
Il film si apre con la celebre teoria del caos:"Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo"... ed è proprio su questo rapporto di causa-effetto che si incentra tutto il film.
Questo film del 2004 parla di Evan Treborn (interpretato da un buonissimo Ashton Kutcher), un giovane che soffre, in occasione di forte stress, di blackout mnemonici, che non risultano dovuti a malattie del cervello. Sua madre allora decide di fargli tenere un diario. Decisione che sarà importantissima per lo sviluppo della vicenda. Infatti proprio rileggendo gli episodi in cui si è scatenato un "blackout", Evan scopre di poter ritornare nel se stesso del passato, e poter così modificare quegli episodi che segneranno la sua vita e quella dei suoi amici. A ogni suo intervento sul passato cambierà anche il suo futuro, e a suo malgrado Evan scoprirà che, anche se agisce per salvare i suoi amici (e la loro sanità mentale), con interventi su piccoli aspetti della loro vita, il suo futuro cambia radicalmente, e non sempre in meglio. All'inizio può sembrare "contorto", per via dei salti temporali che tagliano via intere vicende, ma poi con lo svilupppo della trama tutto viene alla luce.
La trama, in apparenza puramente fantascientifica, si rivela invece affiancata ad una teoria scientifica (per cui, in ogni secondo ci sono infinite possibilità di azione, e modificando un'azione nel passato cambia l'intero futuro), oltre che ad alcuni accenni di psicologia (Evan, il protagonista studia proprio questa materia), e ad offrire alcune riflessioni su un pensiero che, credo, tutti noi abbiamo fatto almeno una volta: "se potessimo cambiare il nostro passato conoscendo ciò che accadrà, il nostro futuro sarebbe migliore?"
La descrizione dei personaggi è ben compiuta, anche grazie ai diversi episodi che si svolgono in diverse età del protagonista (7, 15 e 22 anni), bravi gli attori (soprattutto Ashton Kutcher) che sanno rendere bene la fragilità dei personaggi, come riflesso della fragilità del passato e del futuro. Brava anche la regia di Eric Bress e J. Mackye Gruber, il tutto accanto ad un'azzeccata colonna sonora (anche se sono di parte: è "Stop crying your heart out" degli Oasis
