[Spillati Disney] PKNA: Paperinik New Adventures
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Sei conscio del fatto che la storia che hai letto è stata realizzata nove anni fa?
Mgari nove anni fa non era ancora nato...
.....
cazz
ok sto zitto
comuqnue ribbadisco il fatto che avrei preferito che la storia fosse fatta in modo diverso
cazz
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comuqnue ribbadisco il fatto che avrei preferito che la storia fosse fatta in modo diverso

Un numero carino. I testi sono in parti più comprensibili e in altre parti meno, come ad esempio l'uscita di scena di Xaddhom che vuole dire qualcosa a Paperinik. I disegni di Guerrini, in verità, a me non piacciono molto, preferisco uno Sciarrone, un Mastantuono ( dal tratto più comprensiile, almeno per me) e anche un L. Pastrovicchio che ho avuto modo di apprezzare in alcuni numeri della terza serie di Pk e che ritroveremo nel prossimo numero, da me molto atteso.

Genesi di un Capolavoro
La voglia di sperimentare e di innovare tipica degli anni novanta ha trovato in questo fumetto la sua migliore espressione. PKNA, il grande iniziatore di una tradizione che avrebbe portato poi la Disney, tra alti e bassi, a mutare profondamente il suo panorama editoriale, è infatti il risultato del liberalismo e dell'impulso immaginifico che l'Accademia Disney, retta dal grande Giovan Battista Carpi, diede alle giovani menti dei disegnatori e degli sceneggiatori di allora. Fu quindi in un contesto assolutamente positivo che un gruppo di "teste calde" decise di puntare su un progetto rischiosissimo, che avrebbe utilizzato Paperinik come cavia per la sperimentazione di un nuovo modo di fare fumetto Disney. Questo nuovo tipo di rivista avrebbe formalmente ricalcato il formato dei comics supereroistici americani, con un'unica storia (ma lunga una sessantina di pagine) a dare il titolo all'albo. Il target poi sarebbe stato notevolmente alto, permettendo così al serial una maggior profondità narrativa, e impedendo in questo modo l'allontanamento dal mondo Disney di un'intera generazione di lettori, abituati al settimanale Topolino. La terza importante novità sarebbe stata l'introduzione di una dimensione continuativa, in un ambito che, se si esclude Don Rosa, non conosceva la continuity dai tempi delle strips di Gottfredson. Queste caratteristiche fecero di PKNA un prodotto assolutamente inedito che avrebbe potutto riscuotere grandi successi come fallire miseramente. Per non sbilanciarsi troppo, e per mantenere la propria identità sperimentale, si scelse di far uscire durante il 1996 tre albi di prova, i famosi numeri zero, per testarne il successo. La trimestralità - non apertamente dichiarata - servì ad accrescere l'attesa dei lettori che, quando il 14 Marzo 1996 si trovarono tra le mani il numero zero Evroniani, non riuscirono a fare a meno di attendere il successivo. Dal consueto ambiente Paperopolese in cui Paperinik si muoveva ormai da anni, si entrò così in una specie di universo allargato, con nuovi alleati e nuovi nemici. Già in Evroniani vengono presentati alcuni personaggi ed elementi che sarebbero diventati poi delle costanti all'interno della serie, come Angus Fangus, sordido giornalista Neozelandese la cui principale occupazione sembra essere infangare il nome di Paperinik, calunniandolo durante i notiziari televisivi. Ma la chiave di volta che proietta il povero Donald in questa dimensione fantascientifica è tutto fuorchè nuova. Si tratta infatti di Zio Paperone, che ha da poco acquistato la Ducklair Tower, torre fantascientifica colma di misteri da svelare. Paperone nomina il povero nipote custode provvisorio della torre, e Paperino, nei panni di Paperinik, scopre in essa un piano segreto. E' l'occasione per far entrare in scena Uno, l'Intelligenza Artificiale che comanda in segreto l'intero edificio: Uno rivela che l'artefice di tutto altri non è che Everett Ducklair, un misterioso miliardario inventore che, per ritrovare la parte migliore di sé, si è autoesiliato in un eremo tibetano, e decide, un po' per noia, un po' per simpatia, di schierarsi al fianco di Paperinik, mettendo al suo servizio tutta la futuristica tecnologia di cui dispone. Poste queste basi la serie decolla, facendo il tutto esaurito, e raggiungendo sul finire nel 1996 la stabilità necessaria ad inaugurare il numero #1: Ombre su Venere, con cui la testata acquisterà una cadenza bimestrale, per diventare definitivamente mensile solo con il #4: Terremoto.
Tanti nemici per un Solo Papero
Non si può certo dire che quella di PKNA sia una continuity stretta. Benchè nelle storie venga conservata memoria degli episodi precedenti, con frequenti citazioni anche alle opere di Carl Barks, la serie mantiene sempre un'impronta grossomodo autonclusiva, con episodi che molto raramente verranno raggruppati in archi narrativi. La serie tuttavia segue alcuni filoni ben precisi, che non di rado si contaminano tra loro per dar vita a ulteriori sottotrame derivate, e si alternano numero dopo numero in modo abbastanza omogeneo. Il primo di questi filoni, nonchè il più importante, è quello spaziale, che mette in scena come nuovi nemici di Paperinik il popolo alieno degli Evroniani, parassiti spaziali in cerca di mondi da conquistare.
Fra i cattivi Disney che più hanno colpito la fantasia dei lettori, gli Evroniani possono vantare una delle caratterizzazioni più felici della serie. A metà strada tra il regno animale e quello vegetale, gli Evroniani fanno del classismo la loro caratteristica principale. Una gerarchia statica che divide in modo deciso i soldati semplici dagli ufficiali, gli unici dotati di pensiero autonomo. La società Evroniana ha acquisito quest'impronta militaristica per sopravvivere, dal momento che l'unica energia in grado di mandare avanti la loro civiltà sembra essere quella emozionale. Gli Evroniani vagano quindi per l'universo a caccia di pianeti da assoggettare riducendone gli abitanti in Coolflames, zombie svuotati delle proprie emozioni, totalmente assoggettati all'impero evroniano. Quando però, attirati dalle emozioni scatenate dalle soap-opera, i vampiri spaziali metteranno gli occhi sul pianeta Terra, troveranno in Paperinik un improbable avversario. Per rendere credibile questa cosa, e non farla puzzare di forzatura, viene creata per PK un'alleata di tutto rispetto, che in breve tempo diventa uno dei personaggi preferiti dai lettori. Si tratta di Xadhoom, ultima superstite di un pianeta, Xerba, ridotto in schiavitù dagli Evroniani. L'aliena, uno dei personaggi Disney più tragici mai creati, nutre nei confronti di Evron un odio misto al rimorso per non essere riuscita a difendere il suo popolo, coi poteri che proprio durante l'invasione Evroniana stava acquisendo. Divenuta capace di controllare la materia stessa, Xadhoom paga il prezzo di questo con la solitudine, e decide così, di aiutare Pikappa nella missione di liberare l'universo dalla minaccia di Evron. Gli evroniani saranno protagonisti assoluti di una delle rare minisaghe della serie, la quadrilogia delle Spore, quattro numeri tacitamente collegati tra loro, che raccontano del tentativo degli Evroniani di estendere sulla Terra le proprie piantagioni di Spore, loro primitivo stadio vitale. Questo gruppo di numeri ha una certa importanza perchè oltre ad ipotizzare l'esistenza di un gruppo di Xerbiani superstiti e a gettare nuove luci sul passato di Angus Fangus, inaugura una delle sottotrame più interessanti e allo stesso tempo peggio sfruttate della serie: quella dell'esercito. Pikappa scopre infatti che l'esercito Americano è da mesi in trattative con gli Evroniani, e che nel cinquantunesimo dipartimento, di stanza nel Calisota, c'è chi vorrebbe impedire tutto questo. Si fa così conoscenza con il rivoluzionario generale Wisecube, e col suo ottuso rivale, il colonnello Westcock. Una sottotrama che lascia non poche perplessità visti i repentini cambi d'umore dei due protagonisti principali e l'andamento un po' reticente, e parecchio confusionario delle storie che li riguardano. I personaggi che però ricorreranno di più in questo filone saranno gli ufficiali evroniani, come il generale Zondag, il capobranca Zoster e il consigliere imperiale Zotnam, responsabile delle truppe Evroniane per l'attacco alla Terra. Fra loro, il personaggio che rimarrà più nel cuore dei lettori sarà il capobranca Gorthan, personaggio affascinante e affascinato dalla cultura terestre, al punto tale da ammalarsi di conoscenza e venir così respinto dalla sua stessa società, avversatrice del libero pensiero.
