
Collana Spider-Man
13. Spider-Man: Blue
A mio parere il miglior volume della collana, tra quelli finora usciti, ma credo sarà difficilmente eguagliabile.
Una vera e propria graphic novel, un occhio sul passato alla luce di cosa noi sappiamo essere avvenuto nel futuro.
Ovvero una ripassata agli eventi principali avvenuti a metà degli anni '60 nella collana Spider-Man: si parte dallo scontro con Goblin che si conclude con la perdita della memoria di Norman Osborn, per poi passare ai combattimenti con Rhyno, Lizard, l'Avvoltoio e Kraven. Ma le scene d'azione sono solo intervalli tra i momenti di vita personale, che sono certamente l'elemento più interessante di questa graphic novel.
La vera atmosfera che permea la storia è svelata nel titolo: "Blue", ovvero triste, malinconico. Il punto di vista è quello del Peter Parker attuale che, nella notte di San Valentino, ripercorre il suo passato, come se stesse parlando alla defunta Gwen Stacy. E ricorda la fase della sua vita in cui Peter è passato da secchione preso in giro da tutti, a ragazzo sognato da due bellezze come Gwen e MJ. Sono infatti le settimane in cui Mary-Jane entra nella sua vita, facendo nascere la rivalità con la bionda figlia del capitano Stacy.
Oltre ai bisticci da latin lover del pavido Parker, è anche il periodo in cui nasce l'amiciza con Harry Osborn, il figlio del suo acerrimo rivale con il quale, come ci viene mostrato, Peter deciderà di andare a vivere in un appartamento, lasciando l'abitazione di Zia May.
L'atmosfera che viene ricostruita, nella grafica e nelle situazioni, vuole strizzare l'occhio agli anni Sessanta. Diverse tavole e scene sono già state viste nella serie originale, e vengono considerate dei "classici", ma tutto viene impreziosito da eventi e dialoghi che si sono idealmente svolti tra una vignetta e l'altra di ciò che avevamo già letto.
Il tutto è impreziosito dai disegni di Tim Sale, che cerca di omaggiare John Romita, pur mantenendo il suo personalissimo stile. La colorazione piatta, con poche ombre e ancor meno sfumature di colore, dà al tutto un sapore più vintage, con un utilizzo dei colori più simile a quello del passato che alle cromature attuali nelle quali viene ampliamente sfruttato il computer.
Il "Blue" del titolo non è soltanto l'atmosfera che pervade la miniserie, ma anche il genere musicale dal quale vengono pescati i titoli dei sei episodi che la compongono. Altre canzoni sono spesso citate attraverso colti inside jokes o frasi che comunque tirano in ballo le melodie dell'epoca.
Una parola: recuperatelo.
















