Passato e Presente
Point-and-click. Indubbiamente un pezzo di storia dei videogiochi, un genere di nicchia, detestato da molto, adorato da altrettanti, che con l'uscita del Nintendo DS si sperava vivesse una seconda giovinezza... Invece, nonostante la console Nintendo sembri (anzi, sia) l'ideale per questo tipo di giochi, il numero di avventure grafiche si conta sulle dita di una mano. Probabilmente anche la casa di Kyoto credeva che i punta-e-clicca potessero rivivere su DS, infatti tra i pochi giochi del genere presenti sulla console c'è Another Code, conosciuto in America come Trace Memory, sviluppato da una software house semisconosciuta ma prodotto da Nintendo stessa.
Another Code è la storia di Ashley Mizuki Robins, tredicenne, cresciuta da sua zia Jessica, sorella del padre Richard, da quando i suoi genitori sono stati uccisi nella notte del suo terzo compleanno. Ashley non ricorda granchè nè dei genitori nè della notte della tragedia, mentre Jessica sembra sapere qualcosa di più, ma tutte le volte che Ashlel chiede spiegazioni tace (un classico)... Finchè, alla vigilia del quattordicesimo compleanno, Ashley riceve un pacco da parte di Richard, contenente un dispositivo chiamato DAS e la richiesta di raggiungerlo sull'isola di Blood Edward. Sconvolta, Ashley parte per l'isola accompagnata da Jessica, ma subito dopo lo sbarco la zia scompare ed Ashley è costretta ad andare a cercarla.
L'isola è dominata dalla villa degli Edward, i precedenti proprietari, e proprio nel cimitero nei pressi della magione Ashley incontra D, il fantasma di un bambino morto circa cinquant'anni prima, che non ricorda nè chi fosse da vivo nè le circostanze della sua morte. A questo punto, le domande sono già parecchie. Che fine ha fatto Jessica? Richard è davvero vivo? Perchè ha scelto proprio la villa degli Edward per incontrare la figlia? Chi è e com'è morto D? A che cosa serve davvero il DAS?
Per cercare la risposta a queste domande, Ashley e D s'inoltrano, insieme, nei meandri di villa Edward...

Nintendo DAS
Dopo l'introduzione sull'isola, l'avventura si svolge interamente all'interno della villa e si articola in maniera non dissimile dalgi altri giochi del genere. Sullo schermo inferiore è possibile spostare Ashley e D nell'ambiente tridimensionale, visto attraverso la visuale a volo d'uccello; sullo schermo superiore, invece, è mostrato ciò che Ashley vede in prima persona, tramite le schermate fisse tipiche delle produzioni del genere. Se c'è qualcosa su cui vale la pena di indagare, è possibile spostare la schermata fissa sul touch screen e puntare-e-cliccare (col pennino) su ciò che sembra sospetto. Per risolvere gli enigmi si rivelerà indispensabile sfruttare le peculiarità del Nintendo DS: dovrete quindi sfregare su un foglietto per evidenziare scritte nascoste, soffiare su un quadro per pulirlo dalla polvere e così via. Un altro aiuto è dato dal dispositivo DAS (Dual Another System, stranamente simile ad un Nintendo DS). Grazie al DAS è possibile controllare l'inventario, scattare fotografie e confrontarle tra loro, leggere le schede DAS sparpagliate da Richard e contenenti frammenti di diario e salvare il gioco.
La storia principale è piuttosto lineare ed è suddivisa in capitoli, che si svolgono all'interno di determinate sezioni della villa. Poche volte è richiesto di tornare sui propri passi e la soluzione dei puzzle è sempre semplice, anche per chi non è avvezzo al genere, ma c'è da dire che in certi casi le caratteristiche del DS sono sfruttate in maniera davvero geniale... Purtroppo, però, si tratta dell'eccezione e non della regola. Molti usi del touch screen sembrano un po' forzati, e in generale il gioco è molto sbilanciato: a fronte di montagne di testo, il tempo trascorso ad esplorare e risolvere puzzle è un po' poco.

Tracciando la memoria
Ashley e D condividono l'aver subito un trauma che ha cambiato le loro vite (nel caso di D, il fattaccio le ha posto fine), di cui conservano solo un ricordo sbiadito. Esplorando la villa, Ashley scoprirà sempre più cose su suo padre, mentre D ricorderà il passato e ciò che ha condotto ai terribili fatti di sangue che sconvolsero la famiglia Edward (da qui il nome dell'isola). Il più delle volte le loro storie s'intrecciano, risolvendo un puzzle nel presente D ricorderà qualcosa, oppure un improvviso flashback permetterà ad Ashley di capire che cosa fare, ma mentre indagare su Richard è necessario, scoprire la verità sugli Edward non lo è. Come dicevo, la storia principale è lineare, ma la vicenda di D non lo è e per trovare tutti i tasselli del puzzle è necessario esplorare la villa con attenzione in cerca di dettagli nascosti. Anche così, però, la longevità del gioco rimane scarsa: è possibile terminare Another Code in 6-8 ore, dopodichè la rigiocabilità è pressochè nulla.
Tecnicamente Another Code è un titolo di tutto rispetto. Le schermate fisse sono convincenti e rendono degnamente l'atmosfera decadente della villa, mentre gli ambienti 3D sono dettagliati ma un po' limitati nell'esplorazione.
Senza infamia nè lode la colonna sonora, costituita da musichette molto simili tra loro e, a dire il vero, un po' fastidiosette alla lunga. Notevoli invece alcuni effetti, per esempio il legno che scricchiola al passaggio di Ashley.
In conclusione Another Code è un buon gioco, ma troppo breve e poco impegnativo per meritare l'acquisto a prezzo pieno. Se però lo trovate usato, com'è capitato a me, fateci un pensierino.




