

Art Spiegelman aveva già dimostrato a tutto il mondo come un'autobiografia drammatica, legata a periodi di conflitto della nostra storia, potesse essere narrata anche sotto forma di narrativa disegnata.
Marjane Satrapi, giovane cresciuta in Iran in tempo di guerra, a soli 30 anni inizia in Francia la pubblicazione della storia della sua vita, attraverso apparizioni periodiche all'interno di un quotidiano; i singoli episodi sono poi stati raccolti in volumi, così da poter essere letti consecutivamente come una vera e propria graphic novel.
La storia comincia nel 1979, quando la piccola Marjane a soli 10 anni comincia ad affrontare le difficoltà imposte dal regime iraniano, come il velo e tutti i divieti che le impediscono di crescere come una giovane delle altre nazioni. La vita quotidiana, le piccole cose, le mode occidentali che le sono precluse sono solo l'inizio delle difficoltà che dovrà affrontare: lo scoppio della guerrà porterà Marjane a dover addirittura espatriare lasciando i genitori, vivendo in Europa in una cultura profondamente differente dalla sua. Tutta l'opera sarà un confronto tra le due differente culture, con la madre di Marjane che va a visitarla, Marjane che torna in Iran, e il suo diverso carattere più maturo le permetterà di affrontare il regime in modo meno passivo. In tutto ciò non mancano vicende prettamente personali della giovane, come le svariate esperienze sentimentali che la renderanno consapevole di come relazionarsi con l'altro sesso, scoprendo che il suo Paese suggerisce un approccio decisamente sbagliato.
Anche Maus era un analisi storica, focalizzandosi principalmente sulle vicende del protagonista; diversamente da Spiegelman però, la Satrapi utilizza la sua carica ironica per donare a tutta la narrazione una natura fortemente contrastata. In questo modo è più facile per il lettore rispecchiarsi nella protagonista, allibita di fronte ad alcne scelte o situazioni assurde nelle quali si ritrova, per poi sprofondare nel dolore più forte nei momenti più drammatici e sconvolgenti, in grado di abbattere anche una ragazza solare come Marjane.
Tra i passi più angoscianti c'è di sicuro il crollo della casa dei vicini, il racconto sulle "chiavi del paradiso", il crollo della madre di Marjane all'aereoporto, e il periodo di vagabondaggio...
I dialoghi e le didascalie, molto forti, si sposano con i disegni in una sorta di "racconto intorno al fuoco", per il quale non si ha mai la sensazione di vedere una storia vera e propria vissuta dai protagonisti, ma è più come avere di fronte la Satrapi che ripercorre il suo passato condividendolo con noi.
I disegni sono composti da tratti decisamente semplici, che potrebbe riprodurre chiunque; il talento della Satrapi sta però nella costruzione della vignetta, che riesce sempre a trasmettere immagini suggestive, arricchite nella carica emotiva dal sapiente utilizzo del bianco e nero.
Una di quelle letture fondamentali nel mondo del fumetto, che tutti gli appassionati dovrebbero leggere, e anche chi solitamente non mastica fumetti non può rimanere indifferente al peso e alla lettura piacevole di Persepolis.


