
Dal titolo e dalla locandina del film, non so perchè ero convinto che il film fosse una sorta di horror inquietante.
Poi, un mesetto fa ho visto il trailer e, scoperto quale fosse la storia e chi ci fosse al lavoro, ovviamente la mia opinione è cambiata drasticamente, interessandomi molto.
Poi l'ho visto.
Oddio, il film è carino, la storia interessante, ma forse guardarlo con la consapevolezza delle nomination all'Oscar che si è beccato me lo ha fatto giudicare come decisamente sopravvalutato. Benjamin Button nasce vecchio e di anno in anno ringiovanisce (come ne La Neve se ne frega di Ligabue, ma qui è l'unico di tutto il pianeta) e questo soggetto è sicuramente meritevole, ma a mio parere non sfruttato a dovere: nella prima parte Benjamin continua a ringiovanire sempre più, e anche se questo da' vita a qualche scena divertente, tutto risulta abbastanza prevedibile, senza nessun "guizzo". Diversa invece la seconda parte, con spunti interessanti ([spoiler]come Benjamin che riflette sul diventare padre, e il finale in cui torna bambino[/spoiler]) ma non adeguatamente sviluppati, se si pensa a quanto ci si è dilungati in precedenza su altre fasi.
Alla sceneggiatura ha collaborato Eli Roth, già al lavoro su Forrest Gump, e l'impressione che ho avuto è stata proprio quella che si sia voluto creare un "secondo Forrest Gump" per bissarne il successo di pubblica e critica: in entrambi il personaggio è un "diverso", che per la sua condizione osserva con un approccio tutto nuovo la vita, ripercorrendo momenti storici della storia americana (anche se qui questo elemento è meno invasivo). Inoltre il protagonista conosce l'amore della sua vita fin dall'infanzia (come Forrest Gump), una ragazza che preferirà spassarsela con uomini in giro per il mondo, decidendo solo una volta che la sua vita è disastrata, di concedersi all'uomo che la ama da decenni.
Anche la regia di Fincher mi è sembrata un po' troppo convenzionale rispetto ai suoi lavori passati; unico virtuosismo registico è la meravigliosa scena del taxi, che mi ha ricordato per certi versi gli eventi paralleli narrati di tanto in tanto ne Il Fantastico Mondo d'Amèlie.
Mi ha però impressionato enormemente l'utilizzo che è stato fatto del trucco e degli effetti speciali, le uniche due categorie in cui il film si meriterebbe, a mio parere, di ottenere le statuette d'oro.



