La Grande Dinastia dei Paperi – Volumi dal 22 al 32 (1960/61-1968)
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Mentre in edicola è da poco finita questa cronologica, a me è giunto la scorsa settimana il settimo invio. In concomitanza con ciò, posso riprendere il mio progetto di recensione con il terzo “commentone”, che come si capisce dal titolo prende in considerazione i volumi con le storie dell’Uomo dei Paperi fino alla data del suo pensionamento. Con altri due grandi scaglioni (le storie prima del 1950 e quelle post-pensionamento) si completerà il quadro generale che, pur per sommi capi, sto tentando di tracciare.
Tornando a noi, gli anni ’60 sono quindi i protagonisti. Siamo appena usciti dai fasti delle magnifiche storie del precedente decennio, alla fine del quale avevo notato personalmente alcune sceneggiature un po’ traballanti (penso a
l’isola nel cielo, che sto comunque in parte rivalutando, o a
ZP magnate del petrolio). Be’, se questo fatto mi avesse fatto temere un periodo di stanca, il problema è stato del tutto evitato: questi 8 anni non sono certo una delusione nella qualità delle storie, né per quanto riguarda le trame né per i disegni, che cavalcano l’onda del perfezionamento che già avevano subito dalla seconda metà degli anni 50 in poi, maturando ancora un po’ ma assestandosi per lo più sulla già ottima e matura linea posseduta sul finire del decennio.
Altri anni parchi di storie più che buone, quindi!
ZP e la fonte delle giovinezza si conferma infatti sul trend delle storie avventurose e alla ricerca di miti e leggende… addirittura Paperone trova la mitica acqua che rende immortali, con tanto di prove viventi. Bello e originale il modo di raccontare la storia, con Paperone e i nipotini che la raccontano a una Nonna Papera in visita al Deposito.
ZP e il riduttore atomico è invece una storia avventurosa sullo stampo di “soldi dello Zione in pericolo”: qui il Deposito è stato rimpicciolito, ed è minacciato dalle formiche… Una trama del tutto fantastica/fantascientifica è invece quella di
ZP e il Valhalla cosmico, dove Barks conferma la sua voglia di spogliare miti e superstizioni della loro aura mitica e di spiegarli rendendoli ovvi…qui sono gli dei dell’antica Grecia a venire “abbassati”, in una storia simpatica.
Gli anni 60 sono importanti anche per l’esordio di un nuovo personaggio ad opera di Barks: sulle pagine di
Uncle Scrooge ecco quindi comparire Magica De Spell (la nostra Amelia) nella classica
ZP e la fattucchiera, e come esordio non c’è male, una storia movimentata dove si capisce che in origine la strega che ammalia non era interessata proprio alla Numero 1, ma a una qualsiasi moneta di Paperone, e che serve a capire quanto inesatte in alcuni particolari (come il modo in cui Amelia dovrebbe fondere la moneta di Paperone) possano essere le moltissime storie successive, specie italiane. Amelia ha modo di tornare subito in una
ten page di
Walt Disney Comics and Stories,
ZP e il giorno di S. Valentino.
Ma Amelia non è la sola
new entry nel mondo Papero ad opera di Carl Barks: ecco infatti in
ZP e la superbenzina comparire (per la prima e unica volta se si considera la mano del Maestro) John D. Rockerduck, magnate della finanza, giovane rampollo che in questa storia si batte con Scrooge per dimostrare chi dei due produce la benzina più potente. Una storia molto divertente per le disavventure di Paperino, e importante perché fornisce agli autori italiani quello che diventerà il maggior rivale in affari di Paperone, soppiantando il precedente Cuordipietra.
Una storia molto bella è poi
ZP e la barca d’oro, con una sfida a tre tra Paperone, Paperino e Gastone.
Ancora il mito viene scandagliato da Barks in
ZP e la caverna di Alì Babà, dove una delle fiabe delle
Mille e una Notte diviene lo scenario per quest’avventura e la possibilità per Paperone per accrescere il proprio patrimonio. Mentre tanto i Bassotti quanto Amelia hanno di che penare per capire come rompere il supervetro con cui Paperone ha rivestito il suo Deposito in
ZP e la cassaforte di cristallo.
