[Marjane Satrapi] Persepolis

Da Lupo Alberto ad Asterix passando per Rat-Man e i Puffi con tappa nell'euromanga di derivazione barbucciana, nato in Italia e trapiantato in Francia.
  • E, finalmente, lo ho e lo ho letto, qualche giorno fa.

    Incredibilmente bello.

    Un fumetto che ci parla di storia, come MAUS, ma in maniera completamente diversa. E ciò non è dovuto solo alla già citata carica ironica di Satrapi, ma anche, in buona parte, al fatto che tutto è raccontato in prima persona.

    Questo, anche grazie al carattere dell'autrice, riesce a dare una narrazione dei fatti molto vicina all'oggettività, fornendo però un punto di vista molto chiaro. Insomma, quello che desidero io da un qualcosa che mi racconti la storia recente.

    Il tutto è stato reso anche migliore dal fatto che ho un'amica iraniana, che lo ha letto, con la quale ne ho chiacchierato e ne chiacchiererò probabilmente ancora.

    Ah, ed è il primo fumetto il cui film è considerato da me una buona controparte.
    Lorenzo Breda
    Website | Google+ | DisneyStats | deviantART

    If you couldn't find any weirdness, maybe we'll just have to make some!
    Hobbes, Calvin&Hobbes

    [No bit was mistreated or killed to send this message]
  • Sono assolutamente d'accordo con i commenti sopra, e aggiungo solo che chi ha apprezzato Persepolis dovrebbe leggere almeno anche Pollo alle prugne, sempre di Marjane Satrapi. La storia degli ultimi giorni di vita di un musicista che muore per... dispetto. Consigliatissimo.
  • Ieri pomeriggio - saran state le 3 - me ne vado in biblioteca (cosa che ultimamente faccio abbastanza spesso) e per puro caso mi imbatto in Persepolis, di cui tanto avevo sentito parlare ma la cui idea che avevo di lui era abbastanza confusa. Lo prendo e mi siedo da una parte a leggermelo. L'ho finito alle 8 e qualcosa, l'orario di chiusura della biblioteca. Quando si dice che un libro ti cattura. Che poi cacchio, era da molto che un libro non mi aveva catturato così tanto.

    Persepolis è fondamentalmente una autobiografia, contrariamente al mio primo pensiero secondo la quale era un resoconto della rivoluzione islamica e dell'insediamento del regime teocratico. Una volta appurato che arrivati quasi a metà entrambe le cose erano state già ampiamente descritte e vista l'imminente partenza della protagonista, si capì che alla fine gli avvenimenti in questione erano solo fasi importanti della vita di Marjane.

    Persepolis è quindi la storia della vita di Marjane Satrapi, una ragazza Iraniana figlia di due rivoluzionari comunisti, che nel periodo dello scià prendono parte alle manifestazione per rovesciarne il potere. Marji comunque, come tutte le bambine, non ha subito le idee chiare - arriva a dire che "sta con lo scià perchè è stato scelto da Dio" - tuttavia in poco tempo grazie alla sua spiccata curiosità diventa una bambina estremamente cosciente della situazione in cui si trova, vuole partecipare alle manifestazioni, idolatra lo zio rivoluzionario rimasto in carcere per 9 anni e incomincia a nutrire disprezzo per tutti coloro che stanno provocando questo malessere, un esempio, quando vuole torturare con dei tirapugni fatti di chiodi il figlio di un soldato dello scià - e schockante la risposta del ragazzo alle scuse di Marji :"Mio padre non è un assassino, ha ucciso dei comunisti, e i comunisti sono il diavolo!" - . Col passare degli anni arriva anche la guerra fra Iran e Iraq, e dopo qualche tempo i genitori di Marji decidono di mandarla a studiare a Vienna. La fase europea della vita della Satrapi si divide fra lo studio, la droga e la relazione con Markus, alla fine della quale Marji farà ritorno in Iran.

    Duro e crudele come Maus, ma al contrario di Maus viene raccontato da una persona che ha vissuto quegli avvenimenti così recenti (fra gli avvenimenti di Maus e la data dell'opera sono passati quasi 40 anni, fra gli avvenimenti di Persepolis e la stesura del racconto poco più di 10), cosa che contribuisce a dare al tutto quella sensazione di oggettività maggiore di Maus. E a differenza di Maus il racconto non è freddo e distaccato. Ha una marcia in più, la spiccata ironia della sua autrice che, disseminata qua e la contribuisce a non dare quel senso di depressione e di claustrofobia costante. Attenzione però, come marcia in più non è buona. Perchè a conti fatti ho apprezzatto molto di più Maus di Persepolis. Il perchè di questa cosa comunque non l'ho capito. Maus è molto più pesante di Persepolis, è un racconto freddo e distaccato. Eppure l'ho apprezzato di più.
    Boh. Mah. Chilosa.

    E prossimamente mi guarderò anche il film. Per ora un bel 8 e mezzo non glielo toglie nessuno.
  • Torna a “Fumetti Europei”