Il secondo grande filone pikappico è quello dei viaggi nel tempo, inaugurato già dal secondo dei tre numeri Zero. In Il Vento del Tempo Paperinik fa la conoscenza del Razziatore, pirata temporale proveniente dal ventitreesimo secolo. E' l'occasione per introdurre a Paperopoli alcuni elementi del tutto nuovi come la Tempolizia, corpo di agenti che vigilano su ogni epoca, e l'agente addetto a questo secolo, il droide Lyla.
Il personaggio di Lyla, sulla quale si scelse di sperimentare un nuovo tipo di antropomorfismo che l'avrebbe allontanata dalle sue fattezze paperose in luogo di una sensualità tutta umana, sarebbe diventato poi uno dei preferiti dei lettori, che in fase preadolescenziale non rimanevano insensibili al fascino della bella tempoliziotta col becco. L'amicizia di Paperino con Lyla si sarebbe rivelata in segito un portale per visitare più volte il ventitresimo secolo. Questo accade la prima volta in Ritratto dell'Eroe da Giovane, una superba parodia del potere dei media, così come si pensa potrebbe evolversi fra tre secoli. Ma è in storie come Seconda Stesura, Carpe Diem e Frammenti d'Autunno, che Pikappa, tra un paradosso e l'altro, inizia a prendere confidenza con questo secolo, imparandone a conoscere gli amici, come Odin Eidolon, futura incarnazione umanoide di Uno, e i nemici come L'Organizzazione, cartello di predoni temporali contro cui Pikappa spesso combatterà avvalendosi spesso e volentieri dell'aiuto del Razziatore, nemico, sì, ma con un certo onore. Il perosnaggio del Razziatore infatti col passare del tempo perderà ogni traccia di malvagità venendo ritratto come un duro dal cuore d'oro, capace sia di compiere razzie che di essere un buon padre. Un personaggio che avrebbe potuto invece essere maggiormente indagato è il scrificatissimo guerriero Urk, risucchiato accidentalmente nella nostra dimensione per colpa del Razziatore e desideroso di tornare a casa. Il personaggio comparirà in tre storie per poi tornarsene nella sua dimensione senza aver più di tanti influito sugli eventi della saga.
Sebbene la serie sia contesa tra questi due grandi filoni, è possibile tuttavia individuarne un altro paio che, pur occupando meno spazio non si possono certo definire minori. Il primo è quello di Due, sorta di gemello malvagio di Uno, costruito da Everett Ducklair come back-up, in grado si sotituire Uno in caso di avaria. Questo onnipotente ammasso di dati impazziti diverrà ben presto una vera e propria persecuzione per il povero Pikappa, convinto ogni volta di averlo eliminato. L'incancellabile Due sarà uno dei personaggi che più favoriranno la contaminazione tra le varie trame, salvandosi sempre per il rotto della cuffia e aggregandosi come un parassita spesso e volentieri a personaggi appartenenti ad altri filoni.
Il quarto e ultimo filone è quello poliziesco, che vede Paperinik stringere amicizia con Mary Ann Flagstarr, un'aquilotta di colore, agente della PBI, sorta di corrispettivo paperopolese dell'FBI. Queste storie di carattere urbano, sono spesso e volentieri utilizzate come "cuscinetti" per tirare il fiato tra un numero e l'altro e vedono antagonisti di varia natura. Sono per lo più autoconclusive, tuttavia non mancheranno alcuni temi ricorrenti come i contrasti con Belgravia, nazione europea che fa del commercio d'armi l'asse portante della sua economia. Un personaggio importantissimo che tornerà più volte, è Morgan Fairfax, sorta di folle benefattore, intenzionato a sommergere la costa ovest degli Stati Uniti, per far affiorare una nuova terra da abitare.
Storielle, Rubriche e Speciali
Uno degli elementi distintivi di PKNA, che col tempo sarebbero andati persi è la differenziazione stilistica tra i vari autori. In PKNA si poteva sperimentare a volontà, e poteva quindi capitare di passare dal tratto sporco di Guerrini a quello pulitissimo di Barbucci, da quello ruvido di Mottura o Lavoradori a quello superlevigato di Sciarrone. Anche sceneggiatori come Faraci, Sisti, Artibani o Enna trovarono in PKNA il terreno giusto in cui sperimentare nuove tecniche narrative, e in questo senso un ulteriore passo avanti venne fatto con l'introduzione delle miniserie che dal numero #8: Silicio in poi avrebbero costituito una piacevolissima appendice. Fra le miniserie più rivoluzionarie si ricordano Angus Tales, giallognola rievocazione del passato Neozelandese di Angus Fangus, affidato al tratto umoristico della Ziche, e Io Sono Xadhoom, sorta di delirio visivo firmato da Fabio Celoni in cui le immagini fluiscono come liquido a mo' di flusso di coscienza, come se volessero andare di pari passo coi pensieri della tormentata protagonista.
Sin dal primo editoriale, gli autori cercarono di creare un punto di contatto coi lettori, coinvolgendoli in tutti i modi tramite iniziative di ogni tipo. Si ricordano a questo proposito la Pkard, promessa a chi inviava idee nuove, e la PK-Action Hero Card, che andava riempita coi bollini che il Pk-Team inviava come ricompensa per aver compiuto atti eroici come farsi la doccia in una cabina telefonica e altre facezie. Niente come le rubriche, però, può riassumere il lato faceto di PKNA, che equilibrava la serietà delle storie con uno humor assolutamente demenziale. Portatrice di questo humor fu in primo luogo la Pk-Mail, la rubrica della posta, che rispondeva in modo assolutamente demenziale alle richieste dei lettori. Grazie alla Pk-Mail si ebbero i primi tormentoni come poche ragazze da quelle parti o comprati un criceto, che rispondevano in modo irriverente alle segnalazioni dei nerd dei numerosi errori sparsi nelle storie. Lo humor pikappico spesso e volentieri filtrava anche nelle storie; queste contaminazioni si devono soprattutto a Tito Faraci che spesso e volentieri in coppia con Silvia Ziche introduceva concetti come Baldo l'Allegro Castoro, cartone animato in voga a Paperopoli, e i nani di Gesso, tormentone portabandiera di un certo umorismo naif. Ma il punto d'arrivo del naif si ha col personaggio di Oskar Bertoni, sorta di "scemo del villaggio" intepretato da Davide Catenacci, che nelle rubriche in fondo al giornale si lasciava prendere bonariamente in giro. Tutto questo avrebbe posto le basi per la nascita dei primi Fan Club virtuali, che grazie a una fitta rete di siti, forum, mailing list e canali di chat si sarebbero mantenuti attivi fino ad oggi.
Nell'estate 1997 uscì Missing, il primo di una lunga serie di speciali estivi che sarebbe proseguita fino al 2001. Questi albi non numerati divennero una piacevole consuetudine, che ogni estate avrebbe visto il Pk-Team fare il punto della situazione indagando tramite storie episodiche i retroscena di quanto accaduto fino a quel momento. Uno dei più riusciti è infatti Zero Barra Uno, lo speciale 98, il famosissimo numero inesistente, per parecchio tempo utilizzato a mo' di tormentone , per imbrogliare i collezionisti più ingenui, che credevano così di avere un buco nella propria raccolta. Seguiranno La Fine del Mondo, che indaga sui retroscena della caduta di Xerba, e Super, un fotoromanzo con protagonista Bertoni e intervallato da normali ministorie che descrivono i pro e i contro della vita del supereroe.
