
DA PAURA. Nel senso che è bellissimo...ma anche che fa paura davvero. O meglio, disturba, e tanto. Questa trasposizione (che mi dicono dalla regia essere fedele al 79%) della favola nera di Gaiman, l'ha fatta Henry Selick, uno che di paura, o comunque di mondi fantastici e un po' perversi se ne intende. Era lui - e non Tim Burton, ricordiamolo, che era solo il produttore! - il regista dei due stop motion Disneyani Nightmare Before Christmas e James e la Pesca Gigante, che di per sé attingevano all'estetica del grottesco e dell'inquietante (anche se il primo era pauroso solo a parole, il secondo paradossalmente disturbava di più). Poi avevamo avuto fuor di Disney La Sposa Cadavere del solo Burton, e adesso questo Coraline del solo Selick, che con le sue atmosfere allucinate si spera possa preludere ad una nuova collaborazione tra i due ora che la stop motion è stata riesumata in Disney.
Visto il film in 3d occhialettato, cosa che pare esser diventata di moda, posso dire di aver avuto un'esperienza altalenante, visto che rispetto a prima paiono perfezionati in comodità, ma peggiorati sotto il profilo tecnico, visto che abbondavano sfarfallii e momentanei sbalzi al 2d. Del resto penso che il formato sia nuovo e prima che si assesti, vedremo le case cinematografiche e gli esercenti sperimentare in modi sempre diversi. Salvo una scena iniziale, che buca lo schermo, e alcune scene verso la fine però non è che il film faccia un uso spropositato di questo 3d, anche se ovviamente l'effetto di profondità è sempre gradevole.
Per il resto la parola inquietante descrive alla perfezione TUTTO ciò che è contenuto all'interno dell'ora e quaranta di durata. Le premesse sono inquietanti, con il trasloco e la solitudine della protagonista, è inquietante l'ingresso in questo mondo ideale dove sono tutti interessanti, è inquietante il fatto che abbiano tutti dei bottoni al posto degli occhi, sono inquietanti anche i comprimari del mondo reale e pure quelli che non vogliono essere mostruosi o bislacchi, come la stessa Coraline e i suoi genitori. A rendere straniante il tutto contribuisce la natura imperfetta della stop motion stessa: abituati come siamo alla perfezione della CGI, è oltremodo scioccante vedere i movimenti scomposti e leggermente sgraziati di certi pupazzetti, alcune andature dinoccolate e traballanti, qualche arto troppo floscio. C'è da dire che sono stati fatti enormi passi avanti dai tempi di NBX e James, sia qui che nella Sposa ho infatti notato un'estetica più "pulita", con modellini più espressivi e set meno caotici ma non per questo poco ricchi. Un miglioramento che ha reso più appagante la visione.
E la storia? Bé l'inquietudine che offre è frutto di una riflessione seria e completa su quelle che sono le paure infantili peggori. E non solo le paure, ci sono anche la curiosità (Coraline che esplora), la poca fedeltà (Coraline che tradirebbe volentieri la sua famiglia per seguire la sua chimera), l'amore/odio nei confronti dei propri genitori, il disagio verso gli estranei che ci sembrano bislacchi. Inoltre, le paure di per sé offrono una vasta gamma di situazioni: c'è l'anomalia tra le mura domestiche, c'è il trovarsi in una dimensione misteriosa, il non riuscire più ad uscirne, ci sono le trasformazioni, la morte, la perdita, l'orrore puro, la violenza fisica, i MOSTRI, tutto immerso in un sugo di solitudine e atmosfera onirica. L'Incubo per eccellenza.
Può sembrare molto retorico come concetto ma Coraline è un film che davvero parla al fanciullino nascosto dentro di noi: senza mediazioni di alcun tipo va direttamente a dialogare con le angoscie irrisolte che risiedono dentro il nostro subconscio. E lo fa con ogni mezzo, dalle frasi illogiche come Sono la tua altra madre o E' il piano che sta suonando me!, alle canzoni che sono presenti seppur in minima parte, e pure diegetiche, cosa che non fa altro che aumentarne lo straniamento e il loro essere deliziosamente "fuori luogo". Insomma, Coraline è un capolavoro, l'horror intimista che ci voleva, ed è pure un signor film d'animazione. Portateci un bambino e terrorizzatelo per bene, ve ne sarà grato.










