Tutti i protagonisti delle favole più celebri sono stati scacciati dalle loro terre natie; i personaggi con fattezze antropomorfe si sono trasferiti a Favolandia, un quartiere di New York, dove si fingono esseri umani mescolandosi ai cittadini della Grande Mela, mentre chi ha sembianze animalesche o da creatura sovrannaturale è costretto a vivere in una fattoria fuori città.
Le vicende che dovranno affrontare sono mature, ben lontane dalle atmosfere in cui li abbiamo visti immersi finora, anche la loro personalità è più approfondita. Il lupo cattivo ha ottenuto un incantesimo di trasformazione e vive a Favolandia lavorando come Luca Wolf, classico investigatore da film noir. Bianca Neve e il vice-sindaco della città e agisce in modo decisamente più schietto rispetto alla delicata fanciulla che abitava coi nanetti. Il Principe Azzurro è un playboy che va a letto con ogni ragazza che incontra, esercitando il suo fascino per sfruttare le risorse economiche e non delle fanciulle che cadranno vittima del suo carisma. E così via, tra eterni innamorati che divorziano, omicidi, e inquietanti retroscena sulle storie che già conosciamo, il tutto immerso in un ambientazione urbana underground.
Planeta De Agostini ha fatto uscire da una settimana il volume dal titolo "Fiabe in esilio", che raccoglie i primi due cicli di storie, precedentemente pubblicati dalla Magic Press in albi distinti.

Fiabe in esilio
La giovane Rosa Rossa è stata trovata brutalmente uccisa nel suo appartamento. Sua sorella Bianca Neve, con l'aiuto del detective Wolf, indagherà sull'omicidio cercando di scoprire chi sia il colpevole, il quale sembra fosse a conoscenza dell'identità fiabesca della vittima. L'indagine ci darà la possibilità di dare una prima occhiata alla comunità di Favolandia, osservando com'è strutturata, facendo la conoscenza di alcuni suoi abitanti, e scoprendo anche cosa ha causato l'esilio forzato dalle loro terre natie.
Oltre a una storia avvincente e intrigante, il fascino di questa primo ciclo (e così nei successivi) è il piacere di incontrare personaggi di favole più o meno note, scoprendo il ruolo e la caratterizzazione che gli sono stati dati.
I disegni sono buoni, con uno stile realistico che accresce lo straniamento nel vedere quei personaggi nel nostro mondo, e si adatta alle storie che non si possono proprio definire spensierate.
In chiusura dell'albo, un racconto breve scritto e illustrato da Willingham stesso, creatore della serie, sull'evento scatenante l'esilio dall'universo fiabesco.

La fattoria degli animali
Dopo un primo ciclo ambientato a Favolandia, questa volta l'autore ci mostra la Fattoria dove sono relegati gli esseri delle favole con fattezze non antropomorfe. E non si limita a una carrellata, ma già dal secondo volume da' uno scossone bello forte allo status qua, già non tranquillissimo, presentato nel precedente ciclo di episodi; gli animali e le creature che risiedono alla Fattoria sono stanchi di vivere confinati in un fazzoletto di Terra, mentre gli altri possono mescolarsi con il resto della società, e così organizzano una rivoluzione. Il caso vuole che proprio in quei giorni Bianca Neve sia in visita alla Fattoria, e si troverà nel bel mezzo della ribellione, braccata e allo stesso tempo in cerca di un modo per fermarla...
La serie certifica così uno status eterogeneo; dopo un'indagine, ecco ora una storia ricca di azione e pathos, con colpi di scena e nuovi personaggi all'opera, dove però non mancano i momenti divertenti.
A parte Bianca Neve, l'intervento degli altri personaggi conosciuti nel primo ciclo è pressochè marginale, andando così a costruire un pantheon corale che premette il continuo cambio di focus all'interno dell'universo fiabesco, senza un vero e proprio protagonista fisso.
A fine albo, sketch preparatori dei personaggi, realizzati dallo stesso Willingham, e alcuni bozzetti di copertine.