Una Lieta Morte
Il calo di vendite che subì la testata nel 1999, convinse il Pk-Team che era tempo di chiuderla e di passare ad altro. Ma, a differenza di molte recenti chiusure che avrebbero in seguito rovinato alcune fra le migliori testate Disney, quella di PKNA non fu assolutamente frettolosa ma lenta, graduale e ragionata. A fine estate uscirono infatti due numeri consecutivi, in seguito noti come bilogia del Razziatore, Il Giorno che Verrà e Niente di Personale, scritti da Artibani, anticiparono la chiusura del filone temporale, mostrando definitivamente il Razziatore come uno dei buoni. Subito dopo vennero pubblicati Clandestino a Bordo, Lontano Lontano e Sotto un Nuovo Sole, che costituivano la cosiddetta Trilogia di Xadhoom in cui si narra della sconfitta di Evron. In questa saga vengono ritrovati gli Xerbiani superstiti, accennati tempo prima, e grazie a loro viene costruito un macchinario per risvegliare i Coolflames dal coma anaemozionale. Un finale che fece discutere non poco, poichè non mostrava direttamente la sconfitta dei vampiri spaziali, ma la si sottintendeva, mostrando Pk, Xadhoom e gli Xerbiani allontanarsi da Evron lasciandolo in balia degli arrabbiatissimi ex-coolflames. Sotto un Nuovo Sole, però, seppe innegabilmente commuovere in quanto numero dell'addio di Xadhoom che nel finale sceglie di sacrificarsi per il suo popolo trasformandosi nella stella che fornirà energia alla nuova Xerba. Un modo malinconico per chiudere il 1999, preparandosi le basi per l'ultimo anno di vita editoriale della testata.
Nel 2000 infatti non rimase altro da fare che chudere gli ultimi spiragli di trame rimaste, non senza cogliere l'occasione di diluire tutto questo in una moltitudine di numeri autoconclusivi. Alcuni di questi vengono considerati oggi tra i numeri migliori di PKNA, perchè prodotti in un periodo di totale libertà creativa, in cui gli autori erano liberi di spaziare da un genere all'altro senza niente che li ancorasse a tematiche spaziali. Con Agdy Day si visitò infatti il mondo dell'economia, con frequenti riferimenti alla Borsa, mentre nel poetico La Sindrome di Ulisse, ci si spostò negli abissi del mare, nei pressi di una cittadina portuale.
Finito questo periodo di break iniziò il cammino che avrebbe portato PKNA alla conclusione: Tempo al Tempo segnò la fine dei viaggi temporali, giustificando la cosa con il fenomeno della Microcontrazione, voluta dal Signore del Tempo per impedire che si abusasse del continuum. L'Organizzazione poi veniva debellata grazie al supporto del Razziatore, passato definitivamente dalla parte dei buoni. Sul Lato Oscuro segnò invece l'autentico finale della trama Evroniana, portando Paperinik e Westcock sulla Luna per firmare un insidioso trattato di pace con gli ultimi Evroniani superstiti. Con Operazione Efesto, poi, si ebbe la fine di Fairfax, Belgravia e della collaborazione di Paperinik con la PBI. E infine fu ne Le Parti e il Tutto, narrante la nascita di Odin Eidolon grazie alla fusione di Uno con Due, il germe del proprio contrario, che PKNA ebbe la sua conclusione ideale, in uno degli episodi più intelligenti e affascinanti della serie.
Il doppio numero 49/50, Se..., fu infatti un numero a metà tra il celebrativo e l'introduttivo. Grazie all'espediente del Libro del Destino vennero infatti ripercorsi alcuni fatti della saga appena conclusa, mostrandoli sotto una luce nuova, in pieno stile dei marvelliani What if. Al posto dell'Osservatore c'è però un Everett Ducklair in fuga dal monastero tibetano che aveva abitato per tanti anni. Una fuga le cui motivazioni sarebbero state spiegate solo nella serie successiva, quel Pk2 che tanto avrebbe promesso perdendosi poi per strada sfiancato dalle polemiche.
Considerazioni
Sono passati ormai dieci anni da quel lontano Evroniani, e questo modo di fare Disney ha avuto il tempo di evolversi e deevolversi attraversando una miriade di fasi che hanno visto la creazione dell'ottimo MM, corrispettivo pikappico di Topolino, o del famosissimo W.i.t.c.h., oggi il fumetto più venduto del mondo. Sono state fatte anche scelte molto sbagliate, come la creazione della terza serie di Pk, che avrebbe rielaborato le tematiche delle prime due serie in versione infantile, o il varo di Kylion, un buon progetto rovinato dal marketing. E' anche vero che negli ultimi tempi le scelte sbagliate sono state le più numerose, tuttavia non possiamo fare a meno di augurarci che questi tempi possano tornare, forti del fatto che le persone che diedero vita a tutto questo, se lo volessero, potrebbero ancora rimboccarsi le maniche per regalarci quel bis che da tanti anni stiamo aspettando.
Ultima modifica di Valerio il domenica 15 aprile 2007, 14:20, modificato 1 volta in totale.
E ora tocca a me:
DISNEY – PKNA
PK – Paperinik New Adventures è la prima testata sperimentale prodotta dalla Disney. Lanciato a marzo del 1996, la realizzazione grafica del primo numero fu affidata ad un giovane talento formato all’Accademia Disney: Alberto Lavoratori. Dopo i primi tre albi, i numeri 0, 0/2 e 0/3, che erano a carattere trimestrale, la serie, in seguito ad un inaspettato successo, diventa bimestrale col numero 1 e in seguito, col numero 4, definitivamente mensile.
L’idea di fondo che sta alla base del fumetto è una reinterpretazione di Paperinik, alter-ego
supereroistico di Paperino creato da Elisa Penna e Guido Martina e realizzato graficamente da Giovan Battista Carpi nel 1969 prendendo spunto dal personaggio di Diabolik. Il personaggio, rispetto al Paperinik delle pagine di Topolino, è più “umano”, nelle sceneggiature vengono affrontati temi più maturi e anche i disegni e i colori presentano un taglio diverso, più futuristico, in sintonia con il genere del fumetto, la fantascienza.
Il fumetto è caratterizzato da una radicale cura che contrasta con i consolidati standard delle produzioni Disney: nuovi stilemi grafici e narrativi, formato tipico dei comic book della Marvel, DC e Image, grafica meno ingessata, taglio delle vignette e impostazione delle tavole decisamente innovativi. Numerose sono le soluzioni artistiche non convenzionali rispetto allo stile classico Disney: tavole senza dialogo, vignette piccole che si alternano a vignette molto grandi, uso vistoso e a volte “chiassoso” delle onomatopee, grande spazio per il movimento e per l’azione.
Per ciò che riguarda l’impostazione della testata, si punta sulla monotematicità, poco praticata nei fumetti Disney fino a quel momento. Mentre su testate come Topolino, Mega 2000, Classici, troviamo più storie dedicate a personaggi diversi, nel caso di Pk (sintesi acronimica di Paperinik) il titolare della testata ne diventa il protagonista assoluto, con una storia principale di 60 tavole a cui se ne aggiunge ben presto una seconda che si potrebbe definire un divertissement, una storia leggera, divertente, senza particolari pretese.
La storia in genere non si conclude, o meglio si conclude parzialmente, in un numero, ma c’è una forte continuità narrativa, per cui si invoglia il lettore a leggere i numeri successivi.
Le rubriche si specializzano, descrivono il mondo del protagonista, lo ampliano, accompagnano per mano il lettore in modo da fidelizzarlo alla testata.
Plot e dialoghi sono insoliti, originali, e fanno uso di una forte ironia nelle battute dei personaggi. Paperinik è l’eroe “ironico”, sempre pronto a sdrammatizzare la realtà che lo circonda, capace di riflessioni profonde tanto quanto di battute poco serie. Un eroe disegnato a forma di papero ma umano nel comportamento, che affronta situazioni di difficile soluzione e problemi etici di grande importanza nel fumetto come nel mondo attuale.
