
Ormai non si contano più i brand che il cinema hollywoodiano tenta di reinventare alcuni dei personaggi più celebri dell'immaginario collettivo, proponendoli al grande pubblico in versioni più moderne e più cool: è successo a Batman, è successo a James Bond, è successo al Capitano Kirk ed ora è giunto il turno di Sherlock Holmes.
Il più famoso tra gli investigatori sbarco sul grande schermo ormai 70 anni fa, in una serie di 14 film della Universal interpretati da Basil Rathbone, attore che influenzò la visione del personaggio nell'immaginario collettivo al punto che lo stesso topo disnyano fu battezzato col suo nome; da allora sono state realizzate numerose altre versioni, con grandi attori e grandi registi, passando attraverso divagazioni umoristiche e altre più fantascientifiche, un film destinato a un pubblico più giovane ("Piramide di Paura") e una serie animata nelle quali ha messo le mani Hayao Miyazaki.
In tutte queste incarnazioni ci sono però stati dei punti fermi come l'aspetto di Holmes alto e magro, col nasone, mentre il fido Watson è sempre stato un ometto più basso abbastanza in carne: fin dal primo annuncio dei due attori protagonisti, Robert Downey Jr. e Jude Law, era chiaro che la direzione presa da questo film sarebbe stata differente.
Ed effettivamente il regista Guy Ritchie decidi di ribaltare quasi tutti i tratti caratteristici del personaggio, a partire dall'aspetto fisico e dal costume con la mantellina. Via anche l'aspetto serioso del personaggio in favore di una caratterizzazione più sopra le righe, con tutte gli sguardi strampalati e le mossettine proprie di Downey Jr. che avvicinano Sherlock Holmes a una sorta di Jack Sparrow londinese; l'effetto è di certo divertente e in un certo senso potrebbe essere la conseguenza dell'oppio che il detective assumeva per stimolare il suo intuito, elemento che (come previsto) non viene mai accennato nella pellicola. Se finora l'investigatore londinese era una sorta di lord dall'aria distinta, qui è molto più improntato all'azione e non disdegna di gettarsi in una scazzottata o di lanciarsi dal secondo piano di una finestra per fuggire da un nemico; un approccio che sicuramente spiazza ma che è in un certo senso fedele ai romanzi, dove ogni tanto si accennava alle abilità fisiche del protagonista pur soprassedendo sempre su questo tipo di scene, lasciandole come un "non detto". Interessante il fatto che Sherlock Holmes sfrutti il suo intuito e le sue conoscenze per prevedere le mosse dell'avversario in un combattimento, attitudine che viene mostrata attraverso un interessante espediente registico; personalmente l'ho trovato un po' eccessivo, anche a causa della slow motion un po' abusata nel corso di tutta la pellicola (raggiungendo vertici assurdi nell'esplosione).
Buono Watson come spalla "sfruttata" da Holmes, interessante l'affiancamento di Irene Adler (apparsa in un solo romanzo di Doyle) come fiamma di Holmes e una sorta di Fujiko della situazione; gli agenti della polizia hanno uno spazio relativo all'interno della storia, ma avrebbero potuto essere caratterizzati un po' di più [spoiler](confesso però che quando viene fatto credere che Lestrade arrivi addirittura a schierarsi contro Sherlock Holmes ci sono cascato e stavo già scagliandomi contro gli autori per aver snaturato il personaggio)[/spoiler].
Efficace l'ambientazione da Londra di fine '800, perfettamente immersa nel passato valorizzando anche gli elementi steampunk, con catene, meccanismi di metallo e altri elementi non così frequenti in film del genere. Molto molto bella la colonna sonora di Hans Zimmer (assieme a Downey Jr. è forse l'elemento migliore del film), in grado di infondere un'atmosfera tutta particolare alla pellicola; in particolare ho trovato una scelta ispirata quella di sottolineare i combattimenti con una musica folk quasi-polka, abbinamento originale ma azzeccato.
Da quanto ho detto finora, potrebbe sembrare un gran bel film, ma non è così.
Il fatto è che l'universo creato per l'occasione lo promuovo, ma non riesco a farlo anche con la storia; tutta la struttura di base è valida e apprezzabile, ma non riesco a dire lo stesso di una vicenda lenta, poco chiara e che avrebbe potuto benissimo essere sostituita con una trama più affascinante. Non si segue il dipanarsi del caso con la curiosità di scoprire chi sia il colpevole, stuzzicati nell'ingegno per assemblare gli indizi cercando di ricostruire mentalmente l'indagine, ma ci si limita unicamente ad apprezzare le singole scene, per lo humor o per il lato fracassone: lo scontro con l'omone nerboruto e la scena coi due martelli di differente grandezza (presente anche in un trailer) sono un perfetto esempio di come questo aspetto sia ben riuscito, sicuramente più di quando il film decide di offrire scene action prendendosi sul serio.
Inoltre, ho trovato piuttosto fuori luogo il fatto che Sherlock Holmes debba affrontare un caso con risvolti paranormali, quando tutti i suoi romanzi sono basati sul concetto "Quando hai eliminato l'impossibile, qualsiasi cosa resti, per quanto improbabile, deve essere la verità."; mi è sembrato quasi uno snaturamento del personaggio e non da poco. [spoiler]Poi, sul finale tutto ciò viene smentito e si scopre che non c'è nulla di paranormale (anche se la tecnologia avanzata per quel periodo appare un po' come "fantascienza"), ma il fatto che per tutto il film io abbia creduto che la vicenda vertesse su quello non mi ha fatto godere pienamente il film; certo, anche "Il mastino di Baskerville" si basava su un apparente caso paranormale, ma qui ci sono toni differenti, più vicini a un film fantastico.[/spoiler]
In definitiva credo che questo nuovo Sherlock Holmes sia una versione ben riuscita.
Questo primo film è appena sufficiente, ma se in futuro vedremo dei sequel (tanto ormai i contratti cinematografici si fanno a blocchi di film [spoiler]e la minaccia di Moriarty sul finale dimostra che la volontà c'è[/spoiler]) è già stato installato un ottimo setting, che però andrà integrato con una trama coi fiocchi. Se gli autori lavoreranno di più sulla stesura di una storia accattivante, ci sono tutte le premesse per avere ottimi film.



