in particolare si caratterizza per essere in bianco e nero, tecnica utilizzata solamente in un'altra storia di Spidey.
Sicuramente di qualità inferiore alle origini Lee/Dikto, ma comunque gradevole, in particolare per il rilievo che viene dato all'aspetto drammatico della vicenda.
I genitori di Peter Parker!
Storia speciale (e quindì più lunga della norma) nella quale dopo sei anni dall'inizio del fumetto, ci viene svelata l'identità del padre e della madre di Peter Parker, che scopriremo essere due spie. Spider-Man si reca in Algeria per indagare sui propri genitori, e cercare di vendicare poi la loro morte.
E nel fare questo, dovrà fronteggiare il Teschio Rosso, il rivale nazista di Capitan America.
E adesso...Goblin!
Nella morsa di Goblin!
La fine di Goblin!
Una gran bella trilogia, come lo sono tutte le saghe con Goblin: qui lo scontro tra l'Uomo Ragno e il Folletto Verde si intreccia alle vicende di Peter Parker e Harry Osborn. Quest'ultimo, figlio del Norman Osborn ricco industriale che veste i panni del Green Goblin, cadrà nel baratro della droga, che minerà tutta la sua vita. Queste storie quando uscirono in America suscitarono grande scalpore nell'opinione pubblica, dato che per la prima volta in un fumetto veniva trattato un argomento forte come la droga, soprattutto in un fumetto come Spider-Man che era acquistato anche dai ragazzini. Il tema, per n lettore odierno che legge la storia, potrà risultare trattato in un modo abbastanza ingenuo, paragonabile ad un'esplicita campagna anti-droga.
Comunque risulta una saga piacevole, e sicuramente importante nella storia dei fumetti, avendo contribuito decisamente a sdoganare il tema della droga, sviscerato poi in numerose altre opere.
L'uomo o il Ragno?
Un mostro di nome...Morbius!!
Un vampiro in libertà!
Trilogia caruccia nel quale Spidey, con l'aiuto di Lizard, dovrà fronteggiare per la prima volta Morbius, un uomo che è stato trasformato in vampiro.
La prima storia della trilogia corrisponde al numero 100 della serie americana, e vista la cifra tonda, i lettori si aspettavano un altra storia sconvolgente (ricordiamo che il n°50 era quel capolavoro di "Spider-Man No More!"). E gli autori decisero di trasformare Spder-Man: Peter Parker tentando con un esperimento di perdere i suoi poteri, si ritroverà purtroppo ancor più simile ad un Ragno, con quattro braccia in più del solito.
Il punitore colpisce!
Tradito!
Mio zio... il mio nemico?
Altra trilogia, forse un po' sottotono, nella quale però possiamo assistere alla prima comparsa del Punitore, personaggio che in futuro guadagnerà apparizioni in altre serie e addirittura una propria serie regolare, e della Ragno-Mobile, la macchina di Spider-Man che è tuttora considerata una delle creaziuoni più trash della serie. Infine, nell'ultimo capitolo della saga lo storico episodio in cui il Dottor Octopus sta per sposare May Parker, la zia del nostro Peter
Spacciato
La sabbia e la furia!
E ora è il turno di questa bilogia di Todd McFarlane, rivoluzionario disegnatore che caratterizzerà Spider-Man con le sue ragnatele-spaghetto e con la creazione del simbionte nero Venom. Ed è proprio Venom il rivale di queste storie, nelle quali la creatura aliena riuscirà ad infiltrarsi nella vita privata di Peter Parker, minacciandolo di attaccare i suoi cari se non si offrisse per un altro combattimento.
Nemici del cuore!
Così come in questo volume c'è stato mostrato l'inizio dell'assunzione di droghe da parte di Harry Osborn, non poteva mancare il capitolo finale di qeusta parabola di auto-distruzione. Harry è ormai in un baratro di follia e disperazione, e il suo squilibrio mentale mette in pericolo anche la sua famiglia. Prima di morire per colpa delle sostanze sutupefacenti ci sarà il tempo per un ultimo avvicncente scontro con l'Uomo Ragno, al termine del quale il nuovo Green Goblin si redimerà, compiendo un ultimo gesto eroico.
Ostinato destino
L?ultima storia del volume è anche l'unica realizzata nell'ultimo decennio, e quindi è stata inserita come esempio dell'Uomo Ragno moderno, con una storia che alterna azione, leggerezza, romanticismo e comicità. La storia è ambientata dopo una lunga crisi tra Peter e Mary-Jane, che si ritroveranno in un aereoporto, avendo finalmente l'opportunità di chiarire il loro rapporto. Putroppo un attacco terroristico renderà utto ciò molto difficle, ma Spider-Man cercherà di alternare le proprie responsabilità di marito ed eroe, così da analizzare le influenze che ha nel matrimonio la sua vita in costume.
Storia spiritosa, ben disegnata, e con un'interessante analisi introspettiva dei due personaggi.
Per la collana "I Grandi personaggi" di Repubblica, dopo i 5 volumi su Alan Ford cominciati da ieri, ne usciranno 5 su Diabolik e poi sei su Spider-Man. Non si sa ancora cosa uscirà, ma potrebbe essere l'occasione di recuperare un bel po' di storie interessanti...
Uh ottimo, ma ci vorranno tempi biblici...