I primi numeri di Pkna mostrano già, dunque, quelle che sarebbero state le caratteristiche che avrebbero accompagnato i progetti e gli sviluppi delle testate Disney future: assieme al fumetto si propone al lettore un mondo, con schede dedicate ai personaggi e alle loro evoluzioni e informazioni sull’universo che si va ad incontrare numero dopo numero. Cambia anche qualcosa nel rapporto con i lettori: nasce il sito internet, si sviluppa la comunicazione via mail e sms al posto di quella via posta e fax, la redazione (il “Pkteam”) crea un Official Fan Club e i fan diventano “Pkers” allo stesso modo con cui gli appassionati di Star Trek divennero, ai loro tempi, “trekkers”.
Da notare che Pkna non è ancora rivolto ad un target specifico. E infatti tra i lettori compaiono sia teenagers, che ventenni appassionati di fumetto o quarantenni folgorati dalle avventure del papero mascherato: secondo elaborazioni Disney, i lettori avevano un’età compresa tra 8 e 20 anni.
Si tratta pertanto di un fumetto sperimentale, che ogni autore elabora a modo suo, senza vincoli imposti dal marketing o dalla produzione. L’unico limite sono le 62 tavole della storia principale, ma soggetto e sceneggiatura sono liberi, per cui la narrazione e il disegno risultano essere molto diversi da albo ad albo, senza quell’uniformità stilistica che si vedrà poi nelle testate future.
Pkna, che ha chiuso dopo tre numeri zero, cinquanta numeri regolari e quattro speciali, si mostra dunque come un momento di sperimentazione in casa Disney, “ponte” verso un nuovo genere e, soprattutto, verso un nuovo modo di concepire il fumetto.
DISNEY – PKNA
PK – Paperinik New Adventures è la prima testata sperimentale prodotta dalla Disney. Lanciato a marzo del 1996, la realizzazione grafica del primo numero fu affidata ad un giovane talento formato all’Accademia Disney: Alberto Lavoratori. Dopo i primi tre albi, i numeri 0, 0/2 e 0/3, che erano a carattere trimestrale, la serie, in seguito ad un inaspettato successo, diventa bimestrale col numero 1 e in seguito, col numero 4, definitivamente mensile.
L’idea di fondo che sta alla base del fumetto è una reinterpretazione di Paperinik, alter-ego
supereroistico di Paperino creato da Elisa Penna e Guido Martina e realizzato graficamente da Giovan Battista Carpi nel 1969 prendendo spunto dal personaggio di Diabolik. Il personaggio, rispetto al Paperinik delle pagine di Topolino, è più “umano”, nelle sceneggiature vengono affrontati temi più maturi e anche i disegni e i colori presentano un taglio diverso, più futuristico, in sintonia con il genere del fumetto, la fantascienza.
Il fumetto è caratterizzato da una radicale cura che contrasta con i consolidati standard delle produzioni Disney: nuovi stilemi grafici e narrativi, formato tipico dei comic book della Marvel, DC e Image, grafica meno ingessata, taglio delle vignette e impostazione delle tavole decisamente innovativi. Numerose sono le soluzioni artistiche non convenzionali rispetto allo stile classico Disney: tavole senza dialogo, vignette piccole che si alternano a vignette molto grandi, uso vistoso e a volte “chiassoso” delle onomatopee, grande spazio per il movimento e per l’azione.
Per ciò che riguarda l’impostazione della testata, si punta sulla monotematicità, poco praticata nei fumetti Disney fino a quel momento. Mentre su testate come Topolino, Mega 2000, Classici, troviamo più storie dedicate a personaggi diversi, nel caso di Pk (sintesi acronimica di Paperinik) il titolare della testata ne diventa il protagonista assoluto, con una storia principale di 60 tavole a cui se ne aggiunge ben presto una seconda che si potrebbe definire un divertissement, una storia leggera, divertente, senza particolari pretese.
La storia in genere non si conclude, o meglio si conclude parzialmente, in un numero, ma c’è una forte continuità narrativa, per cui si invoglia il lettore a leggere i numeri successivi.
Le rubriche si specializzano, descrivono il mondo del protagonista, lo ampliano, accompagnano per mano il lettore in modo da fidelizzarlo alla testata.
Plot e dialoghi sono insoliti, originali, e fanno uso di una forte ironia nelle battute dei personaggi. Paperinik è l’eroe “ironico”, sempre pronto a sdrammatizzare la realtà che lo circonda, capace di riflessioni profonde tanto quanto di battute poco serie. Un eroe disegnato a forma di papero ma umano nel comportamento, che affronta situazioni di difficile soluzione e problemi etici di grande importanza nel fumetto come nel mondo attuale.
I primi numeri di Pkna mostrano già, dunque, quelle che sarebbero state le caratteristiche che avrebbero accompagnato i progetti e gli sviluppi delle testate Disney future: assieme al fumetto si propone al lettore un mondo, con schede dedicate ai personaggi e alle loro evoluzioni e informazioni sull’universo che si va ad incontrare numero dopo numero. Cambia anche qualcosa nel rapporto con i lettori: nasce il sito internet, si sviluppa la comunicazione via mail e sms al posto di quella via posta e fax, la redazione (il “Pkteam”) crea un Official Fan Club e i fan diventano “Pkers” allo stesso modo con cui gli appassionati di Star Trek divennero, ai loro tempi, “trekkers”.
Da notare che Pkna non è ancora rivolto ad un target specifico. E infatti tra i lettori compaiono sia teenagers, che ventenni appassionati di fumetto o quarantenni folgorati dalle avventure del papero mascherato: secondo elaborazioni Disney, i lettori avevano un’età compresa tra 8 e 20 anni.
Si tratta pertanto di un fumetto sperimentale, che ogni autore elabora a modo suo, senza vincoli imposti dal marketing o dalla produzione. L’unico limite sono le 62 tavole della storia principale, ma soggetto e sceneggiatura sono liberi, per cui la narrazione e il disegno risultano essere molto diversi da albo ad albo, senza quell’uniformità stilistica che si vedrà poi nelle testate future.
Pkna, che ha chiuso dopo tre numeri zero, cinquanta numeri regolari e quattro speciali, si mostra dunque come un momento di sperimentazione in casa Disney, “ponte” verso un nuovo genere e, soprattutto, verso un nuovo modo di concepire il fumetto.
PRIMA DEL CAPOLAVORO: IN CHE CONTESTO E' NATO PKNA
10 anni fa l'arrivo nelle edicole di Pkna - Paperinik New Adventures rappresentò una rivoluzione grandiosa. Una rivoluzione che forse non si può capire a pieno se non la si è vissuta. In tal caso è necessario procurarsi una cronovela per un salto nel tempo: partiamo dai primi anni '90.
In quegli anni Paperinik compariva sulle pagine della rivista Disney per eccellenza, “Topolino”, con una frequenza non continua. Gli eredi di Guido Martina, in particolare Giorgio Pezzin e Bruno Concina, creavano storie il più delle volte leggere e comiche. A volte pure troppo, con un Paperinik macchietta di sé stesso. Questo non vuol dire che non ci siano state buone storie; basti ricordare ad esempio le 2 storie con Inquinator (“Paperinik contro Inquinator” e “Paperinik e il ritorno di Inquinator), il criminale dedito all’inquinamento e all’imbratto di Paperopoli. I disegni delle varie storie erano nella maggior parte dei casi di Massimo De Vita, ma incominciavano ad affacciarsi dei nuovi autori provenienti dall’Accademia Disney, come Stefano Intini e Alberto Lavoratori.
Ma a i lettori queste storie non bastavano. Il personaggio di Paperinik ha infatti sempre avuto numerosi fans, fin dagli esordi. E proprio i fans facevano sentire la loro voce, scrivendo alla redazione per avere più storie del papero mascherato. Fu così che nel 1993 la The Walt Disney Company Italia decise di lanciare un nuovo mensile di ristampe, “Paperinik e altri supereroi” con l’obiettivo di accontentare i fans ristampando le storie di Paperinik dalla primissima avventura in poi. Nel mensile vi comparivano inoltre storie di altri supereroi disneyani: Super Pippo, Paper Bat e Paperinika. Il mensile, almeno nei primi tempi, fu un successo, forse anche per il bi-abbonamento “Topomistery”/”Paperinik”. Dai primi numeri, le copertine del mensile (che successivamente muterà il suo nome in “Paperinik”) proponevo un Paperinik più supereroico, avventuroso e tecnologico rispetto alle storie pubblicate all’interno.