Amelia torna di prepotenza come antagonista massima, però, in altre tre storie, tra le migliori con la fattucchiera, a mio parere, e cioè
ZP novello Ulisse, dove si scopre che Amelia è una discendente della maga Circe e dove la maga si appropria proprio dei trucchi dell’antenata – e ancora c’è la strizzata d’occhio ai miti, in questo caso omerici – e
ZP e l’inespugnabile Deposito, dove l’azione abbonda e le proprietà magiche anche di cambiamento della fattucchiera non mancano di certo. Infine cito
Amelia maga del cangiante, dove se già il siero che fa cambiare volto è una trovata fantastica, la popolazione dei senza-faccia è fenomenale!
Due storie bellissime sono la famosissima
ZP snob di società, dove appare il Rubino Striato che sarà poi ripreso da Don Rosa, e
ZP e gli Indiani Paperuti, che mi fa sempre divertire molto nel leggerla e dove si apprende della passione di Paperone per il tè alla noce moscata.
ZP e la corona dei Maya è un’altra caccia al tesoro dello Zione, che non mi ha però convinto tantissimo, al contrario della scanzonatissima
P reporter degli abissi che già avevo gustato sul
Topolino dei 50 anni di Donald, ed infatti è un Paperino al massimo quello che agisce.
ZP e il denaro colloso è una storia simpatica e particolare.
Molto divertente è
ZP spendaccione per ipnosi, e carine anche
ZP e il tappeto volante e
ZP – “L’Arcipelago dei Piumati”, che rivedono in pista Amelia, guardacaso in situazioni da mito e fiaba come un altro riferimento a
Le Mille e una notte e una filastrocca classica.
Una storia che rappresenta ironicamente la fortuna di Gastone è
P e l’elefante picchiettato, molto gustosa, poco significativa
ZP e la lattuga mimetica che sa troppo di già visto, spettacolare
ZP e la moda della parrucca (ma forse soprattutto perché ci sono affezionato, la conosco da bambino) mentre mi sembra abbastanza sgangherata, ma non per questo meno affascinante,
ZP postino dello spazio, bizzarra e divertente.
Un tentativo di furto coraggioso e movimentato da parte dei Bassotti (altro che quelli odierni…) è il motore di
ZP e la meraviglia scientifica, che riecheggia l’avventura della macchina scassatutto, dove i Bassotti rubano tre giganteschi robot per distruggere il Deposito. Molto immaginifica e quindi riuscita
ZP e la corsa all’oro, che vede la storia delle corse all’oro ripetersi con un “Nuovo Mondo”, lo spazio. Non mancano riflessioni sull’animo umano.
Sulla splendida
ZP e i misteri della Cattedrale non c’è molto da dire, è uno dei capolavori del Maestro per me, claustrofobica al punto giusto e goticissima.
ZP Lawrence d’Arabia non mi ha detto granchè, in realtà, avendola sentita nominare pensavo di più, mentre lodo
ZP e la palude del non ritorno, che ha momenti divertenti in puro stile Barks non rinunciando all’avventura e al mistero…belle le scene dove Paperino non ricorda chi sia Paperone e viceversa.
E se per quanto riguarda le storie che ricordano il passato da cercatore d’oro di Scrooge
La Stella del Polo rimane la migliore e
ZP a caccia di fantasmi la conoscevo già da
Tesori 3 e l’avevo gradita assai soprattutto per il finale [spoiler]con McViper[/spoiler] ma anche per tutta l’atmosfera di desolazione, Don Rosa da molti anni mi ha messo la pulce nell’orecchio per scoprire la bellezza di
ZP a Nord dello Yukon…ed è davvero stupenda, mi domanda sempre perché non l’abbiano inserita in
Tesori 4 ma tant’è, finalmente l’ho letta. Uno Zio Paperone umanissimo e dolcissimo, quanto il cane Barko.
