Progetto nato nel 2003 dal pennino del tanto giovane quanto talentuoso Atsushi Ōkubo, Soul Eater è la prova che l'editoria italiana (soprattutto fumettistica) non sempre riesce a fiutare correttamente, e spesso si dimentica di tanto buon materliale non tradotto. E' solo a maggio 2009 che viene rilasciato il primo Tankōbon qui in Italia (ad oggi, 17.X.09, siamo arrivati al terzo).
Che dire del fumetto? La prima cosa che risalta, appena aperto (trascurando il meraviglioso odore di carta stampata) è lo stile dei disegni: pulitissimo, particolareggiato, dinamico e mai noioso, con inquadrature sempre originali. La storia ruota attorno alla Death Weapon Meister Academy (abbreviata DWMA), nella quale, sotto la supervisione del lord Shinigami, dei ragazzi (meister) si allenano assieme alle loro armi demoniache (buki), capaci di assumere un aspetto umano (diciamo che sono più spesso umane, e per le scene di combattimenti si trasformano in armi per assistere i relativi meiser). Il loro obiettivo è di rendere le armi delle Death Scythe, armi che potranno poi essere usate dallo Shinigami. Per diventare tali, le buki devono divorare 99 anime di persone malvagie e un'anima di una strega.
L'inizio in quinta ci cala subito sul campo di battaglia, presentandoci la prima coppia di protagonisti, Soul Eater (la falce assassina), e la sua meiser Maka. Alla loro novantanovesima anima divorata, sono ormai prossimi al successo, [spoiler]ma qualcosa andrà storto e, divorata l'anima sbagliata, dovranno ricominciare daccapo![/spoiler]. Personaggio di secondo piano, ma che non sfugge certo all'occhio del lettore, viste le sue generose forme (

) è la gatta-strega Blair, le cui pose e linee erotiche vengono giustificate sul relativo blog della Panini come "accorgimenti per strizzare l'occhio al lettore, con una velata ironia, senza cadere nel volgare" (diciamo che, girando attorno al succo, l'affermazione può calzare, anche se un lettore medio, se in fumetteria apre quelle due pagine "sbagliate" del fumetto, crede per un momento di aver sbagliato sezione

) (n.b. niente di sconcio o osceno, comunque, sia chiaro!). Gli altri due protagonisti sono Black☆Star, meiser, e la sua kusari-gama (coppia di falcetti collegati con una catena) Tsubaki, meno fortunati dei precedenti, poichè ancora a secco nella raccolta di anime. Per loro infatti, il preside Shinigami, per spronarli a rendere meglio, avrà in mente una sfida con il fantomatico Franken Stein, un potente meiser [spoiler](che tuttavia nei numeri successivi si scoprirà avere un ruolo ben differente)[/spoiler]. A chiudere il simpatico quadro delle presentazioni del primo numero (dalla trama forse poco intrecciata, ma come è giusto che sia un primo numero, per evitare di far cadere il lettore in confusione) v'è Death the Kid (cosplay più-che-sponsorizzato a Romics), figlio del Lord Shinigami, eccentrico personaggio con una mania (forse tendente al demenziale) per l'ordine e per la simmetria, con le sue buki pistole, le sorelle Patty e Liz Thompson. La trama andrà prendendo una piega più interessante con i due numeri successivi (recensione su richiesta

), entrando nel vivo della vicenda, alternando (ahimè) sovente battutine che possono far perdere serietà all'intero quadro (nulla di irrecuperabile, il fumetto a mio parere merita fiducia per le sicuramente buone potenzialità che andrà a sviluppare). Ultima nota positiva per le ambientazioni, che portano tal volta alla memoria dei paesaggi a metà tra il burtoniano e gli ambienti di Kingdom Hearts.