Il mensile “Paperinik” ripropose in maniera più o meno cronologica le ristampe di tutte le avventure del papero mascherato. Quando queste stavano terminando, si decise di inserirne di inedite. Nel frattempo in via Sandro Sandri a Milano, complice Paolo Cavaglione il direttore che successe a Gaudenzio Capelli alla guida di Topolino, s’incominciò a pensare seriamente a qualcosa di nuovo e innovativo per Paperinik e per i comics Disney.
Quel che accadde è storia, più o meno nota. Il redattore Ezio Sisto, lo sceneggiatore Alessandro Sisti e il grafico Massimiliano Monteduro passarono mesi a fare e disfare, a creare nuovi personaggi e nuovi scenari, in collaborazione con la redazione. Si decise di puntare ad un formato totalmente nuovo per i comics Disney, quello supereroistico della Marvel e della Dc Comics, e di puntare su una colorazione diversa da quella usuale delle storie Disney, sia per le storie che per le copertine. Fino all’ultimo, erano in ballo diversi script per la prima storia, “Evroniani” .
Di tutto questo lavoro di mesi, i lettori di “Topolino” e delle altre testate disneyane erano assolutamente ignari. Può forse sembrare strano oggi, ma all’epoca Internet era a gli albori ed erano poche le persone che vi navigavano. Nascevano i primi siti e i primi newsgroup, progenitori delle attuali community, ma la rete non era ancora quel veicolo di informazioni e strumento di conoscenza e comunicazione che è oggi. Impensabile nel 1996 accendere un pc per dialogare con autore di fumetti.
In Disney decisero che la data di uscita del primo numero sarebbe stata il 14 marzo. Si decise anche di iniziare con “numero zero”, come in uso soprattutto negli Stati Uniti per le serie televisive, per saggiare la risposta del pubblico, e anche perché la Disney Usa inizialmente era contraria al progetto. Poche settimane prima dell’uscita incominciarono le prime pubblicità su “Topolino”: nessun riferimento specifico a Paperinik, ma dei personaggi fantastici mai visti prima che pronunciavano frasi come “Pikappa non ci scappa!” o “Non conoscete Pikappa? Ma dove vivete, su Marte?”. I personaggi, si sarebbe scoperto poi, erano un evroniano, Xadhoom e il Razziatore. Queste pubblicità colpirono moltissimo i lettori. Fosse successo oggi, se la notizia non fosse già uscita fuori, se ne parlerebbe sui forum, sui blog, nelle chat, alla ricerca di nuove informazioni e alla ricerca di conferme alle proprie ipotesi. Nel 1996 questo non era possibile, per cui non rimaneva che aspettare il 14 marzo e parlarne con i propri amici e i propri compagni di classe. Ma nonostante le pubblicità non svelassero il protagonista del nuovo fumetto, quel “Pk” non era del tutto nuovo. Almeno non per chi, come il sottoscritto, aveva avuto il mitico bi-abbonamento “Topomistery”/”Paperinik”, con il quale veniva regalato lo “Zero-Zero Set”: un marsupio di Paperinik, una penna torcia con il logo del mensile e una card da compilare, la carta “Agente Pk”.
“Una nuovo fumetto? Con protagonista Paperinik? E cono nemici questi personaggi?”.
Queste erano le attese di un giovane lettore di Topolino e di fumetti Diseny, che ancora non sapeva che sarebbe diventato un “Piker”. Lo avrebbe scoperto leggendo le prime righe delle editoriale di quel nuovo fumetto; un fumetto che non tradì le sue attese e che anzi superò ogni sua più rosea previsione.
10 anni fa l'arrivo nelle edicole di Pkna - Paperinik New Adventures rappresentò una rivoluzione grandiosa. Una rivoluzione che forse non si può capire a pieno se non la si è vissuta. In tal caso è necessario procurarsi una cronovela per un salto nel tempo: partiamo dai primi anni '90.
In quegli anni Paperinik compariva sulle pagine della rivista Disney per eccellenza, “Topolino”, con una frequenza non continua. Gli eredi di Guido Martina, in particolare Giorgio Pezzin e Bruno Concina, creavano storie il più delle volte leggere e comiche. A volte pure troppo, con un Paperinik macchietta di sé stesso. Questo non vuol dire che non ci siano state buone storie; basti ricordare ad esempio le 2 storie con Inquinator (“Paperinik contro Inquinator” e “Paperinik e il ritorno di Inquinator), il criminale dedito all’inquinamento e all’imbratto di Paperopoli. I disegni delle varie storie erano nella maggior parte dei casi di Massimo De Vita, ma incominciavano ad affacciarsi dei nuovi autori provenienti dall’Accademia Disney, come Stefano Intini e Alberto Lavoratori.
Ma a i lettori queste storie non bastavano. Il personaggio di Paperinik ha infatti sempre avuto numerosi fans, fin dagli esordi. E proprio i fans facevano sentire la loro voce, scrivendo alla redazione per avere più storie del papero mascherato. Fu così che nel 1993 la The Walt Disney Company Italia decise di lanciare un nuovo mensile di ristampe, “Paperinik e altri supereroi” con l’obiettivo di accontentare i fans ristampando le storie di Paperinik dalla primissima avventura in poi. Nel mensile vi comparivano inoltre storie di altri supereroi disneyani: Super Pippo, Paper Bat e Paperinika. Il mensile, almeno nei primi tempi, fu un successo, forse anche per il bi-abbonamento “Topomistery”/”Paperinik”. Dai primi numeri, le copertine del mensile (che successivamente muterà il suo nome in “Paperinik”) proponevo un Paperinik più supereroico, avventuroso e tecnologico rispetto alle storie pubblicate all’interno.
Il mensile “Paperinik” ripropose in maniera più o meno cronologica le ristampe di tutte le avventure del papero mascherato. Quando queste stavano terminando, si decise di inserirne di inedite. Nel frattempo in via Sandro Sandri a Milano, complice Paolo Cavaglione il direttore che successe a Gaudenzio Capelli alla guida di Topolino, s’incominciò a pensare seriamente a qualcosa di nuovo e innovativo per Paperinik e per i comics Disney.
Quel che accadde è storia, più o meno nota. Il redattore Ezio Sisto, lo sceneggiatore Alessandro Sisti e il grafico Massimiliano Monteduro passarono mesi a fare e disfare, a creare nuovi personaggi e nuovi scenari, in collaborazione con la redazione. Si decise di puntare ad un formato totalmente nuovo per i comics Disney, quello supereroistico della Marvel e della Dc Comics, e di puntare su una colorazione diversa da quella usuale delle storie Disney, sia per le storie che per le copertine. Fino all’ultimo, erano in ballo diversi script per la prima storia, “Evroniani” .
Di tutto questo lavoro di mesi, i lettori di “Topolino” e delle altre testate disneyane erano assolutamente ignari. Può forse sembrare strano oggi, ma all’epoca Internet era a gli albori ed erano poche le persone che vi navigavano. Nascevano i primi siti e i primi newsgroup, progenitori delle attuali community, ma la rete non era ancora quel veicolo di informazioni e strumento di conoscenza e comunicazione che è oggi. Impensabile nel 1996 accendere un pc per dialogare con autore di fumetti.
