
Nella collana "Disney avventura" dell'etichetta "Disney libri", Topolino ha vissuto avventure fuori dai canoni fumettistici, soprattutto per quanto riguarda la lunghezza delle storie, ma per certi versi anche per il modo in cui esse sono raccontate.
Nella serie, spicca un romanzo breve dalla penna di uno dei maggiori interpreti moderni di Mickey Mouse.
La trama: Topolino ha scritto un libro basandosi sulle sue avventure. Un regista di film di serie Z ne ha comprato i diritti e ne sta girando un film, a cui il nostro eroe supervisiona con perplessità. L'ambientazione è una città di una perduta civiltà, persa in una foresta del classico tipo "pluviale". Le riprese vanno avanti tra alti e bassi, soprattutto per l'incapacità dell'attore che interpreta il Topo, finché la situazione precipita con la scomparsa consecutiva di due membri della troupe...
La prosa di Faraci è ottima, equiparabile a quella a cui ci ha abituato nelle sue classiche didascalie. L'umorismo è tagliente, feroce e fa imprimere un inquietante ghigno sul volto del lettore per tutto il tempo, continuamente stimolato da vari leitmotiv (in cui c'è anche occasione di citare i famosi "nani di gesso"!). L'atmosfera, però, è alquanto horror, visto che al centro della vicenda c'è il "popolo delle tenebre" del titolo, tratteggiato per certi versi in maniera classica (con qualche sapore "evroniano", tra cui un loro membro che si chiama Gortan). La cosa incredibile è che sia i nemici sia i comprimari (della troupe) sono tratteggiati a 360°; come suo solito, Tito parte da facili stereotipi, e li utilizza o confermandoli a scopo demenziale o distruggendoli a scopo drammatico. Ci si affeziona, insomma, tant'é che nell'epilogo l'autore delinea un destino finale per ognuno di loro.
Caldamente consigliato agli appassionati!