Un gradito ritorno nella sua terza e ultima storia (ad opera di Barks) è quello di Cuordipetra Famedoro in
ZP tutto per la concessione, anche se l’antagonista non compare poi molto. Anomala ma divertente è
ZP e la regina dei dingo, con la colorazione della palandrana che si fa rossa e un mistero dove i caratteri di Paperone e dei 4 nipoti sono perfettamente tratteggiati, vien da dire che in quella situazione avrebbero agito e in nessun altro modo. Divertente il personaggio di Tweedy come cantante di successo.
ZP e il castello del duca pazzo è un’altra storia strana, dove Paperone perde la memoria, diventa fluorescente…tutto per salvare e nascondere il suo denaro ai Bassotti. Bella, queste ultime storie sono veramente molto godibili e nel contempo poco conosciute. Lo stesso vale infatti per
ZP e il bilione in fumo con i micropaperi (dove la palandrana torna rossa), per
ZP e lo Zoccolo di Fuoco – avventura casalinga ma comunque molto emozionante grazie ai Bassotti e alla scoperta che non sempre i cavalli sono in carne e ossa – e per
ZP e il tesoro di Marco Polo, dove Barks raffigura scene di guerriglia e rivoluzione realistiche.
ZP monarca del bestiame è simpatica ma niente di che, mentre il pezzo forte dell’ultimo volume che recensisco è
Re Paperone Primo. Molto bella l’idea di mettere sia la versione storica disegnata da Strobl sia quella che un anno fa Daan Jippes ha ridisegnato con il suo tratto più vicino a quello del Maestro. Io non sono uno dei detrattori dell’idea di Jippes di rifare tutte le storie scritte da Barks ma disegnate da altri, lo stile di disegno di questo erede di Barks mi è sempre piaciuto, quindi non sono contrario. Sulla legittimità dell’operazione ne parlerò magari nell’ultimo blocco di recensione, quando tutte le storie dei volumi saranno disegnate da Jippes. Per ora mi limito a dire che avere entrambe le versioni (di cui la seconda inedita in Italia) è molto utile e interessante, e si vede come per molti aspetti la versione del 2007 abbia un tratto più dinamico e nello stesso tempo fedele a quello del Maestro rispetto alla versione di Strobl, comunque onesta e meritoria di comparire (nonostante il modo squadrato di disegnare di Strobl non mi sia mai molto piaciuto).
Per quanto riguarda la trama…molto molto ben costruita, una delle migliori di questo blocco.
Molto belle poi
ZP nella reggia delle sirene,
ZP e la gemma-anatema e
P e la minaccia del Loup Garou, storie avventurose e divertenti (l’ultima coi bei disegni di Jippes) che anche se sono le ultime di Barks non mancano di essere belle e avventurose quanto quelle del passato.
Non calano anche le
ten pages divertenti e meritorie, oltre alle storie del Diario di Paperina (non sempre bellissime) e a quelle di Archimede. Eccone alcune tra le mie favorite:
Le prove aerostatiche,
La caccia al tacchino,
Il problema da nulla,
P Turista romantico,
L’asta del picnic,
L’opale catalessico,
P Accalappiacani scientifico,
La strega a reazione,
Il rinoceronte dagli occhi rosa,
P demolitore,
La pepita mimetizzata,
P presidente a tutti i costi,
Il turismo veloce,
Il capitan Malocchio,
P tedoforo,
P luminare dell’intervento, e una menzione speciale devono avere
P e P – Il marinaio antico ma non troppo e
P estetista travolgente, dove Paperina sfoggia delle parrucche colorate molto “trasgressive” e inusuali, probabilmente perché Barks sapeva che sarebbe di lì a poco andato in pensione.
Gli articoli di Boschi e Becattini sono sempre il fiore all’occhiello della collana, qui cito gli esterni: Silvia Ziche, spiritosa come sempre, Giulio Carnazzi, Stefano Priarone, Gianni Brunoro, Lidia Cannatella (per l’intervista già apparsa a suo tempo su
ZP e sul volume
Carl Barks l’Uomo dei Paperi), Tito Faraci, Giulio Cesare Cucciolini.
Next, le origini con gli anni 40 di Barks.