In Disney decisero che la data di uscita del primo numero sarebbe stata il 14 marzo. Si decise anche di iniziare con “numero zero”, come in uso soprattutto negli Stati Uniti per le serie televisive, per saggiare la risposta del pubblico, e anche perché la Disney Usa inizialmente era contraria al progetto. Poche settimane prima dell’uscita incominciarono le prime pubblicità su “Topolino”: nessun riferimento specifico a Paperinik, ma dei personaggi fantastici mai visti prima che pronunciavano frasi come “Pikappa non ci scappa!” o “Non conoscete Pikappa? Ma dove vivete, su Marte?”. I personaggi, si sarebbe scoperto poi, erano un evroniano, Xadhoom e il Razziatore. Queste pubblicità colpirono moltissimo i lettori. Fosse successo oggi, se la notizia non fosse già uscita fuori, se ne parlerebbe sui forum, sui blog, nelle chat, alla ricerca di nuove informazioni e alla ricerca di conferme alle proprie ipotesi. Nel 1996 questo non era possibile, per cui non rimaneva che aspettare il 14 marzo e parlarne con i propri amici e i propri compagni di classe. Ma nonostante le pubblicità non svelassero il protagonista del nuovo fumetto, quel “Pk” non era del tutto nuovo. Almeno non per chi, come il sottoscritto, aveva avuto il mitico bi-abbonamento “Topomistery”/”Paperinik”, con il quale veniva regalato lo “Zero-Zero Set”: un marsupio di Paperinik, una penna torcia con il logo del mensile e una card da compilare, la carta “Agente Pk”.
“Una nuovo fumetto? Con protagonista Paperinik? E cono nemici questi personaggi?”.
Queste erano le attese di un giovane lettore di Topolino e di fumetti Diseny, che ancora non sapeva che sarebbe diventato un “Piker”. Lo avrebbe scoperto leggendo le prime righe delle editoriale di quel nuovo fumetto; un fumetto che non tradì le sue attese e che anzi superò ogni sua più rosea previsione.
Un pò off topic, ma forse non tanto...
Avendolo sempre tra i "Preferiti", ho provato ad accedere al sito di Pk2 http://www.disney.it/Publishing/pkmagazine , online dal 2001.
Bene, provate ad accedervi e scoprirete che il sito non esiste più!
Ma era proprio necessario toglierlo? A chi poteva dare fastidio? Non occupava neanche tanto in megabyte, non capisco quindi la ragione di levarlo.
Non so quando sia stato fatto, ma fino a qualche mese fa era ancora on line.
Avendolo sempre tra i "Preferiti", ho provato ad accedere al sito di Pk2 http://www.disney.it/Publishing/pkmagazine , online dal 2001.
Bene, provate ad accedervi e scoprirete che il sito non esiste più!
Ma era proprio necessario toglierlo? A chi poteva dare fastidio? Non occupava neanche tanto in megabyte, non capisco quindi la ragione di levarlo.
Non so quando sia stato fatto, ma fino a qualche mese fa era ancora on line.


14 Marzo 1996.
Mi ricordo chiaramente quel giorno.
Alle 7 di mattina esco di casa, e prima di andare a scuola (ero in prima media) faccio un salto in edicola per comprare il numero 0 di PKNA, che da un mesetto aveva attirato la mia attenzione con una stuzzicante campagna promozionale su Topolino, che puntava tutto sul mistero, con immagini di evroniani, Xadhoom, il Razziatore e la scritta "Sta arrivando PK". Ma cosa cavolo è "PK"!?!?!?!?!
Sinceramente non mi aspettavo nemmeno di trovarmi davanti ad una serie di Paperinik, ma ad una serie disneyana di fantascienza, ambientata in un universo tutto suo. E invece è proprio una nuova serie dedicata tutta a Paperinik.
Appena il volume è tra le mie mani, lo divoro in autobus nel tragitto casa-scuola, per poi scambiare subito opinioni con un mio compagno di classe fumettomane. Durante le lezioni mi rileggo la storia di nascosto sotto il banco. A ricreazione mi mettono seduto in castigo perchè avevo fatto a gara a chi sputava più lontano, e allora rileggo "Evroniani" per la terza volta. E' stato un colpo di fulmine, fin da questo primo numero avevo capito che questa serie mi sarebbe piaciuta molto, anche se non immaginavo neanche lontanamente che capolavoro sarebbe diventata.
La prima cosa che mi impressionò (e non ho capito neanche ora, 10 anni dopo, se lo abbia fatto positivamente o negativamente) fu il disegno, di sicuro il tratto più distante dai canoni Disney che avessi mai visto. E la scelta di usare lo stile psichedelico di Sciarrone è stata sicuramente una decisione coraggiosa: i suoi personaggi spigolosi, le sue deformità nei corpi e le sinuosità dei paesaggi, hanno dato una prima visione di questo nuovo universo piuttosto differente da ciò che si era visto fino a quel momento sulle testate Disney. Alberto Lavoradori aveva una grossa responsabilità, dovendo realizzare per la prima volta molti dei nuovi personaggi della serie, come Uno, Lyla, Angus ed Everett; sfortunatamente il suo stile spigoloso risulterà eccessivamente differente da quello definitivo della serie, in particolare in questa prima Lyla. Ben realizzato il design tecnologico di ambientazioni come la base xerbiana e i congegni della Ducklair Tower.
La copertina riesce perfettamente nel suo intento: mostrare un Paperinik dall'espressione più dark e matura, e presentare la minaccia evroniana, minaccia che appare più grande quando (sorpresa!) il lettore scoprirà le astronavi presente sul retro della rivista, vedendo la doppia copertina che fortunatamente verrà adottata per tutta la serie. Lo scudo individuale evroniano presenta una barra d'energia, primo accenno di computer grafica che verrà regolarmente utilizzata nelle copertine successive. Sullo scudo individuale si può notare come sia stato "asportato" il becco, presente all'interno del fumetto, ma anche in quarta di copertina: probabilmente il becco poteva risultare ridicolo, e gli autori volevano dare un primo impatto che presentasse l'aspetto più serio e il fatto di volere rivolgersi ad un target più maturo.
La scena iniziale dell'attacco evroniano ci mostra la spietatezza della minaccia aliena che Paperinik dovrà affrontare (ben lungi dagli alieni pacioccosi, o comunque grotteschi, che si sono visti sui fumetti Disney finora) in una inusuale sequenza di 5 pagine completamente priva di dialoghi, nella quale il silenzio viene interrotto dall'urlo straziante della xerbiana che solo in futuro scopriremo essere Xadhoom.
Appena ci spostiamo a Paperopoli possiamo vedere finalmente Paperinik in azione nel suo primo scontro con i coolflames. Già da subito capiamo che i nemici di questa serie non sono allo stesso livello di quelli che doveva fronteggiare nelle Topo-storie: le tecniche e l'attrezzatura che aveva usato finora non sortiscono alcun effetto, prima avvisaglia del fatto che Paperinik debba "evolvere" la sua attività. E questa evoluzione ci sarà grazie ad Uno, sarcastica intelligenza artificiale che farà da spalla a Paperinik
Altro elemento di novità è la redazione di Channel 00, inserita con lo scopo di creare una potenza mediatica all'interno della città, che potrà essere utilizzata da Angus per attaccare Paperinik e influenzare l'opinione pubblica, in modo simile a quanto acccade tra Spiderman e J.J.Jameson del Daily Bugle.
Il combattimento finale tra Paperinik ed Evroniani avviene sulla terrazza della Ducklair Tower, così che possano essere sfruttati al pieno delle forse i meccanismi di Uno e i poteri dello Scudo Extransformer, anche se il risultato non è ancora da fumetto supereroistico "serio", ma si avvicina di più ad una scena da "Mamma ho perso l'aereo". Comunque può giustamente essere considerato di transizione, dovendo cambiare i toni delle storie da quelle classiche Disney, fino allo stile che la serie si creerà con il proseguire dei numeri.
E dulcis in fundus: gli speciali.
Otto pagine otto, di bozzetti, idee che vedremo in futuro, ipotesi scartate, e schede su oggetti e personaggi che spiegano il mondo nel quale ci siamo appena affacciati. Notevole l'anticipazione di elementi che vedremo solo moooooolti mesi dopo (primo tra tutti Urk).
E poi la descrizione della razza evroniana, della Evrongun e dello scudo Extransformer, conun linguaggio "tecnico" e adulto, che contribuisce a far capire che gli autori non si rivolgono ad un gruppo di bambinetti di 7 anni.
