
Per prepararmi degnamente all'uscita del quarto capitolo di Indiana Jones, ho arraffato in libreria questo volume che raccoglie i tre romanzi-adattamento della trilogia, ognuno uscito in corrispondenza dell'uscita del film nelle sale.
La lettura si è rivelata altalenante con alcune fasi che seguono pedissequamente il film, dedicando (giustamente) meno spazio alle scene d'azione e concentrandosi sui rapporti tra i personaggi, portando quasi alla noia il lettore che ha già visto la pellicola (ipotizzo il 99% dei lettori); altre fasi sono particolarmente ispirate, e la lettura permette di scoprire riflessioni e risvolti emotivi inaspettati.
Inoltre vengono aggiunte scene per giustificare l'acquisto del libro anche per chi conosce il film, e queste mostrano risvolti interessanti; alcune sono chiaramente sottotrame o sensazioni presenti nei personaggi anche nei film, e altre sono sicuramente inventate, ma per certe scelte ci si chiede se sia qualcosa che Lucas e Spielberg non hanno voluto mettere in scena, ma che comunque fa parte della costruzione dei personaggi.
I Predatori dell'Arca Perduta - Campbell Black
La novità principale del primo romanzo è l'inserimento di un differente punto di vista per la storia: di tanto in tanto, nel corso della vicenda, ci sono infatti capitoli che si concentrano su Belloq e sulle sue azioni con i nazisti. L'archeologo francese non condivide la filosofia nazista, ma la sua passione per i reperti e la mitologia lo portano ad accettare compromessi con compagnie scomode e a compiere azioni riprovevoli, ed è questo che lo differenzia da Indiana Jones.
L'altro elemento differente che risalta immediatamente sono i toni rosa della storia, a partire da quando Marcus Brody trova Indy nel suo appartamento con una ragazza, una delle tante di un vero playboy, aspetto che non viene affrontato nel film;. Successivamente i risvolti romantici tra Marion e Indy sono frequenti, approfondendo il passato tra i due, come Indy usò Marion quando era appena adolescente, e il cosneguente litigio col padre della ragazza; fin da subito ci sono scene di passione, come un bacio nella locanda, che rende il tutto un po' troppo melodrammatico.
Ma l'aspetto più sconvolgente di questi toni romantici è la liason tra Marion e Belloq; lo spietato francese viene descritto come un uomo dal potente carisma e fascino, al quale la ragazza fa fatica a resistere, provando per l'uomo un misto di repulsione e attrazione. Tra i due agli scavi c'è anche un bacio intenso, che Marion trova addirittura molto più appassionato di quelli di Indy; una volta che i due si reincontrano sulla nave, la ragazza però lo rifiuterà, visto il modo in cui era stata trattata.
Tra le scene aggiunte più lunghe vi è l'atterraggio in Nepal, dove Indy incontra un suo amico che gli da informazioni per raggiungere Ravenwood, e il successivo viaggio fino alla locanda. Un'altra scena estesa è l'"arrembaggio" del sottomarino nazista da parte di Indy, descrivendo come si lega al periscopio con la frusta, e segue così i nazisti fino alla base; incredibile ma vero, ma una volta giunto a destinazione Indy si rende conto di aver smarrito il cappello, aggiunta di uno scrittore che evidentemente non si aspettava che il film avrebbe avuto seguiti e che quel cappello sarebbe divenuto così importante.
Un altro errore di continuity, a posteriori, è il racconto di come Indiana a 7 anni rimase incantato a 7 anni da un uomo con la frusta al circo, e da allora si allenò con impegno fino a che non riuscì a padroneggiarla; questa descrizione evidentemente stride con il prologo dell'Ultima Crociata, ma lo scrittore ovviamente non poteva aspettarsi neanche quello, e trovava interessante narrare un retroscena come questo.
Indiana Jones e il Tempio Maledetto - James Kahn
I personaggi ideati appositamente per il Tempio Maledetto sono quelli che vengono maggiormente esplorati nel cineromanzo, a partire dai due partner di viaggio di Indy.
Il piccolo Shorty vede in Indiana una vera e propria figura paterna, e si aspetta che una volta arrivato in America l'archeologo lo terrà con sè come un figlio; per sollecitare la cosa il bambino cerca addirittura nel corso dell'avventura di stimolare la relazione tra Indiana e Willie, che Shorty considera come ipotetica compagna di papà Jones, e quindi membro della futura famigliola felice. Questo bisogno di famiglia si avverte anche nella descrizione più accurata del rapporto con l'elefantino che lo accompagnia a Pankot, che Short tratta proprio come un fratellino, immaginando di unirsi a un circo e girare il mondo in sua compagnia.