Chicche del numero:
- a pag.7, l'insegna "McSist Comics" è un omaggio agli autori del soggetto di questo primo episodio
- quando Paperinik riesce finalmente ad introdursi nel 151° piano della Ducklair Tower; simpatica la didascalia "Potremmo tenervi col fiato sospeso per qualche sospeso per qualche pagina... ma non lo faremo" che ironizza su uan delle forme più classiche di interruzione delle storie "lunghe" su Topolino che venivano separate in due parti.
Il DISCO individuale ce l'ha il becco, è nero e inquadrato frontalmente.DeborohWalker ha scritto: Sullo scudo individuale si può notare come sia stato "asportato" il becco, presente all'interno del fumetto, ma anche in quarta di copertina: probabilmente il becco poteva risultare ridicolo, e gli autori volevano dare un primo impatto che presentasse l'aspetto più serio e il fatto di volere rivolgersi ad un target più maturo.
Non si può certo dire che Evroniani sia un cattivo inizio. Quando il 14 Marzo 1996 il famosissimo numero zero di PKNA uscì nelle edicole, si sobbarcò l'ingrato compito di traghettare le anime dei lettori, ormai assuefatti al Disney Tradizionale, verso un luminoso futuro fatto di albi adulti e con continuity. Ed è assai apprezzabile il modo con cui Sisti & Sisto riuscirono a compiere il grande salto senza rinnegare in maniera Ambrosiana quanto successo in sessant'anni di fumetto Disney. Ecco infatti dopo un rivoluzionario inizio senza parole, il consueto scenario paperopolese col Paperinik ben conosciuto dal lettore, alle prese con nemici del tutto nuovi. Che la serie dovesse riguardare lui non era assolutamente intuibile dalle preview su Topolino, che mostravano invece gli ancora sconosciuti Evroniani/Razziatore/Xadhoom dire frasi sibilline del tipo "pikappa non ci scappa". A dire il vero il sottoscritto non pensava neanche si trattasse di un fumetto Disney, ma di un fumetto americano supereroistico di fantascienza e con animali antropomorfi. Fu però un gran piacere, durante la lettura, sentire il classicissimo tono delle battute di Zio Paperone che tra un nipote disutile e l'altro mi faceva sentire "a casa mia". Tutt'altro effetto facevano i disegni di un Lavoradori più sfrenato che mai, capace di deformare i personaggi esasperando le loro pose, ma osservante anche di un certo tipo di tratteggio, utile per "sporcare" le superfici delle cose.
Evroniani ha il compito di presentare sia i personaggi e le tematiche del primo filone, quello spaziale, che quello di dare a Paperinik gli elementi base che lo accompagneranno per tutta la serie. Ecco quindi in breve venir introdotto Angus Fangus, Uno, la Ducklair Tower e Everett Ducklair, elementi pikappici non legati ad alcuna trama ma sempre presenti sullo sfondo. Oltre ad esaurire tutto questo nell'arco di 71 tavole, questo signor albo si occupa, con un amichevolissimo editoriale e quattro pagine di bozze, di disseminare i primi rudimenti di quel linguaggio comune che avrebbe in seguito fornito un punto di contatto tra lettori e redazione.
Evroniani ha il compito di presentare sia i personaggi e le tematiche del primo filone, quello spaziale, che quello di dare a Paperinik gli elementi base che lo accompagneranno per tutta la serie. Ecco quindi in breve venir introdotto Angus Fangus, Uno, la Ducklair Tower e Everett Ducklair, elementi pikappici non legati ad alcuna trama ma sempre presenti sullo sfondo. Oltre ad esaurire tutto questo nell'arco di 71 tavole, questo signor albo si occupa, con un amichevolissimo editoriale e quattro pagine di bozze, di disseminare i primi rudimenti di quel linguaggio comune che avrebbe in seguito fornito un punto di contatto tra lettori e redazione.
Mi sto apprestando a leggere questa storia nella sua versione originaria del '97, ma prima vorrei togliermi una delle mie solite (inutili) curiosita'...
Cos'era quel foglio prima del sommario? qualcosa legato al bilancio annuale che compariva a fine numero (sempre che nel frattempo non l'abbiate cestinato...) o cosa? ...da me quella pagina e' mozzata...
era proprio il bilancio.
Grazie.
Ah, ma i lettori dell'epoca erano davvero cosi' cretini da pensare seriamente ad una fantomatica esistenza del # 0/1?
Forse lo speciale dell'anno successivo lo intitolarono cosi' proprio per far smettere queste stupide voci...
Ah, ma i lettori dell'epoca erano davvero cosi' cretini da pensare seriamente ad una fantomatica esistenza del # 0/1?
Forse lo speciale dell'anno successivo lo intitolarono cosi' proprio per far smettere queste stupide voci...
No, allora: tutto iniziò con lo 0/3 dove c'era scritto che lo 0/1 non esisteva. Poi fecero lo scherzo dello Spexiale 97 in cui in mezzo alla retrospettiva di PKNA ficcarono dentro anche lo 0/1 con una copertina bianca e la faccia di Pk sul retro (come tradizione degli speciali). Solo che si vedeva che stavano scherzando, visto che mettevano cose come "un divertimento davvero mai visto" oppure "zyke, xixt sono protagonisti etc". Nel #10: Trauma, publicarono alcune elttere di lettori che ci erano cascati (alcune finte), smentendo definitivamente la cosa. Poi passò un anno, in cui ogni tanto nelle rubriche e nelle ministorie tiravano in ballo lo 0/1 mo' di tormentone. E infine lo Speciale 98, che riportò esattamente la copertina com'era, con in più la faccia di Pk-logo. Viene quindi il sospetto che avessero già deciso di farlo uscire come Speciale.
Dr Grrodon ha scritto: Solo che si vedeva che stavano scherzando, visto che mettevano cose come "un divertimento davvero mai visto" oppure "zyke, xixt sono protagonisti etc".
Si si, avevo posto questo quesito proprio dopo aver letto l'incipit di Trauma, che, in pratica, nel tentativo di mettere la parola fine a questo episodio, tralascia quasi completamente la storia, parlando di questo equivoco...
Probabilmente i primi tempi molti rimasero spiazzati dall'inconsueto humor della posta e delle conseguenti risposte sibilline da parte dei suoi redattori. Daltronde, seppur raramente, a volte ci si imbatteva in una risposta seria, e questo forse ha generato un po' di confusione tra i lettori di allora...
Chiuso OT.

Dopo tre mesi di attesa, tutti coloro che avevano apprezzato "Evroniani" e che ormai erano divenuti veri e propri Pkers, poterono finalmente mettere le mani sul secondo volume di PKNA: Il vento del tempo.
Paperinik si trova a dover fronteggiare una minaccia completamente differente dagli Evroniani incontrati nel #0: il Razziatore, criminale spaziotemporale. In questo scontro potrà avvalersi della collaborazione con Uno, che come ci viene fatto capire, si è ormai consolidata fino a divenire una "routine". Per fronteggiare il Razziatore Paperinik può contare anche sull'aiuto di Lyla, droide e tempoliziotta, personaggio la cui vera identità ci era stata vagamente introdotta nel numero precedente durante lo scontro con gli evroniani sulla terrazza della Ducklair Tower.
E così, già dal secondo numero ci viene introdotta una nuova linea narrativa che si affiancherà per tutta la serie a quella della lotta evroniana, con un villain di gran fascino e un'attraente collaboratrice per Pikappa. Per quanto riguarda il Razziatore, è un rivale con un carisma incredibile; fin dall'inizio si rimane affascinati dal suo modus operandi e dai suoi dialoghi ricchi di battute di spirito e di giochi di parole che si riferiscono al suo potere di viaggiare nel tempo.
Lyla invece è un affascinante coprotagonista; confesso che inizialmente, fino alla rivelazione che chiude questo 0/2, avevo immaginato una possibile love story tra Pk e Lyla, così da creare in questa continuity un nuovo legame per Paperino,, che gli permettesse di accantonare Paperina, la casalinga smorfiosa.
Per quanto riguarda la vita non-supereroistica di Paperino, lo vediamo per la prima volta all'opera come custode, in una visita dimostrativa della Ducklair Tower ai membri di Channel 00, primo accenno che Angus & co si trasferiranno nella stessa sede di PK, fatto che in futuro complicherà non poco la vita del papero mascherato.
Questo secondo soggetto è molto promettente: il tema dei viaggi nel tempo (trattato in un modo più maturo rispetto alle storie Disney "classiche" con Marlin e Zapotek) potrebbe essere considerato banale e stravisto, ma Sisti e Sisto (lol, la rima) come nel caso dell'invasione aliena del primo numero riescono ad utilizzare alla perfezione un'idea di base piuttosto semplice. Il tutto è arricchito da una sceneggiatura valida: lo scambio di battute fulminanti tra Pk e il Razziatore sono ricche di umorismo, che però non sminuisce la tensione e la serietà dello scontro, proprio come nei combattimenti dei classici supereroi MARVEL. Allo stesso modo i dialoghi tra Pk e Uno, o tra Pk e Lyla danno l'impressione, già dai primi accenni, di un legame ben consolidato, senza perder troppo tempo con presentazioni o momenti che potrebbero sembrare "vuoti".
La pianificazione delle pagine è qui più ordinara di quanto si è visto nel numero precedente e di quanto vedremo in futuro, se escludiamo la sperimentazione ben riuscita di pagina 49, e l'impostazione caotica di pagina 16 che inverte l'ordine di lettura di due vignette.
La copertina, pur se ben realizzata, non è certamente un miglioramento rispetto a quanto visto nel #0; tra l'altro viene usata in modo pessimo la possibilità di creare un'immagine "allungata", rendendo pressochè inutile la quarta di copertina.
I disegni della storia sono molto gradevoli, avvicinandosi più agli standard Disney che abbiamo sempre apprezzato (ma di qualità nettamente superiore); Sciarrone contribuisce a darci una visione pressocchè definitiva di quello che sarà il charachter design di personaggi come Lyla, Uno ed Angus, che Lavoradori aveva rappresentato in un modo piuttosto deforme. La colorazione è migliore di quanto visto nel #0, con sfumature, ombre ed effetti particolarmente impressionanti.
In definitiva un buon numero, nonostante la relativa brevità della storia (60 pagine, record negativo eguagliato solo dal #0/3); tra le rubriche, oltre all'interessante ed affascinante PkProject sulla Cronovela, assistiamo qui alla nascita del PkFiles, ossia le schede sui personaggi, e la PkMail, rubrica della posta che qui è ancora ben lungi dai toni scanzonati e ironici che ne diveranno il segno distintivo.
Uno dei primi pregi PKNAici a saltare all'occhio dei lettori in quel lontano '96 fu la differenziazione stilistica. Quando, tre mesi dopo l'evento Evroniani, i lettori si videro richiamati in edicola da alcuni slogan su Topolino, si ritrovarono sotto il naso Il Vento del Tempo, sceneggiato da Sisti & Sisto e disegnato da un Claudio Sciarrone ancora distante dai fasti de Il Peso dei Ricordi ma dalle potenzialità ben evidenti. Questo secondo numero portava avanti la numerazione tutta speciale ideata per PKNA da un Pk-Team ancora insicuro del successo di questa innovativa testata, riportando in copertina un bel "Numero Zero/2". Con Il Vento del Tempo venne introdotto il secondo grande tema PKNAico, i viaggi del tempo, personificati nelle sembianze rapaci del Razziatore, un villain grosso e cattivo ma, come si sarebbe scoperto in seguito, dal cuore d'oro. Con questo numero venivano quindi introdotti, con la dovuta cautela per non disorientare i lettori, i primissimi espedienti spaziotemporali come ad esempio il tornare indietro nel tempo per cambiare un avvenimento che avrebbe poi portato a un esito differente. Per rendere indolore il passaggio ad una logica di viaggio nel tempo determinata da regole coerenti, si fece uso di didascalie esplicative "Attenzione! Tutto quello che avete letto nelle ultime sette pagine non vale più!", che in futuro sarebbero del tutto scomparse con notevole aumento della complessità delle storie. Lo zero/2 inoltre scoprì subito le carte della redazione svelando immediamente il segreto di Lyla, tempoliziotta droide addetta al ventesimo secolo, enigma posto solo nel numero precedente, senza inutili centellinamenti e "arature" perditempo. Altra particolarità del numero fu poi la colorazione ipersgargiante e ricca di ogni tipo di colore che raramente, purtroppo o per fortuna, si sarebbe vista in seguito.
Con Il Vento del Tempo si ebbe quindi la conferma qualitativa che avrebbe poi contribito a creare definitivamente quelli che in gergo PKNAico si sarebbero chiamati Pkers. Si sarebbe dovuto attendere la fine dell'estate per poter stringere tra le mani il numero successivo e fare la conoscenza con la seconda grande alleata di Paperinik, l'esplosiva Xadhoom.
Posto questo, un paio di precisazioni:
Con Il Vento del Tempo si ebbe quindi la conferma qualitativa che avrebbe poi contribito a creare definitivamente quelli che in gergo PKNAico si sarebbero chiamati Pkers. Si sarebbe dovuto attendere la fine dell'estate per poter stringere tra le mani il numero successivo e fare la conoscenza con la seconda grande alleata di Paperinik, l'esplosiva Xadhoom.
Posto questo, un paio di precisazioni:
Dai su basta con questi luoghi comuni a raffica sulla povera Paperina, e poi ti pare che avrebbero osato? Solo Cimino può (e adesso non più).confesso che inizialmente, fino alla rivelazione che chiude questo 0/2, avevo immaginato una possibile love story tra Pk e Lyla, così da creare in questa continuity un nuovo legame per Paperino,, che gli permettesse di accantonare Paperina, la casalinga smorfiosa.
Non per fare come al solito il difensore del Disney Tradizionale ma mi sembra che ti accanisca immotivatamente. Marlin e Zapotec spedivano Tpopolino e Pippo nel passato a fare gli "archeologi in diretta". Non ci si sono mai nemmeno messi a creare dei paradossi temporali sensati, salvo un paio di volte, i cui esiti, in quanto a logica di viaggio, sono stati gli stessi di questa storia.Questo secondo soggetto è molto promettente: il tema dei viaggi nel tempo (trattato in un modo più maturo rispetto alle storie Disney "classiche" con Marlin e Zapotek)
Ma anche no! Ci sono alcune storie della Macchina del tempo con Marlin e ZapoteC che sono tanto quanto, e molto più, "mature" di questa, che c'entra?DeborohWalker ha scritto: Questo secondo soggetto è molto promettente: il tema dei viaggi nel tempo (trattato in un modo più maturo rispetto alle storie Disney "classiche" con Marlin e Zapotek)
"di qualità nettamente superiore" la suola delle mie scarpeI disegni della storia sono molto gradevoli, avvicinandosi più agli standard Disney che abbiamo sempre apprezzato (ma di qualità nettamente superiore);
Fatto sta che questo Sciarrone è davvero dio in terra, questa è di gran lunga la sua storia che io preferisco, graficamente, ci sono certe vignette che non hanno uguali in tutto il resto di PKNA.
I beg to differ. Trovo che sia stato un pessimo inizio. Trovo che i disegni fossero (volutamente, quindi non sto criticando Lavoradori come artista, ma la scelta) completamente fuori luogo (e infatti non hanno avuto seguito, nella serie) e che se si fosse iniziato direttamente con Sciarrone sarebbe stato infinitamente meglio.Grrodon ha scritto:Non si può certo dire che Evroniani sia un cattivo inizio.
Io "grazie" a quei pessimi disegni, e al marketing che faceva pensare che il target di PKNA fosse più basso di quello del Topo (Il che era sostanzialmente vero, perché anche se come target parte più alto si ferma anche prima) non ho iniziato a prenderlo se non col numero 8.