Scopriamo che Willie è cresciuta in campagna, elemento che stride un po' con il suo personaggio; il suo essere così viziata non fa immaginare che abbia mai condotto una vita rurale. Inoltre, così come nei Predatori, il romanzo sviluppa ulteriormente la love story esprimendo chiaramente le reciproche sensazioni, aggiungendo addirittura una scena nella giungla in cui Willie fa il bagno nuda e Indy va a chiamarla.
Anche i rapporti con i personaggi al tempio sono un minimo più complessi, a partire dal maraja, che prende da subito in antipatia Short, nel vedere che non si inchina al suo passaggio onorandolo con i tradizionali rituali, scena che prepara allo scontro finale tra i due bambini. Ci sono alcune scene in più col ministro, qui esplicitamente un seguace thug (cosa meno riconoscibile nel film), e col capitano dell'esercito inglese, in modo che la sua presenza è maggiore all'interno della storia e la sua apparizione al termine dell'avventura non risulta un "miracolo" come sembra nel film.
Uno degli elementi più interessanti dell'adattamento del Tempio Maledetto è la fase durante la quale Indiana Jones passa al lato oscuro; tutte le scene in cui lui è presente sono narrate prima da un punto di vista oggettivo poi, in corsivo, la narrazione viene ripetuta dal punto di vista di Indy, con un florilegio di visioni dove Willie è una strega, Short un piccolo demone, e ovunque compaiono fiamme, serpenti e altre apparizioni oscure. Inoltre, subito dopo la trasformazione, Indy e Willie tornano a palazzo per una notte; Willie cercherà invano di informare il capitano Blumburtt di quanto hanno visto sotto il palazzo, ma Indy posseduto parlerà privatamente con l'ufficiale assicurandolo che è tutto a posto.
Per il resto le scene sono molto simili alla versione cinematografica, riuscendo addirittura a restituire in modo efficace la dinamicità della scena dei carrelli da miniera: un'aggiunta sul finale è la liberazione dei bambini prigionieri e il viaggio verso il villaggio, durante il quale Short si sentirà una sorta di Re, aiutandoli e insegnandoli più cose possibili.
Il finale, pur non riaffrontando il tema, è dolceamaro ripensando al desiderio di Short di avere Indy come padre con il quale passare il tempo in America; lo scrittore di questo romanzo non poteva immaginarlo, ma qualche anno dopo scopriremo nell'Ultima Crociata che così non è stato, e viene da chiedersi che fine abbia fatto il piccolo aiutante cinese di Indy.
Indiana Jones e l'Ultima Crociata - Rob MacGregor
Il terzo romanzo è sicuramente il più avvincente, quello che più di tutti va oltre all'essere "solo" un adattamento, ma chè è decisamente più ricco; diversamente dagli altri non per aggiunte o modifiche particolari alla vicenda, ma per lo stile di narrazione più ricco ed elaborato, tanto che sembra di leggere un gran bel libro contenente una storia nato per questo media.
Certo, qualche cambiamento qua e là, ma nulla di influente come nei precedenti adattamenti.
La scena sul treno è allungata con alcuni animali in più e l'incontro coi freaks del circo; l'inseguimento della croce prosegue poi sulla nave durante la tempesta, che in realtà è una trappola ideata dall'uomo col panama, che ha intenzione di vendere il prezioso manufatto ma il compratore ha fissato tra le condizioni d'acquisto di sbarazzarsi di Indiana Jones (più tardi nel libro Indy penserà che questo compratore potesse essere lo stesso Donovan). Lo status di villain di Donovan viene qui fissato da subito, quando gli uomini che invitano Indiana Jones a salire in macchina per portarlo nell'appartamento di Donovan, lo intimano con due pistole, facendo intuire che i metodi del ricco uomo non sono dei più nobili.
Per il resto la novelizzazione offre solo qualche retrospettiva in più sul legame tra Indy e il Graal; sono narrate le numerose letture su Parsifal, Lancillotto, Galvano, Artù e compagnia bella che Henry Jones ha obbligato a leggere al figliolo, e un ritiro mistico suggerito all'archeologo da un indiano, durante il quale ha una visione mistico col significato di "tu sei il prescelto a trovare il Graal.". Mh.
Mancano un paio di scene, come lo scontro in sidecar con i nazisti (probabilmente perchè fu l'ultima girata, un'aggiunta che Spielberg decise di inserire a riprese ufficialmente finite) e buona parte del dialogo a bordo del dirigibile tra Indy e Henry (probabilmente frutto di improvvisazione tra i due attori, quindi assente nella sceneggiatura dalla quale MacGregor ha tratto spunto).
Ah, piccolo spostamento anche per la chiacchierata sulle origini del nome di Indiana, assieme a Sallah e Marcus Brody, che viene spostata dalla fine del film alla scena del deserto con la "finta morte" di Indy.
